IL TERRORISMO ISLAMICO COLPISCE I CRISTIANI IN IRAQ

14 03 2008

il vescovo cristiano assassinato in Iraq dai terroristi  islamici Il cordoglio del Papa dopo il ritrovamento del cadavere del vescovo di Mosul, Faraj Raho, rapito lo scorso 29 febbraio dopo la via crucis e ritrovato morto oggi vicino a BaghdadDopo 13 giorni nelle mani dei rapitori è morto Faraj Raho, il vescovo cristiano di Mosul, rapito lo scorso 29 febbraio al termine della Via Crucis.
A dare l’annuncio è stato mons. Shlemon Warduni, vescovo ausiliario di Baghdad. “Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mosul. I rapitori lo avevano sepolto”, ha detto. Immediato il cordoglio del Papa che si augura come “questo tragico evento richiami ancora una volta e con più forza l’impegno di tutti e in particolare della comunità internazionale per la pacificazione di un Paese così travagliato”, come ha riferito il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi. “La violenza più assurda e ingiustificata continua ad accanirsi sul popolo iracheno e in particolare sulla piccola comunità cristiana a cui il Papa e tutti noi siamo particolarmente vicini nella preghiera e nella solidarietà in questo momento di grande dolore”, ha continuato padre Lombardi che ha ricordato come tutti avevano continuato a sperare e a pregare per la liberazione di mons. Rahho. LEGGI IL RESTO

E’ assolutamente inaccettabile il modo con cui la stampa nazionale e i media in genere hanno trattato e stanno trattando questa questione.
Il rapimento del vescovo è un atto terroristico, anche perché è seguito all’assassinio brutale di 3 persone che sono state “eliminate” per poterlo rapire, in un momento sacro per la cristianità –alla fine della via crucis- e la tanto vantata sensibilità islamica se ne è altamente fregata della sensibilità cristiana e questo non si legge da nessuna parte.

Le informazioni vengono date edulcorate i terroristi non vengono mai nominati con la qualifica che hanno, cioè quella del TERRORISTA e l’assassinio del vescovo viene descritto così: …. Nelle mani dei rapitori è morto Faraj Raho ……

La piccola comunità cristiana in Iraq è continuamente sottoposto a malvessazioni, aggressioni, minacce, distruzioni e persino omicidi. Molte chiese sono state distrutte, alcune cerimonie religiose impedite e quasi una metà dei cristiani sono fuggiti dalle loro abitazioni, nelle quali non sono più sicuri.  Gli altri quelli che non hanno potuto fuggire sono sottoposti a obblighi contenuti nella shariah che impedisce alle donne la libera circolazione, le separa dagli uomini in pubblico e le obbliga a coprirsi dalla testa ai piedi.
Tutto questo nell’assoluta indifferenza dei media che fingono di non accorgersi che l’islam è una religione che quando si impone non ammette nessun tipo di diversità ideologica, politica e religiosa.

E’ da suicidi continuare a sostenere il multiculturalismo e l’integrazione in Europa con le premesse che vediamo manifestarsi in tutte le circostanze nelle quali l’islam è presente e non soltanto quando ci si trova a dover fronteggiare rapimenti ed omicidi, che gli islamici rifiutano di riconoscere come frutto di terrorismo islamico, poiché sostengono non appartenga alla propria cultura teocratica, sostengono che non si tratta di islam e per questo motivo in molti Paesi Europei sono state date direttive e messe a punto delle leggi che impediscono agli europei di chiamare il terrorismo islamico in questo modo, perché inciterebbe all’odio religioso e sottopone chi denuncia questi fatti al pericolo di subire processi e condanne.

Ma cosa conduce all’odio religioso? Assassinare in nome di una fede religiosa o chiamare l’assassinio in tale maniera quando questi è ormai stato portato a compimento?

Se seguissimo questo ragionamento capzioso non dovremmo denunciare e pubblicare nulla sui pedofili, sui serial killer, sui rapinatori, sugli stupratori e sui delinquenti in genere, perché il parlarne indurrebbe la comunità a temere e avere diffidenza verso chi mostra comportamenti del genere o chi li comprende o peggio li sostiene.

Se avessimo seguito nel passato questo ragionamento, oggi non avremmo raggiunto la capacità di denunciare quei delinquenti, di processarli, di condannarli e d isolarli dalla comunità per impedire loro di nuocere, perché era proprio la mancanza delle denunce che portava a reiterare nell’indifferenza e nell’ignoranza di tutti l’atto criminoso.

La verità non deve fare paura, anche se evidenzia episodi che sono sconcertanti e che fanno oggettivamente paura. Ciò che si deve temere e si deve combattere con ogni mezzo lecito è l’azione criminale, qualunque sia la motivazione che l’ha prodotta, poiché non la giustifica mai.

Ma quando l’azione criminale è stata portata a compimento, il dovere di tutti è di metterla in luce, discuterla e attuare tutto ciò che può essere utile a far sì che non abbia più a ripetersi, per cui denunciare il terrorismo islamico non significa far odiare gli islamici, ma significa far valutare che cosa nell’islam ci sia di sbagliato e su cosa si deve operare perché gli errori e gli orrori non abbiamo più la possibilità di essere portati a compimento, con scuse assurde, inaccettabili in quanto la vita e il diritto sono valori sacri, niente può superarli in importanza, nemmeno la fede giustifica azioni così malvagie e criminali.

