IN INGHILTERRA SCOPERTI TRIBUNALI ISLAMICI

6 05 2007

Gb, scoperti tribunali islamici
Giudicano in base alla “sharia”
 
dal TGCOM  dell’1 maggio 2007

I tribunali islamici sono sbarcati in Gran Bretagna. Mirano a eludere il sistema giudiziario del Regno Unito e a imporre la “sharia”, la legge islamica. L’allarme è stato lanciato dal quotidiano Daily Express    secondo il quale, corti islamiche sono in funzione “nelle principali città” del Paese.
Secondo il quotidiano, i tribunali giudicano solo su controversie tra musulmani e sono registrati come fondazioni.

In Italia invece sono stati scoperti molte cliniche e ambulatori cinesi, che eludono la sanità italiana, con il solito “fai da te” dell’emigrante non integrato nel sistema nazionale, ma che preferisce mantenere le sue connessioni d’origine.

La magistratura e lo Stato sono intervenuti per chiuderle queste “cliniche”, mi voglio augurare di tutto cuore che quando scopriranno in Italia i “tribunali islamici” che secondo il mio poco creduto parere, già esistono, il nostro Stato attraverso gli organi idonei, li chiuda d’imperio e rispedisca coloro che si arrogano diritti che non hanno, al loro paese.

Voi credete che avranno questo coraggio?  Io dubito, credo si inventeranno sofismi ad hoc, per poter soprassedere, con il solito lassismo italiota.

Adriana Bolchini Gaigher
direttore responsabile O.D.D.I.I.





ADDIO LIBERTA’ DI PENSIERO E DI PAROLA: ADDIO LIBERTA’ !!!

6 05 2007

addio libertàFra un po’ dovremo fare molta attenzione a parlare persino con i vicini di casa, dei nostri pensieri e delle nostre idee, delle nostre ansie e dei desideri, perché il clima che si sta respirando in quest’ultimo anno, assomiglia sempre di più a un clima che vuole impedire a tutti un diritto inaliernabile ed è quello di poter esprimere le proprie idee e criticare tutto ciò su cui la si pensa in modo diverso.

Questa è la democrazia, è difficile, ma è da questo confronto che nasce la possibilità di un mondo migliore, l’unico che finora abbia dato risultati di vivbilità e di rispetto della dignità e dei diritti di tutti.

Il resto è solo dittatura, sotto bandiere diverse e con teologie diverse, ma sempre dittatura e non c’è dittatura che non abbia condotto alla frantumazione del corpo sociale su cui ha volteggiato come un avvoltoio, affamato di carogne e per pascersi di esse, è ricorsa a tutti i mezzi peggiori che l’umanità sappia usare.

Le dittature hanno fatto scorrere fiumi di sangue in ogni parte del mondo e ancora ne fanno scorrere, eppure ci sono una massa incredibile di imbecilli autodistruttivi, che anziché amare la gioia e la vita, anelano al dolore e alla morte che pur vivendo e godendo dei benefici della democrazia, ancora credono che la dittatura li condurrà alla felicità eterna, rendendo nel frattempo questo mondo invivibile.

Adriana Bolchini Gaigher
direttore responsabile O.D.D.I.I.

Picchiato a scuola perché critica i clandestini  
Edoardo è sicuro: «Mi hanno picchiato per le locandine esposte nella bacheca ad Albissola mare contro gli immigrati clandestini». Lo avevano minacciato via e-mail («sono riusciti a farsi dare l’indirizzo da un mio amico») e poi a voce, al campo sportivo, mercoledì. Ieri, invece, è successo qualcosa di più grave: Edoardo Gambaretto, 15 anni, iscritto a Forza Italia come il fratello, è stato aggredito da due albanesi e un marocchino all’uscita da scuola, il liceo scientifico di piazzale Brennero a Savona. L’hanno insultato, gettato a terra e coperto di calci, pungi e sputi. «Una vera e propria spedizione punitiva» dice Enrico Nan, deputato azzurro e legale del giovane, al quale ha subito portato la sua solidarietà. «Compiuta - aggiunge - per dei manifesti contro la nuova legge Amato, manifesti per nulla offensivi. Criticare la legge non significa essere razzisti».
A soccorrere Edoardo è stata una volante della polizia. Il giovane di Albissola Superiore ha raccontato di conoscere di vista uno degli aggressori, un albanese di 15 anni che mercoledì lo aveva minacciato al campo sportivo. (…)  Da Il Giornale





CONTRO LA CORRUZIONE LICENZA D’UCCIDERE IN IRAN

6 05 2007

Siete soggetti aggressivi e quando qualcuno vi fa arrabbiare vorreste avere la licenza per ucciderlo? Avete in animo di far fuori i rivali in amore?  O preferireste eliminare coloro che si oppongono alla vostra scalata negli affari? O volete eliminare qualche collega invadente che oscura la vostra stella?

Se vi riconoscere in queste “espressioni umane” trasferitevi in Iran, lì potrete far fuori tutti i rivali che volete, purché siade disposti a “giurare sul corano” che erano persone corrotte e voi avete solo voluto preservare la purezza dell’islam.
Adriana Bolchini Gaigher
direttore responsabile O.D.D.I.I.

Teheran: contro la corruzione, licenza di uccidere di Dariush Mirzai  
La Corte suprema ha assolto sei “volontari” che hanno ucciso cinque persone ritenute trafficanti di droga o amanti. Ma almeno questi ultimi due, sposati, erano innocenti.
giovani attaccati dalla poliziaTeheran (AsiaNews)  - Una delle piaghe di alcuni Paesi islamici è l’impunità di fatto per la vendetta e altri “crimini d’onore”, in genere commessi all’interno della famiglia. Però, in Iran, dei “volontari” (Bassij, legati alla milizia islamista Pasdaran) possono anche compiere questo tipo di atti senza essere puniti. Basta la sincera convinzione di agire “contro la corruzione morale”.

