LONDOSTAN RIFIUTA ASILO POLITICO A LESBICA IRANIANA - con una firma, aiutiamola a restare in Inghilterra

24 08 2007

APPELLO E AGGIORNAMENTI:
VI INVITIAMO A PARTECIPARE ALL’INCONTRO CHE SI TERRA’ LUNEDI’ 27 agosto prossimo alle 18.30, PER UN SIT-IN DAVANTI all’Ambasciata Britannica a Roma, in via XX settembre AL N.  80A

DIFFONDETE QUESTO MESSAGGIO E PARTECIPATE NUMERO PERCHE L’ASSOCIAZIONE EveryOne, GLI AMICI DELLA LIBERTA’ E DEL DIRITTO E SOPRATTUTTO pegahe mambakhsh VI ASPETTANO.  GRAZIE Pegah Emambakhsh Pegah Emambakhsh  sta per essere rimpatriata in Iran, perché l’Inghilterra le rifiuta l’asilo politico in quanto non può dimostrare di essere gay, anche se la sua compagna è stata imprigionata in Iran due anni fa e di lei si sono perse le tracce.

Vi chiediamo di aiutarla a restare in Inghilterra, seguendo le indicazioni del gruppo EveryOne, che mette a disposizione questi due indirizzi mail matteo.pegoraro@infinito.it     roberto.malini@annesdoor.com  
Nella mail indicate il vostro nome e cognome, l’oggetto “Adesione appello caso Pegah Emambakhsh”  e scrivete una breve supplica con le vostre parole perché sia dato lei asilo.  
NON ABBANDONIAMOLA AD UN DESTINO COSI’ FEROCE - LEGGI TUTTO L’ARTICOLO





PETIZIONE IN LINEA PER AIUTARE GLI IRANIANI

23 08 2007

Vi invitiamo a sottoscrivere la petizione che troverete a questo indirizzo http://www.petitiononline.com/achat49/petition.html

I giovani iraniani, stanno chiedendo aiuto al mondo perché sono sottoposti a una dittatura spaventosa che tortura e assassina indiscriminatamente i criminali e gli oppositori politici, ma anche soltanto i liberi pensatori e accusa tutti di essere agenti degli Stati Uniti, per poter mantenere la gente nel terrore e impedire la minina ribellione.

Nella petizione viene ricordato che Martin Luther King aveva detto, in un suo indimenticabile convegno pubblico, che l’indifferenza gioca a favore dei tiranni e la storia è piena di casi in cui la tirannia vive e si spenda sull’inerzia della gente.

Anche Albert Einstein, aveva detto qualcosa di simile, secondo lui il mondo è un posto molto pericoloso non a causa di coloro che agiscono male, quanto a causa di coloro che osservano e non fanno nulla per impedirlo.

Le richieste degli iraniani sono che:

- le pratiche di morte vengano immediatamente bandite dall’Iran
- i giudizi sommari non possano più essere celebrati senza garanzie
- che i responsabili della giustizia vengano giudicati per le loro azioni.

A noi sembrano richieste ancora poco incisive perché comunque in Iran non c’è alcun tipo di democrazia e libertà e credo che gli iraniani avrebbero diritto anche a questi valori.





