IL TERRORISMO ISLAMICO COLPISCE I CRISTIANI IN IRAQ

14 03 2008

il vescovo cristiano assassinato in Iraq dai terroristi  islamici Il cordoglio del Papa dopo il ritrovamento del cadavere del vescovo di Mosul, Faraj Raho, rapito lo scorso 29 febbraio dopo la via crucis e ritrovato morto oggi vicino a BaghdadDopo 13 giorni nelle mani dei rapitori è morto Faraj Raho, il vescovo cristiano di Mosul, rapito lo scorso 29 febbraio al termine della Via Crucis.
A dare l’annuncio è stato mons. Shlemon Warduni, vescovo ausiliario di Baghdad. “Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mosul. I rapitori lo avevano sepolto”, ha detto. Immediato il cordoglio del Papa che si augura come “questo tragico evento richiami ancora una volta e con più forza l’impegno di tutti e in particolare della comunità internazionale per la pacificazione di un Paese così travagliato”, come ha riferito il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi. “La violenza più assurda e ingiustificata continua ad accanirsi sul popolo iracheno e in particolare sulla piccola comunità cristiana a cui il Papa e tutti noi siamo particolarmente vicini nella preghiera e nella solidarietà in questo momento di grande dolore”, ha continuato padre Lombardi che ha ricordato come tutti avevano continuato a sperare e a pregare per la liberazione di mons. Rahho. LEGGI IL RESTO

E’ assolutamente inaccettabile il modo con cui la stampa nazionale e i media in genere hanno trattato e stanno trattando questa questione.
Il rapimento del vescovo è un atto terroristico, anche perché è seguito all’assassinio brutale di 3 persone che sono state “eliminate” per poterlo rapire, in un momento sacro per la cristianità –alla fine della via crucis- e la tanto vantata sensibilità islamica se ne è altamente fregata della sensibilità cristiana e questo non si legge da nessuna parte.

Le informazioni vengono date edulcorate i terroristi non vengono mai nominati con la qualifica che hanno, cioè quella del TERRORISTA e l’assassinio del vescovo viene descritto così: …. Nelle mani dei rapitori è morto Faraj Raho ……

La piccola comunità cristiana in Iraq è continuamente sottoposto a malvessazioni, aggressioni, minacce, distruzioni e persino omicidi. Molte chiese sono state distrutte, alcune cerimonie religiose impedite e quasi una metà dei cristiani sono fuggiti dalle loro abitazioni, nelle quali non sono più sicuri.  Gli altri quelli che non hanno potuto fuggire sono sottoposti a obblighi contenuti nella shariah che impedisce alle donne la libera circolazione, le separa dagli uomini in pubblico e le obbliga a coprirsi dalla testa ai piedi.
Tutto questo nell’assoluta indifferenza dei media che fingono di non accorgersi che l’islam è una religione che quando si impone non ammette nessun tipo di diversità ideologica, politica e religiosa.

E’ da suicidi continuare a sostenere il multiculturalismo e l’integrazione in Europa con le premesse che vediamo manifestarsi in tutte le circostanze nelle quali l’islam è presente e non soltanto quando ci si trova a dover fronteggiare rapimenti ed omicidi, che gli islamici rifiutano di riconoscere come frutto di terrorismo islamico, poiché sostengono non appartenga alla propria cultura teocratica, sostengono che non si tratta di islam e per questo motivo in molti Paesi Europei sono state date direttive e messe a punto delle leggi che impediscono agli europei di chiamare il terrorismo islamico in questo modo, perché inciterebbe all’odio religioso e sottopone chi denuncia questi fatti al pericolo di subire processi e condanne.

Ma cosa conduce all’odio religioso? Assassinare in nome di una fede religiosa o chiamare l’assassinio in tale maniera quando questi è ormai stato portato a compimento?

Se seguissimo questo ragionamento capzioso non dovremmo denunciare e pubblicare nulla sui pedofili, sui serial killer, sui rapinatori, sugli stupratori e sui delinquenti in genere, perché il parlarne indurrebbe la comunità a temere e avere diffidenza verso chi mostra comportamenti del genere o chi li comprende o peggio li sostiene.

Se avessimo seguito nel passato questo ragionamento, oggi non avremmo raggiunto la capacità di denunciare quei delinquenti, di processarli, di condannarli e d isolarli dalla comunità per impedire loro di nuocere, perché era proprio la mancanza delle denunce che portava a reiterare nell’indifferenza e nell’ignoranza di tutti l’atto criminoso.

La verità non deve fare paura, anche se evidenzia episodi che sono sconcertanti e che fanno oggettivamente paura. Ciò che si deve temere e si deve combattere con ogni mezzo lecito è l’azione criminale, qualunque sia la motivazione che l’ha prodotta, poiché non la giustifica mai.

Ma quando l’azione criminale è stata portata a compimento, il dovere di tutti è di metterla in luce, discuterla e attuare tutto ciò che può essere utile a far sì che non abbia più a ripetersi, per cui denunciare il terrorismo islamico non significa far odiare gli islamici, ma significa far valutare che cosa nell’islam ci sia di sbagliato e su cosa si deve operare perché gli errori e gli orrori non abbiamo più la possibilità di essere portati a compimento, con scuse assurde, inaccettabili in quanto la vita e il diritto sono valori sacri, niente può superarli in importanza, nemmeno la fede giustifica azioni così malvagie e criminali.

La fede può essere un’idea, una credenza, una superstizione o un ideale, ma resta un fatto soggettivo e non può e non deve essere usata o imposta come metodo di affermazione di qualcuno su qualcun altro, ma vissuta e imposta in questa maniera diventa un fatto collettivo e perciò criminale e condannabile dall’intera società umana.

Adriana Bolchini Gaigher  





LE ULTIME DAL FRONTE EURABIA

8 02 2008

Londra, GB: ARCIVESCOVO CANTERBURY, “INEVITABILE” RECEPIRE SHARIA
arcivescovo di Canterbury 
L’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, ritiene che sia “inevitabile” introdurre nel sistema giuridico britannico alcuni aspetti della Sharia, la legge islamica.
Un giudizio che pesera’ in un dibattito piu’ che attuale -sia in Gran Bretagna, dove i musulmani sono circa 1,8 milioni, sia all’estero- sulla tolleranza religiosa e sul dialogo tra le diverse fedi monoteistiche.
Il leader spirituale della Chiesa Anglicana, di cui e’ capo la regina Elisabetta II, ha sottolineato che le leggi britanniche hanno gia’ recepito istanze di altre confessioni ed e’ quindi opportuno “un adeguamento costruttivo” della sharia in materie come il diritto di famiglia e materie finanziarie. “Alcuni aspetti della Sharia sono riconosciute nella nostra societa’ e nelle nostre leggi, quindi non stiamo parlando di una cosa aliena ne’ di un sistema antagonista”.  
Il prelato ha tuttavia sottolineato che “nessuna persona assennata puo’ pensare che in Gran Bretagna si assista a quel genere di disumanita’ spesso associato con l’applicazione della legge islamica in alcuni Paesi musulmani, come la pena capitale e l’atteggiamento verso le donne”,  ha detto l’arcivescovo. Ma recepire la Sharia non deve significare in alcun modo prevaricare “i diritti garantiti… a tutti i cittadini”.  
Nell’opinione pubblica britannica questo tema tocca un nervo scoperto, soprattutto dopo gli attentati suicidi di luglio del 2005 a Londra. Nei giorni scorsi il vescovo anglicano di Rochester, Michael Nazir-Ali, segnalo’ alla polizia di avere ricevuto minacce di morte per un articolo a sua firma, in cui affermava che gli integralisti islamici hanno trasformato alcune aree del Paese in zone interdette ai non musulmani. (L’articolo è stato pubblicato sul Telegraph qui  e qui 

