CRISTIANI A RISCHIO IN TERRA MUSULMANA

21 09 2006

Cristiani a rischio in terra musulmana
di Adriana Bolchini Gaigher - 19 settembre 2006 Ragion Politica

In Egitto, negli ultimi anni, è entrato in uso il rapimento di giovani ragazze copto-cristiane per convertirle all’Islam in modo forzato, attraverso matrimoni altrettanto forzati da cui esse non possono più affrancarsi, a causa del modo in è concepita la legge islamica (shari’a). Il 17 agosto scorso Mona Yacoub Kiriakos, di 23 anni, è improvvisamente scomparsa dalla propria abitazione di Fayyum (paese a circa 100 chilometri dal Cairo). Un suo collega di lavoro, interrogato dalla polizia, ha dichiarato di aver sposato la giovane copto-cristiana nel mese di giugno ed ha esibito un certificato di matrimonio sui cui è stata apposta la firma della ragazza. C’è da precisare che il collega è già sposato ed ha quattro figli. I genitori della ragazza dichiarano invece che la firma del certificato non è autentica. Su questo nuovo episodio di rapimento è intervenuto il vescovo locale, che ha chiesto di poter parlare con la ragazza; ma la polizia ha rifiutato di dare sia altre informazioni che di concedere il permesso all’incontro.

 

Questo episodio è emblematico perché chiarisce attraverso quali perversi meccanismi la vita dei cristiani nei Paesi musulmani sia diventata, negli ultimi anni, molto difficile. L’intolleranza dei dettati islamici può arrivare a renderla insopportabile, dimostrando che la difficoltà dei cristiani a vivere nei Paesi islamici risiede proprio nel fatto che fra le due religioni esiste una differenza sostanziale, soprattutto in ragione del diritto. Inoltre la vicenda di Mona Yacoub Kiriakos dimostra come le parole rassicuranti sul rispetto delle altre fedi da parte dei musulmani restino nei fatti lettera morta.

Il peggioramento della vita dei cristiani nei Paesi musulmani si evidenzia anche nel banale calcolo numerico della presenza cristiana, che è andata riducendosi in maniera esponenziale, per diventare ormai un’esigua minoranza con poca o nessuna incidenza nella vita dei Paesi islamici. Il gesuita egiziano Samir Khalil Samir, professore di islamologia all’università di Beirut, fondatore di un Centro Studi di cultura arabo-cristiana, e che d’intesa con la casa editrice Jaca Book promuove prestigiose collane editoriali, precisa che all’inizio del 1900 i cristiani nei Paesi musulmani del Medioriente e dell’Africa settentrionale erano circa il 25% della popolazione, mentre alla fine del secolo sono scesi al 7% e ora sembra stiano scomparendo.

Per i musulmani il progetto religioso di Maometto è tutt’uno con il progetto politico e scopo e fine ultimo di questo progetto è la totale islamizzazione dei Paesi in cui i musulmani vivono, mentre per i cristiani la religione e la vita politica occupano due spazi ben distinti e questo fin dall’inizio del Cristianesimo, quando Gesù ne delimitò chiaramente i confini con la famosa espressione «date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». Nel volume Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale edito da Garzanti nel 1997, il politologo americano Samuel P. Huntington ha tracciato uno scenario molto verosimile nei rapporti tra il mondo islamico e l’Occidente ed ha indicato nell’islamizzazione della politica e della cultura nella maggior parte dei Paesi musulmani una delle cause principali della crescita dell’intolleranza verso le comunità non musulmane.

È questo, per noi cristiani, il grande problema: essendo l’Islam società, politica, cultura e religione, come vivere in un sistema musulmano che ha come fine l’islamizzazione di tutti gli aspetti della vita? La difficoltà maggiore certamente risiede nel fatto che i non musulmani sono considerati dhimmi e devono vivere in uno stato di sudditanza, che prevede la loro esistenza all’interno dell’Islam come quella in un protettorato, senza il diritto all’autodeterminazione; inoltre - cosa fondamentale - i cristiani vengono invitati in tutti i modi possibili e non sempre accettabili a convertirsi all’Islam, mentre è impossibile il contrario, che rappresenta il peggior reato contemplato dalla legge islamica, punibile anche con la morte.

