ISLAM: ECCO COME PICCHIARE LA MOGLIE

28 01 2007

N.D.R. Vi facciamo notare che questo video è stato divulgato direttamente da un programma televisivo del Bahrein,nel quale un’autorità religiosa spiega come picchiare la moglie secondo l’Islàm. Vi consigliamo perciò di usare il vostro buon senso e di non credere ciecamente alle parole, perché possono essere frutto di taqyia.
Video proveniente dal Bahrein su come picchiare la moglie

Qui potete visionarlo direttamente
Su Memri lo trovate indicato come #727
In un video che ha avuto larga diffusione via internet nei blog dei paesi arabi, si tratta di una trasmissione del Bahrein, un Imàm spiega come picchiare la moglie secondo l’Islam. Il religioso pone una serie di limiti, ma è sconvolgente che comunque accetti questa pratica molto diffusa nel suo paese e non solo. Nel video dice: “Se il marito vuole picchiare la moglie non deve mai farlo di fronte ai figli. La cosa deve rimanere fra lui e lei. Ecco alcune limitazioni alle botte:
- non deve causare sanguinamento
- non deve rompere nessun osso
- non deve colpire il viso
- non deve provocarle lividi
Se il marito viola queste regole viola le regole di Dio. Se lei è stata ferita l’uomo è ritenuto responsabile per ciò che ha fatto perché la donna non è un suo oggetto. Non le può fare tutto ciò che vuole. Anche se la donna perdona il marito non significa che Dio farà lo stesso nel giorno del Giudizio”.
Vediamo cosa dice il Corano al riguardo:
“Gli uomini sono preposti alle donne perché Dio ha prescelto alcuni esseri sugli altri […] quanto a quelle di cui temete atti di disobbedienza, ammonitele, poi lasciatele sole nei loro letti, poi battetele; ma se vi ubbidiranno, allora non cercate pretesti per maltrattarle; che Iddio è grande e sublime”  (IV, 34). Secondo alcuni si tratta di una legittimazione all’uso della violenza nei confronti della moglie,    (IV, 34). Secondo alcuni si tratta di una legittimazione all’uso della violenza nei confronti della moglie, secondo altri la punizione consiste nell’ammonirle, poi negare le attenzioni sensuali e nel caso in cui le precedenti misure non abbiano avuto effetto “battetele”, che secondo la tradizione musulmana dovrebbe tradursi in un colpetto che non lascia segni .  
Secondo i musulmani fautori della non-violenza,  il Corano va contestualizzato nel momento storico in cui avvenne la Rivelazione e fu già portatore di un messaggio di emancipazione femminile in una società che seppelliva vive le figlie. Quindi, probabilmente, il versetto è stato rivelato proprio per scoraggiare gli uomini dal picchiare le donne. Sfortunatamente, la pratica testimonia tutt’altro. Bisogna, tuttavia, constatare che purtroppo quella della violenza domestica sulle donne è una piaga estesa “culturalmente” a tutti in paesi del Mediterraneo. Basti vedere i problemi che sta affrontando anche la Spagna.

Ci sono diversi passi del Corano contro la violenza e anche alcuni hadith, detti del Profeta:  “L’uomo forte non è colui che sa battersi. L’uomo forte è colui che sa dominare la propria rabbia”    e ancora: Se uno di voi viene preso dalla collera deve sedersi. Se la collera lo abbandona, va bene; altrimenti deve coricarsi”.  A questo punto dominare la propria ira dovrebbe essere una delle qualità del buon credente. Probabilmente una delle vie per parlare ai musulmani contro la violenza sulle donne è quella di assumere il loro linguaggio, in Italia sarebbe a questo punto necessaria una seria e forte presa di posizione anche da parte degli Imam nei confronti dei fedeli che frequentano la Moschea ma poi tornano a casa e picchiano le mogli.  
Vittoria Iacovella
Articolo preso da Controcorrente





MA PERCHE’ DOBBIAMO AVER BISOGNO DELLA SCORTA?

