OSCURATO IL VIDEOCLIP DI GEERT WILDERS

29 03 2008

Su mandato dell’ONU la cricca islamista che vuole governare il mondo ha oscurato il film di Geert Wilders, qui trovate uno dei provider su sui era postato:
Per accontentare il capo di questa cricca di dittatori imperialisti nazislamisti pubblichiamo quest’altro filmatino che si limita a riprodurre i versetti coranici, certi di fargli cosa sgradita.





LE COLPE DELL’OCCIDENTE

29 03 2008

la morte dell'occidente 
SUBIRE
TACERE
NON REAGIRE
MANTENERE IN VITA E RICONOSCERE COME RAPPRESENTANTE DELL’ORDINE MONDIALE UN VAMPIRO AL SERVIZIO DELLA MORTE SOCIALE, CIVILE E FISICA MONDIALE: L’O.N.U.
NON ASSALTARE AMBASCIATE E MOSCHEE DOPO OGNI BLASFEMIA CONTRO I CRISTIANI NEL MONDO
NON AMMAZZARE I BLASFEMI CONTRO LA RELIGIONE CRISTIANA
NON AMMAZZARE COLORO CHE AGGREDISCONO COSE O PERSONE AL GRIDO DI ALLAH AKBAR!!
 

Leggi il nostro articolo UN’EPIDEMIA MORTALE STA FALCIANDO I CRISTIANI NEL MONDO Del 20/10/2006 
E questo  MA CHI LA VUOLE LA SHARIAH? Del 2/10/2006 In cui Daniel Pipes spiega che «Se accettiamo il ricatto ci imporranno la sharia»  Ed ancora questo del febbraio 2006 di Daniel Pipes VIGNETTE E IMPERIALISMO ISLAMICO

Onu condanna film anti-islamico dell’olandese Wilders
Reuters - Ven 28 Mar  ore 22.09  http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080328/tso-onu-film-anti-islam-89ec962.html
NAZIONI UNITE (Reuters) - Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha condannato oggi come “offensivamente anti-islamico” il film del politico olandese Geert Wilders che accusa il Corano di incitare alla violenza. Ha ragione poverino, quando su un qualsiasi media si pubblica che un uomo ha assassinato delle persone, si incita la piazza ad ucciderlo, cosa volete che sia il dovere di cronaca e il fatto che qualcuno sia morto? Lo recita anche il proverbio no? Chi nuore giace e chi vive…. Si dia pace!!!! Parola di Allah

Ban ha riconosciuto gli sforzi del governo olandese di fermare la diffusione del film, pubblicato da Wilders su Internet, e ha rivolto un appello alla calma a coloro che “comprensibilmente sono stati offesi”. Eh sì se I terroristi si offendono, poi si incazzano, avete mai visto offese le vittime di un reato? No di quelle non importa a Ban Ki-moon e cricca, il proverbio lo abbiamo già descritto sopra.  Quindi dei tanti islamici pakistani, iracheni, filippini, del Darfur,  e altri sparsi per il mondo che cadono vittime del terrorismo islamico, vuoi mai si offendano a condannarlo? Neglio non creare un precedente e se poi si incazzano?  Poveri terroristi islamici.

“Non c’è giustificazione per un discorso di odio o di incitazione alla violenza”, ha detto Ban Ki-moon     in un comunicato. “Il diritto di libera espressione non è in gioco qui”. Ma certo che non è in gioco, e come può essere in gioco qualcosa che ormai non c’è più? Ci hanno rubato anche la libertà di denunciare chi ci vuole massacrare, come si fa a parlare di diritto di libera espressione?   Vuol dire che ci atterremo all’unica libertà che ci è rimasta: massacrare chi offende la nostra religione: ah dimenticavo di precisarlo, NOI CREDIAMO NELLA LIBERTA’. Quella è il nostro dio.  
 
Il filmato, dal titolo “Fitna”, un termine arabo a volte tradotto come “conflitto”, mescola immagini degli attacchi dell’11 settembre contro gli Stati Uniti e gli attentati di matrice islamica con citazioni dal Corano. E allora? Si limita a ripetere e far vedere al mondo cose assolutamente vere, mica inventate, ma realmente fatte e fatte nel nome di Allah. I terroristi bestemmiano? Un bellecchissenefrega vogliamo mettercelo? Si arrangino loro a catturare i terroristi e a condannarli, anziché lasciarli liberi di massacrare tutto ciò che non gli sta bene.

Il corto invita i musulmani a strappare i versi “pieni di odio” dal Corano e presenta all’inizio e alla fine una vignetta del profeta Maometto con una bomba sotto il turbante, con un ticchettio nello sfondo. Ed è stato moderato Wilder, mica lo ha incendiato o buttato nel cesso il corano, ha solo invitato a strappare le pagine piene di odio e di violenza e allora, non ha questo diritto? E allora di che libertà d’espressione parla Ban Ki-moon? Quella del libero rutto per tutti?

Diversi paesi musulmani, inclusi Iran, Pakistan e Indonesia, hanno condannato il film.
“La libertà deve sempre essere accompagnata dalla responsabilità sociale”, ha detto il segretario generale dell’Onu A certo, un bell’esempio di democrazia e libertà danno al mondo Iran, Pakistan, Indonesia, un fulgido esempio.  Siamo proprio alla frutta vero Ban Ki-moon?