Finché non prenderà fino in fondo coscienza di tale situazione e delle differenze radicali tra Islam e Cristianesimo, l’Occidente rischia veramente di perdere la sua identità. E alla perdita dell’identità alla quale inevitabilmente seguito la perdita dei principi del diritto, frutto di un cammino sociale e culturale, oltre che religioso, faticosissimo e durato secoli.

Adriana Bolchini Gaigher





LA GUERRA DEI MONDI con “SOLUZIONE FINALE“

19 09 2006

Questa volta il pretesto è stato il papa e il suo stupendo e profondo discorso sulla storia dell’umanità, che è sempre stata densa di eventi spesso in contrasto fra loro e le idee che hanno prevalso non sempre sono state le migliori, ma spesso soltanto quelle che sono riuscite ad affermarsi, soprattutto se la loro affermazione è passata attraverso l’uso della forza. Pensate che i nostri soloni della politica si siano finalmente accorti che siamo in guerra o pensate che ci vorranno ancora qualche bombetta in casa, per distruggere l’unico argine alla dilagante egemonia islamica che vuole imporre la sua interpretazione di islam fatto di terrore e sottomissione?

il papa da Castelgandolfo

Al-Qaeda lancia la sua controffensiva globale: conquisteremo Roma, come voleva Maometto e sul Vaticano non ci sarà più la croce,  ma la parola di Allah.  AUGH!!!

La rabbia musulmana è come un fuoco impetuoso capace di distruggere tutto… urlano gli estremisti e noi rispondiamo:  cavoli che vanto, che orgoglio roba da torte in faccia, possibilmente imbottite con il tritolo, così tanto per gradire i propri souvenir. 

Speravo che la società musulmana fosse più matura, invece sanno fare solo quello che fanno i bimbi dopo i primi apprendimenti:  distruggono tutto ciò che toccano, ora ci hanno confermato che sono infantili e proprio come i bambini sono crudeli e capaci di ogni capriccio, il guaio è che non giocano con i cavalli a dondolo o con il legoland, ma con il tritolo e i kalashnikov, con qualche tocco di creatività artistica sulla lama dei coltelli.

L’ayatollah Khamenei dichiara:  quello del papa è solo uno dei tanti tasselli dell’attacco sferrato dall’occidente all’islam.

Oh bella, senti senti cosa ci dice questa mammoletta: a noi sembrava proprio che gli attacchi li facessero gli islamici, ma cosa fa Khamenei il gioco delle tre carte, scambiandoci tutti per imbecilli, o semplicemente vive sull’isola che non c’è?

 

Vuoi vedere che adesso scopriamo che Bin Laden è il papa travestito da sceicco… al –Zawahiri, in realtà è il cardinal Ruini e le folle islamiche dei figuranti pagati da Zeffirelli?

Roba da pazzi, farneticazioni da avanspettacolo… se non fosse che stiamo vivendo una nuova tragedia mondiale, si potrebbero anche applaudire.





COME TI MANIPOLO IL PAPA

18 09 2006

Benedetto XVI durante la sua visita in GermaniaDurante la sua visita in Germania, più precisamente all’incontro del 12 settembre all’Università di Regensburg (lectio magistralis), Papa Benedetto XVI ha tenuto un discorso decisamente politicamente scorretto a proposito di Islam e Jihad, discorso che stranamente non è stato riportato o citato dai media. I media hanno infatti riportato, a sproposito, solamente una frase secondo cui l’islam si sentirebbe “minacciato dall’Occidente che oscura Dio”, riassumendo (e manipolando) così quattro interi discorsi in un messaggio politicamente corretto e decisamente dhimmi: “La colpa è dell’Occidente, i musulmani sono le vittime”. È inevitabile, in un mondo e in una società che ragiona per slogan. Sinceramente, quante saranno le persone che andranno a leggersi tutti e quattro i discorsi in cui Joseph Ratzinger cita l’imperatore di Bisanzio, Immanuel Kant, Adolf von Harnack, in cui parla di cartesianismo ed empirismo? Quindi tanto vale riassumerli in una frase che tutti riusciranno a comprendere. Questo è uno spezzone del discorso tenuto dal papa a Regensburg il 12 settembre, più politicamente scorretto di così…