12 01 2007

NON BASTA LA SCORTA AI MINACCIATI DALLA MAFIA O DALLA CAMORRA? NO OGGI E’ NECESSARIA PER DIFENDERCI DALL’ISLAM INTEGRALISTA.
Daniela Santanché durante una trasmissione TV

Il governo deve prendere atto che è assolutamente necessario procedere all’isolamento, alle messa sotto inchiesta di certe associazioni e individui che sfruttano abilmente e la democrazia in Italia per distruggerla. E’ importante per la sicurezza di tutti gli italiani, che vengano emesse condanne e non siano soltanto parole, ma si formalizzino attraverso le aule dei Tribunali in cui Legge e diritto debbono essere ristabiliti.

Perché è stata data  la scorta a Daniela Santanchè?

Le è stata assegnata per mettere in sicurezza la sua incolumità,la quale dopo lo scontro televisivo sul velo imposto alle donne islamiche, avvenuto con l’imam di Segrate (personaggio squallido, che si permette di registrare sul suo stato di famiglia due mogli, andando perciò a cozzare di fatto contro le Leggi e la Costituzione Italiana) questi, l’ha apostrofata dandole dell’infedele, per il semplice fatto che  fra l’altro,  stava sostenendo a ragione, che il velo islamico che ultimamente ha visto una recrudescenza di imposizione, alle donne musulmane nei paesi occidentali, non è un precetto coranico, ma un’evidenze simbolo di sottomissione e quindi di discriminazione e di lesione del diritto della persona.

Ebbene se è vero che l’affermazione dell’imam Ali Abu Shwaima, equivale ad una fatwa, cioè ad una condanna a morte per apostasia o infedeltà alla religione islamica, non dovrebbero essere spesi denari della società italiana per proteggere la parlamentare, ma dovrebbe essere denunciato, processato e condannato l’imam della moschea di Segrate, non solo in sede penale, ma in automatico e ciò dovrebbe avvenire anche in sede civile perché l’imam e la sua “arrogante e pericolosa associazione” si facciano carico di rifondere i danni alla nazione Italia e a tutti quei cittadini italiani che vedono spendere il denaro che esce dalle loro tasche, con tanta fatica e che dovrebbe essere destinato ad altre opere e non a danneggiare il diritto di tutti gli Italiani.

Ma chi c’è dietro a questi personaggi come Ali Abu Shwaima? Semplicemente l’UCOII, (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), famigerata associazione che si è distinta in moltissime occasioni per aver violato di fatto le leggi italiane, per non aver voluto sottoscrivere una carta dei diritti all’interno della Consulta Islamica, pur essendo in minoranza e soprattutto del  gravissimo manifesto pubblicato l’estate scorsa su alcuni giornali, che a loro volta hanno violato il rispetto della legge che prevede l’istigazione all’odio razziale un reato molto grave e nuovamente ora per il tentativo di importare usanze tribali che stanno scomparendo nei paesi musulmani più progrediti, come la poligamia che di fatto aprirebbe un baratro nella famiglia italiana, creando discriminazioni inconcepibili e danneggerebbe irrimediabilmente tutto il castello legale edificato negli anni sui principi, sull’eguaglianza, sul diritto, sul rispetto di ogni membro della famiglia qualunque sia la sua età e il suo sesso.Nel nostro paese, grazie ad una aumentata coscienza negli ultimi decenni si è riusciti a costruire oasi di sicurezza, per far sì che i membri più deboli della comunità, all’interno della famiglia non vedano prevaricati i propri inalienabili diritti, soltanto perché qualcuno ha la presunzione di poter essere considerato di fatto superiore.

Debbono smetterla con i loro deliri di onnipotenza.Debbono crescere, evolversi ed imparare a comportarsi secondo i diritti e il rispetto della persona.In virtù di quale perversione un dio avrebbe deciso di umiliare una parte dell’umanità?Quale merito credono di avere per essere nati maschi anziché femmina? Quale privilegio possiedono per essere nati musulmani anziché cattolici, induisti o buddisti?  Loro si sono autoeletti moralizzatori della nostra società, autoassegnandosi diritti per mandato divino, della cui verità assoluta e dogmatica soltanto gli arroganti possiedono la convinzione.   Ma in virtù di quale merito o demerito ha l’individuo nel nascere maschio, femmina o anche di sesso indefinito?

