HACKER TURCHI ATTACCANO OLTRE 100 SITI TEDESCHI

9 02 2008

Europe News è stato attacato  da Baron Bodissey Gates of Vienna  
EUROPE NEWS un servizio stampa d’opinione danese/tedescho , ha sofferto un attacco (DDOS)  iniziato ieri dagli hacker turchi,  rendendo temporaneamente inutilizzabile il sito.
Potrebbe essere che il link di cui sopra non funzioni ancora completamente, perché  Europe News era diventato interamente down durante la notte.  Ora il servizio del sito è stato ripristinato ma funziona a intermittenza e non haancoraripreso in pieno le proprie operazioni.
Le notizie sono state comunicate alla rete da Henrik, che in Europe News si occupa di seguire la parte inglese del sito.
Gli hacker nazionalisti turchi attaccano i blogs islamo-critici 
Il principale blog islamo-critico EUROPE NEWS è stato attaccato ed è stato fatto cadere dall’Internet, insieme al maggiore blog tedesco Politically Incorrect e diversi altri blog.

 Ieri, febbraio 7, abbiamo affrontato un attacco di botnet provveniente dalla Russia, che ha aggravato e ha storpiato i nostri server. Noi abbiamo superato questo problema bloccando gli indirizzi IP coinvolti. Oggi, febbraio 8 il nostro server era interamente down e alle ore 15,45 siamo tornati di nuovo on line..
Non sappiamo ancora ciò che è successo esattamente. Sappiamo solo che una squadra di hacker turca dal nome di Squadra di AyYildiz (la Squadra di Mezzaluna e Stella) ha attaccato e ha imbrattato approssimativamente cento siti tedeschi. Più informazioni possono essere reperite su Earth Times .
Il gruppo, secondo Netcraft, si è trasfererito ad un server nuovo dopo pochi mesi. La loro etica è quella di non attaccare qualsiasi websites turco.
L’attacco sembra essere motivato da un incendio a Ludwigshafen, Germania, in una casa abitata da famiglie turche. L’incendio ha avuto molta pubblicità, specialmente a causa di un bambino caduto dal quarto piano. Ci è stato riferito che i vigili del fuoco hanno fatto un grande lavoro alla scena, ma ciò nonostante nove persone sono soccombete al fuoco che si è propagato rapidamente nell’edificio che ha una struttura di oltre cento anni.  L’incendio, comunque, ha provocato una crisi diplomatica tra la Germania e la Turchia, e reclami di incendio doloso sono stato rigettati, per insufficenza di prove. (come riferiscono le notizie pubblicate su ABC; la relazione del Guardian . Più dettagli si trovano anche in questa relazione di Spiegel





C’E’ LA GUERRA IN RETE E NON E’ SOLO MEDIATICA

9 02 2008

PREMESSA: Questo articolo è frutto della nostra Mata Hari, sempre all’erta e sempre attenta a ciò che accade nel mondo. La nostra agente segreto ci ha fornito gli elementi per offrirvi questo editoriale, che riteniamo importante per chi naviga in rete, perché può comprendere meglio il contesto nel quale ci muoviamo, le connessioni e i tabù che anche qui imperano. Buona lettura: Come molti di voi avranno già saputo, in rete sta accadendo di tutto, nel senso che c’è una vera e propria guerra telematica in atto e in Italia alcuni siti sono stati fatti crollare da hacker (come accaduto all’editrice Lindau

che hanno preso di mira soprattutto siti che si occupano di ebraismo, sionismo, cristianesimo e comunque pubblicano la loro opposizione all’islam integralista, senza per questo professare odio o minacce fisiche e terroristiche o perseguitare anche soltanto attraverso una campagna demonizzatrice, come al contrario è successo e continua a succedere a tutti noi, ad opera dei soliti e immarcescibili islamici e filo-islamici integralisti

 La situazione però è molto più ampia e grave di quanto si potrebbe immaginare, infatti non riguarda solo l’Italia, ma sta accadendo un po’ in tutto il mondo e per restare in Europa, soltanto in Germania più di 100 siti sono stati contemporaneamente oscurati dagli hacker turchi,  e se andate su Google e digitate: alpTurktegin TURKISH hacker  scoprirete la consistenza numerica che vi verrà messa sotto gli occhi, utile a capire la gigantesca portata di questi distruttori della libertà e per usare un termine alla Magdi Allam taglialingue. Immaginate per un attimo che fosse accaduto il contrario, che fossero stati degli hacker cristiani e ebrei a bloccare di netto la diffusione dei siti filo islamici e filo terroristici e sapete bene che in rete ce ne sono a bizzeffe, quale scandalo sarebbe scoppiato. Ci sarebbero state interpellanze parlamentari in ognuno dei Paesi europei per gridare allo scandalo e al razzismo messo in atto nei confronti dei poveri islamici perseguitati dai noi cattivoni a danno della libertà di quelli che nel mondo ne sono il baluardo: gli islamici integralisti abilissimi a servirsi della democrazia, peccato se ne servano per minarne i principi e distruggerla, seppellirla e farne perdere ogni traccia.