MOHAMMED HEGAZI E LA RECIPROCITÀ NEGATA

22 08 2007

il pakistano condannato a morte per apostasia non giochiamo al benaltrismo: gli italiani dovrebbero manifestare per mafia, ‘ndrangheta, e non per un egiziano che ha solo l’assurda ( secondo lei) pretesa di farsi mettere ”cristiano” sulla carta d’identità. Innanzitutto una cosa non esclude l’altra, si può ( anzi, si deve) essere contro la mafia e per i diritti di Hegazi. Ma ora concentriamoci su Hegazi. Innanzitutto in un paese che ti obbliga a mettere la religione di appartenenza sulla carta d’identità, mi pare che sia un sacrosanto diritto del signor Hegazi, qualora avesse cambiato fede, il volere che questo sia pubblico. Ma la faccenda grave sta nel fatto che tutti gli ulema di al Azhar ( il cosiddetto ”Vaticano sunnita” paragone improprio ma che rende l’idea dell’importanza di questa università) hanno decretato la morte per l’apostata. E qui si pone il problema della reciprocità: quanti ex cattolici si sono convertiti all’islam, e pubblicamente? Le posso citare Hamza Piccardo, Abdel Wahid Pallavicini, l’ambasciatore Mario Scialoja, solo per citare i nomi più noti. La loro conversione è pubblica, è affare di tutti. Nessuno li tocca, e nessuno ha interesse a toccarli: gli ultimi papi hanno addirittura ricevuto due di queste persone.
A fattori invertiti, il risultato cambia: il musulmano che si fa cristiano è passibile di morte. Qualcuno si ricorda il caso del convertito afghano Abdul Rahman? Solo una mobilitazione internazionale impedì che quest’uomo venisse condannato a morte: ma per aver salva la vita, Abdul Rahman ha subito comunque una condanna a morte civile: infatti venne dichiarato pazzo, come se convertirsi dall’islam ad un’altra fede fosse una cosa da malati di mente.
E non solo nei paesi islamici è presente questa piaga, ma anche in Occidente l’ex musulmano convertito rischia.
Qualche anno fa proprio Magdi Allam raccolse il grido di una donna marocchina, Nura, convertita al cristianesimo in Italia, e che si nasconde per paura di essere uccisa: non in Egitto, in Arabia Saudita o in Iran, ma in Italia, culla e centro del Cattolicesimo. Ecco le sue parole ” noi musulmani convertiti al Cristianesimo siamo tanti. Tra noi lo sappiamo.Ma non ce lo diciamo. Dobbiamo aprire le catacombe! Quando ci sarà libertà di culto anche per noi vedrete quanti ne usciranno fuori! Oggi non sussiste reciprocità”. Questo in Italia, a due passi dal Vaticano. E all’ombra del Vaticano è stata costruita la più grande moschea d’Europa, mentre nei paesi musulmani costruire o restaurare una chiesa è difficilissimo ( in Arabia Saudita è proibito).
Che fare, allora? Sarebbe sbagliato fare rappresaglie sui convetiti all’islam. La libertà di culto è una cosa sacrosanta, sancita dalla ”dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo” ( ma non da quel tragico scherzo che è la ”dichiarazione islamica deo diritti dell’Uomo”). Però il casp Hegazi è solo l’ultimo di una lunga lista. Si deve pretendere reciprocità, ma in maniera decisa. Se un cristiano può diventare musulmano, buddhista, ateo o neopagano, lo stesso deve essere per i musulmani. Se i musulmani romani hanno la loro moschea, i cristiani residenti in Arabia Saudita ( stimati al 2,9% della popolazione) hanno diritto a chiese. E nessuno ha il diritto di impedire a chicchessia di scegliersi una fede differente da quella in cui è nato. I musulmani deono rassegnarsi a vedere i convertiti ad altre religioni. E questi convertiti non devono vivere nelle catacombe o visti come una sorta di tabù dall’occidente e persino ad certa parte della Chiesa, ma deono vedere protetto il loro diritto alla libertà di coscienza, anche a costo di irritare qualche ulema o qualche emiro del petrolio

andrea sartori  dal forum di magdi allam   Pubblicato su Lisistrata





SIAMO GIA’ ALLA DISTRUZIONE DEI NOSTRI SIMBOLI RELIGIOSI

22 08 2007

madonnina di Civitavecchia con lacrime di sangue
TENTA DI MURARE MADONNA VOTIVA, PAESE SI RIBELLA

MILANO -  “Cosa stai facendo? Non ti vergogni?”:    con queste parole, dette con fare minaccioso, due anziane cugine, che nel vecchio borgo ci abitano da sempre, sono riuscite a fermare lo scempio che un nuovo arrivato stava compiendo, senza nemmeno interpellarle. Un extracomunitario di fede musulmana, infatti, che lì, a Cascina Rimoldo, nel comune di Casatenovo (Lecco), aveva preso da poco casa, stava murando la statua della Madonna, simbolo di tutta la piccola comunità locale, ma l’intervento energico delle due anziane, ma ancora forti donne, lo ha fatto desistere.  LEGGI IL RESTO





I PASDARAN IRANIANI SONO TERRORISTI DI STATO

20 08 2007

Solo chi non vuole vedere la realtà non riesce a vedere nella loro realtà i pasdaran iraniani -i guardiani della rivoluzione komeinista-
I pasdaran iraniani, non sono un semplice corpo militare o di polizia, questa organizzazione militaresca creata dallo stato teocratico figlio di Khomeini e della sua sanguinaria rivoluzione, diventati nel tempo sempre più potenti e aggressivi, stanno al potere degli Ayatollah, come le SS tedesche stavano al potere dei nazisti.
NAZISTI mein kampf in arabo milizie basjj 