  OGGI ASSISTITE TUTTI ALLA NASCITA DEL NUOVO PARTITO: LIBERO RUTTO PER TUTTI – S.S.P.P. (Serve solo per pisciare). 
rutto libero per tutti
Dedicato a ciò di cui è pieno il mondo, cioè alle: TESTE DI RAPANELLO

WE HAVE The  WILDER VIDEO, WE PUT OURSELVES Of AGREEMENT And WE PUBLISH IT ALL TOGETHER. WE DO NOT GIVE GAINED IT TO THE DICTATORS.
 
NOI ABBIAMO IL VIDEO DI WILDER, METTIAMOCI D’ACCORDO E PUBBLICHIAMOLO TUTTI INSIEME.
NON DIAMOGLIELA VINTA AI DITTATORI.





IL TERRORISMO ISLAMICO COLPISCE I CRISTIANI IN IRAQ

14 03 2008

il vescovo cristiano assassinato in Iraq dai terroristi  islamici Il cordoglio del Papa dopo il ritrovamento del cadavere del vescovo di Mosul, Faraj Raho, rapito lo scorso 29 febbraio dopo la via crucis e ritrovato morto oggi vicino a BaghdadDopo 13 giorni nelle mani dei rapitori è morto Faraj Raho, il vescovo cristiano di Mosul, rapito lo scorso 29 febbraio al termine della Via Crucis.
A dare l’annuncio è stato mons. Shlemon Warduni, vescovo ausiliario di Baghdad. “Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mosul. I rapitori lo avevano sepolto”, ha detto. Immediato il cordoglio del Papa che si augura come “questo tragico evento richiami ancora una volta e con più forza l’impegno di tutti e in particolare della comunità internazionale per la pacificazione di un Paese così travagliato”, come ha riferito il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi. “La violenza più assurda e ingiustificata continua ad accanirsi sul popolo iracheno e in particolare sulla piccola comunità cristiana a cui il Papa e tutti noi siamo particolarmente vicini nella preghiera e nella solidarietà in questo momento di grande dolore”, ha continuato padre Lombardi che ha ricordato come tutti avevano continuato a sperare e a pregare per la liberazione di mons. Rahho. LEGGI IL RESTO

E’ assolutamente inaccettabile il modo con cui la stampa nazionale e i media in genere hanno trattato e stanno trattando questa questione.
Il rapimento del vescovo è un atto terroristico, anche perché è seguito all’assassinio brutale di 3 persone che sono state “eliminate” per poterlo rapire, in un momento sacro per la cristianità –alla fine della via crucis- e la tanto vantata sensibilità islamica se ne è altamente fregata della sensibilità cristiana e questo non si legge da nessuna parte.

Le informazioni vengono date edulcorate i terroristi non vengono mai nominati con la qualifica che hanno, cioè quella del TERRORISTA e l’assassinio del vescovo viene descritto così: …. Nelle mani dei rapitori è morto Faraj Raho ……

La piccola comunità cristiana in Iraq è continuamente sottoposto a malvessazioni, aggressioni, minacce, distruzioni e persino omicidi. Molte chiese sono state distrutte, alcune cerimonie religiose impedite e quasi una metà dei cristiani sono fuggiti dalle loro abitazioni, nelle quali non sono più sicuri.  Gli altri quelli che non hanno potuto fuggire sono sottoposti a obblighi contenuti nella shariah che impedisce alle donne la libera circolazione, le separa dagli uomini in pubblico e le obbliga a coprirsi dalla testa ai piedi.
Tutto questo nell’assoluta indifferenza dei media che fingono di non accorgersi che l’islam è una religione che quando si impone non ammette nessun tipo di diversità ideologica, politica e religiosa.

E’ da suicidi continuare a sostenere il multiculturalismo e l’integrazione in Europa con le premesse che vediamo manifestarsi in tutte le circostanze nelle quali l’islam è presente e non soltanto quando ci si trova a dover fronteggiare rapimenti ed omicidi, che gli islamici rifiutano di riconoscere come frutto di terrorismo islamico, poiché sostengono non appartenga alla propria cultura teocratica, sostengono che non si tratta di islam e per questo motivo in molti Paesi Europei sono state date direttive e messe a punto delle leggi che impediscono agli europei di chiamare il terrorismo islamico in questo modo, perché inciterebbe all’odio religioso e sottopone chi denuncia questi fatti al pericolo di subire processi e condanne.

Ma cosa conduce all’odio religioso? Assassinare in nome di una fede religiosa o chiamare l’assassinio in tale maniera quando questi è ormai stato portato a compimento?

Se seguissimo questo ragionamento capzioso non dovremmo denunciare e pubblicare nulla sui pedofili, sui serial killer, sui rapinatori, sugli stupratori e sui delinquenti in genere, perché il parlarne indurrebbe la comunità a temere e avere diffidenza verso chi mostra comportamenti del genere o chi li comprende o peggio li sostiene.

Se avessimo seguito nel passato questo ragionamento, oggi non avremmo raggiunto la capacità di denunciare quei delinquenti, di processarli, di condannarli e d isolarli dalla comunità per impedire loro di nuocere, perché era proprio la mancanza delle denunce che portava a reiterare nell’indifferenza e nell’ignoranza di tutti l’atto criminoso.

La verità non deve fare paura, anche se evidenzia episodi che sono sconcertanti e che fanno oggettivamente paura. Ciò che si deve temere e si deve combattere con ogni mezzo lecito è l’azione criminale, qualunque sia la motivazione che l’ha prodotta, poiché non la giustifica mai.