Nadia Eweida  Nadia Eweida ha perso la sua battaglia  da ICNnews
Londra - Nadia Eweida, 56, dipendente della British Airways e addetta al check-in, assurta agli onori della cronaca a livello mondiale  per essersi rifiutata di nascondere la collanina con la croce, ha perso la “causa per discriminazione religiosa”. Un tribunale inglese ha sentenziato ieri che Eweida è stata trattata come qualunque altro impiegato che avesse violato le norme di abbigliamento imposte dalla compagnia di bandiera.
A nulla sono servite le numerose critiche giunte alla British Airways da diverse fonti, fra le quali, politici e leader religiosi incluso l’arcivescovo di Canterbury. LEGGI IL RESTO QUI





IL GOVERNO EGIZIANO DISTRUGGE LE TOMBE CRISTIANE NELL’EGITTO DEL NORD

9 01 2008

Il video è stato filmato nell’Egitto del nord e dimostra che l’esercito e la polizia fanno esattamente quello che fanno i gruppi terroristici. Distruggono le tombe e fanno sparire persino le ossa, dimostrando che il governo
non vuole che restino segni della cristianità nell’Egitto del Nord.
Sono i copti i cristiani rimasti in egitto a difendere i diritti dell’uomo e hanno realizzato questo firlmato così come lo vedere.

E meno male che secondo gli islamici “loro sono tanto sensibili poverini” che noi dobbiamo fare attenzione a non offendere cotanta sensibilità, ne hanno talmente tanta per se stessi e la propria religione, che non ne hanno più un briciolo per le altre religione.

QUI IL VIDEO





L’ISLAM COMANDA IN GRAN BRETAGNA

9 01 2008

Il Vescovo di Rochester: «Controllano molte zone»

LONDRA - In Gran Bretagna i fondamentalisti islamici spadroneggiano sempre più e hanno ormai preso il controllo di intere zone abitate dove i non musulmani non mettono nemmeno piede per paura di essere fisicamente attaccati.
Lo ha denunciato ieri un un vescovo anglicano di spicco, che ha così rilanciato il dibattito sul ruolo della religione fondata da Maometto in un Paese di forti tradizioni cristiane.
Vescovo di Rochester,  il reverendo Michael Nazir-Ali è di origine pakistana e in un articolo pubblicato dal domenicale Sunday Telegraph avverte che gli estremisti musulmani sono all’offensiva su scala mondiale e in Gran Bretagna stanno ormai imponendo un «carattere islamico» a certe aree urbane: estendono al di là del necessario gli appelli alla preghiera lanciati dai megafoni delle moschee, quando possono usano la sharia come sistema legale per la risoluzione delle dispute all’interno della loro comunità e hanno atteggiamenti minacciosi nei confronti degli “infedeli”.
Unico vescovo della Church of England con sangue asiatico nelle vene, il reverendo Nazir-Ali non ha precisato quali zone del Regno Unito siano diventate “off limits” per i non-musulmani ma ha sostenuto che i metodi di intimidazione usati dai fondamentalisti islamici ricordano molto da vicino quelli dell’estrema destra xenofoba e nazistoide.
A suo avviso è stato incoraggiato lo sviluppo di una società multireligiosa e multiculturale che mina lo status di fede nazionale storicamente attribuito alla chiesa anglicana e più in generale al cristianesimo.
Secondo il Sunday Telegraph il vescovo di Rochester ha avuto il coraggio di dire pubblicamente quello che al vertice della gerarchia anglicana pensano in molti e cioè che l’immigrazione incontrollata sta distruggendo progressivamente l’identità cristiana del Regno Unito.
A giudizio del vescovo il multiculturalismo praticato da politici «senza visione morale e spirituale» si è rivelato pernicioso perché ha contribuito a «profonde divisioni» nella società e ha di fatto incoraggiato una tendenza delle varie comunità all’autosegregazione.
Ogni comunità etnica sembra aspirare a vivere da sola, in particolare i seguaci di Allah che attualmente in Gran Bretagna sono almeno un milione e ottocentomila. La stridente filippica del vescovo anglicano non è piaciuta né al governo laburista di Gordon Brown né ai leader della comunità islamica britannica.

Tratto dal Corriere.com  

Ma come sono stati bravi i muslim della Gran Bretagna col vescovo, si sono limitati a dire che non gli è piaciuto il suo intervento e non hanno nemmeno assaltato una chiesa.
E anche mr.Brown è stato generoso, lo sa il vescovo che con le nuove leggi antirazzismo poteva essere incriminato e incarcerato?





NUOVO CONVEGNO DI BOLOGNA SULLA MOSCHEA

28 11 2007

MOSCHEA? NO GRAZIE ! – Siete tutti invitati:

A Bologna il 30.11.07 si terrà un convegno, articolato in due fasi ben distinte, per ribadire il no dei cittadini alla nuova moschea che sindaco e giunta pretendono di imporre alla cittadinanza,  nonostante le chiare e legittime motivazioni del dissenso.