Dal Parlamento Europeo sarebbero poi arrivate direttive, che avrebbero messo letteralmente in croce tutti coloro che si fossero permessi di dire solo “ma…” sull’Islam, perché in Europa ormai si può dire e fare di tutto e di più, purché le vittime siano quelle che non tirano bombe e non fanno saltare metropolitane, aerei, ambasciate, templi, simboli religiosi degli altri, insomma tutti censurati e bannati tranne i siti dell’islam integralista e chissenefrega se inneggiano al jihad, intanto i cretini di europei credono alla bugia che jihad significhi soltanto: impegno.

Poi ci vengono a dire che non dobbiamo prendercela con gli islamici, ci vietano le parole che mettano in relazione il terrorismo con l’islam. Sostengono che l’islam non c’entra con il terrorismo e poco importa se ammazzano all’urlo di Allah Akbar, no quelli non sono islamici, quelli sono solo travestiti da islamici. Capito l’antifona?  E noi tutti zitti e proni, piegati con il culo all’in su ad accettare le direttive eurasiche, perché anche noi dobbiamo seguire l’esempio dei devoti: obbedire senza recriminare, solo così ci meriteremo il paradiso.

Ma la guerra telematica continua…. Eh no amici, mica si ferma all’hackeraggio e no, quello è per i pivelli, per gente come noi che possono da un momento all’altro vedersi oscurare il proprio sito o da qualche attacco o da qualche “furbata mediatica” che bisogna riconoscerlo vede gli islamici in vetta nelle classifiche della propaganda. Vi ricordate la guerra Israele-Libano? Vi ricordate vero le false immagini, le false scene di guerra, i cadaverini riesumati e messi in rete a mo’ di vittime dei cattivi israeliani e i morti che si rialzavano per andare a scavare nelle macerie di 4 palazzi che, grazie agli obiettivi di fotografi compiacenti si moltiplicavano e sembravano una nazione rasa al suolo?

Vi rinfresco un po’ la memoria: LEGGI IL RESTO QUI





LA 7 SPONSOR Della famiglia BIN LADEN

5 02 2008

LA 7 SPONSOR Della famiglia BIN LADENnota fabbrica del terrore, che opera senza soluzione di continuità, 24 ore al giorno in tutto il mondo, con basi nella “Terra Sacra dell’Islam” come ha sostenuto Omar Bin Laden, perché tutto il resto del mondo non è sacro e quindi può essere asservito o peggio: distrutto, anche se molto abilmente si è guardato bene dall’ammetterlo, ma già il distinguo fra il sacro e il resto del mondo è un’implicita definizione razzistica che gli imbecilli non sanno cogliere.
omar bin laden figlio dello sceicco del terrore 

Ieri sera, abbiamo assistito in diretta a un “passaggio di testimonio” con cambio di strategia, che poi è quella che Omar Bin Laden ci regalerà nei prossimi anni, in considerazione del fatto che è riuscito a dire –ovviamente senza contraddittorio-  che noi stiamo derubando i poveri arabi e cerchiamo scuse per aggredirli, insomma da predoni quali sono sempre stati ora si sono trasformati in predati, peccato che i loro sceicchi navighino veramente nell’oro e non è un modo di dire, mentre i loro popoli fanno la fame e vivono di stenti.

Signor dimenticatevi tutte le battaglie di liberazione che i vostri avi hanno fatto sul suolo nazionale e dell’Europa, la nuova era vi riporterà a tornare sudditi, proni sotto dei regimi che saranno padroni della vostra esistenza, della vita, della morte e di tutto quello che oggi ancora potete difendere utilizzando le Carte Costituzionali e le leggi che fino ad oggi, almeno nella stragrande maggioranza dei casi permettevano una certa difesa.

Da domani si cambia: preparatevi a inginocchiarvi verso dove vi pare, ma preparatevi ad inginocchiarvi, perché ieri sera è andata in scena la falsità sponsorizzata da un media italiano.