Il 14 aprile, la Corte suprema iraniana ha infatti assolto sei Bassij che avevano ucciso cinque persone a Kerman, tra il 2002 e il 2003, perché erano “moralmente corrotte”. Il tribunale locale li aveva condannati a morte, ma dopo una serie di processi e ricorsi, le autorità giudiziarie supreme di Teheran hanno ammesso la legittimità di uccisioni anche crudeli e, in un caso almeno, fondate su voci false.
 
Prima vittima di questo gruppo di Bassij, un giovane di 19 anni. Accusato di traffico di droga, è stato portato in un posto isolato, lapidato e sepolto ancora vivo. Una settimana dopo, un’altra persona è stata strangolata e alcuni mesi più tardi, ancora sotto accusa di traffico di droga, una donna è stata lapidata a morte da questi “volontari”.

Le due ultime vittime, una coppia, sono state precipitate in un pozzo. “Non sapevamo che erano sposati e pensavamo che avevano delle relazioni illegittime”, ha dichiarato uno degli accusati al processo.

Gli omicidi erano stati incoraggiati da una videocassetta, dove un mullah (si crede fosse il famoso estremista Mesbah Yazdi, probabile direttore spirituale di Ahmadinejad) affermava che i cittadini hanno il diritto di uccidere le persone considerate come “moralmente corrotte”, se lo Stato non agisce contro di loro. Tutto questo, in modo extragiudiziario, di qua dalle garanzie previste dal diritto coranico tradizionale e dal codice penale iraniano.
  
La stupenda clemenza dei 50 giudici “supremi” iraniani potrebbe avere conseguenze gravissime sulla criminalità e la violenza civile in Iran. Diminuisce ancora un po’ la credibilità internazionale – ed interna – di un sistema giudiziario che mette in prigione i dissidenti pacifici (sindacalisti, giornalisti, femministe, studenti o insegnanti) ma che tollera uccisioni commesse dai Bassij. Il sistema giudiziario iraniano soffre d’altre carenze, tra l’altro leggi contraddittorie, giudici spesso ignoranti, corruzione, assenza d’indipendenza dal potere politico.
 
A proposito, l’idea e il principio politico che Ahmadinejad ha sempre in bocca è, in farsi, “adalat”, cioè “giustizia”.  





L’ISLAM “MODERATO” CHE PIACE AI COMUNISTI NOSTRANI

6 05 2007

Cattolico accusato di blasfemia, torturato dalla folla e dalla polizia
Sattar Masih, cattolico di 28 anni, è stato torturato da una folla di musulmani inferociti che lo hanno accusato, senza prove, di aver scritto parole blasfeme contro Maometto. La polizia è intervenuta solo per arrestarlo. Si sarebbe dovuto sposare il giorno dopo. 
 
folla tortura un cristiano per presunta blasfemiaPakistan -  Kotri (AsiaNews) di Qaiser Felix da ASIANEWS  – Una folla di musulmani ha torturato lo scorso 13 aprile un cattolico di Kotri, nella provincia del Sindh, perché ritenuto colpevole di aver scritto parole blasfeme contro Maometto. La polizia, intervenuta sul posto, lo ha arrestato e portato in carcere, dove lo ha torturato di nuovo per “farlo confessare”.
 
Lo afferma la All Pakistan Minorities Alliance (Apma) che denuncia: “Sattar Masih, cattolico di 28 anni,  si sarebbe dovuto sposare il giorno dopo l’arresto. Dopo averlo arrestato, senza prove, gli agenti lo hanno rinchiuso in una cella e lo hanno torturato di nuovo per farlo confessare”.
 
Il giorno dopo l’arresto, l’imam di una moschea locale, Maulana Mohammad Umer, ha denunciato Masih per violazione dell’articolo 295 comma a e c, la famigerata legge sulla blasfemia. Questa prevede pene molto pesanti (fino alla condanna a morte) per chi offende il Profeta o i testi sacri dell’islam.
 
Gli agenti hanno arrestato inoltre lo zio di Sattar, Mushtaq Masih, e suo figlio: il primo è ancora in carcere, mentre il secondo è stato rilasciato. Dato il sospetto di blasfemia, Mushtaq, 60 anni, è stato licenziato.
 
Secondo la ricostruzione dell’Apma, il 13 aprile un gruppo di musulmani si è presentato nella casa di Sattar con in mano un foglio, con sopra la sua fotografia e scritte blasfeme contro Maometto. Dopo aver visto il foglio di carta, Sattar si è difeso dicendo di non aver mai scritto quelle parole. Il gruppo non gli ha creduto, ma se ne è andato.
 
La sera dello stesso giorno, l’imam ha annunciato durante la preghiera che la comunità aveva trovato un foglio sacrilego contro il Profeta all’interno della scatola per le donazioni. L’uomo ha poi mostrato alla comunità il foglio, con la foto di Sattar ed il suo indirizzo scritto sopra. Infuriati, i fedeli si sono messi in marcia verso la casa del ragazzo per ucciderlo. A questo punto è intervenuta la polizia, che lo ha arrestato, torturato ed accusato di blasfemia.
 
Il presidente dell’Apma, Shahbaz Bhatti, ha condannato con forza sia l’accaduto che l’intervento della polizia, che ha agito senza prove né indagini. Parlando ad AsiaNews, sottolinea: “Come può una persona sensata scrivere parole contrarie al Profeta e poi lasciare sul foglio il suo nome e la sua foto, sapendo che la punizione per un atto del genere è la morte?”.
 
In realtà, continua, “molto spesso i cristiani e le altre minoranze vengono coinvolti da false accuse, e spesso finiscono uccisi dalla folla o in galera per anni. Le famiglie devono scappare perché minacciate ed insicure. Gli estremisti religiosi hanno preso in mano la legge e non aspettano neanche il verdetto dei giudici”.