La manifestazione è stata promossa dalla Lega Nord e dalla Lega Antidiffamazione Cristiana, presso il Savoia Hotel Regency - Via Del Pilastro, 2 - 40127 Bologna – ITALIA, con il
seguente programma.
Qui le indicazioni per vedere il luogo preciso del convegno

PROGRAMMA
17.00 Inizio presentazione della giornata e degli ospiti presenti, a cura di Adriana Bolchini Gaigher
 nonché dei messaggi inviati dagli ospiti non presenti gemellati con il progetto di difesa dei valori occidentali,  dall’Inghilterra, dalla Germania e dall’italia.
17.10 - il primo intervento Adriana Bolchini –  presidente nazionale O.D.D.I.I. – dir. resp.le Lisistrata, che trasmetterà.
alcuni spezzoni del film documentario “Il mercante di Pietre” che il regista e produttore Renzo Martinelli ha dato facoltà di presentare al posto suo che si associa virtualmente alla manifestazione.
una serie di filmati brevi e fotografie che mostrano l’islam integralista nel mondo e le problematiche che crea in ogni paese in cui si insedia la legge corania della shariah
17.40 – I Responsabili C.V.F. Centre Vigilant Freedom in Europa – Gran Bretagna –  che interverranno con un filmato e spiegheranno come è nato il gruppo e cosa si propone, nonché le legittime preoccupazioni sull’avanzata islamista in Europa e la regressione delle tradizioni occidentali a favore di quelle islamiche, cosa che complica la vita dei cittadini autoctoni.
18.10 - Avv. Antonia Parisotto  - responsabile ufficio legale O.D.D.I.I. che interverrà sulle prospettive e possibilità legali di fermare la costruzione di nuove moschee anche in relazione al fatto che i progetti hanno come “padrini” i rappresentanti di associazioni integraliste come l’Ucoii.
18.30 - Mohammed Ahmed –  giornalista italo-egiziano, conduttore di La9 La8 di Padova che rilascerà una breve relazione sulle sue esperienze da testimone e giornalista islamico liberale e moderato.
18.40 - Vito Punzi –  giornalista redattore di Tempi esprimerà la sua posizione e le sue testimoniante.
19.00/19.40 - Enzo Ballaman - Ospite speciale  che trasmetterà il film “submission”    e parlerà dell’integralismo islamico come dell’assassinio del regista Vincent van Gogh, che lo ha realizzato.

Ore 20  Breve pausa

ore 20,30 inizia l’incontro  fra i due leader della Lega Nord  Umberto Bossi e Roberto Maroni,  che spiegheranno le motivazioni politiche e quale strategia desiderano adottare.

Presenti anche gli ospiti-relatori che sono intervenuti nel pomeriggio dei lavori, per testimoniare, se fosse necessario quanto sia doveroso pretendere il rispetto delle nostre leggi e della nostra costituzione, nonché una reciprocità con la “casa madre” dell’islam wahabita che ha sede a La Mecca in Arabia Saudita, ove ogni libertà di culto è proibita e perseguitata.

Ore 22 – Cena conviviale per la quale è obbligatoria la prenotazione,  (costo € 35,00) al numero +39 347/.05.04.244
manifestino della lega nord NO MOSCHEA





DISCRIMINAZIONI CONTRO I CRISTIANI NEL MONDO

12 10 2007

Che i cristiani fossero discriminati nei paesi a religione musulmana è un fatto ed anche se qualcuno, anzi molti continuano a sostenere che non è così, le cronache quasi nella quotidianità, ci riportano di fatti che riguardano una serie di discriminazioni contro chi professa la fede cristiana, che vanno dal piccolo incidente, come il portare una crocetta al collo, fino alla perdita della propria vita, perché qualche fanatico, sostenuto da una sorta di tacita approvazione popolare, ha deciso che tu da cristiano non meriti di vivere e allora passa alle vie di fatto e ti toglie la vita, magari proprio come è successo pochi mesi fa in Turchia, dopo averti torturato orribilmente.    Leggi il resto  in questa pagina





MOHAMMED HEGAZI E LA RECIPROCITÀ NEGATA

22 08 2007

il pakistano condannato a morte per apostasia non giochiamo al benaltrismo: gli italiani dovrebbero manifestare per mafia, ‘ndrangheta, e non per un egiziano che ha solo l’assurda ( secondo lei) pretesa di farsi mettere ”cristiano” sulla carta d’identità. Innanzitutto una cosa non esclude l’altra, si può ( anzi, si deve) essere contro la mafia e per i diritti di Hegazi. Ma ora concentriamoci su Hegazi. Innanzitutto in un paese che ti obbliga a mettere la religione di appartenenza sulla carta d’identità, mi pare che sia un sacrosanto diritto del signor Hegazi, qualora avesse cambiato fede, il volere che questo sia pubblico. Ma la faccenda grave sta nel fatto che tutti gli ulema di al Azhar ( il cosiddetto ”Vaticano sunnita” paragone improprio ma che rende l’idea dell’importanza di questa università) hanno decretato la morte per l’apostata. E qui si pone il problema della reciprocità: quanti ex cattolici si sono convertiti all’islam, e pubblicamente? Le posso citare Hamza Piccardo, Abdel Wahid Pallavicini, l’ambasciatore Mario Scialoja, solo per citare i nomi più noti. La loro conversione è pubblica, è affare di tutti. Nessuno li tocca, e nessuno ha interesse a toccarli: gli ultimi papi hanno addirittura ricevuto due di queste persone.
A fattori invertiti, il risultato cambia: il musulmano che si fa cristiano è passibile di morte. Qualcuno si ricorda il caso del convertito afghano Abdul Rahman? Solo una mobilitazione internazionale impedì che quest’uomo venisse condannato a morte: ma per aver salva la vita, Abdul Rahman ha subito comunque una condanna a morte civile: infatti venne dichiarato pazzo, come se convertirsi dall’islam ad un’altra fede fosse una cosa da malati di mente.
E non solo nei paesi islamici è presente questa piaga, ma anche in Occidente l’ex musulmano convertito rischia.
Qualche anno fa proprio Magdi Allam raccolse il grido di una donna marocchina, Nura, convertita al cristianesimo in Italia, e che si nasconde per paura di essere uccisa: non in Egitto, in Arabia Saudita o in Iran, ma in Italia, culla e centro del Cattolicesimo. Ecco le sue parole ” noi musulmani convertiti al Cristianesimo siamo tanti. Tra noi lo sappiamo.Ma non ce lo diciamo. Dobbiamo aprire le catacombe! Quando ci sarà libertà di culto anche per noi vedrete quanti ne usciranno fuori! Oggi non sussiste reciprocità”. Questo in Italia, a due passi dal Vaticano. E all’ombra del Vaticano è stata costruita la più grande moschea d’Europa, mentre nei paesi musulmani costruire o restaurare una chiesa è difficilissimo ( in Arabia Saudita è proibito).
Che fare, allora? Sarebbe sbagliato fare rappresaglie sui convetiti all’islam. La libertà di culto è una cosa sacrosanta, sancita dalla ”dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo” ( ma non da quel tragico scherzo che è la ”dichiarazione islamica deo diritti dell’Uomo”). Però il casp Hegazi è solo l’ultimo di una lunga lista. Si deve pretendere reciprocità, ma in maniera decisa. Se un cristiano può diventare musulmano, buddhista, ateo o neopagano, lo stesso deve essere per i musulmani. Se i musulmani romani hanno la loro moschea, i cristiani residenti in Arabia Saudita ( stimati al 2,9% della popolazione) hanno diritto a chiese. E nessuno ha il diritto di impedire a chicchessia di scegliersi una fede differente da quella in cui è nato. I musulmani deono rassegnarsi a vedere i convertiti ad altre religioni. E questi convertiti non devono vivere nelle catacombe o visti come una sorta di tabù dall’occidente e persino ad certa parte della Chiesa, ma deono vedere protetto il loro diritto alla libertà di coscienza, anche a costo di irritare qualche ulema o qualche emiro del petrolio

andrea sartori  dal forum di magdi allam   Pubblicato su Lisistrata





SIAMO GIA’ ALLA DISTRUZIONE DEI NOSTRI SIMBOLI RELIGIOSI

22 08 2007

madonnina di Civitavecchia con lacrime di sangue
TENTA DI MURARE MADONNA VOTIVA, PAESE SI RIBELLA