 

Qualcuno sa dirmi chi sono gli azionisti di La7, qualcuno sa dirmi se gli arabi hanno acquistato delle azioni di La7?

Adriana Bolchini Gaigher

 Se lo avete perso e volete vedere il video lo trovate qui la prima parte e qui la seconda parte





ASHURA una fetta di Pakistan in Provincia di Milano

29 01 2008

A Cesano Boscone, senza far sapere nulla il Sindaco ha dato il permesso alla Comunità islamica sciita dei Pachistani in Italia di festeggiare l’Ashura (festa del sacrificio in ricordo del martire) facendola passare per una manifestazione di pace.

Il tutto si è svolto sotto gli occhi sgomenti e spaventati dei cittadini, che si sono trovati di fronte a una marea di persone urlanti, che inneggiavano con frasi e gesti poco rassicuranti, ma del cui significato erano impossibilitati a comprendere la realtà e per poco non si è rischiato uno scontro fra comunità italiana e pachistani.

Per spiegare bene il comportamento del sindaco, sul come si è mosso per imporre senza contraddittorio questa manifestazione, non lo ha comunicato nemmeno all’opposizione in Comune, ma il comunicato è stato dato alle stampe il venerdì  e la manifestazione ha avuto luogo il sabato, motivo per cui quasi nessun cittadino, era al corrente di ciò che sarebbe avvenuto.

L’avv. Antonia Parisotto, in veste di portavoce dell’O.D.D.I.I. ha chiamato la TV delle libertà e ha permesso la realizzazione di questo servizio, affinché tutti potessero vedere con i propri occhi cosa alcuni personaggi della sinistra italiana, intendono per multiculturalismo e integrazione, cioè fare azioni che i cittadini italiani non hanno nemmeno capito cosa sono e perché devono accettarle, infatti alcuni italiani dalle loro finestre hanno lanciato oggetti verso i manifestanti e fortunatamente la cosa è poi finita lì, ma questo sindaco ha messo le due comunità: quella italiana e quella pachistana in posizione di scontro frontale e se ci fosse scappato il morto lui sarebbe stato il colpevole.

Se questo è il modo di intendere dell’integrazione del sindaco rosso di Cesano Boscone, sarebbe bene si facesse un salto in Pakistan e provasse ad organizzare una semplice processione alla Madonna e scoprirebbe come sono integrati bene i cristiani nelle società islamiche, come il Pakistan.

Qui trovate l’originale del video
 





LA TENSIONE CRESCE FRA ITALIANI E IMMIGRATI ISLAMICI

28 09 2007

La tensione cresce fra cittadini italiani e cittadini islamici.

Lo dimostra questo articolo pubblicato su Il Mattino di Padova, articolo sul quale il redattore non si permette di profferire verbo, anzi riporta la notizia come se fosse la cosa più naturale del mondo.
ronde islamiche a Bagnoli

Premessa: non ho mai partecipato a una ronda, non sono favorevole alle ronde, da chiunque siano organizzate, ma una cosa è altrettanto certa, gli italiani che sono scesi in campo con le ronde non lo hanno fatto per 4 gomme tagliate, ma lo hanno fatto in conseguenza a violenze contro la persona, furti, rapine, stupri, spaccio e tutta una vasta gamma di reati, come occupazione di spazi comuni a cui i cittadini italiani una volta potevano accedere e che invece la presenza massiccia e arrogante di certi immigrati impedisce l’accesso.

E’ questo vergognoso doppiopesismo messo in campo anche dalla stampa che sconcerta. A nessuno viene in mente che se gli islamici hanno messo in strada delle ronde per 4 gomme tagliate, provate ad immaginare se una delle loro donne, avesse subito quello che hanno subito molte delle nostre donne ad opera di maschi violentatori italiani, cosa potrebbero fare.

Si potrà obiettare che le loro donne non vanno “sciolte” in strada di giorno, e tantomeno la sera e questo è vero, bisogna riconoscerlo, è molto più saggio tenerle chiuse in casa, segregate, rigorosamente separate dalla comunità di quei mascalzoni di italiani e se non basta la chiave nella toppa, si può sempre legarle al letto, magari con una robusta catena e per sovrappiù dovuto ad una grande generosità maschile, qualche sana bastonata, così sporadicamente, utile ad educare impedirà loro di subire le malsane attenzioni di qualche giovane italiano arrapato che si permette di fare loro la corte.