Adriana Bolchini Gaigher

Leggi il resto dell’articolo su Lisistrata





PROTESTA DAVANTI ALL’AMBASCIATA BELGA DI COPENHAGHEN

18 08 2007

 AGGIORNAMENTI
autonomo aggressore una delle bottiglie lanciate
Alla fine della manifestazione organizzata, sotto lo sguardo vigile della polizia che ha assicurato la tranquillità, i partecipanti si sono allontanati ed un gruppo di loro, mentre stavano riponendo i cartelli nelle proprie macchine, è stato assalito da 15-17 uomini che correvano in velocemente in bicicletta verso di loro e con il volto coperto, (come usano gli autonomi e terroristi,)
Contro il gruppo pacifico della SIAD, sono state lanciate alcune bottiglie piene con una tale violenza che si sono resi conto che se fossero stati colpiti sarebbero rimasti uccisi, così come si sono resi anche conto che questi gruppi sono preparati ad uccidere.
Il gruppo SIAD ha cercato di mettere in fuga gli assalitori agitando i propri cartelli, ma questo episodio appartiene a un fenomeno che si è ripetuto nella storia. E’ un metodo a cui ricorrono i fascisti per impedire la libertà di espressione e non possiamo dimenticare che si accordano benissimo con il pensiero e le parole di Freddy Thielemans!

Protesta davanti all’ambasciata belga di Copenhaghen di Baron Bodissey
stemma ambasciata belgaDal blog “Gates of Vienna”  
Ieri sera alle 19, alcuni contestatori si sono riuniti davanti all’ambasciata belga a Copenhaghen per protestare contro il rifiuto posto dal sindaco Freddy Thielemans di Bruxelles di rilasciare il  permesso alla manifestazione che si dovrebbe tenere l’11 settembre su “STOP ALL’ISLAMIZZAZIONE DELL’EUROPA”. Presente Anders Gravers, presidente del SIAD.La protesta è stata organizzata dalla SIOE e Steen era presente con la sua macchina fotografica, per cui possiamo mostrarvi alcune foto.
protesta all'ambasciata belga protestaall'ambasciata belga
Secondo Steen, il Dott. Udo Ulfkotte,  capo del Pax Europa in Germania, ha informato che le autorità di Bruxelles hanno dichiarato che la manifestazione dell’11 settembre sarebbe stata organizzata dagli ebrei.

La notizia è stata riportata dal Brussells Journal, da Micelle Malkin,  Dansk-svensk e altri blog e siti collegati alla catena con la quale siamo collegati.

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Bruxelles di solito approva tutte le dimostrazioni soprattutto se sono anti-americane e non anti.jihad.

SteeN ha citato un rapporto del giornale di Bruxelles che un gruppo di sinistra anti-americano che si denomina “UFT – Unito per la verità” andrà a Bruxelles a dimostrare proprio il 9 settembre, partendo dalla stazione nord alla stazione sud, contro la partecipazione di Gorge Bush negli attacchi terroristi dell’11 settembre a New York e al Pentagono.

Lo stesso gruppo sul proprio sito web cita il ministro francese Christine Boutin che avrebbe espresso dubbi sul rapporto ufficiale dell’attentato terroristico e prima ancora  Michael Meacher, della Gran-Bretagna ed Andreas Von Bulow, ex Ministro dalla Germania, avrebbero dichiarato chiaramente che l’11 settembre e la guerra contro il terrore sarebbe stata preparata tramite la gestione di Bush.

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Detto tutto questo, cari amici di Lisistrata possiamo anche tirare un sospiro di sollievo, poiché si evince che la sindrome da complottismo acuta, non è una patologia esclusivamente italiana, ma largamente diffusa nel mondo. Preoccupa il fatto che esistano persone con la mente talmente bacata da pensare che sia possibile per qualcuno massacrare indiscriminatamente i propri connazionali, semplicemente per poter dichiarare una guerra contro delle persone pacifiche, come sono i terroristi di Al-Qaeda e di tante svariate e ma poco colorate sigle jidaiste, che di colorano hanno soltanto il rosso sangue, la cui scia lascia segni indelebili al loro passaggio.E’ pur vero che nella mentalità di questi “pacifici terroristi” non stanno certamente discriminando per razza o religione quando seminano morte in Iraq Afghanistan, Filippine, India, Spagna, USA, Inghilterra, Israele, Algeria, Marocco, Turchia ecc… ecc…. (mi fermo perché la lista sarebbe interminabile)  non hanno altro sogno nella mente che la pace, cioè la pace eterna che desiderano ardentemente far raggiungere alle proprie vittime, per cui come condannare cotanta buona volontà? D’altra parte per chi sostiene questi gruppi, forse è talmente connaturato con la propria natura e giustificato dalle proprie ideologie antagoniste e odiatrici della democrazia, il massacro ai fini politici, che è per loro inaccettabile che le vittime possano avere il diritto di difendersi, ma seguendo le antiche scritture che di sacro hanno solo il nome pomposo, loro assegnato dagli uomini, vorrebbero l’agnello sacrificale pronto al sacrificio e magari anche gaudente.