MILANO -  “Cosa stai facendo? Non ti vergogni?”:    con queste parole, dette con fare minaccioso, due anziane cugine, che nel vecchio borgo ci abitano da sempre, sono riuscite a fermare lo scempio che un nuovo arrivato stava compiendo, senza nemmeno interpellarle. Un extracomunitario di fede musulmana, infatti, che lì, a Cascina Rimoldo, nel comune di Casatenovo (Lecco), aveva preso da poco casa, stava murando la statua della Madonna, simbolo di tutta la piccola comunità locale, ma l’intervento energico delle due anziane, ma ancora forti donne, lo ha fatto desistere.  LEGGI IL RESTO





CHE L’ISLAM SIA UNA MALATTIA CONTAGIOSA?

17 08 2007

Che l’islam fosse una malattia mortale, non c’è nemmeno bisogno di ricordarlo, è sufficiente vedere cosa succede nei paesi in cui la legge della sharja è applicata, che le cose parlano da sé, se poi vogliamo essere pignoli, potremmo anche fare riferimento a un certo “terrorismo islamista” che si fa scudo e giustifica ogni nefandezza nel nome di allah, così come se avessero ricevuto il mandato divino di epurare l’umanità, da tutti coloro che per certi islamici integralisti risultano indesiderati, o semplicemente sacrificabili come carne da macello utile alla causa jaidista. Ma che tale malattia avesse addirittura contagiato un vescovo, denota un sintomo estremamente preoccupante. Ma perché non sono gli immigrati che chiamano dio nel paese in cui ritrovano a vivere semplicemente con il nome che tradotto nella lingua significa dio? Ma perché debbono essere gli ospitanti a dover rinunciare alle proprie origini, alla propria fede, ai propri costumi?  Ma in virtù di quale quintessenza della giustizia, questo imbecille di un vescovo si permette di profferire una simile proposta? L’unica ragione che può ritenersi valida, in quanto vescovo di religione cattolica è che rimpiange i bei tempi bui in cui la sua chiesa, faceva gli stessi macelli che fa oggi l’islam e magari spera, con un artificio, di tornare ai bei vecchi tempi dei roghi delle streghe e degli apostati. A questo punto mi piacerebbe veramente che il papa si pronunciasse su questa immonda richiesta, che non è di pace, come vuole sembrare ma che è di sottomissione a principi identificativi alieni alla cultura europea. Nessuno si era mai sognato di chiedere agli islamici di rinunciare a chiamare il loro dio allah e a questo punto, per una questione di semplice diritto dovuto al fatto che sono gli islamici a vivere in Europa e non viceversa, pretendo che in Europa e spero che lo pretendano tutti gli europei che gli islamici non profferiscano più il termine allah, ma lo adeguino alla lingua madre del paese che li ospita, in caso contrario possono fare i bagagli e tornare da dove sono venuti, che nessuno di noi li fermerà.

Adriana Bolchini Gaigher

Il vescovo di Breda, Tiny Muskens Vescovo olandese invita i cristiani a chiamare Dio “Allah”.

Il vescovo di Breda, Tiny Muskens, ha dichiarato durante un programma televisivo che per alleviare la tensione tra musulmani e cristiani, le chiese cattoliche in Olanda dovrebbero utilizzare il nome “Allah” invece di “Dio”.

E perche’ non distruggere le nostre chiese e rimpiazzarle con moschee?
Pazzesco!

L’articolo è stato segnalato ed è pubblicato su Il Mango di Teviso 
Su WorldNetDaily trovate l’articolo originale:





CHAMPAGNE PER TUTTI

15 08 2007

Cari amici questo articolo pubblicato sul Brusselles Journal, vi dimostra che le cose ormai si stanno muovendo e che sarà possibile riuscire ad ottenere almeno la visibilità sulla protesta che stiamo tentando di portare all’attenzione del Parlamento Europeo, nonostante gli ostacoli e i divieti che sono frutto di una forma di intolleranza nei confronti degli europei che non sono più cittadini d’Europa, ma sembrano essere diventati ospiti in casa propria.

Leggete sempre gli aggiornamenti, perché non mancherò mai di fornirveli, facendo anche lo sforzo di fare una traduzione, magari un po’ raffazzonata, perché io sono una schiappa con le lingue.  Adriana Bolchini Gaigher
LEGGI TUTTO L’ARTICOLO COMPLETO





BOLOGNA SAN PETRONIO e MAOMETTO

8 08 2007

Intervista a Norma Tarozzi su San Petronio  Clicca qui per vedere il video
La Rete delle Libertà, ha mandato in onda un video realizzato grazie alla Lega Antidiffamazione Cristiana, girando fra la gente di Bologna, per sapere cosa ne pensano sull’annosa questione dell’affresco che è esposto nella Basilica di San Petronio e che raffigura un passo della Divina Commedia di Dante Alighieri, nel quale ha rappresentato Maometto all’inferno.
Nonostante la buona volontà della Lega Antidiffamazione Cristiana, non è stato possibile  effettuare le riprese dentro la Basilica, in quanto sono stati vietati gli accessi alle telecamere e nemmeno i sacerdoti della Basilica hanno rilasciato interviste,  ma si sono chiusi nel classico ”religioso silenzio”, proprio come fece Ponzio Pilato davanti ad una scelta epocale.
Evidentemente la storia si ripete e la gente non impara mai dagli errori, cosa fare per evitarne di nuovi.





CONVEGNO A BOLOGNA su CENTRO ISLAMICO e REFERENDUM

29 07 2007

Qui potete vedere alcuni stralci del mio intervento al convegno che si è tenuto a Bologna il 14 giugno 2007
1 - parte di intervento Adriana Bolchini parte intervento di Adriana Bolchini
parte 3 intervento di Adriana Bolchini intervento n. 4 Adriana Bolchini

Tutti e 10 i video della serata sono pubblicati su Google, ove potete prenderne visione





E’ PARTITO L’ITER PER IL QUESITO REFERENDARIO A BOLOGNA

18 06 2007

manifesto per dire no all'allargamento della moschea/centro islamico
Nonostante la manifestazione sia stata boicottata dalla stampa e dalle TV, è stato già al primo incontro raggiunto il quorum di adesioni necessarie a avviare l’iter della raccolta firme affinché il quesito referendario sulla costruzione del nuovo centro islamico, che nei disegni degli islamici e di Cofferati dovrebbe andare ad occupare un’area vastissima di oltre 52.000 metri quadri, di cui più sotto nell’articolo vedrete la planimetria.