Insomma se a fare le ronde sono i padani: peste e corna, se a farle sono gli islamici allora che la peste colga i padani, perché il nesso azione reazione è implicito e non si discute. 

Le ruote degli islamici sono state tagliate? Sono stati senza dubbio quelli della lega.
Al contrario le ruote degli italiani sono state tagliate, le macchine bruciate o rubate? Ma è chiaro è un complotto ordito dallo zio Sam che si è accordato con quei massacratori di gomme dei perfidi giudei.

Perciò che nessuno osi anche solo sospettare che un islamico possa arrecare un piccolo danno alla comunità con cui vive, altrimenti cari amici italiani le Banlieu parigine vi sembreranno una passeggiata.

E i politici stanno a guardare…….  Secondo voi, interverranno prima o dopo che sia scoppiata una rivolta civile dei cittadini che ne hanno le palle piene di tutte queste piccole e grandi prepotenze che vengono lasciate passare come se nulla fosse sul nostro territorio, soprattutto quando a farle sono gli islamici?

 Adriana Bolchini Gaigher





STOP THE ISLAMISATION OF EUROPE - noi c’eravamo

22 09 2007

NOI C’ERAVAMO
Una piccola rappresentanza era a Bruxelles fermata, picchiata dal sindaco socialista e dai suoi scagnozzi, noi a Milano raggiungevamo l’obiettivo.

Ecco il video realizzato sulla manifestazione e sull’incontro con le autorità del Parlamento Europeo e della Commissione Europea

barra divisoria

E questo è il servizio su ciò che l’O.D.D.I.I.  nella persona dell’Avv. Antonio Parisotto stanno curando, sotto ogni aspetto:





FESTEGGIAMENTI PER L’11 SETTEMBRE IN PALESTINA

15 09 2007

Mentre a Bruxelles viene impedito con la violenza agli europei di manifestare il loro dissenso contro l’islamizzazione dell’Europa, in Palestina si festeggia allegramente  la “lieta ricorrenza”: l’attentato dell’11 settembre 2001 in USA.
FESTEGGIAMENTI IN PALESTINA PER LE 2 TORRI
E pensare che sono sommersi dalla m***a sociale fino sopra al naso, dovuta proprio al terrorismo utilizzato, foraggiato e lanciato nel mondo, dal grande padre padrino palestinese Yasser Arafat e trovano anche il tempo di festeggiare un massacro.

E per non farvi mancare proprio nulla riguardatevi anche questo ameno video del 2001. http://littlegreenfootballs.com/weblog/?entry=26993_Democrats_Harangue_Petraeus_Open_Thread_1&only  

Bisogna ammettere che almeno gli islamici sono coerenti e hanno una forte percezione del se, cosa che ormai l’Europa sembra non avere più.

Adriana Bolchini Gaigher





CONVEGNO A BOLOGNA su CENTRO ISLAMICO e REFERENDUM

29 07 2007

Qui potete vedere alcuni stralci del mio intervento al convegno che si è tenuto a Bologna il 14 giugno 2007
1 - parte di intervento Adriana Bolchini parte intervento di Adriana Bolchini
parte 3 intervento di Adriana Bolchini intervento n. 4 Adriana Bolchini

Tutti e 10 i video della serata sono pubblicati su Google, ove potete prenderne visione





TERRORISMO ISLAMICO LA MINACCIA NUCLEARE

6 05 2007

Sui siti internet della jihad si parla apertamente  
Terrorismo islamico la minaccia nucleare
fungo atomicoSul sito islamista Al Firdaws è stato postato un articolo intitolato “Basi religiose per lanciare un attacco nucleare” di Dimitri Buffa   L’Opinione 13.4.2007.
Nei siti islamisti che si aprono ogni giorno sul web e che vengono periodicamente monitorati dai servizi segreti italiani ed europei da tempo si è aperto un dibattito sulle “basi religiose” per lanciare un attacco nucleare contro l’Occidente. L’ultimo articolo in ordine di apparizione è quello di tale Abu Zarbadi ed è stato pubblicato tre giorni orsono dal website Al Firdaws. Tutte queste cose ovviamente nella 58 esima relazione del Cesis al Parlamento non sono presenti, perché il monitoraggio si ferma alla fine del secondo semestre del 2006, ma entreranno sicuramente nel nuovo rapporto. Già ora però, a leggere tra le righe la allarmatissima relazione in questione, si può capire che questo è quello che ci riserva il futuro: il pericolo di un attacco in grande stile su un obiettivo europeo, l’America è già stata scartata perché troppo blindata anche a livello di intelligence, con armi nucleari sporche. Infatti gli esperti sono concordi nell’analisi che se sui siti islamisti si dibatte delle basi religiose dell’uso delle armi di distruzione di massa, questo è indice che qualcuno queste armi già potrebbe possederle.