La fede può essere un’idea, una credenza, una superstizione o un ideale, ma resta un fatto soggettivo e non può e non deve essere usata o imposta come metodo di affermazione di qualcuno su qualcun altro, ma vissuta e imposta in questa maniera diventa un fatto collettivo e perciò criminale e condannabile dall’intera società umana.

Adriana Bolchini Gaigher  





PALESTINA: TERRA DI SELVAGGI

8 03 2008

LE BESTIE UMANE FESTEGGIANO
bestie umane in festa in palestinabestie umane in festa in palestina 





SGOMINATO UN PERICOLOSO COVO DI STUDENTI ISRAELIANO

8 03 2008

 l’odio il martellamento prodotto dalla propaganda degli odiatori che vogliono Israele distrutta per sempre, riesce a dare i suoi frutti e trasforma anche gli insospettabili in bombe umane, pronte a far esplodere la loro rabbia, costruita e coltiva con cura da coloro che odiano tutta l’umanità e soprattutto quella parte di umanità che vive nel rispetto del diritto e dei valori della libertà e non appartiene all’islamismo fanatico ed integralista.

Gerusalemme terroristi in azionegiovani israeliani assassinati da un terrorista palestinese
attaccai da un terrorista palestinesi studenti israelianiaggressione a studenti israeliani da un terrorista palestinese
studenti israeliano scampato a un attacco terroristico plaestinese studente israeliano ferito da un terrorista palestinese
ildolore dei sopravvissutiil dolore dei sopravvissuti
il dolore di chi resta
Leggi il  servizio in Lisistrata





UN GIORNO QUALUNQUE A SDEROT

8 03 2008

souvenir di gaza

scene quotidiane a sderot





I PALESTINESI SONO UN POPOLO SUICIDA

21 02 2008

La Danimarca è il Paese  europeo che versa ai palestinesi l’aiuto economico più consistente e questi che hanno, secondo quanto ci propinano ogni giorno, grossi problemi di sopravvivenza, perdono il loro tempo a bruciare e vilipendere i simboli danesi, per 4 vignette di cui probabilmente non hanno nemmeno capito il senso.
palestinesi schifano bandiera danese
Ci troviamo in una situazione analoga a quella che accade con gli ebrei di Israele, che ricevendo ogni giorno dentro il proprio territorio una gragnola di razzi qassam che fanno danni e mietono vittime, finiscono per chiudergli i rubinetti dei rifornimenti, oltre che isolarli il più possibile tappando tutti i buchi che dalla Palestina conducono a Israele.Succederà prima o poi che le nazioni europee smetteranno di elargire il denaro a questo popolo di deficienti, assatanati di violenza in maniera così famelica da non rendersi nemmeno conto di quanto danno stanno facendo a se stessi.Ci troviamo di fronte a una popolazione con vocazione suicida, destinata ad estinguersi, nonostante usano i ventri delle proprie donne per spargere semi d’odio sotto forma di carne da macello a futura memoria sulla Palestina.
N.D.R. almeno una cosa questa volta l’hanno capita, non se la sono presa con tutti i cristiani del mondo, ma solo con i danesi…. Vuoi mai che prima della fine del mondo riescano a capire qualcosa di più?

L’articolo è stato tratto da Occhio sul mondo





I PALESTINESI SONO FUORI DI TESTA?

21 02 2008

cinghialone antiarabo Vicino ad un villaggio in Samaria, un arabo di 53 anni, è stato ricoverato per una profonda ferita procuratagli da un cinghiale, un episodio analogo, è accaduto sempre nella zona, ad una donna che camminava per strada con suo figlio. Sapete cosa si è inventata l’autorità palestinese?  Che gli ebrei avrebbero liberato i cinghiali istruiti apposta per aggredire gli arabi. A parte che mi piacerebbe capire come i cinghiali possano essere messi in condizione di distinguere gli ebrei dagli arabi… Forse emettono odori diversi? Sono addestrati a mordere chi si inginocchia verso la Mecca?  E le donne, come le distinguono? E i bambini invece qual è la differenza macroscopica che li renderebbe distinguibili dai bambini ebrei?Ma vi rendete conto di quanta mala fede queste persone siano infarcite, al punto tale da non accorgersi nemmeno in quale abisso di ignoranza siano cadute?

Prima era l’acqua, gli ebrei avrebbero avvelenato i pozzi, poi gli avrebbero tolto l’acqua dai pozzi, poi gli avrebbero mandato l’aviaria, poi l’ AIDS ed ora i cinghiali?  Ma quando qualcuno si becca i pidocchi, sono pidocchi addestrati a colpire i palestinesi e gli arabi?





LA FINE DI UN TERRORISTA DEI MULLAH

16 02 2008

ELIMINATO UNO DEI PIU’ FIDATI TERRORISTI DEL REGIME DEI MULLAH
Ieri ai funerali di Mughnieh, uno dei massimi capi militari dell’Hezbollah, il ministro degli esteri iraniano Manuchehr Mottaki, ha letto il messaggio di Ahmadinejad in lingua persiana. Il che significa quanto sia stato determinante e vicino allo stato iraniano. In questo articolo non vorrei fare la cronologia della formazione della Hezbollah. Anche perche’ è inutile. Ormai è chiarissimo a tutti che questa organizzazione è alimentata sia ideologicamente che finanziariamente dalla tasche dei mullah di Teheran.