L’amministrazione della Città di Bologna, nella persona del sindaco ex sindacalista Cofferati, con un colpo gobbo e senza aver seguito le procedure legali e il rispetto delle regole democratiche, ha stipulato una serie di accordi con i rappresentanti dell’U.C.O.I.I. –alla faccia della concertazione che ha sempre imposto a tutti quando faceva il sindacalista d’assalto- in relazione al progetto della costruzione di un gigantesco centro islamico, nel quale non esisterà solo una moschea, ma tutta una serie di attività legate alla vita della comunità islamica che andranno dalla scuola che viene fatta partire dall’asilo fino all’università, le attività culturali e ludiche, come sport, musica, cinema,  gli ambulatori medici, gli ospedali, i centri di ricerca e persino macellerie halal e  centri commerciali.
Di fatto una città nella città, creando un separatismo inaccettabile fra i cittadini italiani e gli islamici che con la scusa della religione avranno la possibilità di sottrarsi a tutti i controlli e le regole che i cittadini italiani invece debbono rispettare e accettare e quello che appare ancora più grave è che la sottrazione di “legittimi poteri” alle amministrazioni italiane, genererà una vera e propria enclave islamica sul nostro territorio. Un bacino di cultura ideale per il portare a termine l’islamizzazione che i paesi integralisti hanno ormai avviato in Europa. 
alcuni dei firmatari per avviare il referendum alcuni firmatari per la raccolta avvio referendum
A Bologna giovedì 14,  seguendo un copione ormai diventato penoso, oltre che noioso, un gruppuscolo di facinorosi squadristi rossi, che risponde all’esotico nome di “no global” ha stazionato fuori dalla splendida Sala dell’affresco del Barracano (realizzato nel XVI secolo), posta all’interno dell’ex tempio malatestiano, per cercare di impedire lo svolgimento della Conferenza sul tema NO ALLA MOSCHEA PERCHE’… .
Grazie alla forze di polizia presenti, Il prepotente e arrogante gruppuscolo si è potuto esprimere solo entro i limiti di una delle poche varianti dell’armamentario in possesso di questi “bravi ragazzi anti globalizzazione”  che si sono esibiti in una performance degna delle peggiori bettole di porto, che conteneva offese e volgarità irripetibili all’indirizzo dell’organizzazione e del pubblico, che lasciamo indovinare ai lettori nel libero utilizzo della loro fantasia.
 
E’ ammirevole la foga con la quale questi pittoreschi personaggi da sottobosco politico si mobilitano contro il diritto di manifestazione altrui, evidentemente nella loro totale ignoranza del concetto e della realtà della democrazia e dei diritti dei loro stessi concittadini, verso cui dimostrano il disprezzo assoluto, ogni volta, dopo aver baciato l’immaginetta del Che Guevara (icona pacifista della sinistra più becera)  si gettano spesso armati di spranghe e mazze sui generis, nella mischia con il ruolo dei “castigamatti” quasi fosse un loro preciso compito istituzionale o avessero ricevuto tale incarico da “mandato divino”.
il pubblicoil pubblico
Comunque, a parte la sequela di improperi distribuiti a piene mani e polmoni all’indirizzo di tutti coloro che avevano l’ardire di varcare la soglia del Palazzo, (e lo hanno fatto proprio in molti, come avete visto dalle foto qua sopra) per partecipare alla conferenza ed aderire al quesito referendario non è successo altro e la manifestazione è stata un vero successo, che però è stato reso possibile grazie all’instancabile opera divulgativa e organizzativa messa in moto e condotta fino in porto dalla signora Norma Tarozzi.
La signora Tarozzi, che non si era mai occupata di politica, si è vista costretta dai problemi emergenti creati dall’invasione degli extracomunitari e dell’islamismo prepotente e dilagante, svolgere a proprie spese e sacrificio, un’opera di contenimento e di difesa del territorio bolognese e della comunità italiana che a Bologna ormai vive imprigionata dall’aggressività di orde di barbari calati come una mannaia sulla città e che le autorità preposte si guardano bene dal difenderne i diritti, anche se le aggressioni fisiche sono ormai all’ordine del giorno.

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i relatori della conferenza
Il presentatore e moderatore  della serata Gianpiero Bagni, consigliere della Lega Nord di S. Lazzaro di Savena, ha presentato i relatori che hanno messo a disposizione del pubblico i loro interventi sugli argomenti di loro pertinenza ed ha portato i saluti del prof. Silvio Calzolari, docente di islamismo dell’Università Pontificia di Firenze, assente giustificato per esami.
Nel mio intervento, ho spiegato al pubblico il pericolo rappresentato dall’integralismo islamico, che sfortunatamente per gli italiani, i rappresentanti delle nostre istituzioni, hanno scelto come interlocutori privilegiati coloro che militano proprio in questa parte, relegando gli islamici liberali e democratici, che sono la maggioranza, ad un ruolo marginale, senza tenere conto della democrazia e soprattutto del fatto che i soggetti a cui hanno dato troppo spazio sono autoreferenziali e non sono stati investiti dalla comunità islamica, dell’incarico che stanno assumendosi, semplicemente facendo leva sulla nostra mancanza di conoscenza delle differenze che esistono nelle diverse dottrine islamiche, sì da creare una vera e propria discriminazione nei confronti di tutti gli altri islamici, oltre che nei nostri perché le concessioni che vengono loro fatte, sono tutte a nostre spese e sulla nostra pelle.  
La cosa più grave però è che ciò su cui stiamo reclamando attenzione da molto tempo, è che non si tratta di timori infondati, ma esistono infinite prove documentate dai fatti tragici che hanno colpito in modo indifferenziato le comunità occidentali, partendo dai singoli casi in cui intellettuali di ogni tipo sono stati assassinati, a stragi di massa come negli attentati nelle metropolitane o alle due torri di New York o a ribellioni guidate ad arte per andare contro le ambasciate occidentali e bruciare le chiese, nonché uccidere religiosi cristiani.
Infatti, non si tratta semplicemente di esercitare il loro culto in perfetta libertà, ma si tratta di un progetto politico che vuole entrare nei sistemi democratici, servendosi degli stessi strumenti che la democrazia offre, per poter imporre la legge islamica su quella delle nazioni ospitanti, alle quali in cambio non offre nemmeno il rispetto della Costituzione.
Tale progetto infatti si serve strumentalmente della religione, poiché approfitta della buona disposizione d’animo delle popolazioni che li ospitano, impedendo qualsiasi tipo di critica e imponendo con questo sistema i propri diktat ai paesi ospitanti, che non ricevono in cambio ciò che è basilare affinché esista un dialogo vero e non chiacchiere vuote che servono soltanto per imporre un regime dittatoriale nella forma e nella sostanza: LA RECIPROCITA’  che in ogni trattativa è il GRANDE ASSENTE.  E’ per questo importante considerare che sul suolo arabo, là dove si è formata la corrente religiosa fondamentalista Wahabita, a cui l’UCOII fa riferimento, è quella che  ha dato origine all’integralismo islamico, confluito nel terrorismo di identica matrice. Sul suolo Arabo non esiste nulla in termini di concessioni a chicchessia di ciò che al contrario pretendono sul suolo altrui.  