 Adriana Bolchini Gaigher





CHE L’ISLAM SIA UNA MALATTIA CONTAGIOSA?

17 08 2007

Che l’islam fosse una malattia mortale, non c’è nemmeno bisogno di ricordarlo, è sufficiente vedere cosa succede nei paesi in cui la legge della sharja è applicata, che le cose parlano da sé, se poi vogliamo essere pignoli, potremmo anche fare riferimento a un certo “terrorismo islamista” che si fa scudo e giustifica ogni nefandezza nel nome di allah, così come se avessero ricevuto il mandato divino di epurare l’umanità, da tutti coloro che per certi islamici integralisti risultano indesiderati, o semplicemente sacrificabili come carne da macello utile alla causa jaidista. Ma che tale malattia avesse addirittura contagiato un vescovo, denota un sintomo estremamente preoccupante. Ma perché non sono gli immigrati che chiamano dio nel paese in cui ritrovano a vivere semplicemente con il nome che tradotto nella lingua significa dio? Ma perché debbono essere gli ospitanti a dover rinunciare alle proprie origini, alla propria fede, ai propri costumi?  Ma in virtù di quale quintessenza della giustizia, questo imbecille di un vescovo si permette di profferire una simile proposta? L’unica ragione che può ritenersi valida, in quanto vescovo di religione cattolica è che rimpiange i bei tempi bui in cui la sua chiesa, faceva gli stessi macelli che fa oggi l’islam e magari spera, con un artificio, di tornare ai bei vecchi tempi dei roghi delle streghe e degli apostati. A questo punto mi piacerebbe veramente che il papa si pronunciasse su questa immonda richiesta, che non è di pace, come vuole sembrare ma che è di sottomissione a principi identificativi alieni alla cultura europea. Nessuno si era mai sognato di chiedere agli islamici di rinunciare a chiamare il loro dio allah e a questo punto, per una questione di semplice diritto dovuto al fatto che sono gli islamici a vivere in Europa e non viceversa, pretendo che in Europa e spero che lo pretendano tutti gli europei che gli islamici non profferiscano più il termine allah, ma lo adeguino alla lingua madre del paese che li ospita, in caso contrario possono fare i bagagli e tornare da dove sono venuti, che nessuno di noi li fermerà.

Adriana Bolchini Gaigher

Il vescovo di Breda, Tiny Muskens Vescovo olandese invita i cristiani a chiamare Dio “Allah”.

Il vescovo di Breda, Tiny Muskens, ha dichiarato durante un programma televisivo che per alleviare la tensione tra musulmani e cristiani, le chiese cattoliche in Olanda dovrebbero utilizzare il nome “Allah” invece di “Dio”.

E perche’ non distruggere le nostre chiese e rimpiazzarle con moschee?
Pazzesco!

L’articolo è stato segnalato ed è pubblicato su Il Mango di Teviso 
Su WorldNetDaily trovate l’articolo originale:





FERRAGOSTO DI MORTE

15 08 2007

Non è possibile restare indifferenti al massacro che ha colpito la zona curda degli yazidi. Avevamo già affrontato una volta questo problema, in conseguenza alla lapidazione di una giovane ragazza che aveva deciso di sposare un musulmano, contravvenendo alle rigide usanze e ai preconcetti, che regolano queste comunità, che purtroppo per loro e per noi vivono come se fossero ancora nel profondo Medio Evo.

Un pensiero mesto e disperato va a quella parte di umanità rimasta oggi stritolata dalla cattiveria, dall’odio e dalla sete di potere che determina il terrorismo, che viene usato a puri scopi di conquista politica, mascherandolo con la religione ed anche per questo molti musulmani fondamentalisti, che di per se’ sarebbero anche persone tranquille, non hanno ancora capito che il terrorismo non difende l’islam, ma bestemmia l’islam e porterà coloro che lo seguiranno su questa strada, alla dannazione eterna, sia quella degli uomini, che quella di dio.

Adriana Bolchini Gaigher

n.d.r. questo nuovo massacro porta ancora una volta alla ribalta una grave discriminante che gli islamici dimostrano di seguire come metodo:  il disprezzo totale e la persecuzione di tutti coloro che appartengono ad altre religioni,  anche se sono loro affini ed il fatto che questo avvenga in ogni parte del mondo, dimostra l’arroganza e il razzismo di cui sono affetti.