Ma quando l’azione criminale è stata portata a compimento, il dovere di tutti è di metterla in luce, discuterla e attuare tutto ciò che può essere utile a far sì che non abbia più a ripetersi, per cui denunciare il terrorismo islamico non significa far odiare gli islamici, ma significa far valutare che cosa nell’islam ci sia di sbagliato e su cosa si deve operare perché gli errori e gli orrori non abbiamo più la possibilità di essere portati a compimento, con scuse assurde, inaccettabili in quanto la vita e il diritto sono valori sacri, niente può superarli in importanza, nemmeno la fede giustifica azioni così malvagie e criminali.

La fede può essere un’idea, una credenza, una superstizione o un ideale, ma resta un fatto soggettivo e non può e non deve essere usata o imposta come metodo di affermazione di qualcuno su qualcun altro, ma vissuta e imposta in questa maniera diventa un fatto collettivo e perciò criminale e condannabile dall’intera società umana.

Adriana Bolchini Gaigher  





I VERI PROFANATORI DELL’ISLAM

8 03 2008

Olanda Le minacce terroriste
Un Film e i Veri Profanatori dell’Islam di Magdi Allam
Corriere della Sera 6/3/2008
geert wildersSiamo proprio certi che sarà il film contro Maometto di Geert Wilders la causa scatenante di dure note di protesta, richiamo di ambasciatori, rotture diplomatiche, sanzioni economiche, aggressioni a persone ed edifici che simboleggiano la cristianità e la civiltà occidentale, fino al più efferato terrorismo che massacra indistintamente i «nemici dell’ islam»?
proteste dei radicali islamici per il discorso del papa a Ratisbonaviolente proteste islamiche contro il papa per il discorso di Ratisbona
Non è forse già accaduto qualcosa di simile dopo la lectio magistralis di Benedetto XVI a Ratisbona il 12 settembre 2006?  http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=630
Se dunque la reazione al film di Wilders, al discorso del Papa e alla scelta di Israele potrebbero risultare simili, pur trattandosi di eventi sostanzialmente diversi, significa che essi non sono la causa bensì soltanto il pretesto invocato per giustificare e legittimare un’ideologia di odio, intolleranza, violenza e morte, che esiste a prescindere da questi eventi perché è un dato fisiologico e storico di un islam che non ha mai conosciuto la libertà e la democrazia. Che è pertanto sempre e comunque un fenomeno di natura aggressiva, anche se apparentemente si manifesta all’insorgere di sintomi esteriori.

Ecco perché sbaglia il premier olandese Jan Peter Balkenende quando incolpa sin d’ ora Wilders per una guerra del terrorismo preannunciata: «Sanzioni economiche, attacchi, minacce. Chi porterà la responsabilità di tutto questo è lo stesso che ora sta creando le ragioni per tutto questo». Così come sbaglia il segretario generale della Nato, l’olandese Jaap de Hoop Scheffer quando dice: «Mi preoccupa il fatto che le truppe possano trovarsi sotto attacco a causa di un film».

Ciò di cui dobbiamo preoccuparci tutti è esattamente l’ opposto: la salvaguardia della nostra libertà d’ espressione in un mondo globalizzato e la libertà di essere pienamente noi stessi a casa nostra, qui in Europa e in Occidente. Ebbene dobbiamo purtroppo prendere atto che questa nostra libertà è già compromessa, perché non siamo riusciti a sconfiggere il terrorismo dei tagliagola e stiamo subendo il ricatto del terrorismo dei taglialingua.

Noi abbiamo il diritto e il dovere di affermare e di difendere una civiltà dove a un film si replica con un film, a un discorso si risponde con un discorso, a un evento culturale si reagisce con un evento culturale.
Noi abbiamo il diritto e il dovere di tutelare uno stato di diritto dove al limite si può rappresentare la propria contestazione sporgendo denuncia in tribunale, ma mai e poi mai dichiarando una guerra diplomatica e terroristica.

Perché mai in tutto il mondo sono solo i musulmani che puntualmente reagiscono in modo brutale e violento, per una ragione o per un’ altra, quando si sentono offesi?

Forse che i musulmani si considerano superiori al resto dell’umanità e ritengono di potersi permettere un comportamento differente dai comuni mortali?
Beh, se così fosse, tutti noi dobbiamo opporci con tutti i mezzi. Non possiamo in alcun modo sottometterci all’ arbitrio e alle barbarie perché si tradurrebbe nel nostro suicidio come persone fiere e libere e nella morte della nostra nazione e della nostra civiltà. Non lo dobbiamo fare neanche sotto la minaccia pesantissima di un embargo petrolifero con il greggio a oltre 100 dollari a barile o della chiusura di mercati sempre più attraenti.

I veri profanatori dell’ islam non sono Wilders, Benedetto XVI o Israele, così come non lo erano
Theo van Gogh, Daniel Pearl e Oriana Fallaci. Lo sono invece gli stessi musulmani che disconoscono a tal punto la sacralità della vita da non esitare a massacrare altri musulmani facendosi esplodere anche nelle moschee, a costringere i cristiani a convertirsi con la violenza, a uccidere tutti gli ebrei e gli israeliani perché non avrebbero diritto ad esistere. Eppure l’Occidente continua a dialogare e legittimare i terroristi e i regimi nazi-islamici che li sostengono, al pari degli stati musulmani che boicottano e minacciano pur continuando a professarsi «moderati».
Se l’ Occidente ha una colpa, ebbene è che è stato finora fin troppo accondiscendente e remissivo con gli estremisti e i terroristi islamici.