E i teorici del terrorismo islamico hanno già sciolto ogni dubbio in materia: l’autore dell’articolo in questione infatti si fa scrupoli anche religiosi di vario tipo, come il Profeta non approverebbe uccisioni indiscriminate anche di infedeli, ma chi gli risponde nel dibattito aperto in rete, come tale Abdal Al Sham, sembra essere giunto a conclusioni diametralmente opposte:” la distinzione tra armi di distruzione di massa e convenzionali, basate sull’estensione di distruzione e morti che le prime causerebbero è teoricamente valida ma praticamente falsa: infatti la somma di morti tra i civili, donne, bambini e vecchi, già provocati dagli Stati Uniti durante la loro crociata decennale contro l’Islam è ormai equivalente a quella di qualunque arma di distruzione di massa..il potere distruttivo delle bombe da una tonnellata gettate sull’Afghanistan è da solo più grande che quello dell’atomica buttata su Hiroshima”.

Per quel che riguarda l’Italia è ormai nota la minaccia nel solo secondo semestre del 2006 a oltre 130 potenziali obbiettivi situati tanto in patria quanto all’estero, dove abbiamo svariate missioni militari di pace. La novità è che non sono più solo le moschee dei fratelli mussulmani gestite dall’Ucoii a essere il terreno più fertile per la predicazione dell’odio anti occidentale. E a riprova che le denunce della presidentessa delle donne marocchine in Italia Souad Sbai, che per prima aveva parlato della penetrazione della predicazione dei salafiti algerini (il vocabolo letteralmente significa “passatisti”, e l’altro ieri si è visto quali potenziali distruttivi sono in grado di muovere in Algeria che è la loro patria) nel Nord Italia e segnatamente nelle moschee fai da te di Torino. Circostanza che poi era stata constatata anche durante le riprese con telecamera segreta mandata in oda su Annozero grazie al coraggio della giornalista Maria Grazia Mazzola. E infatti a soggetti nordafricani si riferiscono il maggior numero di espulsioni preventive, venti, operate negli ultimi sei mesi del 2006.

Secondo il Sismi, che poi ha travasato nella relazione del Cesis le relative osservazioni, “L’operatività, in territorio nazionale, di elementi riconducibili agli ambienti propriamente jihadisti del panorama nordafricano rende particolarmente rilevanti i segnali che, in quel quadrante, tratteggiano la possibilità di una crescente interazione tra impegno antigovernativo sul piano interno ed impegno antioccidentale sul piano internazionale”. Questo in parole povere significa che ci stiamo facendo del male da soli ospitando o anche semplicemente invitando gente come Racheed Gannouchi, ricercato come terrorista in Tunisia, in eventi accademici in Italia presso l’università orientale di Napoli. Infine, come se se ne sentisse il bisogno, in Italia sta crescendo anche la simpatia e il reclutamento dei terroristi filo sciiti come gli hezbollah. Si legge infatti nelle pagine 65 e 66 di suddetta relazione che “è giunta pure all’attenzione, specie in correlazione con le fasi più critiche del confronto israelo-libanese, la componente sciita.” “Questa – distinguendosi, in ambito nazionale, per la presenza di convertiti con trascorsi di militanza politica oltranzista (tanto nell’estrema destra che nell’estrema sinistra,ndr) – ha dato vita a Roma ed a Napoli ad iniziative di propaganda e proselitismo che ne hanno confermato i legami ideologici con il movimento filoiraniano Hezbollah.” A tal proposito non è inutile rimarcare e ricordare la coincidenza che proprio da un forum dello sciismo italiano sono giunte minacce e accuse di apostasia verso Souad Sbai, la coraggiosa presidentessa delle donne marocchine in Italia da sempre in prima fila per la loro emancipazione da mariti violenti e imam estremisti. E in certi ambienti queste accuse si traducono in condanne a morte. Theo Van Gogh docet. Dimitri Buffa  





ANCORA RIFLESSIONI DOPO ANNO ZERO

13 04 2007

logo della trasmissione Anno ZeroGuardando l’indifferenza che la politica sembra dimostrare nei confronti di quanto è emerso in alcune moschee di Torino, nonostante ciò non si trattasse di episodi unici, che potrebbero rappresentare la classica eccezione, ma a proposito di intolleranza e odio esistono già atti e documentazioni che dimostrano quanto tale atteggiamento integralista, ammantato da vene terroristiche sia diffuso in Italia e in gran parte dell’Europa, non ci resta che metterci le mani nei capelli.

