DONNE IN CASA E MUTE, INSHALLAH

Donne in casa e mute, inshallah  
di Renzo Martinelli – martedì 06 febbraio 2007

donna col niqab
È una battaglia persa. L’Occidente non sarà mai in grado di reggere l’assalto ideologico e demografico dell’Islam. Per il semplice motivo che l’Occidente ha perso quello che invece i musulmani possiedono: la Fede. Una Fede totale e totalizzante che li rende portatori di una unicità ed una universalità alla quale non possono rinunciare. A differenza del Vangelo, che è stato rivelato, il Corano è «munzal», è cioè disceso direttamente da Allah su Maometto. Dunque è «increato» e in quanto tale non può essere sottoposto e nessun processo di storicizzazione. Non possono essere messe in discussione neppure quelle «sure» che sono con ogni evidenza legate al contesto storico e sociale dell’epoca in cui visse il Profeta.
Indubbiamente un bel problema per i pochi temerari che tentano di storicizzare il Corano e che inesorabilmente vengono accusati di apostasia e condannati a morte.
Per questo fanno sorridere gli intellettuali d’Occidente che ancora si ostinano a reclamare un principio di reciprocità nei confronti dell’Islam. Per un musulmano, infatti, accettare un tale principio nei confronti di un infedele non ha alcun senso. Forse che noi accetteremmo un principio di reciprocità col nostro cane?
Perdendo la Fede, dunque, l’Occidente sta scientemente preparando la propria estinzione e sta rendendo ineluttabile il trionfo dell’Islam.
Due grandi uomini, con visioni del mondo pressoché opposte, sono giunti alla medesima conclusione. Il primo è diventato santo col nome di Padre Pio e già scriveva nel 1967, molti anni prima che i fondamentalisti islamici abbattessero le Twin Towers: «Il maggiore pericolo per l’umanità verrà dall’Islam. L’Islam si prefigge di scristianizzare l’Europa ed il mondo intero per far trionfare il segno di Maometto».
Il secondo si chiamava Indro Montanelli e si trovò un giorno a commentare un opuscolo scritto dal Cardinale Giacomo Biffi. In questo opuscolo, il Cardinale sviluppava il seguente pensiero: «O l’Europa ridiventerà cristiana, o diventerà musulmana. Ciò che mi pare senza avvenire è la “cultura del niente”, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale, che sembra essere l’atteggiamento largamente dominante nei popoli europei, più o meno tutti ricchi di mezzi e poveri di verità…».
«Io sono un laico», commentava Montanelli, «e appartengo alla “cultura del niente”. Ma se fossi un uomo di Chiesa, come lui, parlerei come lui…».
Un mistico, un intellettuale. Una medesima conclusione. Suggerisco dunque ai maschi d’Occidente di fare propria la scommessa di Blaise Pascal e di recitare la «shahada», la professione di fede in Allah e nel suo Profeta. Di convertirsi cioè all’Islam. Se l’Europa, come sembra, diventerà musulmana, avranno l’insostituibile vantaggio di essere tra i Giusti. Se non lo diventerà, avranno comunque innegabili vantaggi.
Che elenco in ordine non necessariamente di importanza: potranno avere fino a quattro mogli e un numero infinito di concubine. Potranno disfarsi di una qualsiasi delle mogli semplicemente pronunciando per tre volte in arabo la formula rituale «Io ti ripudio». Il tutto senza ricorrere a nessun tribunale. Basta la presenza di due testimoni musulmani maschi adulti e sani di mente. La loro testimonianza in un tribunale musulmano varrà il doppio di quella di una donna. Occorreranno cioè due donne per pareggiare la testimonianza di un uomo. Sempre in un tribunale musulmano, avranno il privilegio di impedire a un non musulmano di testimoniare contro di loro. Ad esempio, potranno derubare un non musulmano nella sua stessa casa e rimanere impuniti se non ci sono altri testimoni otre al non musulmano stesso. Potranno sposare altre donne non musulmane. Eventualità, questa, impossibile per le loro mogli.
Convertendosi all’Islam, inoltre, i maschi d’Occidente potranno citare alle loro mogli il molto stimato filosofo Al Ghazzali (1058-1111): «La donna deve rimanere a casa e tenersi occupata con la filatura, non deve uscire spesso, non deve essere ben informata, né deve essere loquace coi suoi vicini, deve prendersi cura del proprio marito e rispettarlo in sua presenza e in sua assenza e deve cercare di soddisfarlo in tutto. Deve accettare come adeguato ciò che suo marito le concede per placare il bisogno soddisfare i bisogni sessuali del proprio marito in ogni momento…».
Avete capito bene, maschi d’Occidente: le vostre mogli non potranno chiedervi in maniera legittima di soddisfarle sessualmente. Potranno chiedere soltanto di essere nutrite, vestite e ospitate in casa. Dal punto di vista sessuale, voi sarete i padroni del piacere delle vostre mogli. Il vostro eventuale rifiuto di fare l’amore con le vostre mogli è considerato semplicemente una libera rinuncia dei vostri diritti sessuali legittimamente acquisiti.
Infine, se proprio non foste ancora convinti, sappiate che il versetto 34 della Sura delle Donne recita testualmente: «Gli uomini hanno autorità sulle donne. Quelle di cui temete atti di disobbedienza, ammonitele. Poi lasciatele nei loro letti. Poi battetele. Ma se ubbidiscono, allora non cercate pretesti per maltrattarle…».
Tutti questi punti sopra elencati, e lo dico con intima convinzione, mi sembrano vantaggi non da poco.
Sarebbe gradito a questo riguardo il parere delle femministe d’Occidente.
Perché il trionfo dell’Islam, è bene che lo sappiano, riguarda anche loro. Inshallah…

Una Risposta

  1. Aa_Gale_Lag_Jaa

    Golf ball retriever Greek National Road 76 Saterfriesisch Asia (province) List of county routes in Hunterdon County, New Jersey Poverty Bay Chü-kuang J.R. Booker Sir Joshua Bell Terrorism against Israel in 2002

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