Ecco perché dico «sì» al film di Wilders.

Diffondiamolo in Internet in tutte le lingue in modo che possa essere visto e compreso da tutti ovunque nel mondo. Ma non auto-censuriamoci addirittura prima ancora che ci minaccino. Non arrendiamoci al diktat dei taglia-lingua prima ancora che facciano la loro comparsa i taglia-gola. Solo se sapremo difendere la nostra dignità come persone, potremo aver salva la nostra libertà come nazione e civiltà.





CE LA FARANNO A CONQUISTARCI E AD ASSERVIRCI?

25 02 2008

Vi segnaliamo un video in cui mr. Qaradawi rilascia un’intervista televisiva e vedete un po’ cosa racconta questo cialtrone e che i nostri ancora peggiori cialtroni non si rendono conto di quale pericolo sta rappresentando per noi l’islam in questa veste, che può anche sembrare dialogante, ma in realtà si tratta di un’invasione e poco importa in quale veste si presenta, il problema è che resta solo ed esclusivamente un’invasione nella nostra civiltà, nella nostra patria, nella nostra libertà e nella nostra vita. VIDEO LA CONQUISTA





I PALESTINESI SONO UN POPOLO SUICIDA

21 02 2008

La Danimarca è il Paese  europeo che versa ai palestinesi l’aiuto economico più consistente e questi che hanno, secondo quanto ci propinano ogni giorno, grossi problemi di sopravvivenza, perdono il loro tempo a bruciare e vilipendere i simboli danesi, per 4 vignette di cui probabilmente non hanno nemmeno capito il senso.
palestinesi schifano bandiera danese
Ci troviamo in una situazione analoga a quella che accade con gli ebrei di Israele, che ricevendo ogni giorno dentro il proprio territorio una gragnola di razzi qassam che fanno danni e mietono vittime, finiscono per chiudergli i rubinetti dei rifornimenti, oltre che isolarli il più possibile tappando tutti i buchi che dalla Palestina conducono a Israele.Succederà prima o poi che le nazioni europee smetteranno di elargire il denaro a questo popolo di deficienti, assatanati di violenza in maniera così famelica da non rendersi nemmeno conto di quanto danno stanno facendo a se stessi.Ci troviamo di fronte a una popolazione con vocazione suicida, destinata ad estinguersi, nonostante usano i ventri delle proprie donne per spargere semi d’odio sotto forma di carne da macello a futura memoria sulla Palestina.
N.D.R. almeno una cosa questa volta l’hanno capita, non se la sono presa con tutti i cristiani del mondo, ma solo con i danesi…. Vuoi mai che prima della fine del mondo riescano a capire qualcosa di più?

L’articolo è stato tratto da Occhio sul mondo





IRAN: PROPOSTA BOICOTTAGGIO WIKIPEDIA

21 02 2008

logo wikipedia IRAN: PROPOSTA UFFICIALE DI BOICOTTAGGIO PER SACRILEGIO SU WIKIPEDIA
su Mathaba è stata pubblicata la notizia che un funzionario culturale iraniano, ha proposto di boicottare l’enciclopedia on line in Iran Wikipedia, per aver pubblicato le “sacrileghe vignette  danesi”, sollecitando i funzionari responsabili alla comunicazione di impedire l’accesso ai loro concittadini nel web site per dimostrare contro la dissacrazione e l’islamofobia.  USSIGNUR mi viene da dire, ma siamo proprio alla frutta in ogni parte dell’islam? Possibile che la libertà sia così tanto tabù da arrivare a questo, cioè impedire ai propri concittadini che si formino un pensiero indipendente sui fatti?  Ma di che hanno paura?  O sono solo famelici di potere come Fidel Castro, Adolf Hitler, Saddam Ussein, Stalin e tutti i dittatori del mondo?





LA FINE DI UN TERRORISTA DEI MULLAH

16 02 2008

ELIMINATO UNO DEI PIU’ FIDATI TERRORISTI DEL REGIME DEI MULLAH
Ieri ai funerali di Mughnieh, uno dei massimi capi militari dell’Hezbollah, il ministro degli esteri iraniano Manuchehr Mottaki, ha letto il messaggio di Ahmadinejad in lingua persiana. Il che significa quanto sia stato determinante e vicino allo stato iraniano. In questo articolo non vorrei fare la cronologia della formazione della Hezbollah. Anche perche’ è inutile. Ormai è chiarissimo a tutti che questa organizzazione è alimentata sia ideologicamente che finanziariamente dalla tasche dei mullah di Teheran.

Ormai, questa organizzazione insieme alla Hamas palestinese e tante altre organizzazioni terroristiche prendono direttamente ordini dal regime iraniano. E di solito, i mullah iraniani usano tali gruppi nei momenti di massima difficolta interna e internazionale. Basti tornare indietro e studiare attentamente gli avvenimenti che portarono alla guerra dei 33 giorni di libano-israeliana.
Il regime iraniano in quel periodo fu sottoposto ad una forte pressione internazionale, causa la questione nucleare, oltre alle pressioni popolari interne, e di conseguenza i mullah hanno ordinato alla Hezbollah e al Mughnieh di attrarre l’attenzione verso l’esterno dirottando la

sensibilita internazionale verso una guerra senza senso e senza motivi particolari. Cioè con una presa di ostaggi da parte della Hezbollah, il regime dei mullah è riuscito a scatenare una forte reazione israeliana portando tutte le attenzioni verso il Libano e naturalmente trascinando gli israeliani in una situazione poco prestigiosa per il loro esercito e la loro intelligence.