[...] Nel settimo colloquio edito dal prof. Khoury, l’imperatore [bizantino] tocca il tema del jihad (guerra santa). Sicuramente l’imperatore sapeva che nella sura 2, 256 si legge: “Nessuna costrizione nelle cose di fede”. È una delle sure del periodo iniziale in cui Maometto stesso era ancora senza potere e minacciato. Ma, naturalmente, l’imperatore conosceva anche le disposizioni, sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la guerra santa. Senza soffermarsi sui particolari, come la differenza di trattamento tra coloro che possiedono il “Libro” e gli “increduli”, egli, in modo sorprendentemente brusco, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: “Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava.”





STRUMENTALIZZAZIONI DEL PAPA - A CHI DOVREBBE CHIEDERE SCUSA?

18 09 2006

E questi qui sarebbero coloro a cui Benedetto XVI° dovrebbe chiedere scusa?
Ma li avete guardati bene questi violenti, arroganti, ignoranti barbari trogloditi, mossi da
immondi burattinai che cercano di affermare il loro potere politico sfruttando la religione e la superstizione che loro stessi hanno contribuito a diffondere.

musulmani del kashmir indiano

studenti musulmani di Allahabad, India,

chiesa greca-ortodossa bruciata dai palestinesi

attivista musulmano del kashmir pro-Pakistan

donne musulmane del kashmir indiano pro-Pakistan

palestinesi supporter di Hamas palestinesi incendiano la chiesa anglicana nella West Bank





GRAZIE ORIANA

15 09 2006

GRAZIE ORIANA

Un'eroina dei nostri tempi

NON TI DIMENTICHEREMO

 





LA LEGGE ISLAMICA ISTITUZIONALIZZA LE INFAMIE ?

15 09 2006

La Sharia, legge islamica fra i suoi codici ha istituzionalizzato anche la pedofilia?

Purtroppo nel mondo terrestre molti uomini non si comportano certo come persone civili e commettono dei crimini immondi e spaventosi.  Fra questi la pedofilia non è certo un crimine minore, ma un conto è che sia considerato un crimine poiché la società ha stabilito dei principi di diritti e di rispetto irrinunciabili, un altro è invece il fatto che non esistano leggi che considerano la pedofilia un crimine e chiunque può usare e abusare dell’infanzia a proprio piacere, esibendo anche il “trofeo” con orgoglio, come se avesse lottato contro un esercito e da vero eroe avesse vinto la battaglia.

Personalmente sono convinta che usare dei bambini, maschi o femmine che siano, a scopi libidinosi, da chiunque abbia un’età ragionevole per considerarsi adulto, non solo commette un crimine abominevole dal punto di vista etico, morale, sociale, ma perpetua comportamenti che peseranno non solo sulla società presente, ma si proietteranno nel futuro, poiché portano con sé uno dei problemi psicologici che affliggono l’umanità:  chi subisce violenza, e conosce solo violenza, da adulto senza rendersene conto proseguirà ciò che ha subito, soprattutto se non sopravverranno interventi esterni a modificare lo stato in cui il fanciullo ha vissuto ed è cresciuto e non gli sono stati concessi gli strumenti per affrancarsi da quella che per lui è una schiavitù ineludibile, proprio come una condanna all’ergastolo.

Non voglio proseguire oltre nel giudizio, qui sotto vedrete tre islamici per i quali la pedofilia è un’usanza e un’abitudine che non hanno nemmeno bisogno di nascondere, ma che proprio perché la legge lo permette, sentono addirittura il bisogno di esibirle i loro trofei: sia chiaro a tutti che loro sono i padroni e le fanciulle la preda.

