LONDOSTAN RIFIUTA ASILO POLITICO A LESBICA IRANIANA – aiutiamola a restare in Inghilterra

Questa notizia, onestamente mi crea molte perplessità. E’ per me molto difficile accettare le discriminazioni e questo vale per ogni cosa.  Beninteso sono per i valori delle differenze, nel senso che non ritengo che siamo tutti uguali, ma ritengo che nelle nostre differenze esistano per tutti diritti e doveri che debbono avere una base di partenza uguale, anzi di più: identica. 

Non si può e non si deve discriminare qualcuno per ciò che è, nella sua persona, nella sua fede, nelle sue idee politiche, nella sua fisicità ed in tutte le sue manifestazioni naturali o inclinazioni psicologiche.

Ciò che si può mettere in dubbio o mettere alla porta e in moltissimi casi imprigionare, per proteggere la società, è il comportamento scorretto in ogni sua forma, dalla semplice maleducazione al vandalismo, fino al peggiore delitto, poiché questo rappresenta la devianza che lede la società nella sua struttura e la indebolisce al punto di arrivare a volte ad ucciderla.

Questo sta accadendo in Europa e l’Inghilterra, così tollerante verso gli estremismi islamisti, al punto da avere dato persino ospitalità e prestigio a un ideologo dell’islam integralista, e pericoloso come Tariq Ramadam;  lasciati liberi gli integralisti pakistani di immettere nella società inglese il loro dna di odio e di morte, che li ha condotti alla fine a rivoltarsi contro la società inglese stessa, con attentati terroristici che hanno seminato la disperazione… e ancora: favorito il cambiamento di costumi poiché persino nelle strutture pubbliche oggi esistono spazi separati in cui gli immigrati islamici impongono le proprie costumanze e tutto questo va a decremento dell’armonica convivenza fra comunità ed etnie con diverse ideologie e religioni. 

Oggi questa società all’apparenza così permissiva, nega il rifugio politico a una persona, che tutt’al più potrebbe, come estremo fastidio per la società inglese, partecipare alla prossima carnevalata dell’orgoglio gay, come se non sapesse ciò che sta accadendo in Iraq e cosa aspetta questa persona, anche solo per il semplice fatto di avere dichiarato la sua omosessualità.

A volte mi vergogno di essere italiana, ma forse faccio un errore e l’unica vergogna che esiste e che dovrei provare, è di appartenere alla razza umana, che non mette limiti alle sue brutture e crudeltà, queste sanno superare anche la più incredibile e deviata fantasia.

Il nuovo Primo ministro inglese Gordon Brown, ma anche il sindaco di Londra Ken Livingstone, si dovranno vergognare molto presto per ciò che hanno deliberato, poiché posseggono l’accesso alla conoscenza  e le informazioni dirette, per sapere che in Iran non c’è giustizia, non c’è tolleranza, non c’è più umanità.  E se ancora nutrono dei dubbi possono sempre chiederlo ai soldati sequestrati dai pasdaran iraniani, mentre pattugliavano le coste irachene, o chiederlo ai rifugiati politici e alla dissidenza di coloro che sono dovuti scappare dalla teocrazia iraniana.

In assenza di informazioni, potrebbero fare appello alla propria coscienza, sempre che ne abbiano una, cosa sulla quale ormai nutro seri dubbi. 

Adriana Bolchini Gaigher
BARRA SEPARATRICE
Londra rifiuta asilo ad una lesbica iraniana. Scandalo nel mondo. da Libero Reporter  
Schieramenti arcigay impegnati nella lotta per i diritti umani chiedono l’intervento anche dei politici per aiutare la donna ad evitare la lapidazione.
Pegah Emambakhsh  

Non ha ucciso e non ha rubato.
Pegah Emambakhsh non ha commesso alcun reato per meritare la lapidazione.
E’ solo colpevole di omosessualità, che in Iran si “epura” con la morte.
La donna era fuggita nel 2005 dall’Iran a Londra, con richiesta di asilo, ben conscia della pena che le avrebbero inferto se fosse rimasta nel paese natìo. La sua compagna è già in carcere e nessuno sa ne’ dove sia, ne’ che futuro le sia assegnato
.
Pegah è scappata da un matrimonio combinato, dal quale ha avuto anche due figli, lasciati anch’essi in Iran.
Lo scandalo è scoppiato quando la Gran Bretagna ha fatto sapere di voler deportare Pegah perché “non c’è modo di dimostrare il suo orientamento sessuale”.  Viene negata, quindi, la richiesta di asilo presentata dalla donna.
Sono scese subito in campo le associazioni gay chiedendo che sia rispettata la Convenzione dell’Onu, sottoscritta anche dal Regno Unito, in cui si garantisce protezione a coloro che temono persecuzioni per ragioni politiche, sociali, religiose e di nazionalità.
L’Arcigay chiederà a Romano Prodi di fare pressione sul premier inglese perché tale legislazione venga doverosamente assolta.
Nel caso non venisse dato seguito alla sua richiesta, Pegah finirebbe su un volo British Airways, dal quale sbarcherebbe diretta in carcere… e nessuno saprebbe più nulla di lei.
Si legge sul sito dell’associazione italiana EveryOne che si sta occupando del caso:
“Se siamo ancora esseri umani, non permettiamo che Pegah salga su quell’aereo” e continua: “Il Governo britannico è in procinto di deportarla il 23 agosto 2007. Il Gruppo EveryOne è affiancato e sostenuto da molte organizzazioni internazionali per i diritti umani. E’ di oggi la notizia che l’Ambasciata Britannica a Roma si è impegnata a portare nelle sedi adeguate e con urgenza il caso di Pegah.
Sono state inviate migliaia di email a protesta, sono stati coinvolti gli schieramenti politici ma “Nonostante questo, l’Ufficio preposto alle richieste di asilo e applicazioni di Visa non solo ha ignorato l’appello, ma proprio per evitare che la protesta possa ottenere ascolto, ha anticipato la deportazione di Pegah.”
AIUTIAMO ANCHE NOI PEGAH! NON DEVE SUBIRE LA FOLLIA DEGLI UOMINI!
I suoi orientamenti sessuali non possono e non devono essere pregiudizievoli; in gioco c’è sempre un vita umana.

Leggi il comunicato stampa del Gruppo EveryOne cliccate qui “FERMIAMO QUEL VOLO VERSO LA MORTE”  

Una Risposta

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