LA JIHAD E’ GLOBALE,, L’OBIETTIVO E’ L’EUROPA

13 04 2007

Lo scrittore Yasmina Kadra:
“La jihad è globale,
l’obiettivo è l’Europa”
EMANUELE NOVAZIO
lo scrittore algerino Yasmina Kadra

E adesso che cosa succederà all’Algeria, Yasmina Kadra?  
«Esattamente quel che succederà all’Europa fra qualche mese».

Come dire?  
«Che l’obiettivo principale di “al Qaeda del Maghreb”, come si fanno chiamare ora i salafiti del “Gspc”, non è l’Algeria ma l’Europa. L’Algeria è soltanto una base per l’ex “Gspc” che si è già ramificato in tutto il Maghreb, dal Marocco alla Tunisia, ed è presente in Mauritania e nel Mali, forse anche in Libia. Ha una visione globale: come al Qaeda ritiene che gli Stati devono sparire per lasciare posto alla nazione musulmana».

Dopo tanti anni di lotta al terrorismo, l’Algeria ha gli anticorpi per opporsi al fondamentalismo risorgente?  
«Il problema vero è che al Qaeda ha la capacità di resistere a ogni attacco: il suo obiettivo è un’utopia che cerca di spingere all’estremo, la sua strategia è l’autoesportazione. Difficile opporvisi».

Lei è molto pessimista.  
«Sono realista. Al Qaeda non è un mostro invincibile, ma approfitta della nostra debolezza, della nostra disorganizzazione, delle nostre incomprensioni. E’ questa la sua forza. Il tempo lavora per lei».

Per tornare all’Algeria, la politica di pacificazione del presidente Bouteflika (perdono in cambio di pace) è stata un errore?  
«Un errore spaventoso fondato un calcolo personale: Bouteflika non pensava all’Algeria ma a se stesso. Ed è stata inoltre una grande ingiustizia che ha fatto ricadere il Paese nel buio del terrorismo: sono stati perdonati gli assassini, le vittime si sono ritrovate in un angolo».

Senza la politica di pacificazione la situazione sarebbe migliore?  
«Senza dubbio. Nel 1999, quando ancora ero nell’esercito, verificai di persona che il terrorismo stava morendo in Algeria. Con Bouteflika e le sue scelte tutto è tornato a peggiorare».

Il terrorismo di oggi è diverso da quello di allora, però.
 
 «Sì, allora erano islamisti che volevano imporre uno stato islamico. Quei gruppi sono stati infiltrati da fondamentalisti che vogliono realizzare la grande nazione musulmana. Ma questo non cambia la realtà delle cose.

E i militari? Per anni lei è stato uno di loro, quando si chiamava Mohammed Moulessehoul e scriveva nascondendosi sotto lo pseudonimo femminile che le è rimasto: come ufficiale di carriera è stato in prima fila nel conflitto contro i terroristi.  
«I militari fanno quello che possono, ma non hanno i mezzi per lottare contro una rete organizzata e meglio armata di loro».

Leggi anche Nel Maghreb prove di Jihad globale





ECCOVI IL PRESUNTO TERRORISTA

13 04 2007

PRESUNTO TERRORISTA    Nasr Oussama Mustafa Hassan, alias Abu Omar, è nato ad Alessandria d’Egitto, dove era già stato arrestato per motivi politici nel 1993. Nel 2001 ottenne asilo politico in Italia dove divenne imam della moschea di viale Jenner a Milano. Dopo la cattura e il trasferimento in Egitto con l’accusa di appartenere al Nasr, un’organizzazione fondamentalista, Abu Omar è stato liberato, ma dopo solo tre settimane di libertà condizionata è stato arrestato di nuovo nel luglio 2006. Dopo la scarcerazione, avvenuta l’11 febbraio scorso, ha dichiarato di voler «denunciare Berlusconi» (ansa)
 Abu Omar quando doveva affrontare il processo in Italia Abu Omar oggi dopo il rilascio dall'Egitto
ECCOVI IL PRESUNTO TERRORISTA

Beh, guardatevi queste fotografie, che dite c’è fra loro un Abu Omar in versione inedita?  L’avevate mai visto prima? E’ un omonimo che si è fatto fare una plastica facciale per prendergli l’identità?  E’ un’invenzione dei biechi sionisti?  E’ un complotto della CIA?  O non è semplicemente un momento giocoso di una delle attività preferite del “presunto terrorista Abu Omar che vuole i soldi dall’italia per ripagarlo della galera che si è fatta in Egitto solo perché era una brava persona”?

Guardatelo bene, confrontatelo con l’immagine nella quale sfoggia un’identità occidentale ripulita dalle scorie dell’ombra del terrorismo o di quella che invece mostra oggi dopo aver dovuto pagare il suo debito agli egiziani ed essere venuto completamente allo scoperto.

Decidete voi chi è questo signore, ma prima domandatevi anche voi se è mai possibile che l’Italia si debba trovare ad essere il paese del bengodi dei terroristi di tutto il mondo? Ochalan docet!!!