Ebbene ammirate questi campioni di virtù islamically correct:

Mohammed Fazal, 45 anni e la sua bambina schiava
Mohammed Fazal, 45 anni, nel giorno in cui consumerà le nozze (“nikah”) con la sua seconda sposa-schiava, Majabin di 12 anni, seduta alla sua destra. Alla sua sinistra la prima moglie con uno dei numerosi figli.
Faiz Mohammed, 40  e Ghulam 11
Faiz Mohammed, 40 anni dichiarati (anche se ne dimostra 70). La bambina è la sua decima moglie. Si chiama Ghulam, ha 11 anni, e sognava di diventare maestra. Che idea assurda! Per fortuna che ci ha pensato il suo nuovo padrone-marito a riportarla sulla retta via.
Said Mohammed 55 anni e Rosha 11 anni
Questo vecchiaccio schifoso è Said Mohammed ha 55 anni anche se ne dimostra 100. Accanto a lui c’è Roshan. la bambina di 11 che il vecchio si sta apprestando a sposare e a possedere. La povera Roshan ride spensierata, non sa ancora che cosa le sta per accadere…

Vuoi mai capitasse all’Europa di diventare islamica, pensate sia compatibile o tollerabile quello che vediamo in pagina con la nostra costituzione, le nostre leggi, i nostri valori e la nostra etica e soprattutto con la carta dei diritti umani?  Ma se venisse imposta la sharjia, avremo ancora la possibilità e la capacità di ribellarci e rispondere con forza NO? 

Potremo e dovremo diventare tutti come questi vecchiacci e lasciare ai nostri figli questa eredità?  Vi prego di credermi se vi dico che piuttosto che diventare una troglodita pari a quest’immondezzaio, preferisco di gran lunga suicidarmi.

Notate che si chiamano tutti Mohammed, che caso! – saranno solo emuli del profeta o sono proprio dei maiali schifosi degni delle fogne di Nuova Dheli? 

Tratto dal blog Controcorrente

Fonte originale  delle foto e delle informazioni: articolo New York Times, 9 luglio 2006





E’ NECESSARIO ESCLUDERE L’UCOII DALLA CONSULTA ISLAMICA

13 09 2006

LOGO DELL'UCOII

CHIEDERE L’ESCLUSIONE DELL’UCOII DALLA CONSULTA è un diritto degli Italiani ed è un dovere del Governo e di Amato, attuarla.

Escludere l’UCOII dalla consulta islamica in Italia, non solo è un dovere che Amato ha verso gli Italiani, ma lo ha anche verso se stesso, perché lui è proprio uno dei firmatari della legge 205 che ha sottoscritto assieme a Mancino e Conso, e questo comporta che deve anche verificare che sia rispettata, altrimenti si potrebbe o ne dovremmo dedurre che è una legge inutile, presentata così tanto per dimostrare qualcosa, e questo sospetto ci è venuto visto che è stata applicata solo nell’ambito delle manifestazioni sportive e io mi rifiuto di credere che il principio che l’ha ispirata, sia così povero e riduttivo, da restare chiuso in uno stadio. Per questo motivo ritengo che anche i giornali che hanno pubblicato quella pagina dovrebbero  essere sanzionati a norma di tale legge.

Escludere l’UCOII dalla consulta islamica è un dovere verso gli italiani, che sono stanchi delle pretese avanzate in questi anni dalla sua organizzazione, troppo vicina alla fratellanza islamica, ad hamas e come dimostra l’ultimo atto della tragedia messa in scena pro-domo-sua, anche a hizbollah. Pietosi sono i suoi tentativi di farsi passare per persona ragionevole, l’uso sapiente della dissimulazione a cui ricorre, è ormai inutile.

Escludere l’UCOII dalla consulta islamica è un primo passo per evitare che l’affondo iniziato dentro l’Europa, dalle organizzazioni che si servono della strategia del terrorismo camuffato da jiad, per realizzare un completo dominio sul mondo occidentale, venga se non fermato, almeno arginato, rallentato, perché tutti abbiano il tempo di capire che il terrorismo in Italia, fino ad oggi, ci ha dato solo un assaggio servendolo goccia a goccia, con quell’incredibile fabbrica d’odio che vede l’islam integralista, tirare le fila in quasi tutti i conflitti in atto nel mondo.