Ormai, questa organizzazione insieme alla Hamas palestinese e tante altre organizzazioni terroristiche prendono direttamente ordini dal regime iraniano. E di solito, i mullah iraniani usano tali gruppi nei momenti di massima difficolta interna e internazionale. Basti tornare indietro e studiare attentamente gli avvenimenti che portarono alla guerra dei 33 giorni di libano-israeliana.
Il regime iraniano in quel periodo fu sottoposto ad una forte pressione internazionale, causa la questione nucleare, oltre alle pressioni popolari interne, e di conseguenza i mullah hanno ordinato alla Hezbollah e al Mughnieh di attrarre l’attenzione verso l’esterno dirottando la

sensibilita internazionale verso una guerra senza senso e senza motivi particolari. Cioè con una presa di ostaggi da parte della Hezbollah, il regime dei mullah è riuscito a scatenare una forte reazione israeliana portando tutte le attenzioni verso il Libano e naturalmente trascinando gli israeliani in una situazione poco prestigiosa per il loro esercito e la loro intelligence.

Dopo la guerra, i mullah iraniani cantavano la vittoria dicendo tra di loro: “uno ad zero a nostro favore.”

Adesso con l’eliminazione del piu grande leader di hezbollah, credo che la partita è arrivata al risultato di uno a cinque. Mughnieh non era un comandante qualsiasi.

Bisogna anche tener conto delle circostanze in cui è saltato in aria. E’ il peggior modo di morire per un leader islamico. Preferirebbero morire in combattimento che in una macchina di lusso. Le circostanze ci danno l’idea della grande complessità di questa operazione di intelligence a casa dell’intelligence siriana e a due passi dell’ambasciata iraniana.
La stessa operazione ha anche diversi messaggi rivolti sia ai siriani che ai padrini della Hezbollah: “possiamo eliminarvi quando e dove vogliamo noi”. 

Adesso secondo me non bisogna attendere la risposta degli iraniani. Bisogna avvertirli che loro stessi sono responsabili, in primiss, di qualsiasi operazione terroristica contro coloro che sono accusati di essere autori dell’operazione. Bisogna agire prima che loro rispondano. Anche perché i mullah iraniani sono sempre in azione sia in Afghanistan che in Iraq. Comunque

bisogna tener alta la sorveglianza e la vigilianza in tutta l’Europa, patria della politica di accondiscendenza con i mullah.

Il terrorismo iraniano è sempre in agguato. Ma quando vede la comunità internazionale unita e coesa si ritira. Bisogna che tutti i paesi civili del mondo si raccolgano attorno alle vittime del terrorismo iraniano e lancino un forte avvertimento ai mullah. Come? Portare avanti al

Consiglio di sicurezza dell’ONU il dossier del terrorismo iraniano con tutte le sue vittime sia

interne che internazionali. Purtroppo la politica di accondiscendenza europea ostacola tale iniziativa e di conseguenza va combattuta con altrettanta fermezza la volontà di coloro che ancora preferiscono questo regime ad un Iran democratico e laico e pacifista.  Fino a quando? 

Articolo inviato da  Karimi davood

 il terrorista ucciso Ma chi era Mughnieh,  il terrorista degli hizbollah?
attentato all'Arnia 

Mughnieh, era una personcina molto ammodo, infatti era uno degli autori dell’attentato in Argentina contro la sede dell’”Amia” che fece 85 vittime e oltre 200 feriti, tutti civili, e per il quale ALBERTO NIESMENN, procuratore generale argentino,  ha emesso 4 mandati di cattura internazionali contro le autorità del regime dei mullah.

Io penso e sostengo che chiunque abbia eliminato questo famigerato e spaventoso terrorista, abbia fatto solo un favore all’umanità oltre che un atto dovuto alla giustizia, perché è inaccettabile che i terroristi continuino a trovare porti franchi, da cui far partire le loro orrenda geste e ai quali tornare, coccolati e vezzeggiati come fossero eroi, mentre sono dei fabbricanti di morte e distruzione.

Leggi l’articolo pubblicato su Lisistrata qui:





C’E’ LA GUERRA IN RETE E NON E’ SOLO MEDIATICA

9 02 2008

PREMESSA: Questo articolo è frutto della nostra Mata Hari, sempre all’erta e sempre attenta a ciò che accade nel mondo. La nostra agente segreto ci ha fornito gli elementi per offrirvi questo editoriale, che riteniamo importante per chi naviga in rete, perché può comprendere meglio il contesto nel quale ci muoviamo, le connessioni e i tabù che anche qui imperano. Buona lettura: Come molti di voi avranno già saputo, in rete sta accadendo di tutto, nel senso che c’è una vera e propria guerra telematica in atto e in Italia alcuni siti sono stati fatti crollare da hacker (come accaduto all’editrice Lindau

che hanno preso di mira soprattutto siti che si occupano di ebraismo, sionismo, cristianesimo e comunque pubblicano la loro opposizione all’islam integralista, senza per questo professare odio o minacce fisiche e terroristiche o perseguitare anche soltanto attraverso una campagna demonizzatrice, come al contrario è successo e continua a succedere a tutti noi, ad opera dei soliti e immarcescibili islamici e filo-islamici integralisti