Adriana Bolchini Gaigher
Presidente Nazionale O.D.D.I.I.





MAI ABBASSARE LA GUARDIA CON IL TERRORISMO

13 04 2007

attentato in Iraqbambino ferito in un attentato in Iraq attentato in Afghanistan
Non passa giorno che non ci sia un attacco terroristico in Iraq o in Afghanistan, ma ormai ci siamo assuefatti e non fa più notizia se scoppia un camion bomba vicino a una scuola di polizia, o se un kamikaze si fa saltare in mezzo a povera gente che fa la fila per prendere qualche pezzo di pane o fare una visita medica, o un criminale scatenato dall’odio lancia la sua bomba umana dentro un gruppo di bambini che stanno prendendo le caramelle dai soldati americani.
Non passa giorno… e noi osserviamo senza vedere, udiamo senza ascoltare, parliamo parole che non capiamo. Non passa giorno….

Ma oggi qualcosa è cambiato, il conflitto si è imposto alla nostra attenzione, dopo l’attentato di ieri in Marocco, finito per fortuna solo con la morte dei kamikaze, in Algeria al Qaeda ha fatto sì che la tensione tornasse alle stelle. 

Non sbagliamo mai i terroristi, hanno occhi, orecchie, e mani dappertutto. Puntuali come orologi svizzeri tornano a colpire e lo fanno con furbizia. Ora vogliono influenzare le elezioni in Algeria. E’ una tattica che abbiamo già visto applicata in altre parti del mondo. Rapiscono, uccidono, provocano massacri sempre in funzione di uno scopo politico, ma quello che è grave è che lo fanno in nome di Allah e gli imbecilli stanno a guardare senza vedere, odono le urla di dolore che salgono da ogni angolo del pianeta ma non ascoltano la voce del buon senso.

Parlano di pace gli imbecilli, i terzomondisti, gli antiamericanisti e antisemetisti duri e puri, loro si sentono magnanimi e infinitamente buoni, credono che sia necessario rispettare le altre “culture” anche se si impongono a casa nostra con mezzi tutt’altro che accettabili, ma loro si sentono così buoni, così comprensivi che ci tacciano di razzismo, di islamofobia con ogni mezzo possibile, ci diffamano, ci calunniano, ma loro in fondo sono molto buoni, sì perché si può parlare di tutto, disegnare vignette immonde e sputare contro ogni altra religione, nazione, personaggio politico, persino il papa viene continuamente attaccato, ridicolarizzato senza che qualcuno si faccia male, ma loro i buonisti a tutti i costi, presumono che la pace sia una costruzione a senso unico, secondo loro basta che una delle due parti in causa non reagisca più e si raggiungerà magicamente la pace.

Hanno ragione.  Se smetteremo di lottare per la nostra vita, per la nostra indipendenza, per la nostra cultura, per la nostra libertà, per i nostri diritti, in cambio avremo pace, sì avremo la pace, ma avremo la PACE ETERNA.

Adriana Bolchini Gaigher
presidente nazionale O.D.D.I.I.

L’articolo con la descrizione e le foto dell’incidente li trovate pubblicati su Lisistrata





ANCORA RIFLESSIONI DOPO ANNO ZERO

13 04 2007

logo della trasmissione Anno ZeroGuardando l’indifferenza che la politica sembra dimostrare nei confronti di quanto è emerso in alcune moschee di Torino, nonostante ciò non si trattasse di episodi unici, che potrebbero rappresentare la classica eccezione, ma a proposito di intolleranza e odio esistono già atti e documentazioni che dimostrano quanto tale atteggiamento integralista, ammantato da vene terroristiche sia diffuso in Italia e in gran parte dell’Europa, non ci resta che metterci le mani nei capelli.

Questi articoli mettono bene in evidenza i fatti dimostrati da ANNO ZERO, possibile che i politici italiani non si siano accorti di nulla? Che fanno, stanno a Montecitorio per scaldare le poltrone e arraffare più soldi che possono alla faccia nostra e basta?

UNO SCOOP IN MOSCHEA A BIRMINGHAM DA FAR RABBRIVIDIRE - Falsi musulmani per uno scoop che fa rabbrividire: forche per i cristiani, lapidazione e i gay giù dalle rupi.  

Inchiesta nelle «moschee calde» d’Italia – L’IMAM: sharia in Italia - L’inchiesta in incognito di due giornalisti di SkyTg24. Da Viale Jenner a Centocelle: Allah vuole il velo integrale.   