Questi articoli mettono bene in evidenza i fatti dimostrati da ANNO ZERO, possibile che i politici italiani non si siano accorti di nulla? Che fanno, stanno a Montecitorio per scaldare le poltrone e arraffare più soldi che possono alla faccia nostra e basta?

UNO SCOOP IN MOSCHEA A BIRMINGHAM DA FAR RABBRIVIDIRE - Falsi musulmani per uno scoop che fa rabbrividire: forche per i cristiani, lapidazione e i gay giù dalle rupi.  

Inchiesta nelle «moschee calde» d’Italia – L’IMAM: sharia in Italia - L’inchiesta in incognito di due giornalisti di SkyTg24. Da Viale Jenner a Centocelle: Allah vuole il velo integrale.   

Sull’islam il servizio pubblico televisivo c’è: si chiama Sky  di Fausto Carioti

Noi al contrario dei politici e soprattutto di D’Amato, non possiamo fare finta di nulla davanti al pericolo incombente dell’islamizzazione portata avanti con le prediche dell’odio e del terrorismo, come non possiamo continuare a fingere di non vedere le ingiustizie e la discriminazione di stampo razzista contro le donne, noi vorremmo vedere, da parte dei nostri politici, una presa di posizione chiara, pulita, almeno sentire delle dichiarazioni che tolgano ogni dubbio sul come gli italiani vogliono che siano rispettati i principi della democrazia e del diritto. Noi, per ora, non pretendiamo che gli estremisti vengano cacciati, ma pretendiamo che vengano ammoniti a rispettare la nostra Costituzione, che comincino a camminare nel solco delle nostre leggi e lo facciano con atto pubblico e che rispettino l’impegno preso.  Noi pretendiamo che interrompano la loro marcia di antagonismo e di conquista verso di noi. In caso contrario allora sì, pretenderemmo che venissero mandati via dall’Italia. Noi non vogliamo chi ci vuole riportare indietro nella storia e nel tempo, chi ci vuole riportare ai domini teologici, chi ci vuole negare i diritti conquistati nei secoli, chi ci vuole togliere la libertà.

Ci auguriamo che questa indifferenza politica, in realtà, sia solo una tattica, un sistema, un mezzo per arrivare indisturbati alla verità e poter in seguito prendere decisioni serie. Ci auguriamo veramente che chi si occupa di “guidare l’Italia” in questo difficilissimo momento storico non sia così vigliacco da fare ciò che Ponzio Pilato, come ci dicono le cronache storiche ha fatto: lavarsi le mani per non dover prendersi una responsabilità.

Sta forse il ministro Amato facendo la stessa cosa? Non gli ha dato forse l’Italia potere, gloria, onore e ricchezza, che hanno fatto di lui uno degli uomini più potenti della nazione?  Perché allora non difendere i valori che gli hanno permesso di arrivare dove è arrivato?  Come fa a non rendersi conto che il paese ormai è una polveriera pronta ad esplodere?  Perché non va fra la gente italiana e chiede loro cosa ne pensano di ciò che sta accadendo e non soltanto di quello che la trasmissione di Santoro ha fatto emergere, ma di tutte le piccole e grandi angherie quotidiane di cui la popolazione è gravata da quando l’immigrazione selvaggia ha tolto a tutti una fetta di sicurezza, di benessere e di speranza per il futuro?

Scenda fra di noi, venga nei nostri quartieri di periferia, nelle nostre case e ci chieda perché non siamo più d’accordo con questa politica, ci domandi cosa ci angustia, cosa ci preoccupa, cosa temiamo e cosa desideriamo, cosa ci fa arrabbiare e cosa potrebbe portarci verso una ribellione a noi che per anni siamo stati in silenzio e venivamo chiamati “la maggioranza silenziosa” ci chieda come mai siamo andati in piazza a 60 anni, quando non l’avevamo mai fatto prima. provi a farci qualche domanda, forse potrebbe avere finalmente un’illuminazione e usare quel potere che tutti noi gli abbiamo dato e restituirci un po’ di ciò che ci è stato tolto, sottratto, senza nulla in cambio.