In Arabia è proibito persino possedere una bibbia o un vangelo, proibito riunirsi per pregare, proibito insegnare religione, proibito costruire anche solo una cappella che non sia islamica, proibito indossare una crocetta o altri simboli religiosi, anche se piccoli e non esibiti con l’arroganza con la quale qua da noi esibiscono il chador, proibito alle donne da ovunque provengano di indossare abiti che non siano il niqab integrale, proibito loro anche semplicemente il guidare l’automobile, proibito per gli stranieri acquistare un pezzetto di terreno anche solo per farci un orto, proibito bere alcolici, mangiare carne di maiale, insomma qua pretendono tutto ciò che agli altri proibiscono sul “Sacro Suolo Arabo”.
Ritengo che quando gli islamici saranno pronti per comprendere e rispettare la democrazia, potranno comprarsi tutto il terreno che vorranno, ora non si può permetterlo, perché il loro scopo non è quello di integrarsi, ma di fagocitarci.  
E’ poi intervenuto    S.E.Dom. Marcello Cristofani della Magione – fondatore della Lega Anti-Diffamazione Cristiana, che ha fatto il punto della situazione fra le differenze esistenti fra la religione cristiana e quella musulmana, ricordando il martirio dei cristiani nei paesi fondamentalisti, così come l’ultimo rapimento di padre Bossi, che non ha smosso le coscienze degli italiani così come le avevano smosse i rapimenti dei giornalisti di testate schierate notoriamente a sinistra, per i quali nulla è stato lasciato intentato, ma padre Bossi ha il grande demerito di fare del bene, di salvare vite umane e di non fare a sua volta opera di terrorismo ideologico o anche soltanto di lavorare per organizzazioni che fiancheggiano la sinistra italiana.
S.E.Dom. Marcello Cristofani, ha invitato tutti i presenti a difendere le radici culturali e cristiane che hanno originato l’Italia e gli italiani così come sono oggi invitandoli a combattere, con tutti i mezzi leciti che la democrazia mette a loro disposizione, affinché nessun’altra cultura o religione abusi della nostra con la finalità di distruggerla e prenderne il posto.  
L’on. Gianluca Pini  - deputato della Lega nord,  che ha toccato i temi riguardanti le implicazioni politiche della questione, ma prima si è concesso  un breve inciso per spiegare il blitz del mattino, portato a termine  nella Sala di Montecitorio assieme al suo gruppo, per segnare la rottura totale con il Governo a causa dell’inadempienza contrattuale, nelle trattative intavolate con la sinistra sul federalismo e brandendo il giornale La Padania con la richiesta di nuove elezioni.
L’on. Gianluca Pini ha poi proseguito nel suo intervento precisando che l’immigrazione selvaggia ha prodotto una serie di danni alla società italiana, che si vede prevaricata dei propri diritti e crescere l’insicurezza, oltre che la povertà perché l’invasione incontrollata ha portato un aggravio economico che non è stato assorbito da nessun altro, al di fuori dei cittadini che ogni giorno debbono anche combattere con l’arroganza e la prepotenza di gruppi alieni al sistema italiano, forti delle protezioni che ricevono a sinistra e dei favori che vengono loro elargiti da giunte compiacenti come quelle di Cofferati, che non si è certo dato pena di aver prodotto una mostruosità giuridica, regalando di fatto 52.000 mq. Di terreno agricolo, facendolo valutare come tale, per poi trasformarlo successivamente in terreno residenziale e regalarlo agli islamici, attraverso un escamotage truffaldino per far sembrare legittimo tale “inganno economico, sociale e culturale ai danni della città e dei cittadini di Bologna” generando uno scambio a parità di valore economico con 6.000 mq. Attualmente adibiti a moschea, che tornerebbero di proprietà della città.
planimetria del nuovo centro islamicoLorenzo Tomassini - consigliere comunale di Forza Italia, ha realizzato un breve intervento in qualità di ospite e di persona informata sui fatti, poiché il tradimento perpetrato contro i bolognesi dalla giunta Cofferati, è stato portato a termine fuori dagli spazi e dai percorsi istituzionali, impedendo perciò all’opposizione la minima possibilità di intervento o anche solo di dialogo, in perfetto stile soviet.
Il consigliere ha spiegato nel dettaglio alcuni dei punti più salienti, nei quali si configurano violazioni di diritti a danno, non solo dei cittadini di Bologna, ma anche della Costituzione Italiana, nel disprezzo delle regole che permettono ad un sistema complesso come la società umana di interagire nel rispetto delle leggi che prevedono la tutela dei diritti di tutti i cittadini, da qualunque nazionalità o religione provengano.
Fra le irregolarità spiccano alcuni punti critici, che non avrebbero mai dovuto essere presi in considerazione:
Valutare una zona come terreno agricolo, calcolarla in termini economici e soltanto dopo trasformarla in terreno residenziale, rappresenta un grosso danno economico alla città di Bologna
Mettere sotto la tutela dell’UCOII i nuovi immigrati spostando dentro al centro le strutture di accoglienza e gli alloggi comuni configura una violazione delle regole istituzionali. Lo Stato Italiano è stato sovrano e nessuno ha il potere giurisdizionale sul suo territorio e viola i diritti dei cittadini italiani.  
Destinare un terreno così ampio di verde a zona residenziale potrebbe configurare un altro reato di alienazione del patrimonio ambientale per trasformarlo a uso improprio.
Favorire già con un contratto una serie infinita di possibilità di destinazioni delle aree interne a attività così difformi fra loro è un altro atto che non appare regolare.
Stabilire l’uso della lingua italiana fatta eccezione per la liturgia, ma anche per argomenti correlati alla fede e alla religione implicita un’altra violazione dell’obbligo a che tutte le attività siano controllabili e svolte entro il rispetto della Costituzione e delle Leggi italiane.
Definire molte delle attività e delle proprietà sotto la sfera religiosa, rappresenta più di una irregolarità in quanto toglie allo Stato italiano il potere di intervenire in caso di irregolarità e non rispetto delle leggi italiane, fra le quali il separatismo fra i sessi, che crea un danno alla popolazione islamica femminile, infatti nel testo è ripetuta più volte questa frase:  “spazio destinato al culto per uomini e donne”  che ammette il separatismo fra i sessi, cosa questa inaccettabile in italia per il nostro ordinamento giuridico e soprattutto per il rispetto dei diritti delle persone e della Costituzione.
E DULCIS IN FUNDI:
Stabilire una commissione di controllo costituita da 6 membri, con 3 persone scelte dagli islamici e 3 dal Comune di Bologna, è come dire che i controllati sono gli stessi controllori ed è una procedura che va contro le leggi italiane oltre che contro il buon senso.
Ora inizia la vera battaglia democratica, che servirà a difendere la democrazia, i diritti di tutti i cittadini, anche coloro che immigrati un giorno diventeranno italiani, in quanto garantisce a tutti gli stessi diritti e doveri e non discrimina, fra sessi, politica, religione, etnia o altra variante legale.
Il successo tributato dal pubblico e dall’aver raggiunto il numero che serve per avviare il referendum, ci fa sperare di aver iniziato un cammino che ci condurrà verso la giustizia e non verso l’ignominia.
Adriana Bolchini Gaigher
presidente nazionale O.D.D.I.I.