E veniamo al vergognoso attacco a Israele e chiariamo subito il principio di giustizia per il quale se qualcuno vuole parlare di Sabra e Chatila (16/9/1982) non può omettere l’assassinio di Bashir Gemayel (14/9/1982) neo eletto presidente del Libano (cristiano maronita) assassinato dai palestinesi di Arafat su mandato siriano ed è vergognoso che Nour Dachan non espliciti che è stato Elias Hobeika capo delle milizie cristiano-falangiste a realizzare la mattanza e non Israele, (come si nota dalle date: causa = effetto)   ma soprattutto non può dimenticare Damour (13/1/1976) e il massacro subito dalla sua popolazione tutta cristiana, i cui sopravvissuti hanno fatto la fine dei boat people vietnamiti, che per non finire massacrati, hanno scelto di morire in mare e i documenti esistenti, sono raccapriccianti, per usare un termine caro agli estremisti islamici e dimostrano l’arroganza stragista di Arafat che si è impadronito di Damour , infatti dopo aver massacrato i suoi abitanti e scacciati i sopravvissuti, ha firmato l’opera con : Fatah, (come si vede dal cartello)  facendo occupare tutte le case esistenti dalle sue milizie e dalla popolazione palestinese, cacciata dalla Giordania a causa delle ignobili azioni di Arafat.

Ma Nour Dachan non si può permettere nemmeno di ignorare il genocidio dei cristiani compiuto in Libano, dai palestinesi in combutta con i siriani, che terminò solo nel 1990 nelle zone di Damour, Dahr El Uahesh,  Suck El Ghareb, Bsuss,  El Hadas  Beit Miri e l’occupazione del Libano da parte della Siria, che originò le milizie hizbollah  alle quali solo dovrebbe accreditare la colpa dell’attuale guerra in Libano, e delle vittime che ne sono derivata, poiché sono loro ad averla iniziata, con i continui bombardamenti di Israele e l’azione di guerra oltre frontiera con l’uccisione e rapimento di militari, non occupati in azioni belliche, ma in semplice pattugliamento dei propri confini. E chiariamo anche Jenin, tanto per capire meglio quali falsità ignobili e pillole d’odio va distribuendo Dachan:
“Jenin” è stato un “massacro costruito a tavolino” nel film trasmesso in tutto il mondo con il titolo “Jenin Jenin” con elaborazioni che ha definito artistiche, ma false “come ha ammesso il regista arabo israeliano Muhammad Bakri”  citato in giudizio per falso, il quale ha anche ammesso che l’esercito israeliano non è mai passato sopra civili palestinesi, come il film manda in scena e come coronamento al tutto, ha dovuto persino ammettere che il film era stato sovvenzionato da da Yasser Abed Rabu, allora ministro palestinese per la cultura e l’informazione, nonché membro del comitato esecutivo dell’OLP sotto la direzione di Arafat” ancora in vita. e trasmesso in un film dal titolo “Jenin Jenin” di cui i fomentatori d’odio si sono poi serviti, (ma sappia il Signor Dachan che le bugie hanno le gambe corte e la storia alla fine fa giustizia.) 
Questo film vero capolavoro della propaganda palestinese a cui Nour Dachan fa il paio, ha aumentato la diffidenza verso Israele, che per estensione va a ricadere su tutti gli ebrei ed è un vero peccato che il chiarimento del falso in Italia abbia trovato ospitalità in poche testate. Forse per questo Nour Dachan si può permettere di fare la sua sporca propaganda, intrisa di falsità e d’odio alla quale è necessario rispondere con fermezza e non permettere a questo furfante levantino di manovrare i nostri sentimenti, per portarci là dove coloro di cui palesemente prende le parti ci vogliono portare: alla distruzione della cultura occidentale per trasformarla in una “provincia islamica” nella quale potremo solo scegliere se diventare muslim o soccombere come dhimmi. 

Fuori Nour Dachan e l’UCOII dalle Consulta islamica e da tutte le istituzioni italiane!





NO! NOI NON DIMENTICHEREMO

11 09 2006

 NO! NOI NON DIMENTICHEREMO11 settembre 2001 - Tramonto sulla libertà?