Sull’islam il servizio pubblico televisivo c’è: si chiama Sky  di Fausto Carioti

Noi al contrario dei politici e soprattutto di D’Amato, non possiamo fare finta di nulla davanti al pericolo incombente dell’islamizzazione portata avanti con le prediche dell’odio e del terrorismo, come non possiamo continuare a fingere di non vedere le ingiustizie e la discriminazione di stampo razzista contro le donne, noi vorremmo vedere, da parte dei nostri politici, una presa di posizione chiara, pulita, almeno sentire delle dichiarazioni che tolgano ogni dubbio sul come gli italiani vogliono che siano rispettati i principi della democrazia e del diritto. Noi, per ora, non pretendiamo che gli estremisti vengano cacciati, ma pretendiamo che vengano ammoniti a rispettare la nostra Costituzione, che comincino a camminare nel solco delle nostre leggi e lo facciano con atto pubblico e che rispettino l’impegno preso.  Noi pretendiamo che interrompano la loro marcia di antagonismo e di conquista verso di noi. In caso contrario allora sì, pretenderemmo che venissero mandati via dall’Italia. Noi non vogliamo chi ci vuole riportare indietro nella storia e nel tempo, chi ci vuole riportare ai domini teologici, chi ci vuole negare i diritti conquistati nei secoli, chi ci vuole togliere la libertà.

Ci auguriamo che questa indifferenza politica, in realtà, sia solo una tattica, un sistema, un mezzo per arrivare indisturbati alla verità e poter in seguito prendere decisioni serie. Ci auguriamo veramente che chi si occupa di “guidare l’Italia” in questo difficilissimo momento storico non sia così vigliacco da fare ciò che Ponzio Pilato, come ci dicono le cronache storiche ha fatto: lavarsi le mani per non dover prendersi una responsabilità.

Sta forse il ministro Amato facendo la stessa cosa? Non gli ha dato forse l’Italia potere, gloria, onore e ricchezza, che hanno fatto di lui uno degli uomini più potenti della nazione?  Perché allora non difendere i valori che gli hanno permesso di arrivare dove è arrivato?  Come fa a non rendersi conto che il paese ormai è una polveriera pronta ad esplodere?  Perché non va fra la gente italiana e chiede loro cosa ne pensano di ciò che sta accadendo e non soltanto di quello che la trasmissione di Santoro ha fatto emergere, ma di tutte le piccole e grandi angherie quotidiane di cui la popolazione è gravata da quando l’immigrazione selvaggia ha tolto a tutti una fetta di sicurezza, di benessere e di speranza per il futuro?

Scenda fra di noi, venga nei nostri quartieri di periferia, nelle nostre case e ci chieda perché non siamo più d’accordo con questa politica, ci domandi cosa ci angustia, cosa ci preoccupa, cosa temiamo e cosa desideriamo, cosa ci fa arrabbiare e cosa potrebbe portarci verso una ribellione a noi che per anni siamo stati in silenzio e venivamo chiamati “la maggioranza silenziosa” ci chieda come mai siamo andati in piazza a 60 anni, quando non l’avevamo mai fatto prima. provi a farci qualche domanda, forse potrebbe avere finalmente un’illuminazione e usare quel potere che tutti noi gli abbiamo dato e restituirci un po’ di ciò che ci è stato tolto, sottratto, senza nulla in cambio.

Noi non vogliamo più leggere articoli come quelli che troviamo pubblicati su Libero o su altri giornali, non perché non ci piace quello che scrivono, ma perché quello che scrivono corrisponde a una tragica, dolorosa, incredibile e spaventosa realtà.  Noi abbiamo paura e non vogliamo più averla, noi non vogliamo odiare il diverso, noi il diverso da noi vogliamo apprezzarlo e amarlo perché da ciò che è diverso da noi possiamo imparare, crescere, ma se questo diverso rappresenta una minaccia e ci vuole distruggere e appiattire obbligandoci ad assomigliargli o peggio ad essere come lui noi non possiamo accettarlo.

Noi siamo quelli che per decenni hanno sostenuto il valore della differenza, tacciati per questo di essere fascisti e capitalisti, mentre la sinistra propagandava l’uguaglianza, equivalente all’appiattimento di ogni idea di ogni anelito di libertà, oggi sta riaccadendo ma questa volta tutta l’attenzione si è sposta sul diverso da noi e la nostra differenza non vale più nulla, sta per essere cancellata, annichilita, fagocitata da ideologie teocratiche usate come mezzi politici per imporre nuove e antiche dittature.

Noi non abbiamo paura della religione, non abbiamo nulla contro la religione, non ci interessa se il nostro vicino è buddista, tantrista, islamico, cristiano, testimone di geova, pagano, o animista, ci interessa interagire con il nostro vicino chiunque esso sia non perché appartiene a un gruppo etnico o a un’idea politica o a una fede religiosa di un tipo anziché di un altro, noi ci vogliamo rapportare a lui perché è un uomo, fa parte di quella razza animale che costituisce la società umana.

Noi non siamo pacifisti, ma vogliamo vivere in pace con tutti gli uomini del mondo, nel rispetto di tutte le differenze non rinunceremo alla nostra, perché noi abbiamo un solo credo:  LA LIBERTA’.

Adriana Bolchini Gaigher
direttore responsabile O.D.D.I.I 

 L’articolo segue su questa pagina di Lisistrata