Altre informazioni sono reperibili sul magazine on line:  LISISTRATA





L’ISLAM “MODERATO” CHE PIACE AI COMUNISTI NOSTRANI

6 05 2007

Cattolico accusato di blasfemia, torturato dalla folla e dalla polizia
Sattar Masih, cattolico di 28 anni, è stato torturato da una folla di musulmani inferociti che lo hanno accusato, senza prove, di aver scritto parole blasfeme contro Maometto. La polizia è intervenuta solo per arrestarlo. Si sarebbe dovuto sposare il giorno dopo. 
 
folla tortura un cristiano per presunta blasfemiaPakistan -  Kotri (AsiaNews) di Qaiser Felix da ASIANEWS  – Una folla di musulmani ha torturato lo scorso 13 aprile un cattolico di Kotri, nella provincia del Sindh, perché ritenuto colpevole di aver scritto parole blasfeme contro Maometto. La polizia, intervenuta sul posto, lo ha arrestato e portato in carcere, dove lo ha torturato di nuovo per “farlo confessare”.
 
Lo afferma la All Pakistan Minorities Alliance (Apma) che denuncia: “Sattar Masih, cattolico di 28 anni,  si sarebbe dovuto sposare il giorno dopo l’arresto. Dopo averlo arrestato, senza prove, gli agenti lo hanno rinchiuso in una cella e lo hanno torturato di nuovo per farlo confessare”.
 
Il giorno dopo l’arresto, l’imam di una moschea locale, Maulana Mohammad Umer, ha denunciato Masih per violazione dell’articolo 295 comma a e c, la famigerata legge sulla blasfemia. Questa prevede pene molto pesanti (fino alla condanna a morte) per chi offende il Profeta o i testi sacri dell’islam.
 
Gli agenti hanno arrestato inoltre lo zio di Sattar, Mushtaq Masih, e suo figlio: il primo è ancora in carcere, mentre il secondo è stato rilasciato. Dato il sospetto di blasfemia, Mushtaq, 60 anni, è stato licenziato.
 
Secondo la ricostruzione dell’Apma, il 13 aprile un gruppo di musulmani si è presentato nella casa di Sattar con in mano un foglio, con sopra la sua fotografia e scritte blasfeme contro Maometto. Dopo aver visto il foglio di carta, Sattar si è difeso dicendo di non aver mai scritto quelle parole. Il gruppo non gli ha creduto, ma se ne è andato.
 
La sera dello stesso giorno, l’imam ha annunciato durante la preghiera che la comunità aveva trovato un foglio sacrilego contro il Profeta all’interno della scatola per le donazioni. L’uomo ha poi mostrato alla comunità il foglio, con la foto di Sattar ed il suo indirizzo scritto sopra. Infuriati, i fedeli si sono messi in marcia verso la casa del ragazzo per ucciderlo. A questo punto è intervenuta la polizia, che lo ha arrestato, torturato ed accusato di blasfemia.
 
Il presidente dell’Apma, Shahbaz Bhatti, ha condannato con forza sia l’accaduto che l’intervento della polizia, che ha agito senza prove né indagini. Parlando ad AsiaNews, sottolinea: “Come può una persona sensata scrivere parole contrarie al Profeta e poi lasciare sul foglio il suo nome e la sua foto, sapendo che la punizione per un atto del genere è la morte?”.
 
In realtà, continua, “molto spesso i cristiani e le altre minoranze vengono coinvolti da false accuse, e spesso finiscono uccisi dalla folla o in galera per anni. Le famiglie devono scappare perché minacciate ed insicure. Gli estremisti religiosi hanno preso in mano la legge e non aspettano neanche il verdetto dei giudici”.





CRISTIANOFOBIA UNA REALTA’ PASSATA SOTTO SILENZIO

6 05 2007

Parliamo finalmente di cristianofobia: caccia ai cristiani dal Kashmir a Rabat ad opera degli islamisti.
crocifissioneGuai a dire che é in atto una guerra di religione, non é politicamente corretto, e per una volta sono d’accordo anch’io, anche se le mie conclusioni di “politicamente corretto” NON hanno NULLA.
E’ vero non c’è NESSUNA guerra di religione. Per combattere una guerra ci devono essere DUE eserciti che si fronteggiano ad armi pari.
Avete mai sentito di un “commando” cristiano che ha sequestrato tre impiegati di un casa editrice di corano, li ha torturati per ore e li ha sgozzati? (cosce, testicoli, ano e schiena di uno del gruppo, esaminato dal  patologo,  http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=1448  e giunto in ospedale ancora VIVO, sono stati dilaniati a colpi di coltello. Le sue dita sono state tranciate fino all’osso)

Avete mai sentito di ragazzine islamiche decapitate e le teste gettate a mo’ di sfregio davanti a una moschea?
E di un imam ucciso a coltellate o che gli hanno sparato?
E di case di musulmani  o moschee date alle fiamme?
O di cristiani condannati in un paese a maggioranza cristiana per essersi convertiti all’Islam?
NO, NO, NO mille volte NO. Quindi dov’è la “guerra di religione”?

Quello che sta succedendo fra islamici e cristiani non è un conflitto, ma UNA folle persecuzione dei primi verso i secondi. I cristiani sono le vittime sacrificali dell’odio dei fondamentalisti e dell’inettitudine dell’Occidente, che nel timore di offendere la “cultura” musulmana, chiude gli occhi sul genocidio dei cristiani in atto ovunque abbiano la sventura di condividere la nazione di appartenenza con gli islamici.  
Io vedo solo terribili PERSECUZIONI e tutte a danno dei cristiani.