ABUSI UMANI DALL’INFANZIA ALLA MORTE

6 05 2007

ABUSI UMANI: UNA BARBARIE CONTINUA, DALL’INFANZIA ALLA MORTE.

Se qualcuno oggi pensa ancora che il regime talebano in Afghanistan era un regime legittimo e che “in fondo i poverelli, seguivano solo la loro religione” si sbaglia di grosso e per convincersi se ancora nutre dubbi sul chi erano e su chi sono tutt’ora i talebani, si guardi questo video, che ovviamente è stato fatto avere al mondo non perché rubato da qualche cineoperatore d’assalto, ma perché i talebani, che hanno vessato la propria popolazione sottoponendola a proibizioni inique, come quello di impedire alla gente di vedere un film, di visitare uno zoo, di tenere in casa animali domestici, di sentire la musica o di andare a ballare, o ai bambini di giocare con gli aquiloni o di ridere, ma anche quello che riguardava le donne, negate nella loro essenza alle quali era proibito addirittura far sentire i propri passi camminando per strada, di lavorare anche se erano vedove e con figli da crescere, di curarsi, di istruirsi, di vivere.

Eccovi l’uso che sanno fare della tecnologia, come hanno saputo indottrinare bene  i loro bambini infarcendoli di una dottrina violenta che li rende assassini spietati già a 12 anni.

Rubare la giovinezza è un crimine, ma rubare anche la vita a una persona solo perché la si sospetta di collaborare con gli americani e far eseguire la macabra sentenza a un bambino di 12 anni, reso vecchio dalla cattiveria talebana è uno dei crimini peggiori dell’umanità E non ci sono scusanti non ci sono argomenti che possano giustificare tale ignobile, malvagia e cruenta azione.    

Se avete la sensibilità dei pacifisti, questo video non guardatelo, perché intanto troverete lo stesso il modo di dare la colpa al complotto sionista, che probabilmente è infiltrato nelle legioni talebane per distruggere tutto il povero mondo islamico, quello che sta riempiendo di terrorismo la terra intera, ma si sa sono sempre gli ebrei nel complotto americansionistaplutogiudomassocraticopippopippobimbumbam!!!    

Se invece avete il coraggio di vedere in faccia le cose per quello che sono, nella loro cruda realtà, senza fronzoli o invenzioni demagogiche ma vere e nulla di più; armatevi di coraggio e guardatelo fino in fondo, (ovviamente le scene più sanguinolente e raccapriccianti sono state tagliate) ma tutto il resto è chiaro.  VIDEO
Non aggiungo commenti, le immagini parlano da sole.

Adriana Bolchini Gaigher
direttore responsabile O.D.D.I.I.





CRISTIANOFOBIA UNA REALTA’ PASSATA SOTTO SILENZIO

6 05 2007

Parliamo finalmente di cristianofobia: caccia ai cristiani dal Kashmir a Rabat ad opera degli islamisti.
crocifissioneGuai a dire che é in atto una guerra di religione, non é politicamente corretto, e per una volta sono d’accordo anch’io, anche se le mie conclusioni di “politicamente corretto” NON hanno NULLA.
E’ vero non c’è NESSUNA guerra di religione. Per combattere una guerra ci devono essere DUE eserciti che si fronteggiano ad armi pari.
Avete mai sentito di un “commando” cristiano che ha sequestrato tre impiegati di un casa editrice di corano, li ha torturati per ore e li ha sgozzati? (cosce, testicoli, ano e schiena di uno del gruppo, esaminato dal  patologo,  http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=1448  e giunto in ospedale ancora VIVO, sono stati dilaniati a colpi di coltello. Le sue dita sono state tranciate fino all’osso)

Avete mai sentito di ragazzine islamiche decapitate e le teste gettate a mo’ di sfregio davanti a una moschea?
E di un imam ucciso a coltellate o che gli hanno sparato?
E di case di musulmani  o moschee date alle fiamme?
O di cristiani condannati in un paese a maggioranza cristiana per essersi convertiti all’Islam?
NO, NO, NO mille volte NO. Quindi dov’è la “guerra di religione”?

Quello che sta succedendo fra islamici e cristiani non è un conflitto, ma UNA folle persecuzione dei primi verso i secondi. I cristiani sono le vittime sacrificali dell’odio dei fondamentalisti e dell’inettitudine dell’Occidente, che nel timore di offendere la “cultura” musulmana, chiude gli occhi sul genocidio dei cristiani in atto ovunque abbiano la sventura di condividere la nazione di appartenenza con gli islamici.  
Io vedo solo terribili PERSECUZIONI e tutte a danno dei cristiani.

Ieri, in Kashmir, un gruppo di militanti islamici, ha rapito e decapitato Manzoor Ahmad Chat, un cristiano evangelico di 33 anni. La testa dell’uomo è stata lasciata all’ingresso di una moschea, chiusa in una scatola di plastica. L’anno scorso, un predicatore cristiano era stato ucciso allo stesso modo. Negli ultimi mesi, dopo l’omicidio di don Santoro, sono stati centinaia gli episodi di intolleranza violenta, spesso con vittime, che hanno visto gruppi di fondamentalisti islamici aggredire in vari paesi soprattutto due simboli “dell’apostasia e del politeismo”: centri cristiani  e Internet cafè (questi ultimi perché veicolano immagini di donne discinte e ideologie “pagane”).

Una scia di sangue che non conosce requie, la cui barbarie è sempre più sconvolgente : cinque ragazzine sgozzate in Indonesia mentre andavano a messa. Domenica quattro sacerdoti sono stati trucidati in Nigeria e sabato scorso è stato attaccato e distrutto il Bible bookshop di Gaza; ancora in occasione di Pasqua, padre Pizzaballa, della custodia di Terrasanta, ha denunciato l’espulsione silenziosa di decine di migliaia di palestinesi cristiani, spesso a seguito di episodi violenti, dai Territori dell’Anp.

