“FESTA ALLA DONNA” QUESTA E’ LA CRUDA REALTA’

8 03 2008

8 MARZO COSA C’E’ DA FESTEGGIARE?
mimosa e lutto
Ripropongo anche quest’anno ciò che penso di questa festa assurda.  Già nasce da una disgrazia e non è considerata una ricorrenza, ma è diventata una “FESTA” ne consegue che finché ci sarà la cosiddetta “festa della donna nel mondo” significherà che la donna vive una condizione di schiavitù, alla quale viene riconosciuto, bontà misogina 1 giorno per festeggiare la propria infelice condizione
LISISTRATA MANIFESTA IL LUTTO OGGI

(ma pensate all’ipocrisia di questa festa: sono morte delle donne lavoratrici chiuse dentro una fabbrica come schiave e allora che si fa? Non una ricorrenza che le onori, ma si inventa “LA FESTA DELLA DONNA” E’ VERGOGNOSO ANCHE SOLO L’AVERLA PENSATA

Donne che non conoscono l’8 marzo
giovane afgana torturata dagli uominidonna afgana bruciata bimba afgana venduta schivizzata stuprata e torturata
IL RESTO DELL’ARTICOLO IN LISISTRATA





I VERI PROFANATORI DELL’ISLAM

8 03 2008

Olanda Le minacce terroriste
Un Film e i Veri Profanatori dell’Islam di Magdi Allam
Corriere della Sera 6/3/2008
geert wildersSiamo proprio certi che sarà il film contro Maometto di Geert Wilders la causa scatenante di dure note di protesta, richiamo di ambasciatori, rotture diplomatiche, sanzioni economiche, aggressioni a persone ed edifici che simboleggiano la cristianità e la civiltà occidentale, fino al più efferato terrorismo che massacra indistintamente i «nemici dell’ islam»?
proteste dei radicali islamici per il discorso del papa a Ratisbonaviolente proteste islamiche contro il papa per il discorso di Ratisbona
Non è forse già accaduto qualcosa di simile dopo la lectio magistralis di Benedetto XVI a Ratisbona il 12 settembre 2006?  http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=630
Se dunque la reazione al film di Wilders, al discorso del Papa e alla scelta di Israele potrebbero risultare simili, pur trattandosi di eventi sostanzialmente diversi, significa che essi non sono la causa bensì soltanto il pretesto invocato per giustificare e legittimare un’ideologia di odio, intolleranza, violenza e morte, che esiste a prescindere da questi eventi perché è un dato fisiologico e storico di un islam che non ha mai conosciuto la libertà e la democrazia. Che è pertanto sempre e comunque un fenomeno di natura aggressiva, anche se apparentemente si manifesta all’insorgere di sintomi esteriori.

Ecco perché sbaglia il premier olandese Jan Peter Balkenende quando incolpa sin d’ ora Wilders per una guerra del terrorismo preannunciata: «Sanzioni economiche, attacchi, minacce. Chi porterà la responsabilità di tutto questo è lo stesso che ora sta creando le ragioni per tutto questo». Così come sbaglia il segretario generale della Nato, l’olandese Jaap de Hoop Scheffer quando dice: «Mi preoccupa il fatto che le truppe possano trovarsi sotto attacco a causa di un film».

Ciò di cui dobbiamo preoccuparci tutti è esattamente l’ opposto: la salvaguardia della nostra libertà d’ espressione in un mondo globalizzato e la libertà di essere pienamente noi stessi a casa nostra, qui in Europa e in Occidente. Ebbene dobbiamo purtroppo prendere atto che questa nostra libertà è già compromessa, perché non siamo riusciti a sconfiggere il terrorismo dei tagliagola e stiamo subendo il ricatto del terrorismo dei taglialingua.

Noi abbiamo il diritto e il dovere di affermare e di difendere una civiltà dove a un film si replica con un film, a un discorso si risponde con un discorso, a un evento culturale si reagisce con un evento culturale.
Noi abbiamo il diritto e il dovere di tutelare uno stato di diritto dove al limite si può rappresentare la propria contestazione sporgendo denuncia in tribunale, ma mai e poi mai dichiarando una guerra diplomatica e terroristica.

Perché mai in tutto il mondo sono solo i musulmani che puntualmente reagiscono in modo brutale e violento, per una ragione o per un’ altra, quando si sentono offesi?

Forse che i musulmani si considerano superiori al resto dell’umanità e ritengono di potersi permettere un comportamento differente dai comuni mortali?
Beh, se così fosse, tutti noi dobbiamo opporci con tutti i mezzi. Non possiamo in alcun modo sottometterci all’ arbitrio e alle barbarie perché si tradurrebbe nel nostro suicidio come persone fiere e libere e nella morte della nostra nazione e della nostra civiltà. Non lo dobbiamo fare neanche sotto la minaccia pesantissima di un embargo petrolifero con il greggio a oltre 100 dollari a barile o della chiusura di mercati sempre più attraenti.