CHAMPAGNE PER TUTTI

15 08 2007

Cari amici questo articolo pubblicato sul Brusselles Journal, vi dimostra che le cose ormai si stanno muovendo e che sarà possibile riuscire ad ottenere almeno la visibilità sulla protesta che stiamo tentando di portare all’attenzione del Parlamento Europeo, nonostante gli ostacoli e i divieti che sono frutto di una forma di intolleranza nei confronti degli europei che non sono più cittadini d’Europa, ma sembrano essere diventati ospiti in casa propria.

Leggete sempre gli aggiornamenti, perché non mancherò mai di fornirveli, facendo anche lo sforzo di fare una traduzione, magari un po’ raffazzonata, perché io sono una schiappa con le lingue.  Adriana Bolchini Gaigher
LEGGI TUTTO L’ARTICOLO COMPLETO





IL SINDACO MAIALE CHE ODIA I MAIALI

15 08 2007

CLICCATE SULLA FOTOGRAFIA PER GUSTARE IL FILMATO
il sindaco Thielemans di BruxellesGustatevi questa chicca che gli europei indignati hanno costruito per deridere l’integralismo del sindaco Thielemans che ha proibito la manifestazione di Bruxelles dell’11 settembre prossimo e non dimenticate di accendere le casse, perché è da ascoltare, oltre che da vedere.





L’11 SETTEMBRE E LA COMMEMORAZIONE VIETATA

13 08 2007

l’11 settembre e la commemorazione vietata   Dimitri Buffa  L’Occidentale 
ricordo delle due torri abbattute dai terroristi  Quella manifestazione anti-jihadista a Bruxelles il prossimo 11 settembre non s’ha da fare. Lo ha deciso il sindaco socialista della capitale belga, Freddy Thielemans (subito ribattezzato “il gran Muftì del Belgio” da quelli di “Stop islamisation now”) per motivi di ordine pubblico. E questo nonostante il parere favorevole della polizia locale e di quella nazionale, che erano state allertate già un mese fa e si erano dichiarate capaci di mantenere sotto controllo la situazione. Anche perché poi questa manifestazione sarebbe sostanzialmente consistita nell’osservare un minuto di silenzio per le vittime dell’11 settembre 2001 e nella consegna al parlamento europeo di migliaia di firme contro la strisciante islamizzazione della vita europea per inconfessabili motivi di frainteso politically correct. 

Ma tant’è: gli europei ormai non sono più padroni a casa loro neanche di manifestare. Magari se si fosse trattato di gente che solidarizzava con i terroristi detenuti a Guantanamo una soluzione si sarebbe trovata, ma per gente pericolosa come i danesi del Sioe (Stop islamisation of Europe) Bruxelles sarà off limits. Commenta la rappresentante italiana Adriana Bolchini, che ancora non ha perduto le speranze di esserci insieme ai propri colleghi di Austria, Belgio, Olanda, Svizzera, Inghilterra, Germania e Danimarca: “Vogliono silenziare le voci delle persone, che ovunque in Europa si muovono contro l’islamizzazione. Sia all’interno dell’Europa che in altri paesi dove questi signori cercano di imporre la legge della Sharia ai cittadini europei. E non è soltanto ai musulmani, che cercano di espandere l’Islam in Europa che i cittadini stanno dicendo “basta”. Le proteste sono dirette anche ai nostri politici conniventi con gli islamisti per stabilire di nascosto la legge della Sharia, che ormai si vede applicata in tantissime manifestazioni della vita civile degli europei, dalla nascita alla sepoltura”. 

Qualche esempio? Il Dott. Udo Ulfkotte (fondatore e presidente dell’associazione senza scopo di lucro “Pax Europa”) ha detto: “Vediamo molto chiaro i risultati della pressione che l’islamizzazione ha introdotto in Germania. La polizia e le Corti tedesche sono più tolleranti verso i musulmani che verso i non musulmani. Una delle più alte corti tedesche, cioè la Bundesgerichtshof - spiega Ulkflotte - ha ridotto la condanna, per gli islamisti che pubblicamente rivendicano il diritto di attuare la Jihad violenta in Europa e alcuni altri giudici hanno seguito le leggi del Corano per casi di poligamia, che sarebbe illegale in Germania, ma viene consentita ai musulmani che possono arrivare a chiedere i benefici per le loro mogli e questo è inaccettabile. “