Dopo la guerra, i mullah iraniani cantavano la vittoria dicendo tra di loro: “uno ad zero a nostro favore.”

Adesso con l’eliminazione del piu grande leader di hezbollah, credo che la partita è arrivata al risultato di uno a cinque. Mughnieh non era un comandante qualsiasi.

Bisogna anche tener conto delle circostanze in cui è saltato in aria. E’ il peggior modo di morire per un leader islamico. Preferirebbero morire in combattimento che in una macchina di lusso. Le circostanze ci danno l’idea della grande complessità di questa operazione di intelligence a casa dell’intelligence siriana e a due passi dell’ambasciata iraniana.
La stessa operazione ha anche diversi messaggi rivolti sia ai siriani che ai padrini della Hezbollah: “possiamo eliminarvi quando e dove vogliamo noi”. 

Adesso secondo me non bisogna attendere la risposta degli iraniani. Bisogna avvertirli che loro stessi sono responsabili, in primiss, di qualsiasi operazione terroristica contro coloro che sono accusati di essere autori dell’operazione. Bisogna agire prima che loro rispondano. Anche perché i mullah iraniani sono sempre in azione sia in Afghanistan che in Iraq. Comunque

bisogna tener alta la sorveglianza e la vigilianza in tutta l’Europa, patria della politica di accondiscendenza con i mullah.

Il terrorismo iraniano è sempre in agguato. Ma quando vede la comunità internazionale unita e coesa si ritira. Bisogna che tutti i paesi civili del mondo si raccolgano attorno alle vittime del terrorismo iraniano e lancino un forte avvertimento ai mullah. Come? Portare avanti al

Consiglio di sicurezza dell’ONU il dossier del terrorismo iraniano con tutte le sue vittime sia

interne che internazionali. Purtroppo la politica di accondiscendenza europea ostacola tale iniziativa e di conseguenza va combattuta con altrettanta fermezza la volontà di coloro che ancora preferiscono questo regime ad un Iran democratico e laico e pacifista.  Fino a quando? 

Articolo inviato da  Karimi davood

 il terrorista ucciso Ma chi era Mughnieh,  il terrorista degli hizbollah?
attentato all'Arnia 

Mughnieh, era una personcina molto ammodo, infatti era uno degli autori dell’attentato in Argentina contro la sede dell’”Amia” che fece 85 vittime e oltre 200 feriti, tutti civili, e per il quale ALBERTO NIESMENN, procuratore generale argentino,  ha emesso 4 mandati di cattura internazionali contro le autorità del regime dei mullah.

Io penso e sostengo che chiunque abbia eliminato questo famigerato e spaventoso terrorista, abbia fatto solo un favore all’umanità oltre che un atto dovuto alla giustizia, perché è inaccettabile che i terroristi continuino a trovare porti franchi, da cui far partire le loro orrenda geste e ai quali tornare, coccolati e vezzeggiati come fossero eroi, mentre sono dei fabbricanti di morte e distruzione.

Leggi l’articolo pubblicato su Lisistrata qui:





SVENTATO ATTENTATO TERRORISTICO: MENO MALE!!!

12 02 2008

Qualcosa funziona ancora nella “vecchia e ansimante Europa”,  infatti sono appena stati arrestati dei killer che avrebbero ricevuto la commissione di assassinare i disegnatori  delle vignette di Maometto.
vignette di maometto Eccovi la notizia:
IN DANIMARCA
Vignette su Maometto, tre arresti: “Volevano uccidere il disegnatore”
Sventato il piano per un attentato contro l’autore di una delle celebri vignette satiriche sul profeta Maometto che l’anno scorso innescarono una lunga crisi diplomatica.
Copenaghen, 12 febbraio 2008 - La polizia danese ha arrestato tre persone sospettate di aver pianificato un attentato contro uno degli autori delle vignette sul profeta Maometto. Si tratta, dice la polizia, di due cittadini tunisi e un cittadino danese di origine marocchina. I due tunisini saranno espulsi dalla danimarca.Un portavoce dei servizi segreti danesi PET ha confermato che l’operazione per smantellare la presunta cellula terroristica è avvenuta all’alba, nella località di Aarthus: gli arresti hanno carattere “preventivo” perchè i presunti terroristi erano “nella fase iniziale” dei preparativi di un atto terroristico contro uno dei 12 vignettisti.  leggi il resto qui

Ora quello che ci auguriamo, è che non finisca tutto a tarallucci e vino.  E’ ora che gli europei risfoderino l’aggressività che ha permesso loro di superare il 2000 e rappresentare un coacervo di popoli emancipati, progrediti e dalla capacità di essere accoglienti, ma questo non dovrebbe assolutamente significare che si debbono fare da parte per passare da accoglienti a coglioni. A.B.G.





HACKER TURCHI ATTACCANO OLTRE 100 SITI TEDESCHI

9 02 2008

Europe News è stato attacato  da Baron Bodissey Gates of Vienna  
EUROPE NEWS un servizio stampa d’opinione danese/tedescho , ha sofferto un attacco (DDOS)  iniziato ieri dagli hacker turchi,  rendendo temporaneamente inutilizzabile il sito.
Potrebbe essere che il link di cui sopra non funzioni ancora completamente, perché  Europe News era diventato interamente down durante la notte.  Ora il servizio del sito è stato ripristinato ma funziona a intermittenza e non haancoraripreso in pieno le proprie operazioni.
Le notizie sono state comunicate alla rete da Henrik, che in Europe News si occupa di seguire la parte inglese del sito.
Gli hacker nazionalisti turchi attaccano i blogs islamo-critici 
Il principale blog islamo-critico EUROPE NEWS è stato attaccato ed è stato fatto cadere dall’Internet, insieme al maggiore blog tedesco Politically Incorrect e diversi altri blog.