 La situazione però è molto più ampia e grave di quanto si potrebbe immaginare, infatti non riguarda solo l’Italia, ma sta accadendo un po’ in tutto il mondo e per restare in Europa, soltanto in Germania più di 100 siti sono stati contemporaneamente oscurati dagli hacker turchi,  e se andate su Google e digitate: alpTurktegin TURKISH hacker  scoprirete la consistenza numerica che vi verrà messa sotto gli occhi, utile a capire la gigantesca portata di questi distruttori della libertà e per usare un termine alla Magdi Allam taglialingue. Immaginate per un attimo che fosse accaduto il contrario, che fossero stati degli hacker cristiani e ebrei a bloccare di netto la diffusione dei siti filo islamici e filo terroristici e sapete bene che in rete ce ne sono a bizzeffe, quale scandalo sarebbe scoppiato. Ci sarebbero state interpellanze parlamentari in ognuno dei Paesi europei per gridare allo scandalo e al razzismo messo in atto nei confronti dei poveri islamici perseguitati dai noi cattivoni a danno della libertà di quelli che nel mondo ne sono il baluardo: gli islamici integralisti abilissimi a servirsi della democrazia, peccato se ne servano per minarne i principi e distruggerla, seppellirla e farne perdere ogni traccia.

Dal Parlamento Europeo sarebbero poi arrivate direttive, che avrebbero messo letteralmente in croce tutti coloro che si fossero permessi di dire solo “ma…” sull’Islam, perché in Europa ormai si può dire e fare di tutto e di più, purché le vittime siano quelle che non tirano bombe e non fanno saltare metropolitane, aerei, ambasciate, templi, simboli religiosi degli altri, insomma tutti censurati e bannati tranne i siti dell’islam integralista e chissenefrega se inneggiano al jihad, intanto i cretini di europei credono alla bugia che jihad significhi soltanto: impegno.

Poi ci vengono a dire che non dobbiamo prendercela con gli islamici, ci vietano le parole che mettano in relazione il terrorismo con l’islam. Sostengono che l’islam non c’entra con il terrorismo e poco importa se ammazzano all’urlo di Allah Akbar, no quelli non sono islamici, quelli sono solo travestiti da islamici. Capito l’antifona?  E noi tutti zitti e proni, piegati con il culo all’in su ad accettare le direttive eurasiche, perché anche noi dobbiamo seguire l’esempio dei devoti: obbedire senza recriminare, solo così ci meriteremo il paradiso.

Ma la guerra telematica continua…. Eh no amici, mica si ferma all’hackeraggio e no, quello è per i pivelli, per gente come noi che possono da un momento all’altro vedersi oscurare il proprio sito o da qualche attacco o da qualche “furbata mediatica” che bisogna riconoscerlo vede gli islamici in vetta nelle classifiche della propaganda. Vi ricordate la guerra Israele-Libano? Vi ricordate vero le false immagini, le false scene di guerra, i cadaverini riesumati e messi in rete a mo’ di vittime dei cattivi israeliani e i morti che si rialzavano per andare a scavare nelle macerie di 4 palazzi che, grazie agli obiettivi di fotografi compiacenti si moltiplicavano e sembravano una nazione rasa al suolo?

Vi rinfresco un po’ la memoria: LEGGI IL RESTO QUI





C’E’ QUALCOSA DI MARCIO NEL MONDO ISLAMICO

25 01 2008

Sono molto preoccupata, si vedono andare in scena i segni di una strategia accuratamente studiata contro Israele.
Sono troppe le coincidenze e quando queste si presentano in maniera così massiccia non resta altro da fare che prendere atto che qualcosa di grave stia per accadere:
università Al Azhar All’Università islamica del Cairo Al Azhar, M.S. Tantawi, autorevole personaggio religioso, abilitato a lanciare fatwe in tutto il mondo, ne emette una per impedire una visita di cortesia e di amicizia dell’imam di Roma. Eppure i musulmani continuano a proclamare ad alta voce, rivendicandolo come un dato assodato che l’islam è una religione di pace, ma quando si trovano non a parlare ma a mettere in pratica e dimostrare la loro sincerità, i fatti dimostrano sempre esattamente il contrario di ciò che proclamano.
Questa visita avrebbe potuto far sì che un passo in avanti verso la pace fra ebrei e musulmani, si compisse e avrebbe anche potuto servire a placare gli odi che i palestinesi e troppi islamici nutrono verso Israele e gli ebrei di tutto il mondo.
M. Gheddafi Geddafi all’ONU, tenta di bloccare una risoluzione contro gli hizbollah libanesi (in riferimento alla risoluzione 1701) per i razzi che continuano a lanciare dal loro territorio contro Israele, con la scusa più cretina del mondo: secondo Gheddafi (per voce del suo ambasciatore Giadalla Ettalhi), non ci sarebbero prove sufficienti per dimostrare che i razzi provenissero effettivamente dal Libano… chissà per lui forse saranno stati i marziani, che è noto confinano con Israele