“Per cercare di tenere tranquilli i musulmani - dice ancora il rappresentante tedesco della manifestazione che Bruxelles vuole vietare - la vita dei tedeschi ha subito cambiamenti, si è arrivati a rimuovere il crocifisso cristiano dalle nostre istituzioni pubbliche e si sono già separati i tempi e gli spazi nelle piscine pubbliche, che ovviamente sono mantenute con le tasse dei non musulmani; infatti i musulmani tedeschi richiedono che una parte degli spazi gli venga riservata, ma hanno cacciato il gruppo religioso Bahai da un congresso inter-religioso perché rifiutano di accettarli all’interno “del dialogo”. Questo è inaccettabile e sono i politici deboli che permettono queste ingiustizie”. 

È quanto afferma anche il rappresentante inglese di Sioe, Stephen Gash: “Le pretese degli islamici sono diventate ridicole, così i non-musulmani politically correct che stanno nei governi delle città e dei comuni credono che per permettere loro di essere sepolti rivolti verso la Mecca e sedersi sulle toilette con le spalle alla Mecca, si debbano costruire nuovi cimiteri e nuove case, per conformarsi alle ragioni degli islamici e della loro sensibilità musulmane.” “Allo stesso tempo - spiega Gash - si vietano i giocattoli di maialini e non si mettono più negli uffici le luci di Natale, che ora debbono essere denominate: “luci del Festival dell’inverno”, sempre per non offendere i musulmani.”  

Per dire basta a tutto questo grottesco stato di cose e ad altre circostanze anche più gravi - come il caso di Hina Salem in Italia e quello di giudici che invece che la legge italiana applicano la Sharia dicendo che l’abuso di mezzi di correzione mediante percosse ai danni delle figlie femmine che non osservano gli usi religiosi della famiglia islamica non è sanzionabile - era stata indetta questa manifestazione. Però un sindaco socialista belga ci si è messo di mezzo. Per paura che i cittadini islamisti della sua città gliela mettano a ferro e fuoco.

Chissà, forse se si fosse trattato di una parata per celebrare la festa dell’amore pedofilo tutti questi problemi non se li sarebbe fatti. 





PETIZIONE PER LA MANIFESTAZIONE DELL’11/9 A BRUXELLES

10 08 2007

marchio SIOE in Italia su Lisistrata  Il primo cittadino di Bruxelles, Il sindaco de Bruxelles, il socialista Freddy Thielemans, ha in data 9 agosto 2007 inviato un comunicato stampa con il quale vieta la dimostrazione con 1 minuto di silenzio, per commemorare le vittime dell’11 settembre. A Bruxelles.
Il motivo ufficiale è che non è in grado di garantire la sicurezza pubblica e non ha nessuna intenzione di disturbare la popolazione islamica, di Bruxelles.
Nel momento in cui esprime la non capacità di mantenere la sicurezza pubblica, ammette proprio le motivazioni che hanno hanno portato la SIOE a fare questa dimostrazione: Fermare l’islamizzazione dell’Europa.
Il messaggio di SIOE con i 4 slogan, mette in guardia contro risposte come queste, che dimostrano che la gente non può più godere della propria libertà di espressione e ritenersi sicura, ma episodi scioccanti come questo dimostrano qual è il clima che regna nella UE.  
La manifestazione della SIOE verrà realizzata lo stesso, come espressione pacifica delle opinioni. Espressione di opinione a cui i musulmani hanno ricevuto il permesso in altre circostanze per dimostrare a Bruxelles.
Ne consegue che è completamente irragionevole vietare una dimostrazione pacifica, perché si teme la risposta di dimostranti musulmani violenti.
Si chiede al primo cittadino di Bruxelles di cambiare la sua decisione e lasciare che gli europei siano liberi di mostrare per i loro diritti civili.

Tutti noi desideriamo il rispetto del nostro diritto di osservare 1 minuto di silenzio per commemorare le vittime dell’11 settembre.

