MAMMA LI TURCHI

mamma li turchi

Sta succedendo da qualche anno, ma sta succedendo.  Forse le conquiste arabe non sono mai state interrotte, ma sospese soltanto perché il vento della storia ha soffiato da un’altra parte e l’avanzata dell’esercito dei successori di Maometto si è dovuto momentaneamente arrendere, ma oggi si sentono pronti per nuove conquiste e tornano agguerriti più che mai, convinti di potercela fare.

Rivogliono quelle che un giorno furono terre conquistate e vogliono anche quelle mai ottenute, pretendono di asservire al profeta tutto il mondo e trasformarlo in una grande immensa assurda e incommensurabile moschea nella quale gli uomini, rigidamente divisi dalle donne vivono inginocchiati proni rivolti alla Mecca.

L’11 settembre è andato in scena uno dei tanti attentati terroristici che nell’ultimo trentennio hanno insanguinato questo povero pianeta, ma ciò che è successo e le modalità con le quali l’attentato di New York si è realizzato hanno prodotto finalmente un vero chock. 
L’occidente si è svegliato dal lungo letargo in cui si era mollemente e placidamente immerso e nonostante il brusco e spaventoso risveglio, non si è ancora reso completamente conto  della tragedia che sta avvolgendo di una nube velenosa il nostro pianeta. Una nube i cui primi segni si sono manifestati negli anni 50 e sono andati man mano aumentando e all’orizzonte non si vede ancora la minima traccia di una tregua.

Da quel giorno l’indifferenza che gli occidentali hanno mandato in scena è stato soltanto il frutto di un rifiuto, un rifiuto dovuto al dolore che la presa di coscienza degli eventi è in grado di produrre e che l’inconscio esorcizza nascondendo, minimizzando e tacendo anche i più macroscopici particolari, anche se ciò significa correre maggiori pericoli questi non sembrano esistere se non si guardano negli occhi.

E’ proprio su questo meccanismo che gli integralismi fanno presa e giocano le loro carte peggiori, a noi resta solo la scelta di continuare a fingere che non stia accadendo nulla o dire basta quando qualcuno fra i tanti troppi e sempre maggiori episodi di intolleranza e prevaricazione che ogni giorno vanno in scena in luoghi diversi sul globo terrestre farà sì che finalmente la nostra anima si ribelli e reagisca respingendo definitivamente l’attacco.

Si va dal professor Robert Redeker, docente francese di Filosofia, costretto a nascondersi per aver osato esprimere pubblicamente la propria opinione sull’Islam e sull’estremismo islamico. Il suo articolo difendeva il Papa e criticava il Corano («libro di incredibile violenza») e Maometto. Il governo francese è stato costretto a metterlo sotto protezione, perché gli estremisti islamici non si sono accontentati di minacciarlo a parole, ma hanno divulgato una sua foto, quella dei luoghi in cui abita e in cui lavora corredati da piantine topografiche affinché una mano assassina islamica possa raggiungerlo e fargli fare la fine del regista olandese Van Gogh, assassinato per aver osato criticare la violenza che le società islamiche più retrive esercitano sulle donne e si torna indietro alla fatwa lanciata su Salman Rashid da Khomeini per i suoi “versetti satanici” in conseguenza ai quali sono trentenni che deve vivere nascosto, mentre uno dei traduttori del suo libro, un italiano è stato accoltellato lungo i Navigli a Milano, da un fanatico islamico per il semplice fatto di aver osato tradurre tale libro. 

Si passa dal segretario generale del cancelliere tedesco Angela Merkel, Ronald Pofalla che è stato attaccato dalla comunità islamica tedesca,  semplicemente per aver sostenuto una inconfutabile verità e cioè che l’islam oggi rappresenta la principale causa delle violenze religiose.   

Si prosegue con Renzo Martinelli,  intellettuale e coraggioso personaggio che già in passato ha subito pressioni dalle brigate rosse quando ha osato mandare in scena il film Porzus ed oggi si trova a dover fare i conti con il nuovo integralismo stragista dei terroristi islamici, che lo obbliga ad andare in giro armato. Martinelli ha la grande colpa di aver osato produrre un film che ha sollevato più di una fatwa “Il mercante di pietre” che narra le vicende di un imprenditore italiano convertito all’Islam: Ludovico che di giorno commercia in pietre preziose,  e di notte organizza l’addestramento dei futuri kamikaze, dedicandosi alle cosiddette colombe, coloro che diventano terroristi inconsapevoli, come Leda la colomba, moglie di uno studioso di cose islamiche, al quale l’attentato all’ambasciata Usa di Nairobi trancia entrambe le gambe. Ma leda affascinata dal fascino mediorientale di quel mercante, che recita versi melodiosi. Finirà male, sul traghetto tra Calais a Dover, dove una bomba rinforzata da materiale radioattivo sta per esplodere. Al grido: «Il Corano è la nostra sciabola, il martirio il nostro destino».

E si continua con gli attacchi bestiali come quello portato a termine nell’ottobre del 2005 dai terroristi jaidisti indonesiani contro 4 giovani ragazze cristiane che stavano recandosi a scuola. Le bestie islamiche le hanno attaccate con dei machete e decapitate, così solo perché cristiane e perché i terroristi jaidisti hanno imparato ad odiare a morte i cristiani e l’unica sopravvissuta vive fra i tormenti lasciati sul suo corpo martoriato dalla furia omicida del jiad che non può e non deve avere giustificazione alcuna davanti a queste barbarie.

Ebbene per me è giunto il momento in cui dire, anzi gridare, urlare a squarciagola e minacciare di usare sempre di più il libero pensiero e la ragione perché anche gli altri escano dal coma e tutti insieme dicano presto e forte ciò che ora ho detto io: BASTA, DI QUI NON PASSERETE!!!

2 Risposte

  1. parole sante ma cosa fare?

  2. Per sconfiggere il terrorismo rosso e nero sono servite leggi speciali d’emergenza, ora ci troviamo in altre situazioni d’emergenza ancora peggiori, è necessario produrre una legislatura adeguata e non soltanto promulgare leggi, ma farle rispettare.
    Siamo in emergenza e di conseguenza bisogna agire.
    Se lo Stato Italiano non fa nulla, ignora e volta la faccia dall’altra parte, il male non guarisce da solo, ma si cancerizza, perciò lo staro deve reagire e noi dobbiamo pungolare lo stato perché si accorga che lo deve proprio fare.

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