Ieri, in Kashmir, un gruppo di militanti islamici, ha rapito e decapitato Manzoor Ahmad Chat, un cristiano evangelico di 33 anni. La testa dell’uomo è stata lasciata all’ingresso di una moschea, chiusa in una scatola di plastica. L’anno scorso, un predicatore cristiano era stato ucciso allo stesso modo. Negli ultimi mesi, dopo l’omicidio di don Santoro, sono stati centinaia gli episodi di intolleranza violenta, spesso con vittime, che hanno visto gruppi di fondamentalisti islamici aggredire in vari paesi soprattutto due simboli “dell’apostasia e del politeismo”: centri cristiani  e Internet cafè (questi ultimi perché veicolano immagini di donne discinte e ideologie “pagane”).

Una scia di sangue che non conosce requie, la cui barbarie è sempre più sconvolgente : cinque ragazzine sgozzate in Indonesia mentre andavano a messa. Domenica quattro sacerdoti sono stati trucidati in Nigeria e sabato scorso è stato attaccato e distrutto il Bible bookshop di Gaza; ancora in occasione di Pasqua, padre Pizzaballa, della custodia di Terrasanta, ha denunciato l’espulsione silenziosa di decine di migliaia di palestinesi cristiani, spesso a seguito di episodi violenti, dai Territori dell’Anp.

Peggiore ancora è la situazione dei cristiani in Iraq, come è noto, così come in Pakistan, mentre nella stessa “laica” Algeria addirittura una nuova legge punisce con due anni di prigione e 10 mila euro di multa i cristiani che tentino di fare proselitismo tra i musulmani.
  
Non è non è il prodotto di un particolare coordinamento tra gruppi terroristi ma la conseguenza orribile di una campagna preparata da alcuni grandi ulema, spesso gli stessi invitati negli appuntamenti di “dialogo interreligioso”,  come Yusuf al Qaradawi, che si dedicano con grande solerzia  a spargere odio contro i cristiani, mentre parlano di “dialogo”.
Il loro “dialogo interreligioso” è fatto di teste decapitate e di arti mozzati, di torture inimmaginabili, di odio e se qualcuno gli fa notare che sono LORO i carnefici e i cristiani sono le VITTIME, se gli fa notare che una religione non condanna a morte chi appartiene o si converte ad  una religione diversa, scatta l’accusa di “islamofobia” e immancabilmente si arriva alla fatidica frase “non facciamone una guerra di religione”.

Infatti non lo è. E’ un genocidio e i cristiani saranno spazzati via dalle terre musulmane, se l’Occidente non si muoverà a loro difesa.  *1) N.D.R.  

Persino nelle nostre nazioni, in Italia, in Francia in Inghilterra questa campagna d’odio contro i cristiani e contro gli atei,  è portata avanti SOTTO i nostri occhi, senza che i governi intervengano con leggi severe a impedire di allevarci “serpi in seno” che in una mattina di un giorno qualsiasi porteranno morte e distruzione nelle nostre città.

Perché l’Occidente odia se stesso a tal punto?

Marilena Rahe

*1) N.D.R. - Terre conquistate dai musulmani perché in origine non erano islamiche ma in quelle terre erano presenti altre religioni ed i cristiani rappresentavano quasi la metà delle popolazioni, che ora si sono ridotte si e no al 10% nei paesi in cui ancora resistono e non per conversione volontaria, ma in conseguenza a violente persecuzioni e stragi mirate al genocidio.

madonna che piangeCaccia ai cristiani dal Kashmir a Rabat  
Il Foglio 20/4/2007
La testa di un uomo in una scatola davanti a una moschea pachistana
Roma. Ieri, in Kashmir, un gruppo di militanti hizbul, “i guerrieri della libertà” islamici, hanno rapito e decapitato Manzoor Ahmad Chat, un cristiano evangelico di 33 anni. La testa dell’uomo è stata lasciata all’ingresso di una moschea, chiusa in una scatola di plastica. L’anno scorso, un predicatore cristiano era stato ucciso allo stesso modo. Come la strage di cristiani di Malatya di due giorni fa, la decapitazione in Kashmir non riesce più a stupire. Sono le ultime evoluzioni del fondamentalismo islamico; negli ultimi mesi, dopo l’omicidio di don Santoro, sono stati centinaia gli episodi di intolleranza violenta, spesso con vittime, che hanno visto gruppi di fondamentalisti islamici aggredire in vari paesi soprattutto due simboli “dell’apostasia e del politeismo”: centri cristiani e Internet cafè. Simbolo del peccato, perché veicolano immagini di donne discinte e ideologie “pagane”, questi locali sono stati dati alle fiamme dal Marocco al Pakistan nel corso dell’ultimo anno. Per non parlare degli episodi più noti, come quello delle cinque ragazzine sgozzate in Indonesia mentre andavano a messa.

Domenica quattro sacerdoti sono stati trucidati in Nigeria e sabato scorso è stato attaccato e distrutto il Bible bookshop di Gaza; ancora in occasione di Pasqua, padre Pizzaballa, della custodia di Terrasanta, ha denunciato l’espulsione silenziosa di decine di migliaia di palestinesi cristiani, spesso a seguito di episodi violenti, dai Territori dell’Anp.

Peggiore ancora è la situazione dei cristiani in Iraq, come è noto, così come in Pakistan, mentre nella stessa “laica” Algeria addirittura una nuova legge punisce con due anni di prigione e 10 mila euro di multa i cristiani che tentino di fare proselitismo tra i musulmani.

Non è una manovra organizzata, non è il prodotto di un particolare coordinamento tra gruppi terroristi – come nel caso indubbio degli ultimi attentati nel Maghreb – ma la conseguenza orribile di una campagna preparata da alcuni grandi ulema – spesso gli stessi invitati negli appuntamenti di “dialogo interreligioso”, come Yusuf al Qaradawi – che si dedicano a un’attività silente di sobillazione dei vari imam che li seguono nelle moschee di tutto il mondo e che sono però venuti allo scoperto sia in occasione della campagna contro le “vignette su Maometto” sia per protestare contro il discorso di Benedetto XVI a Ratisbona.

E’ un anticristianesimo per nulla reattivo, non conseguente a nessuna “colpa dell’occidente”, vera o presunta che sia, ma intrinseco all’asse portante della teologia del medioevale Ibn Taymmyya, teologo di riferimento obbligato per tutta la galassia dei fondamentalisti sunniti, che incitava i fedeli a combattere e contrastare i cristiani perché “politeisti”.

In Turchia oggi, questo ennesimo sangue cristiano versato, ha però un significato ancora più allarmante. Lo stesso nunzio apostolico ha denunciato, dopo l’assassinio di don Santoro, la “cristianofobia” favorita dal governo turco di Tayyip Erdogan e la visita del 1° novembre 2006 di Papa Ratzinger a Istanbul – pur segnando un passo importante – non ha certo dissipato quel clima mefitico. Il tutto nel mezzo di una straordinaria tensione politica che sta dividendo in due il paese, che attende il 25 di questo mese, quando il premier Erdogan – del partito islamico Akp – annuncerà ufficialmente se si candida alla presidenza della Repubblica.