Le superstizioni, l’arroganza e l’ignoranza ideologica non possono e non debbono trovare asilo nei nostri cuori e nelle nostre case.

Isoliamo questi individui e non permettiamo più loro di venire qui, emigrando per le loro disgrazie ad imporre a noi, retaggi dei quali sono vittime coloro che subiscono i precetti dei dittatori ideologici, politici e religiosi, che ancora dominano in tantissimi paesi musulmani.

Se la loro vita nell’islam era così, giusta, perfetta, pura e rappresentava l’anticamera del paradiso di Allah, perché sono venuti nel nostro Paese e soprattutto perché vogliono far diventare il nostro paese uguale all’inferno dal quale sono fuggiti?

Noi stiamo bene nel nostro mondo, che non sarà il paradiso, non sarà perfetto, ma è in continua evoluzione perché la creazione ha dato origine alla vita che non è un’assioma di staticità, ma un continuo ed incessante divenire.

Chi sostiene il contrario laicamente vaneggia e religiosamente bestemmia.

Adriana Bolchini Gaigher





INCENDIATA AUTO DI GIORNALISTA EGIZIANO DI TELEPADOVA.

11 01 2007

automobile incendiataECCO PERCHE’ I MODERATI NON PARLANO E SENTIAMO RARAMENTE LA LORO VOCE: NON POSSONO FARLO, PERCHE? CORRONO TROPPI RISCHI.

I moderati, per intendere subito ciò di cui stiamo parlando, sono quelle persone che giunte nel nostro Paese per affrontare una nuova vita, lo hanno fatto lasciando alle loro spalle i preconcetti e le superstizioni di cui le loro menti sono state imbevute fino all’ossessione.

Moahmmed Ahmed, egiziano per nascita ed islamico per ovvia conseguenza, che si muove all’insegna di un rapporto con l’Occidente molto equilibrato e rispettoso delle leggi Italiane, nazione in cui vive e lavora attraverso Tele9 di Padova, non è nuovo alle minacce indirizzate contro la sua persona, tutte volte a impedirgli di esprimere pareri che contrastino con le teorie prevaricatrici degli integralisti islamici.

Purtroppo sembra che ora le cose siano degenerate per Moahmmed Ahmed, e le minacce, da un primo livello verbale ora si sono manifestate fisicamente con un’azione intimidatoria, che lo colpisce molto da vicino, infatti la sua automobile nella notte è stata incendiata.

Viene spontaneo domandarsi come mai i rappresentanti del popolo italiano, cioè le persone che abbiamo votato e mandato al Governo, continuano a tollerare certe prepotenze che sono inaccettabili, da chiunque e da qualsiasi parte provengano e non cominciano a prendere in seria considerazione il fatto che per le persone moderate, ma che hanno la sventura di provenire da paesi in cui la religione è islamica, debbano continuamente essere minacciati nella loro sicurezza, se soltanto dimostrano rispetto per i nostri costumi e le nostre leggi.

Ci auguriamo che non prevalga l’ala estremista della sinistra di governo, che come è noto ha una “particolare comprensione” verso coloro che esercitano la lotta armata e rifuggono dal dialogo, anche se quando parlano dai loro pulpiti, predicano il dialogo, il guaio è che lo fanno a senso unico.

Non lasciamo soli gli immigrati che rispettano e amano il nostro Paese, aiutiamoli ad uscire dall’ombra nella quale vengono relegati a causa della voce tonante degli integralisti e facciamogli sentire che non sono soli e che noi lottiamo, perché anche loro, soprattutto loro, possano esprimere liberamente le proprie convinzioni e vivere la vita che si sono scelti senza imposizioni da chi non ha né i titoli, né il diritto di decidere della vita altrui.

Non lasciamo solo Moahmmed Ahmed, facciamogli sentire che esistono le voci amiche, che sono tante e sempre presenti. A volte una parola buona basta per non lasciarsi schiacciare dalla prepotenza.  Scrivete una mail di solidarietà a questo indirizzo: immigrati@la9.it