I veri profanatori dell’ islam non sono Wilders, Benedetto XVI o Israele, così come non lo erano
Theo van Gogh, Daniel Pearl e Oriana Fallaci. Lo sono invece gli stessi musulmani che disconoscono a tal punto la sacralità della vita da non esitare a massacrare altri musulmani facendosi esplodere anche nelle moschee, a costringere i cristiani a convertirsi con la violenza, a uccidere tutti gli ebrei e gli israeliani perché non avrebbero diritto ad esistere. Eppure l’Occidente continua a dialogare e legittimare i terroristi e i regimi nazi-islamici che li sostengono, al pari degli stati musulmani che boicottano e minacciano pur continuando a professarsi «moderati».
Se l’ Occidente ha una colpa, ebbene è che è stato finora fin troppo accondiscendente e remissivo con gli estremisti e i terroristi islamici.

Ecco perché dico «sì» al film di Wilders.

Diffondiamolo in Internet in tutte le lingue in modo che possa essere visto e compreso da tutti ovunque nel mondo. Ma non auto-censuriamoci addirittura prima ancora che ci minaccino. Non arrendiamoci al diktat dei taglia-lingua prima ancora che facciano la loro comparsa i taglia-gola. Solo se sapremo difendere la nostra dignità come persone, potremo aver salva la nostra libertà come nazione e civiltà.





I PALESTINESI SONO UN POPOLO SUICIDA

21 02 2008

La Danimarca è il Paese  europeo che versa ai palestinesi l’aiuto economico più consistente e questi che hanno, secondo quanto ci propinano ogni giorno, grossi problemi di sopravvivenza, perdono il loro tempo a bruciare e vilipendere i simboli danesi, per 4 vignette di cui probabilmente non hanno nemmeno capito il senso.
palestinesi schifano bandiera danese
Ci troviamo in una situazione analoga a quella che accade con gli ebrei di Israele, che ricevendo ogni giorno dentro il proprio territorio una gragnola di razzi qassam che fanno danni e mietono vittime, finiscono per chiudergli i rubinetti dei rifornimenti, oltre che isolarli il più possibile tappando tutti i buchi che dalla Palestina conducono a Israele.Succederà prima o poi che le nazioni europee smetteranno di elargire il denaro a questo popolo di deficienti, assatanati di violenza in maniera così famelica da non rendersi nemmeno conto di quanto danno stanno facendo a se stessi.Ci troviamo di fronte a una popolazione con vocazione suicida, destinata ad estinguersi, nonostante usano i ventri delle proprie donne per spargere semi d’odio sotto forma di carne da macello a futura memoria sulla Palestina.
N.D.R. almeno una cosa questa volta l’hanno capita, non se la sono presa con tutti i cristiani del mondo, ma solo con i danesi…. Vuoi mai che prima della fine del mondo riescano a capire qualcosa di più?

L’articolo è stato tratto da Occhio sul mondo





IRAN: PROPOSTA BOICOTTAGGIO WIKIPEDIA

21 02 2008

logo wikipedia IRAN: PROPOSTA UFFICIALE DI BOICOTTAGGIO PER SACRILEGIO SU WIKIPEDIA
su Mathaba è stata pubblicata la notizia che un funzionario culturale iraniano, ha proposto di boicottare l’enciclopedia on line in Iran Wikipedia, per aver pubblicato le “sacrileghe vignette  danesi”, sollecitando i funzionari responsabili alla comunicazione di impedire l’accesso ai loro concittadini nel web site per dimostrare contro la dissacrazione e l’islamofobia.  USSIGNUR mi viene da dire, ma siamo proprio alla frutta in ogni parte dell’islam? Possibile che la libertà sia così tanto tabù da arrivare a questo, cioè impedire ai propri concittadini che si formino un pensiero indipendente sui fatti?  Ma di che hanno paura?  O sono solo famelici di potere come Fidel Castro, Adolf Hitler, Saddam Ussein, Stalin e tutti i dittatori del mondo?