Loro non potranno dimenticare e noi non vogliamo dimenticare.

Potrete trovare tutte le giustificazioni che vorrete, motivare le vostre azioni con tutti i pretesti che riuscirete a trovare.  Potrete inventarvi complotti tanto improbabili quanto fantasiosi, che noi non cadremo nelle vostre trappole. Potrete far credere a parte del mondo che siete depositari di una verità divina, seguaci di un dio immorale e sanguinario che esalta i massacri degli innocenti e disprezza la vita, ma noi e voi sappiamo che state bestemmiando e che volete imporre il vostro disegno criminale e totalitario su tutto il mondo, anche se sostenete che l’islam è una religione di pace, noi e voi sappiamo che mentite.   

No! Noi non dimenticheremo. 

Voi siete la distruzione, voi siete il demonio nascosto dentro una religione ideologicamente e strutturalmente criminale.  Sì criminale per come è stata pensata e divulgata al mondo: non si possono massacrare milioni di persone in nome di dio e non si può ergersi a razza superiore perché si pretende di adorare l’unico dio degno di essere adorato, voi non siete migliori di noi, la vostra morale è immorale e non possedete le chiavi del paradiso, siete tutti destinati all’inferno dal cui ventre immondo siete usciti e al quale tornerete per essere inghiottiti.

NO! NOI NON DIMENTICHEREMO





LO STATUTO DI HAMAS

10 09 2006

STATUTO DEL MOVIMENTO DI RESISTENZA ISLAMICO (HAMAS) - 18 agosto 1988
In nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso. “Voi siete la migliore comunità che sia stata suscitata tra gli uomini, raccomandate le buone consuetudini e proibite ciò che è riprovevole e credete in Allah. Se la gente della Scrittura credesse, sarebbe meglio per loro; ce n’è qualcuno che è credente, ma la maggior parte di loro sono empi.

Non potranno arrecarvi male, se non debolmente; essi vi combatteranno, volteranno ben presto le spalle e non saranno soccorsi.Saranno avviliti ovunque si trovino, grazie a una corda di Allah o a una corda d’uomini. Hanno meritato la collera di Allah, ed eccoli colpiti dalla povertà, per aver smentito i segni di Allah, per aver ucciso ingiustamente i Profeti, per aver disobbedito e trasgredito” (Corano 3, 110-112).

“Israele sarà stabilito, e rimarrà in esistenza finché l’islam non lo ponga nel nulla, così come ha posto nel nulla altri che furono prima di lui” (parole dell’imam e martire Hassan al-Banna -fondatore dei Fratelli Musulmani, 1906-1949 di cui alla foto)  possa Allah avere misericordia di lui.

Il patto del Movimento di Resistenza Islamico (Hamas) ha così preso forma, svelando la sua identità, precisando la sua posizione, chiarendo le sue attese, discutendo le sue speranze, e chiamando ad aiutare, sostenere e aggiungersi ai suoi ranghi. logo di 3 movimenti terroristici islamisti palestinesi
Sono alcuni dei movimenti stragisti palestinesi appartenenti a varie fazioni. Il logo centrale è quello utilizzato dal movimento Hamas. 

La nostra battaglia con gli ebrei è molto lunga e pericolosa, e chiede la dedizione di tutti noi. È una fase cui altre successive ne seguiranno, un battaglione che dovrà essere sostenuto da molti altri battaglioni del mondo arabo e islamico, oggi diviso, finché il nemico sia vinto e la vittoria di Allah sia sicura. 

“Il giorno del Giudizio non arriverà finché i musulmani non combatteranno gli ebrei, uccidendoli,  fin quando gli ebrei non si nasconderanno dietro le pietre e gli alberi e le pietre e gli alberi diranno: “Oh musulmano, c’è un ebreo dietro di me,  vieni a ucciderlo” (Carta di Hamas)   Tratto dal sito del Cesnur

MEDITATE GENTE, MEDITATE se siete infedeli, non nascondetevi dietro agli alberi, potreste ricevere una “ramata”, perche gli alberi oltre che parlare e fare la spia, sanno anche genuflettersi.  Kinvuli