Peggiore ancora è la situazione dei cristiani in Iraq, come è noto, così come in Pakistan, mentre nella stessa “laica” Algeria addirittura una nuova legge punisce con due anni di prigione e 10 mila euro di multa i cristiani che tentino di fare proselitismo tra i musulmani.
  
Non è non è il prodotto di un particolare coordinamento tra gruppi terroristi ma la conseguenza orribile di una campagna preparata da alcuni grandi ulema, spesso gli stessi invitati negli appuntamenti di “dialogo interreligioso”,  come Yusuf al Qaradawi, che si dedicano con grande solerzia  a spargere odio contro i cristiani, mentre parlano di “dialogo”.
Il loro “dialogo interreligioso” è fatto di teste decapitate e di arti mozzati, di torture inimmaginabili, di odio e se qualcuno gli fa notare che sono LORO i carnefici e i cristiani sono le VITTIME, se gli fa notare che una religione non condanna a morte chi appartiene o si converte ad  una religione diversa, scatta l’accusa di “islamofobia” e immancabilmente si arriva alla fatidica frase “non facciamone una guerra di religione”.

Infatti non lo è. E’ un genocidio e i cristiani saranno spazzati via dalle terre musulmane, se l’Occidente non si muoverà a loro difesa.  *1) N.D.R.  

Persino nelle nostre nazioni, in Italia, in Francia in Inghilterra questa campagna d’odio contro i cristiani e contro gli atei,  è portata avanti SOTTO i nostri occhi, senza che i governi intervengano con leggi severe a impedire di allevarci “serpi in seno” che in una mattina di un giorno qualsiasi porteranno morte e distruzione nelle nostre città.

Perché l’Occidente odia se stesso a tal punto?

Marilena Rahe

*1) N.D.R. - Terre conquistate dai musulmani perché in origine non erano islamiche ma in quelle terre erano presenti altre religioni ed i cristiani rappresentavano quasi la metà delle popolazioni, che ora si sono ridotte si e no al 10% nei paesi in cui ancora resistono e non per conversione volontaria, ma in conseguenza a violente persecuzioni e stragi mirate al genocidio.

madonna che piangeCaccia ai cristiani dal Kashmir a Rabat  
Il Foglio 20/4/2007
La testa di un uomo in una scatola davanti a una moschea pachistana
Roma. Ieri, in Kashmir, un gruppo di militanti hizbul, “i guerrieri della libertà” islamici, hanno rapito e decapitato Manzoor Ahmad Chat, un cristiano evangelico di 33 anni. La testa dell’uomo è stata lasciata all’ingresso di una moschea, chiusa in una scatola di plastica. L’anno scorso, un predicatore cristiano era stato ucciso allo stesso modo. Come la strage di cristiani di Malatya di due giorni fa, la decapitazione in Kashmir non riesce più a stupire. Sono le ultime evoluzioni del fondamentalismo islamico; negli ultimi mesi, dopo l’omicidio di don Santoro, sono stati centinaia gli episodi di intolleranza violenta, spesso con vittime, che hanno visto gruppi di fondamentalisti islamici aggredire in vari paesi soprattutto due simboli “dell’apostasia e del politeismo”: centri cristiani e Internet cafè. Simbolo del peccato, perché veicolano immagini di donne discinte e ideologie “pagane”, questi locali sono stati dati alle fiamme dal Marocco al Pakistan nel corso dell’ultimo anno. Per non parlare degli episodi più noti, come quello delle cinque ragazzine sgozzate in Indonesia mentre andavano a messa.

Domenica quattro sacerdoti sono stati trucidati in Nigeria e sabato scorso è stato attaccato e distrutto il Bible bookshop di Gaza; ancora in occasione di Pasqua, padre Pizzaballa, della custodia di Terrasanta, ha denunciato l’espulsione silenziosa di decine di migliaia di palestinesi cristiani, spesso a seguito di episodi violenti, dai Territori dell’Anp.

Peggiore ancora è la situazione dei cristiani in Iraq, come è noto, così come in Pakistan, mentre nella stessa “laica” Algeria addirittura una nuova legge punisce con due anni di prigione e 10 mila euro di multa i cristiani che tentino di fare proselitismo tra i musulmani.

Non è una manovra organizzata, non è il prodotto di un particolare coordinamento tra gruppi terroristi – come nel caso indubbio degli ultimi attentati nel Maghreb – ma la conseguenza orribile di una campagna preparata da alcuni grandi ulema – spesso gli stessi invitati negli appuntamenti di “dialogo interreligioso”, come Yusuf al Qaradawi – che si dedicano a un’attività silente di sobillazione dei vari imam che li seguono nelle moschee di tutto il mondo e che sono però venuti allo scoperto sia in occasione della campagna contro le “vignette su Maometto” sia per protestare contro il discorso di Benedetto XVI a Ratisbona.

E’ un anticristianesimo per nulla reattivo, non conseguente a nessuna “colpa dell’occidente”, vera o presunta che sia, ma intrinseco all’asse portante della teologia del medioevale Ibn Taymmyya, teologo di riferimento obbligato per tutta la galassia dei fondamentalisti sunniti, che incitava i fedeli a combattere e contrastare i cristiani perché “politeisti”.

In Turchia oggi, questo ennesimo sangue cristiano versato, ha però un significato ancora più allarmante. Lo stesso nunzio apostolico ha denunciato, dopo l’assassinio di don Santoro, la “cristianofobia” favorita dal governo turco di Tayyip Erdogan e la visita del 1° novembre 2006 di Papa Ratzinger a Istanbul – pur segnando un passo importante – non ha certo dissipato quel clima mefitico. Il tutto nel mezzo di una straordinaria tensione politica che sta dividendo in due il paese, che attende il 25 di questo mese, quando il premier Erdogan – del partito islamico Akp – annuncerà ufficialmente se si candida alla presidenza della Repubblica.