LE ULTIME DAL FRONTE EURABIA

8 02 2008

Londra, GB: ARCIVESCOVO CANTERBURY, “INEVITABILE” RECEPIRE SHARIA
arcivescovo di Canterbury 
L’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, ritiene che sia “inevitabile” introdurre nel sistema giuridico britannico alcuni aspetti della Sharia, la legge islamica.
Un giudizio che pesera’ in un dibattito piu’ che attuale -sia in Gran Bretagna, dove i musulmani sono circa 1,8 milioni, sia all’estero- sulla tolleranza religiosa e sul dialogo tra le diverse fedi monoteistiche.
Il leader spirituale della Chiesa Anglicana, di cui e’ capo la regina Elisabetta II, ha sottolineato che le leggi britanniche hanno gia’ recepito istanze di altre confessioni ed e’ quindi opportuno “un adeguamento costruttivo” della sharia in materie come il diritto di famiglia e materie finanziarie. “Alcuni aspetti della Sharia sono riconosciute nella nostra societa’ e nelle nostre leggi, quindi non stiamo parlando di una cosa aliena ne’ di un sistema antagonista”.  
Il prelato ha tuttavia sottolineato che “nessuna persona assennata puo’ pensare che in Gran Bretagna si assista a quel genere di disumanita’ spesso associato con l’applicazione della legge islamica in alcuni Paesi musulmani, come la pena capitale e l’atteggiamento verso le donne”,  ha detto l’arcivescovo. Ma recepire la Sharia non deve significare in alcun modo prevaricare “i diritti garantiti… a tutti i cittadini”.  
Nell’opinione pubblica britannica questo tema tocca un nervo scoperto, soprattutto dopo gli attentati suicidi di luglio del 2005 a Londra. Nei giorni scorsi il vescovo anglicano di Rochester, Michael Nazir-Ali, segnalo’ alla polizia di avere ricevuto minacce di morte per un articolo a sua firma, in cui affermava che gli integralisti islamici hanno trasformato alcune aree del Paese in zone interdette ai non musulmani. (L’articolo è stato pubblicato sul Telegraph qui  e qui 

Nadia Eweida  Nadia Eweida ha perso la sua battaglia  da ICNnews
Londra - Nadia Eweida, 56, dipendente della British Airways e addetta al check-in, assurta agli onori della cronaca a livello mondiale  per essersi rifiutata di nascondere la collanina con la croce, ha perso la “causa per discriminazione religiosa”. Un tribunale inglese ha sentenziato ieri che Eweida è stata trattata come qualunque altro impiegato che avesse violato le norme di abbigliamento imposte dalla compagnia di bandiera.
A nulla sono servite le numerose critiche giunte alla British Airways da diverse fonti, fra le quali, politici e leader religiosi incluso l’arcivescovo di Canterbury. LEGGI IL RESTO QUI





ASHURA una fetta di Pakistan in Provincia di Milano

29 01 2008

A Cesano Boscone, senza far sapere nulla il Sindaco ha dato il permesso alla Comunità islamica sciita dei Pachistani in Italia di festeggiare l’Ashura (festa del sacrificio in ricordo del martire) facendola passare per una manifestazione di pace.

Il tutto si è svolto sotto gli occhi sgomenti e spaventati dei cittadini, che si sono trovati di fronte a una marea di persone urlanti, che inneggiavano con frasi e gesti poco rassicuranti, ma del cui significato erano impossibilitati a comprendere la realtà e per poco non si è rischiato uno scontro fra comunità italiana e pachistani.

Per spiegare bene il comportamento del sindaco, sul come si è mosso per imporre senza contraddittorio questa manifestazione, non lo ha comunicato nemmeno all’opposizione in Comune, ma il comunicato è stato dato alle stampe il venerdì  e la manifestazione ha avuto luogo il sabato, motivo per cui quasi nessun cittadino, era al corrente di ciò che sarebbe avvenuto.

L’avv. Antonia Parisotto, in veste di portavoce dell’O.D.D.I.I. ha chiamato la TV delle libertà e ha permesso la realizzazione di questo servizio, affinché tutti potessero vedere con i propri occhi cosa alcuni personaggi della sinistra italiana, intendono per multiculturalismo e integrazione, cioè fare azioni che i cittadini italiani non hanno nemmeno capito cosa sono e perché devono accettarle, infatti alcuni italiani dalle loro finestre hanno lanciato oggetti verso i manifestanti e fortunatamente la cosa è poi finita lì, ma questo sindaco ha messo le due comunità: quella italiana e quella pachistana in posizione di scontro frontale e se ci fosse scappato il morto lui sarebbe stato il colpevole.

Se questo è il modo di intendere dell’integrazione del sindaco rosso di Cesano Boscone, sarebbe bene si facesse un salto in Pakistan e provasse ad organizzare una semplice processione alla Madonna e scoprirebbe come sono integrati bene i cristiani nelle società islamiche, come il Pakistan.