 Ieri, febbraio 7, abbiamo affrontato un attacco di botnet provveniente dalla Russia, che ha aggravato e ha storpiato i nostri server. Noi abbiamo superato questo problema bloccando gli indirizzi IP coinvolti. Oggi, febbraio 8 il nostro server era interamente down e alle ore 15,45 siamo tornati di nuovo on line..
Non sappiamo ancora ciò che è successo esattamente. Sappiamo solo che una squadra di hacker turca dal nome di Squadra di AyYildiz (la Squadra di Mezzaluna e Stella) ha attaccato e ha imbrattato approssimativamente cento siti tedeschi. Più informazioni possono essere reperite su Earth Times .
Il gruppo, secondo Netcraft, si è trasfererito ad un server nuovo dopo pochi mesi. La loro etica è quella di non attaccare qualsiasi websites turco.
L’attacco sembra essere motivato da un incendio a Ludwigshafen, Germania, in una casa abitata da famiglie turche. L’incendio ha avuto molta pubblicità, specialmente a causa di un bambino caduto dal quarto piano. Ci è stato riferito che i vigili del fuoco hanno fatto un grande lavoro alla scena, ma ciò nonostante nove persone sono soccombete al fuoco che si è propagato rapidamente nell’edificio che ha una struttura di oltre cento anni.  L’incendio, comunque, ha provocato una crisi diplomatica tra la Germania e la Turchia, e reclami di incendio doloso sono stato rigettati, per insufficenza di prove. (come riferiscono le notizie pubblicate su ABC; la relazione del Guardian . Più dettagli si trovano anche in questa relazione di Spiegel





C’E’ LA GUERRA IN RETE E NON E’ SOLO MEDIATICA

9 02 2008

PREMESSA: Questo articolo è frutto della nostra Mata Hari, sempre all’erta e sempre attenta a ciò che accade nel mondo. La nostra agente segreto ci ha fornito gli elementi per offrirvi questo editoriale, che riteniamo importante per chi naviga in rete, perché può comprendere meglio il contesto nel quale ci muoviamo, le connessioni e i tabù che anche qui imperano. Buona lettura: Come molti di voi avranno già saputo, in rete sta accadendo di tutto, nel senso che c’è una vera e propria guerra telematica in atto e in Italia alcuni siti sono stati fatti crollare da hacker (come accaduto all’editrice Lindau

che hanno preso di mira soprattutto siti che si occupano di ebraismo, sionismo, cristianesimo e comunque pubblicano la loro opposizione all’islam integralista, senza per questo professare odio o minacce fisiche e terroristiche o perseguitare anche soltanto attraverso una campagna demonizzatrice, come al contrario è successo e continua a succedere a tutti noi, ad opera dei soliti e immarcescibili islamici e filo-islamici integralisti

 La situazione però è molto più ampia e grave di quanto si potrebbe immaginare, infatti non riguarda solo l’Italia, ma sta accadendo un po’ in tutto il mondo e per restare in Europa, soltanto in Germania più di 100 siti sono stati contemporaneamente oscurati dagli hacker turchi,  e se andate su Google e digitate: alpTurktegin TURKISH hacker  scoprirete la consistenza numerica che vi verrà messa sotto gli occhi, utile a capire la gigantesca portata di questi distruttori della libertà e per usare un termine alla Magdi Allam taglialingue. Immaginate per un attimo che fosse accaduto il contrario, che fossero stati degli hacker cristiani e ebrei a bloccare di netto la diffusione dei siti filo islamici e filo terroristici e sapete bene che in rete ce ne sono a bizzeffe, quale scandalo sarebbe scoppiato. Ci sarebbero state interpellanze parlamentari in ognuno dei Paesi europei per gridare allo scandalo e al razzismo messo in atto nei confronti dei poveri islamici perseguitati dai noi cattivoni a danno della libertà di quelli che nel mondo ne sono il baluardo: gli islamici integralisti abilissimi a servirsi della democrazia, peccato se ne servano per minarne i principi e distruggerla, seppellirla e farne perdere ogni traccia.

Dal Parlamento Europeo sarebbero poi arrivate direttive, che avrebbero messo letteralmente in croce tutti coloro che si fossero permessi di dire solo “ma…” sull’Islam, perché in Europa ormai si può dire e fare di tutto e di più, purché le vittime siano quelle che non tirano bombe e non fanno saltare metropolitane, aerei, ambasciate, templi, simboli religiosi degli altri, insomma tutti censurati e bannati tranne i siti dell’islam integralista e chissenefrega se inneggiano al jihad, intanto i cretini di europei credono alla bugia che jihad significhi soltanto: impegno.

Poi ci vengono a dire che non dobbiamo prendercela con gli islamici, ci vietano le parole che mettano in relazione il terrorismo con l’islam. Sostengono che l’islam non c’entra con il terrorismo e poco importa se ammazzano all’urlo di Allah Akbar, no quelli non sono islamici, quelli sono solo travestiti da islamici. Capito l’antifona?  E noi tutti zitti e proni, piegati con il culo all’in su ad accettare le direttive eurasiche, perché anche noi dobbiamo seguire l’esempio dei devoti: obbedire senza recriminare, solo così ci meriteremo il paradiso.