TURCHIA: CRISTIANI SGOZZATI, FURONO BRUTALMENTE TORTURATI

6 05 2007

L’ISLAM STRAGISTA E’ UNA PERVERSIONE SESSUALE FRUTTO DI UOMINI INCOMPLETI CHE SI SENTONO POTENTI SOLO NELL’UMILIAZIONE E NELL’ANNIENTAMENTO DELLE PROPRIE VITTIME. Di Adriana Bolchini Gaigher

Ho sempre sostenuto che le esecuzioni capitali che avvengono nei paesi islamici, soprattutto quelle condotte in pubblico, attraverso rituali barbarici che mirano a provocare la maggior sofferenza ed umiliazione della vittima in modo che il tutto si protragga nel tempo, con qualsiasi forma si esprima:  dalle semplici fustigazioni, alle mutilazioni o le lapidazioni, ma anche sgozzamenti rituali e decapitazioni, in realtà sono prodotte da una perversa tendenza a vivere una devianza sessuale, esattamente identica a quella che motiva i killer seriali, i quali traggono godimento dalle sofferenze delle loro vittime, e arrivano all’apoteosi dell’orgasmo, nel momento in cui le vittime esalano l’ultimo respiro.

E poco importa se non esiste una penetrazione fallica, o un contatto fisico che abbia un’apparenza di sessualità, questa è una sessualità deviata e non si esprime nell’abbraccio e nei baci o nell’amore fisico, ma egualmente sul piano fisico dimostra il potere dei violentatori che decidono come, dove e quando infliggere dolore e morte.

Questo Islam è un crimine contro l’umanità intera ed è un crimine anche contro coloro che nell’islam hanno una fede vera, spontanea e priva di storture.
Adriana Bolchini Gaigher
direttore responsabile O.D.D.I.I.

TURCHIA: I CRISTIANI SGOZZATI, FURONO BRUTALMENTE TORTURATI
uno dei cristiani torturati e uccisi viene raccolto per stradaANKARA - I tre cristiani uccisi mercoledì a Malatya da un gruppo di ultrafondamentalisti islamici sono stati brutalmente torturati per ore e mutilati prima di essere sgozzati.  Lo scrive oggi la stampa turca. “Le coscie, i testicoli, l’ano e la schiena di uno del gruppo, da me esaminato e giunto in ospedale ancora vivo, erano stati dilaniati da colpi di coltello. Le sue dita erano state tranciate fino all’osso” - ha affermato al giornale Hurriyet il chirurgo Murat Ugras dell’ospedale di Malatya, dove le tre vittime sono state trasportate dopo l’eccidio.

“E’ chiaro che queste ferite sono state inflitte per torturarlo”  - ha aggiunto lo stesso medico. Anche le altre due vittime, il turco Necati Aydin ed il cittadino tedesco Tilman Geske, che lavoravano alla casa editrice Zirve specializzata nella pubblicazione di Bibbie, sono stati “torturati per tre ore” prima di essere sgozzati - secondo le confessioni di 4 dei 5 killer ultrafondamentalisti (uno di essi il capo Emre Gunaydin è grave dopo una caduta dal terzo piano), giunte stamane sulle pagine di diversi giornali turchi. Macabri particolari delle sevizie sono stati rivelati anche dalle autopsie che rivelano anche segni di colpi sulle arcate soppraciliari, sul naso, sulle labbra e sulla fronte, oltre ai segni su mani e piedi lasciati dal filo di ferro usato per “incaprettarli”. “E’ stato il nostro reis (capo) Emre (Gunaydin) a torturare i tre cristiani mentre li interrogava sulle loro attività di missionari cristiani (presbiteriani, ndr). Ed è stato lui a tagliare loro la gola” - hanno detto i quattro che, benché fossero tutti armati di “coltelli per il pane” cercano probabilmente ora di scaricare tutte le reponsabilità penali sul loro “capo” forse gettatosi da una finestra dopo l’eccidio.

AL TEDESCO 156 COLTELLATE  
Sul corpo del cittadino tedesco, Tilman Geske, ucciso mercoledi’ scorso a Malatya con altri due cristiani turchi, sono state inferte ben 156 coltellate. Il particolare e’ stato rivelato l’autopsia, secondo quanto riporta stamane il sito Internet del giornale turco Sabah. In precedenza era stati resi noti i particolari delle torture e mutilazioni subite da uno dei due turchi ed era stato accertato che i tre sono stati tutti brutalmente seviziati per tre ore prima di essere sgozzati.

ERDOGAN, INACCETTABILI I MOTIVI  
Il premier turco Tayyip Erdogan, tornando sull’eccidio, gia’ da lui condannato ieri, ha affermato che le motivazioni espresse dai cinque killer sono ”inaccettabili”. ”Le dichiarazioni come quelle che si uccide perche’ ’si sta perdendo la religione o si sta perdendo la patria’ hanno un effetto velenoso sulla coscienza dei giovani’ - ha dichiarato stamane Erdogan, citato dalla Ntv. Secondo la stampa turca alla domanda ‘perche’ lo avete fatto?’ posta dagli investigatori a quattro dei cinque giovani killer (il quinto il capo e’ in gravi condizioni dopo essersi ”gettato dalla finestra all’arrivo della polizia” secondo questi ultimi) avrebbero risposto: ”Abbiamo ucciso i tre kafir (infedeli, ndr) perche’ contribuivano alla perdita della religione. Lo abbiamo fatto per la patria”. Secondo il giornale Sabah i quattro interrogati avrebbero anche detto che la loro intenzione originaria era uccidere soprattutto il proprietario della casa editrice Zirve, Martin de Lenge, perche’ pubblicava Bibbie ed altri libri cristiani, ma poi non avendolo trovato, hanno ucciso gli altri tre ”missionari” che vi lavoravano. Tra essi vi erano due ”apostati” turchi, Necati Aydin (convertitosi al cristianesimo nel 1999) e Ugur Yuksel (convertitosi nel 2005), che erano odiati dal gruppo al pari del tedesco, Tilman Geske, tutti e tre torturati e martoriati da centinaia di coltellate prima di essere sgozzati.