Qui trovate l’originale del video
 





ORRORI AFGANI

10 01 2008

Troppe donne in Afghanistan sono libere soltanto di scegliere la loro morte: uccidersi o morire dopo aver subito umiliazioni, violenze e torture.  L’episodio che vi raccontiamo oggi è accaduto nel medio evo…. no scusate ci siamo sbagliati di qualche anno,  è accaduto l’altro giorno in Afghanistan cioè il 22 dicembre 2007.  Proprio un bel modo di augurare buon natale e buon anno nuovo a una giovane donna e di avviarsi verso il progresso e quando avrete osservato e ragionato bene su questi fatti, forse converrete con me che certi immigrati non possono trovare diritto d’asilo nel nostro Paese, perché quella che viene definita una “cultura diversa” in realtà è una barbarie talmente radicata che qui non ha possibilità di integrazione e le persone che provengono da luoghi in cui la crudeltà è un fatto quotidiano e non fa loro nessun effetto sulla pietà, non vivono nel presente non possono stare in una società civilizzata, ma hanno diritto soltanto di rintanarsi in qualche caverna e di restarci, meglio se da soli, perché se con loro ci fosse anche solo un animale, infierirebbero orribilmente anche su di lui.
Nazia 1 Nazia 2
Nazia 3 Nazia 4
A Qalat, al sud della provincia di Zabul un certo Mumtaz, che non si può definire uomo, ma mostro afflitto dalle solite manie che tutti questi lerci individui mettono in atto quando picchiano, stuprano, violentano, torturano, uccidono le proprie donne, (ma che poi trovano giustificazione nella religione, che guarda caso è quella di Maometto) dopo avere già ucciso la prima moglie per l’immancabile e doveroso  “sospetto di tradimento” ha pensato bene di passare alla seconda, che si chiama Nazia e che ha soltanto 17 anni, mentre lui da buon afgano fedele ad Allah ne ha circa 40.  LEGGI IL RESTO





PRESTO I NOSTRI FIGLI COME TERRORISTI?

29 12 2007

Bastano questi 2 articoli su episodi accaduti intorno al periodo natalizio, per denunciare il clima di razzismo e persecuzione a cui anche in Italia ormai vanno soggetti i cristiani, proprio come nei “migliori Paesi islamici” dall’Arabia Saudita all’Afghanistan; ed allora sorge spontaneo domandarsi come mai d’Alema abbia dato asilo politico all’afgano convertitosi al cristianesimo, tanto valeva lasciarlo ammazzare là, almeno non avrebbe dovuto subire l’oltraggio di vedere la propria nuova fede, sottoposta a tanta ignominia, come sta avvenendo in Italia in questi ultimi anni.

BENEDIZIONE VIETATA A SCUOLA: INSORGONO PARROCO E LEGA NORD
Presepe islamico a scuola Gesù in moschea e le donne hanno il burqa

leggi il resto qui





LA SHARIAH E’ LEGGE NELLA CIVILE OLANDA

29 12 2007

E’ una notizia di qualche giorno fa, ma dato che è fondamentale capire come la shariah stia entrando surrentiziamente nei nostri ordinamenti giuridici, vi facciamo notare un fatto increscioso appunto sulla tribalizzazione della cultura olandese a favore di una “cultura-ideologia-religione”  che non ha il rispetto della donna, della vita umana in genere, dei bambini e dei diritti civili nei quali in cima ad ogni altro valore c’è la libertà, da cui si originano: democrazia e benessere, senza i quali il circuito del restare nel buio dell’ignoranza è un circolo vizioso da cui non si uscirà mai e nel quale, anche le persone libere e rispettose dei diritti, possono essere risucchiate dentro precipitandovi senza ritorno.  

Oltre ad essere dannosa, questa legge era assolutamente inutile, poiché in ogni paese occidentale è possibile scegliersi il medico che si preferisce in base al principio della libertà e ovviamente della fiducia che si ripone nel medico scelto, ma non al principio del sesso, poiché questo è razzismo e soprattutto non nel momento in cui c’è di mezzo una vita umana, come nel caso della fattispecie riportato qua sotto, nel quale le vite in gioco erano addirittura 2 e perciò il loro diritto doveva precedere una infondata credenza religiosa, cioè un tabù fanatico ideato su presupposti frutto di ignoranza e supestizione di natura misogina.

Vuoi vedere che il prossimo passo della legge olandese sarà quello di sincerarsi che il medico donna scelto non sia omosessuale e viceversa il maschio islamico avrà il diritto di conoscere le inclinazioni sessuali del proprio medico ovviamente maschio verace?