In Egitto, per molti mesi, su mandato delle autorità palestinesi del governo di hamas, e lo sguardo miope del governo egiziano, viene minata la barriera di confine fra i due Paesi Egitto - Palestina (striscia di Gaza) e facendolo apparire come una esplosione di rabbia, cadono chilometri di muro che vengono immediatamente spianati dalle ruspe. Infatti i soldati egiziani di frontiera che pattugliavano il confine, non hanno visto, non hanno udito e non hanno parlato, proprio come le tre epiche scimmiette.
Ahmadinejad Un po’ più in là, ma sempre nel mondo islamico integralista, alla guida di un governo che usa il terrorismo per dominare sul proprio popolo e sul mondo islamico sul quale vuole avere il dominio, Ahmadinejad tuona che ci penserà lui a risolvere definitavamente il problema di Gaza, perché lui saprà portare a termine i progetti contro Israele, per mettere la parola fine allo “stragismo dell’unico popolo democratico” che da decenni è circondato e aggredito da milioni di arabi musulmani, che lo vogliono vedere completamente distrutto, e non avrebbe nemmeno il diritto di difendersi, dimenticando anche che Gaza è stato un dono unilaterale e che in cambio da due anni Israele ha subito più di 9000 attacchi missilistici su Sderot e dintorni.

La Russia intanto sta provvedendo a consegnare nuovo carburante nucleare all’Iran e non è la prima volta che lo fa, ormai la cosa sta andando avanti da oltre 1 mese e le consegne dei rifornimenti si stanno intensificando.
Kaled Mashaal Khaled Mashaal capo del Politburo di Hamas (con sede a Damasco), rilancia le solite dichiarazioni minacciose contro Israele, infatti dichiara che la guerra contro Israele non finirà certo per l’arrivo del carburante, ma continuerà finché tutta la Palestina verrà “liberata”.

L’esercito libanese riapre il fuoco contro i Jet israeliani che pattugliano il confine sud del Libano, dichiarando che hanno violato gli spazi aerei, gli israeliani non rispondono e se ne vanno, tanto per dimostrare nei fatti che non avevano intenzioni bellicose, ma dato che i razzi degli hizbollah partono da lì, è dovere di una nazione controllare il territorio, soprattutto quello ostile.
mullah Nashrallah Hassan Nasrallah. Il leader della milizia sciita, torna a mostrarsi in pubblico per dichiarare che “Abbiamo teste e parti del corpo di soldati israeliani” e sfida Israele a richiederli indietro, non si comprende nemmeno bene cosa vuole in cambio perché ha parlato di resistenza ad oltranza, sostenendo che nessuna pace è possibile e che se Israele avesse continuato a violare i confini libanesi con i suoi aerei, lui avrebbe fatto partire un’offensiva tale da cambiare l’intera mappa della regione.

Ecco le micce sono state innescate, ora dobbiamo solo stare a vedere da quale parte di Israele verrà accesa la prima miccia e fino a che punto questa verrà fatta bruciare.  E noi, europei e americani che faremo? Staremo come al solito alla finestra, mentre l’ONU lavorerà alacramente a produrre “risoluzioni capestro per Israele”?

Qualcuno ortre a noi della rete si è reso conto che Israele è la nostra ultima frontiera, caduta la quale la “spianata all’occidente” è praticamente sgombra?  O peggio ancora, quanti sono gli uomini politici ed i governi che hanno ordito sotto banco contro la propria popolazione trame atte a far sì che l’Europa assumesse sempre di più l’aspetto di una dittatura stile soviet, che sta per diventare islamica?

Adriana Bolchini Gaigher





IL GOVERNO EGIZIANO DISTRUGGE LE TOMBE CRISTIANE NELL’EGITTO DEL NORD

9 01 2008

Il video è stato filmato nell’Egitto del nord e dimostra che l’esercito e la polizia fanno esattamente quello che fanno i gruppi terroristici. Distruggono le tombe e fanno sparire persino le ossa, dimostrando che il governo
non vuole che restino segni della cristianità nell’Egitto del Nord.
Sono i copti i cristiani rimasti in egitto a difendere i diritti dell’uomo e hanno realizzato questo firlmato così come lo vedere.

E meno male che secondo gli islamici “loro sono tanto sensibili poverini” che noi dobbiamo fare attenzione a non offendere cotanta sensibilità, ne hanno talmente tanta per se stessi e la propria religione, che non ne hanno più un briciolo per le altre religione.

QUI IL VIDEO





ABUSI DELLA POLIZIA SUI RAGAZZI IN MEDIORIENTE

14 12 2007

Guardatevi bene questo filmato:  

Ora se qualcuno pensa di trovarsi di fronte alla polizia israeliana, fa come al solito un errore grossolano. Sapete chi e cosa sono?

ABUSI DI UNA DELLE POLIZIE MEDIORIENTALI MUSULMANE, DI UN PAESE INDEFINITO DEL MEDIORIENTE, VI LASCIAMO IL PRIVILEGIO DI INDOVINARE QUALE.  

Certo che vedendo come regolano i conti fra loro hamas e al-fatah non c’è poi da meravigliarsi, ma perché i comunisti e i pacifisti nostrani non alzano la loro viscida voce in favore di questi ragazzi?