GRAN MUFTI,TRADIMENTO DELL’ISLAM  
”Un tradimento dell’Islam”. Cosi’ il presidente della ”Direzione di stato per gli affari religiosi” Ali Bardakoglu, definito anche (non del tutto propriamente) il ‘Gran Mufti” di Turchia, ha qualificato l’eccidio. ”L’omicidio non si puo’ giustificare con alcun valore sacro. Un omicidio cosi’ aberrante e’ un peccato gravissimo. E’ un tradimento dell’Islam” - ha dichiarato Bardakoglu ai media turchi.

BERTONE, GESTO INSANO ATTACCHI A CRISTIANI  
”Un gesto insano frutto di una minoranza fanatica”. Cosi’ il segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone ha condannato l’uccisione, due giorni fa in Turchia, di cristiani da parte di gruppi musulmani - Notizia ANSA





FANATICI ED ANCHE STUPIDI ED IGNORANTI

6 05 2007

Guardate se il fanatismo religioso può essere così dannoso di fare male a sé stessi.
Con gente che ragiona in questo modo e che nel 2007 ha portato solo la tecnologia che gli serve per prendere il potere sul mondo, mentre tutto il resto viene relegato ai dettati di un libro che qualcuno ha scritto, interpretato e divulgato pretendendo di farci credere che è la parola di dio rivelata, ci rende sempre più convinti che il dialogo in realtà sia soltanto un monologo che noi facciamo con noi stessi, mentre questi, che fingono di ascoltarci, ci stanno pugnalando alle spalle.
Adriana Bolchini Gaigher
direttore responsabile O.D.D.I.I.

LEGGERE PER CREDERE:
GB: NON VERRA’ COMPLETATO CENTRO ISLAMICO FINANZIATO DA VINCITORE LOTTERIA
 
Londra, 20 apr. - (Aki) - Sembra destinato a rimanere uno scheletro incompiuto il centro islamico in costruzione dal 1998 a Blackburn, una cittadina inglese nel Lancashire.
Il consiglio comunale infatti ha deciso di non finanziare il completamento dei lavori della struttura che sorge al fianco di una moschea nel quartiere di Bastwell.
I lavori - riferisce la Bbc - sono infatti bloccati dopo che i responsabili della comunita’ musulmana hanno scoperto che i contributi per la realizzazione del centro culturale provenivano dalla donazione di un privato, vincitore di una lotteria, pratica vietata dall’Islam. L’uomo - vincitore della somma record di 18 milioni di sterline nel 1994 - aveva erogato ben 300 mila sterline per la realizzazione della struttura. Il blocco della donazione ha lasciato un buco di 400 mila sterline che ora i residenti della zona chiedono alla comunita’ islamica di coprire, dal momento che - nel frattempo - lo scheltro metallico del centro si sta trasformando in un rottame arrugginito,  frequentato solo dai topi.





IRAQ: DIFFUSO SUL WEB PRIMO VIDEO DI HAMAS IRACHENO

6 05 2007

hamas irachenoIRAQ: DIFFUSO SUL WEB PRIMO VIDEO DI HAMAS IRACHENO
Baghdad, 4 apr. - (Aki) - E’ stato diffuso sui forum islamici in Internet il primo video di ‘Hamas iracheno’, un gruppo apparso da pochi giorni nel mondo della guerriglia irachena e nato da una scissione avvenuta all’interno delle ‘Brigate 1920′. Il filmato, della durata di un minuto e’ dedicato alla “Prima operazione di Hamas iracheno” e mostra l’esplosione di un ordigno piazzato sul ciglio della strada alla periferia di Baghdad che colpisce un camion di rifornimento delle basi militari americane. L’attentato - secondo quanto emerge dalle dichiarazioni che accompagnano il video - sarebbe stato compiuto alla fine di marzo da una cellula del gruppo denominata ‘Brigate Abdullah Azzam”, in ricordo del leader islamico palestinese morto in Afghanistan nel 1989 e ritenuto l’ideologo di Osama Bin Laden. Nonostante tale denominazione, la nuova formazione irachena non avrebbe alcun legame con al-Qaeda e i gruppi del cosiddetto ‘Stato islamico iracheno’ legati alla rete di Osama. Secondo alcuni osservatori dietro ‘Hamas iracheno’ ci sarebbe un gruppo di miliziani iracheni legati al Partito Islamico, presente nel Parlamento di Baghdad, e al movimento dei Fratelli Musulmani locali. L’ideologia del nuovo gruppo e’ stata illustrata nei giorni scorsi alla tv ‘al Jazeera’ dal suo rappresentante in Giordania, Muhammad Ayash al-Kubeisi: “Noi combattiamo i miscredenti e vogliamo il ritiro degli americani - ha spiegato - ma non consideriamo gli altri iracheni come degli apostati. Li consideriamo cittadini come noi e vogliamo dialogare con loro”. (segue  qui)





