LA MISOGINIA ISLAMICA E’ DIVENTATA PATOLOGICA

E’ la mente colei che crea le proprie ossessioni e quando le ha create accade un fenomeno pericolosissimo e difficilmente superabile.  L’ossessione assume una forma onnipresente nella vita di chi l’ha creata, che la sua presenza assume il ruolo di un fantasma che si è impadronito di chi lo ha evocato e cacciarlo diventa un’impresa quasi impossibile.

La fobia che gli uomini islamici hanno nei confronti delle donne è ormai patologica, permea ogni manifestazione della società, arriva a superare il limite del ridicolo se non fosse che porta in sé una tragicità spaventosa, che costa ogni giorno la serenità di milioni e milioni di donne nel mondo.  La maggior parte di loro vive segregata, umiliata, privata dei diritti basilari, condannata a un ergastolo dal quale non potrà mai ricevere un indulto. A milioni subiscono mutilazioni fisiche, sofferenze quotidiane inflitte loro entro le mura domestiche senza che qualcuno muova un dito per liberarle dalla schiavitù e dalle torture. Ma le pene corporali e le umiliazioni non sono un semplice fatto dovuto all’ignoranza dei singoli, ma alle istituzioni statali che ne hanno sancito la regola attraverso la shar’ia, il codice islamico che fa il gioco dei maschi del pianeta islam i quali nella loro inadeguatezza ed incapacità di mettere sotto controllo le proprie pulsioni, hanno scelto deliberatamente e vigliaccamente di castrare le proprie donne, che sono state per loro prima di tutto madri, poi compagne di vita ed infine figlie, eppure le hanno rese schiave senza che la coscienza avesse un sussulto di ribellione.

Ciò che vince in questo massacro di una parte dell’umanità contro l’altra è il consociativismo misogino di uomini arroganti, ignoranti e mascalzoni al punto tale da voler credere di rappresentare una razza superiore e che le loro compagne femmine, al contrario, appartengano ad una razza inferiore, come non sapessero che la razza è una sola: noi apparteniamo tutti alla razza umana e null’altro al di là del sesso ci differenzia e i due sessi, in qualsiasi razza si manifestino sono semplicemente l’uno il complemento dell’altra.

E’ aberrante vedere come questi ringhianti animali umani si prodighino per giustificare i loro misfatti contro le loro compagne, e non bastassero i misfatti anche le menzogne: si permettono di dire che lo fanno per proteggerle e utilizzano ogni mezzo di persuasione che arriva fino alla distruzione fisica, affinché non si frappongano ostacoli sul cammino della loro immensa, incommensurabile e ignobile presunzione di superiorità che manifesta solo la loro impotenza mentale.

Gli uomini islamici che credono in questo al punto di averlo fatto assurgere a dogma, sono dei bestemmiatori, degli infedeli e dei reietti dell’umanità che finiranno tutti nell’inferno nel quale meritano di restare per l’eternità e affrontare tutto ciò che hanno fatto passare alle loro compagne sulla Terra.

volto di donna deturpato in Pakistan volto di donna deturpato in Pakistan
Da Freethoughts

ecco cosa arrivano a fare ai manifesti pubblicitari in Pachistan gli islamici integralisti, pur di negare alle donne la loro femminilità e la presenza in pubblico.

Ma non si deve pensare che queste cose accadano solo in Pakistan, perché è stato la sede dell’integralismo, nelle cui madrasse si è formata la mentalità dei talebani (gli studenti di dio che hanno ospitato il terrorismo di Osama Bin Laden in Afghanistan) pensate al più vicino e moderno Egitto ove gli islamici vorrebbero nelle piscine degli hotels dividere le donne islamiche da quelle non islamiche, con un pezzo di vetro smerigliato in mezzo alla piscina.  E che dire dell’Iran, nel quale il governo ha addirittura fatto una legge per obbligare sia le donne che i negozianti a vendere ed indossare solo abiti islamici che coprano tutta la figura femminile.

Chissà come mai temono così tanto la contaminazione con i costumi occidentali?  Sarà perché è notorio a tutti gli islamici benpensanti, che le donne occidentali sono portatrici del pericolosissimo virus della libertà?  E come farebbero questi impotenti a dimostrare superiorità se le loro donne risplendessero in pubblico?

spaghetti e niqab spaghetti e niqab
E che dire di queste donne?  Sono delle islamiche sedute in un ristorante europeo, probabilmente proprio in Italia e stanno mangiando gli spaghetti, infilandoseli letteralmente da sopra quel vergognoso straccio che non solo nega la loro femminilità, ma impedisce loro di respirare a pieni polmoni e addirittura di mangiare in maniera da poter gustare e digerire bene il cibo.
Certo che quanto a igiene… ci sarebbe ben altro da dire e non solo per gli spaghetti, pensate a queste che vanno ad immergersi in piscina vestite così… noi prima di entrarci dobbiamo giustamente fare la doccia con un leggerissimo disinfettante che scende dai tubi.

E’ giusto visto che condividiamo l’acqua con altri, ma loro al contrario pensano che sia la libertà che contamina.

Se questa non è un’evidente schizofrenia collettiva patologica, qualcuno che sostiene il contrario, mi spieghi per favore che cos’è.  Io sono disponibilissima a mettermi nella condizione di comprendere gli altri, lo faccio ogni giorno è un’abitudine che ho imparato quando studiavo il catechismo a mettermi nei panni altrui. Non è un sacrificio, ma un metodo di vita, ma qualcuno mi dovrebbe dare una spiegazione che possegga almeno un minimo di senso logico, perché ormai il mio rifiuto ha raggiunto livelli tali che vorrei evitare di cadere nella stessa patologia al contrario. 

Adriana Bolchini Gaigher

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