Se a questo trattamento è la polizia palestinese a farlo,significa forse che quei giovani meritano le bastonate e le botte che hanno preso?
Può darsi che li meritino, ma perché qualcuno ha il diritto di infierire a morte e altri nemmeno di difendersi?
Ma dev’essere ordinaria amministrazione fra palestinesi regolare così i conti, infatti le milizie di hamas stanno sottoponendo a gentilezze i militanti di fatah appena catturati, eccovi il video:
E guardatevi anche quest’altro,
 meglio abbondare nella conoscenza, piuttosto che restare ignoranti, anche se qualcuno preferisce restare nella sua beota e razzistica ignoranza.

E scommettiamo che qualcuno riuscirà persino a dare la colpa ai perfidi giudei?





GLI STATI UNITI SPONSORIZZANO LA JUDEOFOBIA

8 12 2007

 Vi offro una toccante testimonianza di Pamela Geller che ha assistito alla conferenza di Annapolis, il cui originale lo trovate pubblicato qui
Pamela Geller - blogger americana Pamela Geller, per chi non la conoscesse è una delle maggiori blogger americane e si trovata con me e le altre rappresentanze europee a Bruxelles. Il suo blog è questo http://atlasshrugs2000.typepad.com
Mi scuso se la traduzione non è perfetta, ma il mio inglese è veramente scarso, voi però potete sempre leggere il pezzo originale
 

Un confine terribile è stato attraversato ad Annapolis  
Nell’ultima settimana, un confine è stato attraversato… Un confine terribile è stato attraversato ad Annapolis. Con il mondo che osserva il presidente degli Stati Uniti ha sostenuto e patrocinato la Judeophobia. L’odio verso l’ebreo è stato approvato  in maniera uniformeme, come se fosse comprensibile.

Sotto gli auspici di un congresso globale “di pace”, la Casa Bianca ha accettato l’odio verso l’ebreo, considerato inferiore, ignaro, infingardo socialmente e politicamente: rapporti separati fin dall’entrata, entrate soltanto per gli ebrei, rifiuto di toccare o stringere le mani all’ebreo, rifiuto dei membri del congresso di portare gli auricolari di traduzione quando Ehud Olmert ha parlato. “gli orecchi di Al-Faisel’s di Saud, sotto la suo keffiyah rossa, sono stati lasciati nudi. E non perché capisce l’ebraico, ma come metodo saudita per dimostrare il rapporto dichiarato che hanno con Israele. Proprio mentre il Primo Ministro israeliano gli si rivolgeva per parlare della pace, rifiutavano di ascoltare.
All’inizio ho pensato che ci fosse un problema tecnico, poi ho visto il suo aiutante vicino a lui ed anchegli ha lasciato le sue orecchie in modo che si vedesse che erano nude.

Mentre il discorso d Olmert si ֳ èconcluso ed il pubblico ha applaudito: “il rappresentante Saudita ha riunito le palme delle mani per farle sembrare gentili. Ma solo chi si fosse seduto vicino a lui avrebbe potuto vedere che non si sono toccate mai. Il piccolo trucco che i sauditi stavano giocando era una contraddizione – minima – in una giornata piena di contraddizioni. ( clicca qui  http://pajamasmedia.com/2007/11/peace_fatigue_israelis_watch_a.php )

Accettando le richieste saudite, gli americani hanno proibito ai rappresentanti israeliani di entrare nel corridio attraversato dalla stessa porta usata dagli arabi.   E’ stato un comportamento vile come tutto ciò che è stato sanzionato e istituzionalizzato dal presidente degli Stati Uniti. Credevo che George Bush fosse un cristiano, un uomo di fede. Mi ha scosso vederlo sperperare la sua seconda qualità, non si è comportato in buona fede, Non lo abbiamo votato perché portasse l’acqua di Condi.

E’ un’infamia considerare questa come qualunque altra corsa, dottrina religiosa o colore. Immaginatele entrate separate per il capo di una nazione africana perché un capo “bianco” ha rifiutato di camminare attraverso la stessa porta dell’uomo nero, perché sarebbe sporco?

E Israele lo ha accettato come se gradisse che l’ebreo stesse nel ghetto. Avrebbero dovuto andarsene via, come tutti gli esseri umani di rispetto avrebbero fatto. Invece hanno abbassato la testa ancora una volta. Hanno offerto tutto e non hanno ottenuto niente: Le fattorie Sheba, il Golan, Gerusalemme – hanno messo tutto in gioco.  L’ebreo del principio di Oslo ha rinviato alla mentalità del pre-holocausto “dell’ebreo del ghetto.” L’ebreo che non desidera essere notato, l’ebreo che farebbe qualunque cosa per calmare coloro che lo odiano e poter appena, appena  vivere nella pace. Invece di dichiarare i nostri diritti, la nostra volontà che abbiamo ragione, che siamo gli eredi legittimi d’Israele e di Gerusalemme, noi stiamo comportandoci come se non aavessimo diritti. Stiamo elemosinando - elemosinando – dai nostri nemici riconoscerli ed accettarli!” Comportandoci come i mendicanti!.   Anche il silenzio degli ebrei americani - la mentalità del ghetto mescolata con coloro che hanno assimilato in coltura americana: “non oscilliamo la folla della barca”.