TERRORISMO ISLAMICO LA MINACCIA NUCLEARE

6 05 2007

Sui siti internet della jihad si parla apertamente  
Terrorismo islamico la minaccia nucleare
fungo atomicoSul sito islamista Al Firdaws è stato postato un articolo intitolato “Basi religiose per lanciare un attacco nucleare” di Dimitri Buffa   L’Opinione 13.4.2007.
Nei siti islamisti che si aprono ogni giorno sul web e che vengono periodicamente monitorati dai servizi segreti italiani ed europei da tempo si è aperto un dibattito sulle “basi religiose” per lanciare un attacco nucleare contro l’Occidente. L’ultimo articolo in ordine di apparizione è quello di tale Abu Zarbadi ed è stato pubblicato tre giorni orsono dal website Al Firdaws. Tutte queste cose ovviamente nella 58 esima relazione del Cesis al Parlamento non sono presenti, perché il monitoraggio si ferma alla fine del secondo semestre del 2006, ma entreranno sicuramente nel nuovo rapporto. Già ora però, a leggere tra le righe la allarmatissima relazione in questione, si può capire che questo è quello che ci riserva il futuro: il pericolo di un attacco in grande stile su un obiettivo europeo, l’America è già stata scartata perché troppo blindata anche a livello di intelligence, con armi nucleari sporche. Infatti gli esperti sono concordi nell’analisi che se sui siti islamisti si dibatte delle basi religiose dell’uso delle armi di distruzione di massa, questo è indice che qualcuno queste armi già potrebbe possederle.

E i teorici del terrorismo islamico hanno già sciolto ogni dubbio in materia: l’autore dell’articolo in questione infatti si fa scrupoli anche religiosi di vario tipo, come il Profeta non approverebbe uccisioni indiscriminate anche di infedeli, ma chi gli risponde nel dibattito aperto in rete, come tale Abdal Al Sham, sembra essere giunto a conclusioni diametralmente opposte:” la distinzione tra armi di distruzione di massa e convenzionali, basate sull’estensione di distruzione e morti che le prime causerebbero è teoricamente valida ma praticamente falsa: infatti la somma di morti tra i civili, donne, bambini e vecchi, già provocati dagli Stati Uniti durante la loro crociata decennale contro l’Islam è ormai equivalente a quella di qualunque arma di distruzione di massa..il potere distruttivo delle bombe da una tonnellata gettate sull’Afghanistan è da solo più grande che quello dell’atomica buttata su Hiroshima”.

Per quel che riguarda l’Italia è ormai nota la minaccia nel solo secondo semestre del 2006 a oltre 130 potenziali obbiettivi situati tanto in patria quanto all’estero, dove abbiamo svariate missioni militari di pace. La novità è che non sono più solo le moschee dei fratelli mussulmani gestite dall’Ucoii a essere il terreno più fertile per la predicazione dell’odio anti occidentale. E a riprova che le denunce della presidentessa delle donne marocchine in Italia Souad Sbai, che per prima aveva parlato della penetrazione della predicazione dei salafiti algerini (il vocabolo letteralmente significa “passatisti”, e l’altro ieri si è visto quali potenziali distruttivi sono in grado di muovere in Algeria che è la loro patria) nel Nord Italia e segnatamente nelle moschee fai da te di Torino. Circostanza che poi era stata constatata anche durante le riprese con telecamera segreta mandata in oda su Annozero grazie al coraggio della giornalista Maria Grazia Mazzola. E infatti a soggetti nordafricani si riferiscono il maggior numero di espulsioni preventive, venti, operate negli ultimi sei mesi del 2006.

Secondo il Sismi, che poi ha travasato nella relazione del Cesis le relative osservazioni, “L’operatività, in territorio nazionale, di elementi riconducibili agli ambienti propriamente jihadisti del panorama nordafricano rende particolarmente rilevanti i segnali che, in quel quadrante, tratteggiano la possibilità di una crescente interazione tra impegno antigovernativo sul piano interno ed impegno antioccidentale sul piano internazionale”. Questo in parole povere significa che ci stiamo facendo del male da soli ospitando o anche semplicemente invitando gente come Racheed Gannouchi, ricercato come terrorista in Tunisia, in eventi accademici in Italia presso l’università orientale di Napoli. Infine, come se se ne sentisse il bisogno, in Italia sta crescendo anche la simpatia e il reclutamento dei terroristi filo sciiti come gli hezbollah. Si legge infatti nelle pagine 65 e 66 di suddetta relazione che “è giunta pure all’attenzione, specie in correlazione con le fasi più critiche del confronto israelo-libanese, la componente sciita.” “Questa – distinguendosi, in ambito nazionale, per la presenza di convertiti con trascorsi di militanza politica oltranzista (tanto nell’estrema destra che nell’estrema sinistra,ndr) – ha dato vita a Roma ed a Napoli ad iniziative di propaganda e proselitismo che ne hanno confermato i legami ideologici con il movimento filoiraniano Hezbollah.” A tal proposito non è inutile rimarcare e ricordare la coincidenza che proprio da un forum dello sciismo italiano sono giunte minacce e accuse di apostasia verso Souad Sbai, la coraggiosa presidentessa delle donne marocchine in Italia da sempre in prima fila per la loro emancipazione da mariti violenti e imam estremisti. E in certi ambienti queste accuse si traducono in condanne a morte. Theo Van Gogh docet. Dimitri Buffa  





padre Samir Khalil Samir spiega le devianze islamiche

6 05 2007

L’Islam Salafita e la piovra del terrorismo islamico  
Alla base delle violenze vi è una interpretazione ideologica del Corano, non la reazione alle aggressioni dell’occidente. È tempo che i musulmani si ribellino a questo stile infantile e cieco di vivere la religione.    

I sanguinosi attacchi in Algeria, i kamikaze in Marocco dimostrano ancora una volta che la violenza del fondamentalismo islamico è una violenza interna all’Islam. Al contrario di ciò che pretendono alcuni occidentali, essa non è una reazione alla “aggressione dell’occidente”. La causa è interna a un certo pensiero musulmano.
 