Ciò che proprio è inaccettabile è che Nazioni nelle quali la libertà è un diritto conquistato attraverso secoli di lotte e di fatiche, oggi venga messa in gioco da immigrati arroganti e integralisti, che lasciano i loro paradisi a favore dei nostri per farli diventare come i loro Paesi cioè dei  veri inferni da cui dover emigrare per poter cercare una vita più decente e decorosa sotto ogni aspetto, in barba alla tanto decantata ”religione di pace” che in realtà propone odio, discriminazione, razzismo.  

Leggete la notizia e cercate di capire cosa potrà succedere in Europa fra pochi anni, se l’avanzata islamista continuerà marciando imperterrita al vergognoso passo dell’oca, che pochi ancora sembrano in grado di cogliere. 

QUESTO L’ARTICOLO
Olanda: donne potranno rifiutare un medico maschio
(ANSA) - BRUXELLES, 19 DIC
  - In Olanda le donne malate avranno il diritto di rifiutare le cure di un medico maschio. Lo ha stabilito l’associazione dei medici Knmg. La decisione dei medici, riferisce la stampa olandese, e’ stata presa dopo un incidente avvenuto la scorsa estate in un ospedale di Amersfoort: una donna musulmana e suo marito rifiutarono le cure del ginecologo di servizio perche’ maschio. In quel caso, alla fine, fu deciso di portare la donna in un altro nosocomio dove era in servizio un medico donna.





ABUSI DELLA POLIZIA SUI RAGAZZI IN MEDIORIENTE

14 12 2007

Guardatevi bene questo filmato:  

Ora se qualcuno pensa di trovarsi di fronte alla polizia israeliana, fa come al solito un errore grossolano. Sapete chi e cosa sono?

ABUSI DI UNA DELLE POLIZIE MEDIORIENTALI MUSULMANE, DI UN PAESE INDEFINITO DEL MEDIORIENTE, VI LASCIAMO IL PRIVILEGIO DI INDOVINARE QUALE.  

Certo che vedendo come regolano i conti fra loro hamas e al-fatah non c’è poi da meravigliarsi, ma perché i comunisti e i pacifisti nostrani non alzano la loro viscida voce in favore di questi ragazzi?

Se a questo trattamento è la polizia palestinese a farlo,significa forse che quei giovani meritano le bastonate e le botte che hanno preso?
Può darsi che li meritino, ma perché qualcuno ha il diritto di infierire a morte e altri nemmeno di difendersi?
Ma dev’essere ordinaria amministrazione fra palestinesi regolare così i conti, infatti le milizie di hamas stanno sottoponendo a gentilezze i militanti di fatah appena catturati, eccovi il video:
E guardatevi anche quest’altro,
 meglio abbondare nella conoscenza, piuttosto che restare ignoranti, anche se qualcuno preferisce restare nella sua beota e razzistica ignoranza.

E scommettiamo che qualcuno riuscirà persino a dare la colpa ai perfidi giudei?





Cristiana 18enne violentata e costretta a convertirsi all’Islam

4 11 2007

giovane pakistana violentata  Qaiser Felix
Mentre andava a fare visita ad una zia, una ragazza cristiana di Faisalabad è stata rapita da un musulmano, che l’ha tenuta segregata per dieci giorni e l’ha convertita con la forza all’Islam. La polizia, informata, non ha fatto nulla perché “teme i risvolti religiosi del caso”.
Faisalabad (AsiaNews)

Una ragazza cristiana di 18 anni, Razia, è stata rapita, violentata e costretta a convertirsi all’Islam. Il caso è avvenuto il 21 ottobre scorso a Faisalabad. Lo denuncia ad AsiaNews il presidente del Fondo Adal Trust, Khalil Tahir, che aiuta i membri delle minoranze in difficoltà.

Secondo la prima ricostruzione degli eventi, la giovane si era recata in casa di una zia per farle visita, ma non era più rientrata. Dopo averla cercata nelle case dei vari parenti, i genitori si sono ricordati che Razia aveva parlato loro di Sajid, un musulmano che la corteggiava con insistenza. Tuttavia, questi ha negato ogni coinvolgimento.

Razia è ritornata a casa il 31 ottobre, in evidente stato di shock, ed ha raccontato ai genitori di essere stata rapita da Sajid, che l’ha violentata ripetutamente e costretta a convertirsi all’Islam. Attualmente, la ragazza si trova in casa sotto osservazione medica.

Khalil Tahir racconta ad AsiaNews: “Il padre della ragazza ha denunciato l’episodio sin dalla prima sera del rientro di Razia, ma la polizia non ha voluto fare nulla perché teme che il caso possa divenire di grande rilevanza, data la natura religiosa del gesto”.

Per questo, conclude, “al momento quell’uomo è libero, e può fare ciò che vuole. Come avvocato, aiuterò in ogni modo questa povera famiglia ad ottenere giustizia in una Corte pakistana”.