Per continuare questa tragedia, il riso di Condoleezza, - è una cosa inaccettabile da una Segreteria degli Stati Uniti - .che ha successivamente affermato di conoscere la storia del Medio Oriente, la politica, il korano, gli ebrei, invece non conosce nulla di questo.  Questa iinsulsa dichiarazione dice tutto: i palestinesi non sono i neri del movimento o dell’era dei diritti civili del grande e non violento Martin Luther King (un insulto rappresentare il fautore dei diritti civili assimilandolo a questo)  ed il King  era un sionista, un amante d’Israele e la gente ebrea gli rende onore.. Gli ebrei non sono i KKK o la polizia con i cani, questo non è il vecchio sud, questo è il Medio Oriente, molto violento e uno; ciֳ² non ֳ¨ il vecchio sud, questo Medio Oriente molto violento e animalesco.

Non conosce cosa significa essere ebreo, vedere la gente innocente , bambini, vecchi, giovani, turista, saltare sulle bombe, tutta la carne che vola in ogni parte, le budella sparse dappertutto, i superstiti senza pezzi di corpo, con chiodi, bulloni, e dadi infilati nelle loro carni. I loro corpi segnati per tutta la vita.
Il mio amico Wolf l’ha inchiodata quando lei ha detto sorridendo e senza conoscere, cosa dovremmo fare quando gettano i sassi contro le nostre automobili mentre guidiamo, per avere ricevuto le bombe gettate da noi.
Noi viviamo sotto il fuoco costante del mortaio e dobbiamo passare  la notte in un rifugio. Condoleeza non conosce la sofferenza dei genitori che hanno perso il loro figli quando i ragazzi sono andato su una montagnetta vicino a dove vivevano. Sono stati assassinati brutalmente dai barbari che avevano colpito le loro teste in modo che non fosse possibile riconoscerli.  Lasciati poi per essere scoperti in una caverna.  Non è niente, non è niente.

Un confine nella sabbia è stata attraversato nell’ultima settimana. E chiunque che sostenga che Annapolis sia stata una noia e che nulla potrà venire da esso, sta vivendo nella terra degli unicorni e della fantasia.   L’ebreo come dhimmi ֳè stato reso a funzionario ed il mondo era lì a testimoniare. Israele lo ha indicato. Le fattorie Sheba, il Golan, Gerusalemme – tutti sono stati gettati sulla carta come tanti sassi.

Bat-Yeor aveva completamente ragione nel dare la sua risposta quando le ho chiesto che cosa era stato della gente dell’Israele: Israele è stata indegna dei suoi antenati.  
27 Kislev 5768/07 Dicembre 07





SIRIANI CAMPIONI DI DEMOCRAZIA

28 11 2007

La Siria sì che è in grado di dare lezioni di democrazia al mondo occidentale.  
Noi sporchi dittatori, e loro liberali come pochi, infatti per liberare i giovani del loro paese dalla nefasta influenza del pensiero che faceva parte di uno scambio senza censure di pensieri fra navigatori dentro il sito Facebook (un social network,) hanno pensato bene di chiuderlo.
Vedete amici per i siriani la pericolosità del pensiero filo-sionista è peggio della droga e dato che loro amano molto i propri giovani, hanno pensato bene di preservarli da cotanta relazione peccaminosa.

Dovremmo imparare da loro e bannare tutti i loro siti, soprattutto quelli filo-governativi.

Adriana Bolchini Gaigher

Se desiderate approfondire l’argomento, sul quale a mio parere c’è poco da dire, se non che le dittature sono uno dei cancri peggiori dell’umanità, potete leggere ciò che scrive questa blogger:





LE MOSCHEE SONO LUOGHI DI CULTO?

30 09 2007

MA LE MOSCHEE SONO LUOGHI DI CULTO? 
moschea di Gaza  Sembrerebbe di no, almeno non a Gaza, visto quello che è successo fra sostenitori di Hamas e Fatah a Khan Yunis a sud della striscia, ove una mega rissa condotta con ogni mezzo di offesa possibile ha lasciato sul terreno molti feriti gravi.
Lo scontro, avvenuto durante la preghiera della sera, sarebbe esploso dopo che un imam vicino ad Hamas avrebbe iniziato a tenere il suo sermone prendendo il posto del predicatore di Fatah. Nella rissa sono stati usati bastoni, sedie e coltelli ed anche armi da fuoco. Sono in corso indagini per l’identificazione dei responsabili dei ferimenti.di Gaza. Resta il sospetto che le moschee in realtà non abbiano molto a che fare con il culto, oppure i musulmani non rispettano molto i luoghi sacri, visto la quantità di attentati portati a segno contro le chiese cristiane, i templi indù, le pagode, statue di divinità altrui grandi e piccole e non meno frequenti anche quelli contro le moschee di correnti diversi dalle proprie. Se è così difficile per i musulmani tenere separata la politica dalla religione, forse è giunto il momento di ripensare anche in Italia se sia il caso o meno di continuare a permettere loro di riunirsi dentro moschee e soprattutto se è necessario continuare a costruirne di nuove più grandi e più complesse per il tipo di servizi che si propongono di fornire. Fino a quando non verranno chiariti queste situazioni così difficili da collegare alla semplice fede, sarà bene porre uno stop a tale processo e quando, se mai verrà chiarito che le moschee in Italia possono essere solo luoghi di culto e di qualche attività collaterale molto amena e per nulla collusa con la politica, allora si potrà riaprire il discorso.