Il terrorismo islamico ha per causa l’islamismo, cioè una certa lettura del Corano e della Sunnah, che si è diffusa nelle scuole coraniche e nelle più famose università islamiche, come quella di Al-Azhar del Cairo. Il terrorismo islamico – specie nel mondo sunnita - ha per causa il Salafismo, cioè un attaccamento cieco alla tradizione degli Anziani, di chi ci ha preceduto (salaf), una lettura letteralista e irrigidita, senza vita e senz’anima.
 
Il terrorismo non è una malattia dell’islam: esso è solo la manifestazione di una malattia più profonda, di un certo modo di concepire la religione islamica e la vita umana. Da questo punto di vista, occorre combattere il terrorismo non solo con la fora delle armi, ma anche con quelle della cultura promuovendo una lettura più aperta del Corano.
 
Il terrorismo islamico è ideologico  
Il terrorismo islamico non è né violenza gratuita, né brutalità, ma una ideologia religiosa. Esso è vissuto come un bene, un dovere sacro essendo l’applicazione concreta della volontà divina, espressa con chiarezza in alcuni brani del Corano, in alcune pratiche del Profeta dell’Islam e dei suoi detti.
 
Per gli islamismi e i terroristi, la maggioranza dei musulmani che non la pensano così, sono solo degli ipocriti (munâfiqûn), come le ha definito Dio stesso nel Corano, che non meritano il nome di musulmani.
 
E gli Stati musulmani? Non sono islamici, sono una caricatura dell’Islam: meritano ancora più il termine d’ipocriti, perché hanno copiato le loro costituzioni su quelle occidentali (il che è vero in gran parte) aggiungendo qualche elemento musulmano. Così facendo hanno “ingannato” i loro popoli. Sono peggio ancora degli Stati occidentali e dei governi occidentali che almeno non ingannano i musulmani!
 
Questo è l’islamismo che vediamo tutti i giorni in tanti Paesi musulmani. I Salafiti algerini, i Talebani afgani non sono che alcune delle forme di questa piovra gigantesca, che non ha solo otto braccia, ma decine: in Pakistan, Somalia, Nord Nigeria, Egitto, Marocco, Arabia Saudita, Iran, Malaysia, Indonesia … e domani in Europa. Non intendo affatto essere allarmista. Voglio solo dire che è un movimento tentacolare che si diffonde per natura sua ove trova un terreno propizio, un humus preparato.
 
Il rapporto tra islamismo e salafismo  
É essenziale capire il legame intrinseco tra islamismo e salafismo, insieme alla differenza fra i due.
Il pensiero salafita è radicato nel Corano e nella Sunnah, cioè trova la sua giustificazione ed elabora il suo pensiero e il suo modo di vivere a partire dal Corano e della Sunnah. Il pensiero salafita non è nato all’epoca moderna, ma risale ai primi secoli dell’Islam. Questo pensiero è una delle tradizioni interpretative del Corano e della Sunnah.
 
La corrente islamista si appoggia all’interpretazione salafita dell’Islam e la radicalizza, facendone delle applicazioni concrete, con propaganda intensa, presentandosi come l’unica interpretazione autentica dell’Islam. Essa estremizza il salafismo, prescrivendo regole precise che vanno applicate a decine di atti della vita quotidiana.
 
Ad esempio si regola il modo di mangiare o di digiunare, di vestirsi, di pregare con tutte le regole della purezza rituale; si danno indicazioni nelle relazioni del musulmano con gli altri (secondo che si tratta di uomini o di donne, di musulmani o di non-musulmani, ecc.), nella scelta del mestiere e nel modo di condurlo, nell’uso che si fa del denaro e nel modo di metterlo in banca, nel sesso (come e quando si può fare, con chi) come naturalmente nel matrimonio: insomma in una infinità di gesti della vita quotidiana. L’islamismo penetra tutto e alla fine lascia poco spazio alla libertà umana e alle scelte personali.
 
Le fatwa e l’infantilismo terrorista  
Una conseguenza caratteristica di questa concezione dell’Islam è il fenomeno sociale ormai invadente delle fatwa. In questo quadro, il fedele musulmano si sente ignorante della sua religione, incapace di discernere il giusto del falso, di scegliere tra il “bene islamico” e il male, e ha paura di divenire un cattivo musulmano come chi lo circonda, proprio perché gli islamisti hanno inculcato nel credente l’idea che lui è l’unico vero musulmano. Allora, per ogni particolare, si rivolge agli ulema, chiedendo una fatwa.
 
In Egitto, il fenomeno è arrivato a un punto estremo: ci sono centinaia di migliaia di fatwa all’anno su tutto e su niente. Le fatwa si fanno tramite telefoni specializzati, oppure per domande dirette ai mufti, o ancora tramite internet, o attraverso la radio e la televisione. La conseguenza è una infantilizzazione della fede e del fedele; uno stato di dipendenza totale che impedisce al credente musulmano di riflettere per se stesso e di assumere da adulto la sua vita spirituale e religiosa.
 
Il pensiero islamista forma delle persone che hanno rinunciato al loro diritto a pensare e a giudicare, per seguire ciecamente gli insegnamenti di chi le indottrina. Riduce il credente a un docile seguace, incapace di usare di pensiero critico. Alla fine, questo docile seguace docile può facilmente diventare anche un terrorista: basta convincerlo che ciò che sta per compiere è un dovere religioso, che piace a Dio e salverà la Comunità (ummah) islamica.
 
È importante non confondere e  identificare l’Islam con l’islamismo, ma è anche necessario spingere i musulmani a rigettare l’islamismo come alterazione dell’Islam autentico e combattere questa tendenza invadente. Da parte delle società occidentali è necessario difendere i musulmani contro l’islamismo. Per questo, cedere anche minimalmente a qualunque richiesta degli islamisti è una regressione che apre a nuovi scenari terroristi.
 
Samir Khalil Samir, sj