ISLAM: ECCO COME PICCHIARE LA MOGLIE

N.D.R. Vi facciamo notare che questo video è stato divulgato direttamente da un programma televisivo del Bahrein,nel quale un’autorità religiosa spiega come picchiare la moglie secondo l’Islàm. Vi consigliamo perciò di usare il vostro buon senso e di non credere ciecamente alle parole, perché possono essere frutto di taqyia.
Video proveniente dal Bahrein su come picchiare la moglie

Qui potete visionarlo direttamente
Su Memri lo trovate indicato come #727
In un video che ha avuto larga diffusione via internet nei blog dei paesi arabi, si tratta di una trasmissione del Bahrein, un Imàm spiega come picchiare la moglie secondo l’Islam. Il religioso pone una serie di limiti, ma è sconvolgente che comunque accetti questa pratica molto diffusa nel suo paese e non solo. Nel video dice: “Se il marito vuole picchiare la moglie non deve mai farlo di fronte ai figli. La cosa deve rimanere fra lui e lei. Ecco alcune limitazioni alle botte:
– non deve causare sanguinamento
– non deve rompere nessun osso
– non deve colpire il viso
non deve provocarle lividi
Se il marito viola queste regole viola le regole di Dio. Se lei è stata ferita l’uomo è ritenuto responsabile per ciò che ha fatto perché la donna non è un suo oggetto. Non le può fare tutto ciò che vuole. Anche se la donna perdona il marito non significa che Dio farà lo stesso nel giorno del Giudizio”.
Vediamo cosa dice il Corano al riguardo:
“Gli uomini sono preposti alle donne perché Dio ha prescelto alcuni esseri sugli altri […] quanto a quelle di cui temete atti di disobbedienza, ammonitele, poi lasciatele sole nei loro letti, poi battetele; ma se vi ubbidiranno, allora non cercate pretesti per maltrattarle; che Iddio è grande e sublime”  (IV, 34). Secondo alcuni si tratta di una legittimazione all’uso della violenza nei confronti della moglie,    (IV, 34). Secondo alcuni si tratta di una legittimazione all’uso della violenza nei confronti della moglie, secondo altri la punizione consiste nell’ammonirle, poi negare le attenzioni sensuali e nel caso in cui le precedenti misure non abbiano avuto effetto “battetele”, che secondo la tradizione musulmana dovrebbe tradursi in un colpetto che non lascia segni .  
Secondo i musulmani fautori della non-violenza,  il Corano va contestualizzato nel momento storico in cui avvenne la Rivelazione e fu già portatore di un messaggio di emancipazione femminile in una società che seppelliva vive le figlie. Quindi, probabilmente, il versetto è stato rivelato proprio per scoraggiare gli uomini dal picchiare le donne. Sfortunatamente, la pratica testimonia tutt’altro. Bisogna, tuttavia, constatare che purtroppo quella della violenza domestica sulle donne è una piaga estesa “culturalmente” a tutti in paesi del Mediterraneo. Basti vedere i problemi che sta affrontando anche la Spagna.

Ci sono diversi passi del Corano contro la violenza e anche alcuni hadith, detti del Profeta:  “L’uomo forte non è colui che sa battersi. L’uomo forte è colui che sa dominare la propria rabbia”    e ancora: Se uno di voi viene preso dalla collera deve sedersi. Se la collera lo abbandona, va bene; altrimenti deve coricarsi”.  A questo punto dominare la propria ira dovrebbe essere una delle qualità del buon credente. Probabilmente una delle vie per parlare ai musulmani contro la violenza sulle donne è quella di assumere il loro linguaggio, in Italia sarebbe a questo punto necessaria una seria e forte presa di posizione anche da parte degli Imam nei confronti dei fedeli che frequentano la Moschea ma poi tornano a casa e picchiano le mogli.  
Vittoria Iacovella
Articolo preso da Controcorrente

Una Risposta

  1. io che sono musulmana cosa dovrei dire???
    gli uomini si sentono forti ma sono delle persone come noi!!!!

I commenti sono chiusi.

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