Adriana Bolchini Gaigher

E’ chiarificatore l’articolo pubblicato sull’Avvenire, che vi segnalo qua sotto:  Si moltiplicano le richieste per l’edificazione di moschee in varie città d’Italia, e con esse le inevitabili polemiche e molti malintesi. A Bologna il sindaco Cofferati, inizialmente orientato a dare il suo benestare, ha deciso di prendere tempo e di consultare gli abitanti del quartiere interessato.  

Il primo cittadino di Genova ha congelato il problema ributtando la palla ad Amato. E anche a Milano la questione torna periodicamente a far discutere e a dividere la politica e l’opinione pubblica.  

Le amministrazioni locali, non meno del governo centrale, appaiono disorientate e in cerca di criteri-guida.  È necessario anzitutto sgombrare il campo da alcuni equivoci.

La moschea non è un luogo di culto. Chi conosce la storia dell’islam e la mentalità dei musulmani sa che essa è l’ambito in cui ci si raduna per la preghiera, ma anche per prendere decisioni su aspetti che riguardano la vita sociale e della comunità, fino a scelte di natura politica. Non è un caso se nei Paesi islamici molte moschee sono sorvegliate dalle forze dell’ordine e se alcuni governi vogliono leggere preventivamente il sermone che l’imam pronuncia durante la preghiera del venerdì, per controllare che non siano presenti riferimenti ostili nei confronti delle istituzioni.  

Come si può facilmente dedurre, non è in gioco anzitutto la libertà di culto - che in Italia non è in  discussione essendo una componente essenziale del diritto alla libertà religiosa garantito dalla Costituzione - ma temi ben più ampi.   

Proprio a motivo della particolare natura della moschea, per confrontarsi in maniera adeguata e realistica con le richieste che arrivano dalle comunità islamiche è necessario che vengano preventivamente chiariti alcuni aspetti rivelatori degli orientamenti che esse hanno in animo di   seguire. Deve essere ben identificabile, ad esempio, l’identità giuridica dell’ente proprietario del terreno e dell’edificio, si deve sapere da dove provengono i finanziamenti necessari, chi garantisce il mantenimento e la gestione del luogo, quali le attività che si intendono svolgere.  

È fondamentale conoscere inoltre chi sceglie l’imam, in base a quali criteri viene selezionato, quale la sua preparazione teologica, quale il suo grado di conoscenza sia della lingua italiana, sia dei principi che sono a fondamento della convivenza nel nostro Paese.

Il tutto all’insegna della massima trasparenza, sia per offrire tutte le rassicurazioni del caso alle autorità locali, sia per garantire i fedeli musulmani che chiedono un luogo in cui pregare e desiderano vivere in pace e non essere oggetto di pregiudizi e sospetti da parte delle popolazioni locali. Le quali, peraltro, sovente hanno più di un motivo per essere preoccupate: le indagini della magistratura che in questi anni hanno coinvolto alcune moschee inducono a non sottovalutare i pericoli di infiltrazione del fondamentalismo di matrice jihadista in quelli che talvolta  vengono sbrigativamente catalogati come «luoghi di preghiera».    

Anche la scelta del luogo e le dimensioni della moschea sono aspetti da tenere in considerazione ai fini delle decisioni da prendere. Se lo scopo è la convivenza armonica con il territorio e una reale integrazione (piuttosto che l’affermazione autoreferenziale di una presenza) è necessario che l’area non venga snaturata, che la popolazione locale sia   consultata e che le sue valutazioni siano tenute nella dovuta considerazione dalle autorità.  

Anche per prevenire forme di intolleranza e strumentalizzazioni politiche sempre in agguato.  Insomma, non sono poche né di poco conto le problematiche con le quali misurarsi per approdare a decisioni ragionevoli, realistiche e inclusive di tutte le preoccupazioni che sono sul tappeto. E sarebbe segno di saggezza amministrativa farsene carico, dimostrando di avere a cuore sia la libertà d’espressione di una fede religiosa sia la costruzione di una convivenza pacifica e armoniosa che vada a beneficio delle singole città e di tutti coloro che le abitano. 





FESTEGGIAMENTI PER L’11 SETTEMBRE IN PALESTINA

15 09 2007

Mentre a Bruxelles viene impedito con la violenza agli europei di manifestare il loro dissenso contro l’islamizzazione dell’Europa, in Palestina si festeggia allegramente  la “lieta ricorrenza”: l’attentato dell’11 settembre 2001 in USA.
FESTEGGIAMENTI IN PALESTINA PER LE 2 TORRI
E pensare che sono sommersi dalla m***a sociale fino sopra al naso, dovuta proprio al terrorismo utilizzato, foraggiato e lanciato nel mondo, dal grande padre padrino palestinese Yasser Arafat e trovano anche il tempo di festeggiare un massacro.

E per non farvi mancare proprio nulla riguardatevi anche questo ameno video del 2001. http://littlegreenfootballs.com/weblog/?entry=26993_Democrats_Harangue_Petraeus_Open_Thread_1&only  

Bisogna ammettere che almeno gli islamici sono coerenti e hanno una forte percezione del se, cosa che ormai l’Europa sembra non avere più.

Adriana Bolchini Gaigher