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Come potete leggere in molte circostanze e nazioni differenti, non soltanto in Pakistan, ma in tanti paesi musulmani, come l’Egitto e l’Algeria, ma anche in Turchia, questa è una pratica ricorrente, avviene anche nella civilissima e liberalissima  Inghilterra, purtroppo sempre da parte di individui assatanati di islamismo, contro le ragazze indù, che vengono rapite sottoposte a sevizie e costrette a convertirsi.Ora la devono smettere tutti di continuare a sostenere che è un problema fra maschio e femmina che coinvolge tutto il mondo.Solo in parte è vero, perché purtroppo il mondo maschilista nel quale viviamo è afflitto dalla patologia della misoginia, vero e proprio odio verso il sesso opposto, a cui si aggiunge la morale immorale dei musulmani fanatici.E’ molto chiaro dalle nostre leggi che fatti del genere siano crimini e che vengano perseguiti e puniti come reati, mentre per la shariah questo è un diritto del maschio che può fare della donna ciò che vuole, purché lo faccia in nome dell’interesse della superiorità musulmana sul resto del mondo che è considerato tutto infedele.  Se non è razzismo della peggior specie nei paesi musulmani che ritengono di essere superiori al resto del mondo e in occidente questo doppiopesismo di valutare gli stessi reati in maniera diversa a seconda di chi li commette, qualcuno mi spieghi cos’è e me lo spieghi chiaramente, perché sono molto dura a capire con queste orecchie e con ciò che ho visto con i miei occhi e toccato con mano.

 E si da anche il caso che ne abbia le ovaie strapiene.
Adriana Bolchini Gaigher





RAPPORTO SULLA SITUAZIONE ISLAMICA IN BELGIO

31 10 2007

Bolchini - Dewinter  Non avevo ancora pubblicato il rapporto che mi è stato consegnato da Filip Dewinter, a causa della difficoltà della traduzione. Ora leggendolo bene, nella sua interezza potrete capire meglio quale è la strategia in atto in EUROPA anche se i nostri sinistri, sono degli emeriti mascalzoni, che si stanno comportando come i sinistri di gran parte dell’Europa.  Tutti quanti sperano di poter rimanere esenti dagli attacchi terroristici e non hanno ancora voluto affrontare il reale problema.E’ probabile che con la politica adottata dalle autorità belghe, che hanno svenduto il loro Paese per rimanere al potere, condividendolo con i musulmani, non si verifichino attacchi kamikaze e terroristici, ma ciò che si realizzerà senza ombra di dubbio, sarà che il Belgio verrà fagocitato dentro il ventre islamico e della sua civiltà, del suo antico splendore, delle sue radici non resterà più nulla. Noi al pari di Dewinter e di quelli che al suo fianco lottano per la libertà e i diritti conquistati dagli europei nei secoli, continueremo a tenere alta l’attenzione, sforzandoci di attuare una lotta che sia lecita, ma che non permetta ad alcuno di “stuprare” la nostra democrazia, i nostri valori, le nostre radici e soprattutto non privi le persone dei loro inalienabili diritti, in barba a qualsiasi mullah o mufti, o ayatollah e persino a Maometto.
Adriana Bolchini Gaigher

Counterjihad Bruxelles 2007
Rapporto  del Paese:  Belgio

La situazione in Belgio non differisce troppo dalla situazione in altri paesi dell’Europa occidentale, tranne per il fatto che la sua politica è molto più debole perché la Nazione rappresenta un’entità artificiale, priva di una vera identità nazionale da difendere e come quasi tutti gli altri Paesi europei si deve confrontare con un’immigrazione che necessita di assistenza sociale. SEGUE IN QUESTA PAGINA





LA BITAZZA D’ORO IMBURQATA e la carta benlaven

11 10 2007

Bitazza x Bindi e Ferrero

In un periodo nel quale libertà è diventato sinonimo di liberticidio, comprensione verso gli altri è diventato buonismo becero, non scandalizzerà nessuno il fatto che questa redazione mandi gentilmente a cagare il signor Paolo Ferrero ministro della Solidarietà sociale e la signora Rosi Bindi ministro delle politiche per la famiglia e candidato alla segreteria del Pd in un allegro vespasiano che fino ad ora è servito esclusivamente a due nobili culi, ai quali non si poteva far mancate cotanto onore, rappresentati dall’esimio signor Prodi e l’altrettanto esimio signor Padoa Schioppa. 