Noi non vogliamo più leggere articoli come quelli che troviamo pubblicati su Libero o su altri giornali, non perché non ci piace quello che scrivono, ma perché quello che scrivono corrisponde a una tragica, dolorosa, incredibile e spaventosa realtà.  Noi abbiamo paura e non vogliamo più averla, noi non vogliamo odiare il diverso, noi il diverso da noi vogliamo apprezzarlo e amarlo perché da ciò che è diverso da noi possiamo imparare, crescere, ma se questo diverso rappresenta una minaccia e ci vuole distruggere e appiattire obbligandoci ad assomigliargli o peggio ad essere come lui noi non possiamo accettarlo.

Noi siamo quelli che per decenni hanno sostenuto il valore della differenza, tacciati per questo di essere fascisti e capitalisti, mentre la sinistra propagandava l’uguaglianza, equivalente all’appiattimento di ogni idea di ogni anelito di libertà, oggi sta riaccadendo ma questa volta tutta l’attenzione si è sposta sul diverso da noi e la nostra differenza non vale più nulla, sta per essere cancellata, annichilita, fagocitata da ideologie teocratiche usate come mezzi politici per imporre nuove e antiche dittature.

Noi non abbiamo paura della religione, non abbiamo nulla contro la religione, non ci interessa se il nostro vicino è buddista, tantrista, islamico, cristiano, testimone di geova, pagano, o animista, ci interessa interagire con il nostro vicino chiunque esso sia non perché appartiene a un gruppo etnico o a un’idea politica o a una fede religiosa di un tipo anziché di un altro, noi ci vogliamo rapportare a lui perché è un uomo, fa parte di quella razza animale che costituisce la società umana.

Noi non siamo pacifisti, ma vogliamo vivere in pace con tutti gli uomini del mondo, nel rispetto di tutte le differenze non rinunceremo alla nostra, perché noi abbiamo un solo credo:  LA LIBERTA’.

Adriana Bolchini Gaigher
direttore responsabile O.D.D.I.I 

 L’articolo segue su questa pagina di Lisistrata





SCENDO IN PIAZZA CONTRO IL GOVERNO PRODI A DIFESA DELLA LIBERTA’

24 11 2006

COMITATO SCENDO IN PIAZZA

Scendi in piazza con noi e ricorda che più siamo, più contiamo

spot in video

 





GRAZIE ORIANA

15 09 2006

GRAZIE ORIANA

Un'eroina dei nostri tempi

NON TI DIMENTICHEREMO

 





Il gigante di cristallo – un’arma impropria nel cuore dell’occidente

22 08 2006

Grazie al lavoro incessante realizzato in rete da moltissimi blogger è stata messa in evidenza quanto l’informazione filo-islamica, antisraeliana, antiamericana e ovviamente antioccidentale è stata “viziata” da sporchi trucchi, che hanno fatto il giro del mondo attraverso i media, e che li hanno spacciati per verità rivelate, piegando l’opinione pubblica ai propri fini propagandistici, poiché le informazioni che dalle agenzie di stampa raggiungono i media di tutto il mondo, alla fine confluiscono sulle popolazioni che le ricevono distorte o peggio false.

Difficile sarà ora far giungere attraverso la stampa e la televisione la verità, visto che sono proprio coloro che la gestiscono, quelli che preferiscono mandare in onda i “servizi confezionati ad hoc” dai loro beniamini e poco importa se questo ha giovato al terrorismo islamico ed è costato ancora più dolore e sangue innocente, proprio come la grande bufala del finto e costruito “massacro di Falluja” che non è avvenuto come ci è stato abilmente confezionato dal servizio RAI fatto con un “teorico ed attivo membro della guerriglia terrorista” che opera in Iraq e che solo nel mese di giugno di quest’anno ha fatto più di 1500 morti civili e nel mese di luglio le vittime civili (donne, bambini, anziani, persone qualunque e non combattenti) sono salite a 1815, come hanno riferito i responsabili degli obitori iracheni. Il palazzo della Reuters a New York

Questo palazzo di cristallo è della Reuter (agenzia di informazione inglese) ma si trova a New York, nel cuore dell’occidente liberale per eccellenza ed al suo interno ha una direzione che si serve di reporter, come Adnan Hajj (notare che è arabo)  che producono fotografie truccate nel senso che con mezzi informatici come photoshop “truccano” le immagini peggiorandole a proprio uso e consumo e c’è di peggio: mettono in posa quelli che vogliono far passare per vittime e non dedicano mai nemmeno una immagine agli altri, quelli che vogliono fare passare per aggressori, a meno di fotografare gli eserciti e le loro tremende armi Questo l’articolo

Proprio in questo caso, quello che ha fatto scoppiare lo scandalo dei trucchi, si è notato inoltre che ai militanti hezbollah non vengono fatte fotografie che li riprendano in assetto di guerra o guerriglia, non si vede un solo combattente, appaiono tutti civili inermi e sottoposti a un bombardamento incessante da parte di quei cattivoni di israeliani, in alcune foto si vede persino che esiste un operatore che manda in scena il solito ciak che viene utilizzato nella realizzazione dei film di tutto il mondo.