Ma la guerra telematica continua…. Eh no amici, mica si ferma all’hackeraggio e no, quello è per i pivelli, per gente come noi che possono da un momento all’altro vedersi oscurare il proprio sito o da qualche attacco o da qualche “furbata mediatica” che bisogna riconoscerlo vede gli islamici in vetta nelle classifiche della propaganda. Vi ricordate la guerra Israele-Libano? Vi ricordate vero le false immagini, le false scene di guerra, i cadaverini riesumati e messi in rete a mo’ di vittime dei cattivi israeliani e i morti che si rialzavano per andare a scavare nelle macerie di 4 palazzi che, grazie agli obiettivi di fotografi compiacenti si moltiplicavano e sembravano una nazione rasa al suolo?

Vi rinfresco un po’ la memoria: LEGGI IL RESTO QUI





LE ULTIME DAL FRONTE EURABIA

8 02 2008

Londra, GB: ARCIVESCOVO CANTERBURY, “INEVITABILE” RECEPIRE SHARIA
arcivescovo di Canterbury 
L’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, ritiene che sia “inevitabile” introdurre nel sistema giuridico britannico alcuni aspetti della Sharia, la legge islamica.
Un giudizio che pesera’ in un dibattito piu’ che attuale -sia in Gran Bretagna, dove i musulmani sono circa 1,8 milioni, sia all’estero- sulla tolleranza religiosa e sul dialogo tra le diverse fedi monoteistiche.
Il leader spirituale della Chiesa Anglicana, di cui e’ capo la regina Elisabetta II, ha sottolineato che le leggi britanniche hanno gia’ recepito istanze di altre confessioni ed e’ quindi opportuno “un adeguamento costruttivo” della sharia in materie come il diritto di famiglia e materie finanziarie. “Alcuni aspetti della Sharia sono riconosciute nella nostra societa’ e nelle nostre leggi, quindi non stiamo parlando di una cosa aliena ne’ di un sistema antagonista”.  
Il prelato ha tuttavia sottolineato che “nessuna persona assennata puo’ pensare che in Gran Bretagna si assista a quel genere di disumanita’ spesso associato con l’applicazione della legge islamica in alcuni Paesi musulmani, come la pena capitale e l’atteggiamento verso le donne”,  ha detto l’arcivescovo. Ma recepire la Sharia non deve significare in alcun modo prevaricare “i diritti garantiti… a tutti i cittadini”.  
Nell’opinione pubblica britannica questo tema tocca un nervo scoperto, soprattutto dopo gli attentati suicidi di luglio del 2005 a Londra. Nei giorni scorsi il vescovo anglicano di Rochester, Michael Nazir-Ali, segnalo’ alla polizia di avere ricevuto minacce di morte per un articolo a sua firma, in cui affermava che gli integralisti islamici hanno trasformato alcune aree del Paese in zone interdette ai non musulmani. (L’articolo è stato pubblicato sul Telegraph qui  e qui 

Nadia Eweida  Nadia Eweida ha perso la sua battaglia  da ICNnews
Londra - Nadia Eweida, 56, dipendente della British Airways e addetta al check-in, assurta agli onori della cronaca a livello mondiale  per essersi rifiutata di nascondere la collanina con la croce, ha perso la “causa per discriminazione religiosa”. Un tribunale inglese ha sentenziato ieri che Eweida è stata trattata come qualunque altro impiegato che avesse violato le norme di abbigliamento imposte dalla compagnia di bandiera.
A nulla sono servite le numerose critiche giunte alla British Airways da diverse fonti, fra le quali, politici e leader religiosi incluso l’arcivescovo di Canterbury. LEGGI IL RESTO QUI





LA 7 SPONSOR Della famiglia BIN LADEN

5 02 2008

LA 7 SPONSOR Della famiglia BIN LADENnota fabbrica del terrore, che opera senza soluzione di continuità, 24 ore al giorno in tutto il mondo, con basi nella “Terra Sacra dell’Islam” come ha sostenuto Omar Bin Laden, perché tutto il resto del mondo non è sacro e quindi può essere asservito o peggio: distrutto, anche se molto abilmente si è guardato bene dall’ammetterlo, ma già il distinguo fra il sacro e il resto del mondo è un’implicita definizione razzistica che gli imbecilli non sanno cogliere.
omar bin laden figlio dello sceicco del terrore 

Ieri sera, abbiamo assistito in diretta a un “passaggio di testimonio” con cambio di strategia, che poi è quella che Omar Bin Laden ci regalerà nei prossimi anni, in considerazione del fatto che è riuscito a dire –ovviamente senza contraddittorio-  che noi stiamo derubando i poveri arabi e cerchiamo scuse per aggredirli, insomma da predoni quali sono sempre stati ora si sono trasformati in predati, peccato che i loro sceicchi navighino veramente nell’oro e non è un modo di dire, mentre i loro popoli fanno la fame e vivono di stenti.

Signor dimenticatevi tutte le battaglie di liberazione che i vostri avi hanno fatto sul suolo nazionale e dell’Europa, la nuova era vi riporterà a tornare sudditi, proni sotto dei regimi che saranno padroni della vostra esistenza, della vita, della morte e di tutto quello che oggi ancora potete difendere utilizzando le Carte Costituzionali e le leggi che fino ad oggi, almeno nella stragrande maggioranza dei casi permettevano una certa difesa.