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Vi suggeriamo di prendere visione di questi 3 articoli:
Sapete che esiste una strategia islamica per conquistare il mondo? Del 28/11/2004
Alla conquista dell’occidente - così l’islam radicale si infiltra in Europa
del 9/7/2005  
Strategie e tattiche di conquista 18/8/2005 

Se poi avete un po’ di tempo: dedicate qualche minuto per verificare la quantità spaventosa di attentati terroristici, che gli islamici hanno lanciato contro il mondo dal 1968 ad oggi, la cui nascita è in stretta relazione con i movimenti terroristici palestinesi, per merito del grandissimo criminale sanguinario terrorista Arafat e all’espandersi nel medioriente Libanese per l’inserimento dell’idea di un altro criminale spaventoso ammazza bambini: Khomeini, che ha inventato gli shaid (martiri bambini) per allargare il suo potere sul mondo islamico, utilizzando quella che viene impropriamente definita jiad (guerra santa) in realtà è una guerra espansionistica con tentativo di islamizzazione sul mondo attraverso il terrorismo che è soltanto il braccio armato di menti perverse, che hanno contagiato gli estremismi politici di ideologi e teologi, che si servono della religione per “rincoglionire” le proprie popolazioni ed asservire il mondo.Vi precisiamo che pur se l’elenco è abbastanza dettagliato, mancano ancora alcuni elementi, che stiamo ricercando per pubblicarli, e l’aggiornamento a tutto il 2006. 

Non abbiamo incluso nell’enorme elenco, gli attentati accaduti in Israele – Iraq e Afghanistan, poiché di quelli pubblicheremo (tempo permettendo) un riassunto, in quanto rivestono uno specifico differente da quelli realizzati invece nel resto del mondo. 
Cliccate su: attentati terroristici nel mondo, dal 1968 in poi





IL COMPLOTTO E I COMPLOTTISTI SONO CADUTI SUL PISELLO

8 09 2006

IL COMPLOTTO E’ CADUTO, AL-QAEDA RIVENDICA L’ATTENTATO DELL’11 SETTEMBRE 2001, CHISSA’ SE GLI IMBECILLI DI CASA NOSTRA LO AVRANNO FINALMENTE CAPITO.

La notizia è su tutti i media, ma si può controllare anche su ANSA rivendicazione di al-Qaeda

Siamo prossimi ad una data molto importante per il mondo occidentale, l’11 settembre che ricorda il tragico attentato terroristico del 2001, lanciato da Osama bin Laden  contro l’America e contro il mondo occidentale.

Dalla TV satellitare Al Jazira, si irradiano per il mondo tragiche immagini che  mostrano uno scenario inquietante ripreso durante la preparazione all’attacco terroristico.

Intanto vengono trasmesse al mondo le parole d’odio di  Abu Hamza al-Muhajir, che ha preso il posto del macellaio al-Zarqawi  in Iraq, il quale incita i musulmani sanniti ad ammazzare almeno un americano entro i prossimi 15 giorni.

Siamo consapevoli che ci saranno troppi occidentali pronti a chiudere le orecchie davanti a tali gravissimi fatti o peggio, pronti persino a giustificarli in nome non si sa bene di chissà quale riscatto, però una cosa importante con la trasmissione di questo video è stata raggiunta. I complottIsti, coloro che hanno sempre dipinto l’attentato agli USA, come frutto di un complotto fra mossad e Stati Uniti, dovranno per forza ricredersi, ma anche qui nutro qualche serio dubbio, infatti già 4 anni fa in un’altra occasione Osama bin Laden, seduto fra i suoi collaboratori più fidati, discuteva apertamente sulle modalità dell’attentato alle due torri e dichiarava che i risultati erano stati superiori alle sue aspettative, mai si sarebbe immaginato che avrebbe potuto provocarne addirittura il crollo.  Eppure anche dopo quel video, i complottisti naif, hanno continuato a disegnare i loro scenari complottistici. 

Chissà se quel cretino di Maurizio Blondet continuerà imperterrito, ovviamente assecondato da amici cretini almeno quanto lui, a sostenere le sue fantasticherie, degne del manicomio made in islam?