Le foto di Adnan Hajj, fino d ora pubblicate dalla Reuters sono 921, tutte sono state ritirate, ma i danni ormai sono stati fatti, poiché è molto difficile che i “consumatori di notizie” possano capire cosa si nasconde dietro un’immagine o dietro una formula di comunicazione che antepone sempre il diritto dell’aggressore a quello dell’aggredito, facendo in modo che l’aggredito si trasformi in aggressore quando si permette di reagire. Inoltre l’articolo della Reuters che ammette di aver avuto un dipendente che truccava le immagini, è un articolo solo e non compenserà la quantità spaventosa di articoli confezionati falsi che hanno dilagato nel mondo.

In conseguenza allo scandalo Adnan Hajj è stato licenziato, ma stranamente appare un altro fotoreporter che si firma con il nome Issam Kobeisi che è presente sempre in Libano e che  produce foto molto simili a quelle del “presunto licenziato” Adnan, che a suo tempo aveva fotografato donne che piangevano davanti alle loro case (così sostenevano) in date successive a quella del reale bombardamento sulla roccaforte degli hizbollah e una di quelle donne viene fotografa in più giorni, in posti diversi, dallo stesso fotografo ed ogni giorno viene riferito che c’è appena stato un nuovo bombardamento.

Qui trovate una sintesi delle foto truccate dalla propaganda pro-hizbollah o costruite, sempre dalla propaganda pro-hizbollah per motivi scenici. Vedi questa pagina o quest’altra.

Per questo suggerirei ai lettori e soprattutto a coloro che possono dare eco alle notizie, di soffermarsi a valutare meglio le notizie che vengono trasmesse, anche quando non sono corredate da fotografie, poiché soprattutto in questi casi vengono abilmente usate tecniche che deformano o cancellano parte della notizia, facendola apparire diversa da quello che è.

La formula usate è molto semplice ma decisiva per formarsi un’opinione, come questa: giovani palestinesi sono stati uccisi dai soldati israeliani, durante un conflitto a fuoco, mentre tentavano di passare un valico portando con sé delle armi ed esplosivi e vistisi braccati hanno aperto il fuoco…..

La tecnica è diabolica, ma semplice: i terroristi diventano giovani palestinesi assassinati, i soldati israeliani diventano brutali assassini.  Infatti il messaggio che ne deriva è che i giovanotti stavano semplicemente facendo una cosa innocua, mentre i soldati israeliani hanno crudelmente infierito su di loro.

La verità dell’incidente di frontiera, avrebbe dovuto essere raccontata nel modo preciso con il quale si era realizzata la sequenza dei fatti (capovolgerli sposta già l’attenzione di chi legge ed il giudizio che ne deriva è addomesticato, i termini stabiliscono anche l’innocenza o la colpevolezza dei protagonisti) Ecco perché è fondamentale che un reporter e un’agenzia di stampa onesti, descrivano l’episodio nella sequenza e con i termini precisi, che avrebbe dovuto essere più o meno questo: Terroristi palestinesi, carichi di armi ed esplosivi, vengono sorpresi a un valico di frontiera mentre stanno tentando di entrare in Israele, scoperti sparano sui soldati israeliani che rispondo al fuoco e riescono ad ucciderli……

E’ troppo pretendere che le notizie vengano date nell’esatta successione dei fatti, perché un conto è chi aggredisce e spara un conto è chi difende un diritto?

Diverso sarà il giudizio del lettore se conoscerà chi stava tentando di fare un’azione illegale, chi ha sparato per primo, chi ha risposto al fuoco, poiché la formazione delle idee non dipende tanto dall’effetto dell’insieme dell’azione, quando dalla causa che ha messo in moto e portato a compimento l’azione.

Far passare dei soldati israeliani che fanno il loro lavoro per persecutori di poveri ragazzi palestinesi a cui viene impedita la libera circolazione è ben diverso dal far sapere che dei terroristi palestinesi stavano tentando di passare un valico per andare a fare una strage in Israele.

Lisistrata