Da domani si cambia: preparatevi a inginocchiarvi verso dove vi pare, ma preparatevi ad inginocchiarvi, perché ieri sera è andata in scena la falsità sponsorizzata da un media italiano.

 

Qualcuno sa dirmi chi sono gli azionisti di La7, qualcuno sa dirmi se gli arabi hanno acquistato delle azioni di La7?

Adriana Bolchini Gaigher

 Se lo avete perso e volete vedere il video lo trovate qui la prima parte e qui la seconda parte





FIRMA E SCRIVI PER SALVARE LA VITA A SAYED

1 02 2008

Firma, scrivi per salvare la vita a Sayed, il giovane giornalista afghano condannato a morte.
Mobilitazione internazionale per salvare la vita del giovane giornalista afgano, Sayed Pervez Kambaksh, condannato a morte per blasfemia. Il 23enne Kambaksh è colpevole di aver scaricato da un sito farsi e poi distribuito all’università di Balkh un articolo “irrispettoso” dell’Islam, nel quale si sostiene che i fondamentalisti islamici, i quali rivendicano che il Corano giustifica la sottomissione delle donne, hanno travisato le parole del profeta Maometto.
La petizione  La stampa internazionale si sta mobilitando e anche il Giornale.it aderisce all’iniziativa lanciata dal Parlamento europeo che con una lettera del presidente Hans Gert Poettering indirizzata al presidente afgano Karzai ha già sollecitato la sospensione della pena capitale inflitta al giovane giornalista. Invia la tua firma di solidarietà, scrivi. Manda la mail a un amico
La condanna al giovane ha scatenato proteste nel Paese e all’estero e manifestazioni di solidarietà da parte di associazioni di giornalisti e diplomatici occidentali che invitano il governo di Hamid Karzai a intervenire per liberarlo.
Il senato afgano ha, invece, confermato la pena capitale. Il parlamentare che ha spinto per la sentenza si chiama Sibghatullah Mojaddedi ed è uno stretto collaboratore di Karzai. Dimostrazioni organizzate dai religiosi contro le ingerenze esterne si sono svolte nella città settentrionale di Mazar i Sharif, dove Kambaksh è stato arrestato. “La gente deve capire - ha dichiarato il primo segretario del Parlamento, Aminuddin Muzafari - che siamo i rappresentanti di un paese islamico e quindi non possiamo tollerare insulti nei confronti della religione islamica”.
Le autorità britanniche si sono dette particolarmente preoccupate in merito alla severa decisione presa contro il giornalista.  Il ministero degli Esteri e il dipartimento per lo Sviluppo internazionale hanno stanziato considerevoli finanziamenti per la formazione dei media nel paese. Il governo ha finanziato l’Institute for War and Peace Reporting (Iwpr) nella capitale della provincia di Helmand, Lashkar Gar. Anche il fratello di Pervez, Sayed Yaqub Ibrahimi, è un giornalista e ha scritto articoli per l’Iwpr in cui accusa importanti personsaggi pubblici, tra cui parlamentari, di atrocità, omicidi compresi.

Il quotidiano Independent ha invitato tutti a mobilitarsi pubblicando una petizione per salvare la vita a Pervez. Nonostante la condanna, con abbastanza pressione internazionale sul presidente Karzai la decisione potrebbere essere ancora rovesciata.

tratto da Il Giornale





ASHURA una fetta di Pakistan in Provincia di Milano

29 01 2008

A Cesano Boscone, senza far sapere nulla il Sindaco ha dato il permesso alla Comunità islamica sciita dei Pachistani in Italia di festeggiare l’Ashura (festa del sacrificio in ricordo del martire) facendola passare per una manifestazione di pace.

Il tutto si è svolto sotto gli occhi sgomenti e spaventati dei cittadini, che si sono trovati di fronte a una marea di persone urlanti, che inneggiavano con frasi e gesti poco rassicuranti, ma del cui significato erano impossibilitati a comprendere la realtà e per poco non si è rischiato uno scontro fra comunità italiana e pachistani.

Per spiegare bene il comportamento del sindaco, sul come si è mosso per imporre senza contraddittorio questa manifestazione, non lo ha comunicato nemmeno all’opposizione in Comune, ma il comunicato è stato dato alle stampe il venerdì  e la manifestazione ha avuto luogo il sabato, motivo per cui quasi nessun cittadino, era al corrente di ciò che sarebbe avvenuto.

L’avv. Antonia Parisotto, in veste di portavoce dell’O.D.D.I.I. ha chiamato la TV delle libertà e ha permesso la realizzazione di questo servizio, affinché tutti potessero vedere con i propri occhi cosa alcuni personaggi della sinistra italiana, intendono per multiculturalismo e integrazione, cioè fare azioni che i cittadini italiani non hanno nemmeno capito cosa sono e perché devono accettarle, infatti alcuni italiani dalle loro finestre hanno lanciato oggetti verso i manifestanti e fortunatamente la cosa è poi finita lì, ma questo sindaco ha messo le due comunità: quella italiana e quella pachistana in posizione di scontro frontale e se ci fosse scappato il morto lui sarebbe stato il colpevole.

Se questo è il modo di intendere dell’integrazione del sindaco rosso di Cesano Boscone, sarebbe bene si facesse un salto in Pakistan e provasse ad organizzare una semplice processione alla Madonna e scoprirebbe come sono integrati bene i cristiani nelle società islamiche, come il Pakistan.

Qui trovate l’originale del video