Ora vista la spinosa questione del burqa e del gay pride che certamente divide le due anime belle del “copriamo le donne” intanto ecchissenefrega della loro dignità e della loro libertà, purché noi facciamo i cavoli nostri, posso suggerire un costume appropriato cosicché non rischino che le loro cosce entrino in un peccaminoso e inverecondo contatto, che possa condurli sulla strada della perdizione semplicemente perché non possono più perdersi, in quanto per perdersi sarebbe necessario prima trovarsi.
VEDI IL SEGUITO QUI





LE MOSCHEE SONO LUOGHI DI CULTO?

30 09 2007

MA LE MOSCHEE SONO LUOGHI DI CULTO? 
moschea di Gaza  Sembrerebbe di no, almeno non a Gaza, visto quello che è successo fra sostenitori di Hamas e Fatah a Khan Yunis a sud della striscia, ove una mega rissa condotta con ogni mezzo di offesa possibile ha lasciato sul terreno molti feriti gravi.
Lo scontro, avvenuto durante la preghiera della sera, sarebbe esploso dopo che un imam vicino ad Hamas avrebbe iniziato a tenere il suo sermone prendendo il posto del predicatore di Fatah. Nella rissa sono stati usati bastoni, sedie e coltelli ed anche armi da fuoco. Sono in corso indagini per l’identificazione dei responsabili dei ferimenti.di Gaza. Resta il sospetto che le moschee in realtà non abbiano molto a che fare con il culto, oppure i musulmani non rispettano molto i luoghi sacri, visto la quantità di attentati portati a segno contro le chiese cristiane, i templi indù, le pagode, statue di divinità altrui grandi e piccole e non meno frequenti anche quelli contro le moschee di correnti diversi dalle proprie. Se è così difficile per i musulmani tenere separata la politica dalla religione, forse è giunto il momento di ripensare anche in Italia se sia il caso o meno di continuare a permettere loro di riunirsi dentro moschee e soprattutto se è necessario continuare a costruirne di nuove più grandi e più complesse per il tipo di servizi che si propongono di fornire. Fino a quando non verranno chiariti queste situazioni così difficili da collegare alla semplice fede, sarà bene porre uno stop a tale processo e quando, se mai verrà chiarito che le moschee in Italia possono essere solo luoghi di culto e di qualche attività collaterale molto amena e per nulla collusa con la politica, allora si potrà riaprire il discorso.

Adriana Bolchini Gaigher

E’ chiarificatore l’articolo pubblicato sull’Avvenire, che vi segnalo qua sotto:  Si moltiplicano le richieste per l’edificazione di moschee in varie città d’Italia, e con esse le inevitabili polemiche e molti malintesi. A Bologna il sindaco Cofferati, inizialmente orientato a dare il suo benestare, ha deciso di prendere tempo e di consultare gli abitanti del quartiere interessato.  

Il primo cittadino di Genova ha congelato il problema ributtando la palla ad Amato. E anche a Milano la questione torna periodicamente a far discutere e a dividere la politica e l’opinione pubblica.  

Le amministrazioni locali, non meno del governo centrale, appaiono disorientate e in cerca di criteri-guida.  È necessario anzitutto sgombrare il campo da alcuni equivoci.

La moschea non è un luogo di culto. Chi conosce la storia dell’islam e la mentalità dei musulmani sa che essa è l’ambito in cui ci si raduna per la preghiera, ma anche per prendere decisioni su aspetti che riguardano la vita sociale e della comunità, fino a scelte di natura politica. Non è un caso se nei Paesi islamici molte moschee sono sorvegliate dalle forze dell’ordine e se alcuni governi vogliono leggere preventivamente il sermone che l’imam pronuncia durante la preghiera del venerdì, per controllare che non siano presenti riferimenti ostili nei confronti delle istituzioni.  

Come si può facilmente dedurre, non è in gioco anzitutto la libertà di culto - che in Italia non è in  discussione essendo una componente essenziale del diritto alla libertà religiosa garantito dalla Costituzione - ma temi ben più ampi.   

Proprio a motivo della particolare natura della moschea, per confrontarsi in maniera adeguata e realistica con le richieste che arrivano dalle comunità islamiche è necessario che vengano preventivamente chiariti alcuni aspetti rivelatori degli orientamenti che esse hanno in animo di   seguire. Deve essere ben identificabile, ad esempio, l’identità giuridica dell’ente proprietario del terreno e dell’edificio, si deve sapere da dove provengono i finanziamenti necessari, chi garantisce il mantenimento e la gestione del luogo, quali le attività che si intendono svolgere.  

È fondamentale conoscere inoltre chi sceglie l’imam, in base a quali criteri viene selezionato, quale la sua preparazione teologica, quale il suo grado di conoscenza sia della lingua italiana, sia dei principi che sono a fondamento della convivenza nel nostro Paese.