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Vi chiediamo di partecipare a questa iniziativa, alla quale anche noi come rappresentati italiani del gruppo SIOE aderiamo con sollecitudine, ripromettendoci, in seguito altre iniziative, più incisive e alle quali nessuna possa intervenire impedendole.  Invitiamo tutti gli utenti di Lisistrata a dare voce e spazio alla petizione. Grazie.

http://www.petitiononline.com/ulfkotte/petition.html

https://artifice.securesites.com/cgi-bin/support_petitiononline.cgi

https://www.paypal.com/xclick/business=support%40petitiononline.com&item_name=PetitionOnline&no_shipping=1&cn=Comments

[b][i]Adriana Bolchini Gaigher[/i][/b]





EUROPEI AVETE PERSO LA LIBERTA’ E I DIRITTI

10 08 2007

SIOE Italia Questo lo ha decretato il sindaco di Bruxelles, che è intervenuto nella questione della manifestazione in programma l’11 di settembre, che aveva già ottenuto i permessi di polizia, per proibirla, dimostrando che per i politici, i cittadini europei hanno perso i loro diritti costituzionali, infatti gli vengono negati quelli riservati a tutti gli immigrati, e in questo caso idiritti che agli immigrati islamici sono stati ampiamente riconosciuti in più di una circostanza, anche quando hanno manifestato per tutta l’Europa in modo tutt’altro che pacifico e tutti siamo stati testimoni impotenti della loro arroganza.
manifestazione integralisti islamicimanifestazione integralisti islamicimanifestazione integralisti islamicimanifestazione integralisti islamici

Ora vietano a noi, che vogliamo semplicemente esprimere una opinione, più che legittima, in maniera rispettosa della legge e questo proprio a noi che abbiamo sempre consentito agli altri di fare tutte le loro manifestazioni.

Se l’Europa non cambierà strategia politica e non rialzerà la testa con un guizzo di dignità e orgoglio, è perduta.   Adriana Bolchini Gaigher

Ecco il pezzo pubblicato sul sito della SIOE:
L’UE non esiste più. Che fine hanno fatto i diritti dei cittadini?
il sindaco di Bruxelles 
Nella foto il gran mufti di Bruxelles. Il sindaco de Bruxelles, il socialista Freddy Thielemans, ha appena inviato un comunicato stampa  con il quale vieta la dimostrazione in programma per l’11 settembre. Il motivo ufficiale è che non è in grado di garantire la sicurezza pubblica e non ha nessuna intenzione di disturbare la popolazione islamica, di Bruxelles.  Nel momento in cui esprime la non capacità di mantenere la sicurezza pubblica, ammette proprio le motivazioni che hanno hanno portato la SIOE a fare questa dimostrazione: Fermare l’islamizzazione dell’Europa.  
Il messaggio di SIOE con i 4 slogan, mette in guardia contro risposte come queste, che dimostrano che la gente non può più godere della propria libertà di espressione e ritenersi sicura, ma episodi scioccanti come questo dimostrano qual è il clima che regna nella UE.
  
 
La manifestazione della SIOE verrà realizzata lo stesso, come espressione pacifica delle opinioni. Espressione di opinione a cui i musulmani hanno ricevuto il permesso in altre circostanze per dimostrare a Bruxelles. Ne consegue che è completamente irragionevole vietare una dimostrazione pacifica, perché si teme la risposta di dimostranti musulmani violenti. Il sindaco a Bruxelles non conosce bene le sue responsabilità, poichè è sindaco di una città capitale dell’UE, non può proibire ai normali cittadini europei  di esprimere le loro libertà costituzionali. 

Un sindaco di Anversa o qualunque altra città belga avrebbe ugualmente il dovere di lasciare che la libertà d’espressione possa essere esercitata, ma un sindaco socialista della capitale della UE ha più responsabilità, non solo verso i propri cittadini di Bruxelles, ma anche a tutti quelli della UE, nel loro insieme.

Dovrebbe prevedere quello cheBruxelles, capitale della UE rappresenta, poiché è indispensabile per la gente ottenere l’attenzione dei politici a Bruxelles, sia per le dimostrazioni che per la consegna delle proprie legittime petizioni. 

Qui trovate l’articolo originale e altri articoli  http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/017709.php http://www.hln.be/hlns/cache/det/art_549400.html?wt.bron=homeHVDN





BOLOGNA SAN PETRONIO e MAOMETTO

8 08 2007

Intervista a Norma Tarozzi su San Petronio  Clicca qui per vedere il video
La Rete delle Libertà, ha mandato in onda un video realizzato grazie alla Lega Antidiffamazione Cristiana, girando fra la gente di Bologna, per sapere cosa ne pensano sull’annosa questione dell’affresco che è esposto nella Basilica di San Petronio e che raffigura un passo della Divina Commedia di Dante Alighieri, nel quale ha rappresentato Maometto all’inferno.
Nonostante la buona volontà della Lega Antidiffamazione Cristiana, non è stato possibile  effettuare le riprese dentro la Basilica, in quanto sono stati vietati gli accessi alle telecamere e nemmeno i sacerdoti della Basilica hanno rilasciato interviste,  ma si sono chiusi nel classico ”religioso silenzio”, proprio come fece Ponzio Pilato davanti ad una scelta epocale.
Evidentemente la storia si ripete e la gente non impara mai dagli errori, cosa fare per evitarne di nuovi.





L’ONU E’ FINITA

8 08 2007

L’O.N.U. è finita. Il principio sul quale era stato realizzato questo sogno di una società globale, che potesse servire a “distribuire” giustizia ed equità in un mondo che aveva sempre visto guerre e distruzioni è andato in frantumi, cancellato, distrutto dai vizi di un’umanità che non riesce ad affrancarsi dai propri istinti peggiori.
Avidità, ignoranza, arroganza, egoismo, ambizione, arrivismo, crudeltà, gelosia, invidia, sete di potere, presunzione, egopatia smisurata e senso di superiorità, devianza ideologica, immoralità e tutto quanto rende un uomo peggiore, l’ONU negli ultimi quarantanni è riuscito a rappresentarlo in-degnamente.

E con questo manca soltanto una pietra tombale che sigilli per sempre un dinosauro che per la sua incongruità, si è condannato all’estinzione.

Noi non riconosciamo all’ONU alcun tipo di autorità morale e legale, poiché non è all’altezza di esprimere concetti e azioni che contengano almeno un principio che possa essere considerato etico, e non sarà la linea demagogica che persegue che potrà renderci ciechi di fronte all’evidenza.

Basti uno solo di esempio: nel Darfur si è consumato un genocidio contro le popolazioni tribali cristiane, animiste ed infine musulmane e all’ONU i soloni della disinformazio si sono “sperticati dissertando bellamente sui termini, frutto solo di ragionamenti vuoti” sprecando tempo prezioso, risorse e soprattutto vite umane per sofisticare sul termine da scegliere fra “genocidio e massacro” e verso questa seconda parola è caduta inopportunamente la scelta, ed infine soltanto ora l’ONU finge di intervenire con una forza di interposizione, ma che serve soltanto a stabilire un chiaro confine, separando i disperati sopravvissuti, cacciati dai territori disumanamente “epurati” dai legittimi proprietari, perché sotto quel territorio c’è il petrolio e il governo di Karthoum potrà disporne a piacimento, ma sarei pronta scommettere la mia mano destra, sicura di vincere, che il vergogonoso scandalo “oil for food” che ha visto implicato il vecchio presidente ONU, in questa situazione ha mandato in scena uno spudorato “remake”.

Non mi resta che aggiungere un’imprecazione che spero il cielo accolga: che il diavolo se li inghiotta tutti questi maledetti saprofita, parassiti di quella parte di umanità che rappresenta il meglio perché il peggio loro lo rappresentano a meraviglia.

Un proverbio recita: IL DIAVOLO LI FA… POI LI ACCOMPAGNA.

Adriana Bolchini Gaigher

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Mohammar Gheddafi

Nel mondo Onu la Libia è campione di diritti umani  di Andrea Atteritano  

Durban 31 agosto-7 settembre 2001. Si tiene in Sud Africa la Conferenza delle Nazioni Unite contro il razzismo. Fiamma Nirenstein ne racconta dibattiti e retroscena descrivendo l’evento come un processo internazionale contro Usa e Israele. Il gruppo asiatico, nell’incontro finale di preparazione alla Conferenza, si riunisce a Teheran, con il chiaro intento di escludere gli ebrei. In Conferenza, gli interventi più applauditi sono quelli che sottolineano le colpe di Usa e Israele, che il 3 settembre abbandonano i lavori. Fidel Castro e Arafat vengono osannati. I delegati arabi, guidati da Siria e Pakistan, tentano in extremis di aggiungere tre paragrafi alla dichiarazione finale, per definire l’occupazione israeliana dei territori una causa di razzismo. La risoluzione non passa grazie all’intervento del Brasile e alla mediazione del ministro degli Esteri sudafricano, Zuma, che vuole evitare il fallimento della Conferenza.
 
Ginevra 21 luglio 2007. La Libia conquista la presidenza del Comitato preparatore della seconda Conferenza Onu contro il razzismo, prevista per il 2009. Hiller Neuer, direttore esecutivo dell’associazione Un Watch, Ong creata nel 1993 per monitorare l’operato delle Nazioni Unite e denunciarne le ingiustizie commesse, ha fortemente criticato la scelta. “Mettere il Colonello Gheddafi a presiedere la Conferenza mondiale contro il razzismo - ha dichiarato Neuer - è come mettere un piromane a fare il pompiere”.
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