Il tutto all’insegna della massima trasparenza, sia per offrire tutte le rassicurazioni del caso alle autorità locali, sia per garantire i fedeli musulmani che chiedono un luogo in cui pregare e desiderano vivere in pace e non essere oggetto di pregiudizi e sospetti da parte delle popolazioni locali. Le quali, peraltro, sovente hanno più di un motivo per essere preoccupate: le indagini della magistratura che in questi anni hanno coinvolto alcune moschee inducono a non sottovalutare i pericoli di infiltrazione del fondamentalismo di matrice jihadista in quelli che talvolta  vengono sbrigativamente catalogati come «luoghi di preghiera».    

Anche la scelta del luogo e le dimensioni della moschea sono aspetti da tenere in considerazione ai fini delle decisioni da prendere. Se lo scopo è la convivenza armonica con il territorio e una reale integrazione (piuttosto che l’affermazione autoreferenziale di una presenza) è necessario che l’area non venga snaturata, che la popolazione locale sia   consultata e che le sue valutazioni siano tenute nella dovuta considerazione dalle autorità.  

Anche per prevenire forme di intolleranza e strumentalizzazioni politiche sempre in agguato.  Insomma, non sono poche né di poco conto le problematiche con le quali misurarsi per approdare a decisioni ragionevoli, realistiche e inclusive di tutte le preoccupazioni che sono sul tappeto. E sarebbe segno di saggezza amministrativa farsene carico, dimostrando di avere a cuore sia la libertà d’espressione di una fede religiosa sia la costruzione di una convivenza pacifica e armoniosa che vada a beneficio delle singole città e di tutti coloro che le abitano. 





LA TENSIONE CRESCE FRA ITALIANI E IMMIGRATI ISLAMICI

28 09 2007

La tensione cresce fra cittadini italiani e cittadini islamici.

Lo dimostra questo articolo pubblicato su Il Mattino di Padova, articolo sul quale il redattore non si permette di profferire verbo, anzi riporta la notizia come se fosse la cosa più naturale del mondo.
ronde islamiche a Bagnoli

Premessa: non ho mai partecipato a una ronda, non sono favorevole alle ronde, da chiunque siano organizzate, ma una cosa è altrettanto certa, gli italiani che sono scesi in campo con le ronde non lo hanno fatto per 4 gomme tagliate, ma lo hanno fatto in conseguenza a violenze contro la persona, furti, rapine, stupri, spaccio e tutta una vasta gamma di reati, come occupazione di spazi comuni a cui i cittadini italiani una volta potevano accedere e che invece la presenza massiccia e arrogante di certi immigrati impedisce l’accesso.

E’ questo vergognoso doppiopesismo messo in campo anche dalla stampa che sconcerta. A nessuno viene in mente che se gli islamici hanno messo in strada delle ronde per 4 gomme tagliate, provate ad immaginare se una delle loro donne, avesse subito quello che hanno subito molte delle nostre donne ad opera di maschi violentatori italiani, cosa potrebbero fare.

Si potrà obiettare che le loro donne non vanno “sciolte” in strada di giorno, e tantomeno la sera e questo è vero, bisogna riconoscerlo, è molto più saggio tenerle chiuse in casa, segregate, rigorosamente separate dalla comunità di quei mascalzoni di italiani e se non basta la chiave nella toppa, si può sempre legarle al letto, magari con una robusta catena e per sovrappiù dovuto ad una grande generosità maschile, qualche sana bastonata, così sporadicamente, utile ad educare impedirà loro di subire le malsane attenzioni di qualche giovane italiano arrapato che si permette di fare loro la corte.

Insomma se a fare le ronde sono i padani: peste e corna, se a farle sono gli islamici allora che la peste colga i padani, perché il nesso azione reazione è implicito e non si discute. 

Le ruote degli islamici sono state tagliate? Sono stati senza dubbio quelli della lega.
Al contrario le ruote degli italiani sono state tagliate, le macchine bruciate o rubate? Ma è chiaro è un complotto ordito dallo zio Sam che si è accordato con quei massacratori di gomme dei perfidi giudei.

Perciò che nessuno osi anche solo sospettare che un islamico possa arrecare un piccolo danno alla comunità con cui vive, altrimenti cari amici italiani le Banlieu parigine vi sembreranno una passeggiata.

E i politici stanno a guardare…….  Secondo voi, interverranno prima o dopo che sia scoppiata una rivolta civile dei cittadini che ne hanno le palle piene di tutte queste piccole e grandi prepotenze che vengono lasciate passare come se nulla fosse sul nostro territorio, soprattutto quando a farle sono gli islamici?

 Adriana Bolchini Gaigher