ANCORA RIFLESSIONI DOPO ANNO ZERO

logo della trasmissione Anno ZeroGuardando l’indifferenza che la politica sembra dimostrare nei confronti di quanto è emerso in alcune moschee di Torino, nonostante ciò non si trattasse di episodi unici, che potrebbero rappresentare la classica eccezione, ma a proposito di intolleranza e odio esistono già atti e documentazioni che dimostrano quanto tale atteggiamento integralista, ammantato da vene terroristiche sia diffuso in Italia e in gran parte dell’Europa, non ci resta che metterci le mani nei capelli.

Questi articoli mettono bene in evidenza i fatti dimostrati da ANNO ZERO, possibile che i politici italiani non si siano accorti di nulla? Che fanno, stanno a Montecitorio per scaldare le poltrone e arraffare più soldi che possono alla faccia nostra e basta?

UNO SCOOP IN MOSCHEA A BIRMINGHAM DA FAR RABBRIVIDIRE – Falsi musulmani per uno scoop che fa rabbrividire: forche per i cristiani, lapidazione e i gay giù dalle rupi.  

Inchiesta nelle «moschee calde» d’Italia – L’IMAM: sharia in Italia – L’inchiesta in incognito di due giornalisti di SkyTg24. Da Viale Jenner a Centocelle: Allah vuole il velo integrale.   

Sull’islam il servizio pubblico televisivo c’è: si chiama Sky  di Fausto Carioti

Noi al contrario dei politici e soprattutto di D’Amato, non possiamo fare finta di nulla davanti al pericolo incombente dell’islamizzazione portata avanti con le prediche dell’odio e del terrorismo, come non possiamo continuare a fingere di non vedere le ingiustizie e la discriminazione di stampo razzista contro le donne, noi vorremmo vedere, da parte dei nostri politici, una presa di posizione chiara, pulita, almeno sentire delle dichiarazioni che tolgano ogni dubbio sul come gli italiani vogliono che siano rispettati i principi della democrazia e del diritto. Noi, per ora, non pretendiamo che gli estremisti vengano cacciati, ma pretendiamo che vengano ammoniti a rispettare la nostra Costituzione, che comincino a camminare nel solco delle nostre leggi e lo facciano con atto pubblico e che rispettino l’impegno preso.  Noi pretendiamo che interrompano la loro marcia di antagonismo e di conquista verso di noi. In caso contrario allora sì, pretenderemmo che venissero mandati via dall’Italia. Noi non vogliamo chi ci vuole riportare indietro nella storia e nel tempo, chi ci vuole riportare ai domini teologici, chi ci vuole negare i diritti conquistati nei secoli, chi ci vuole togliere la libertà.

Ci auguriamo che questa indifferenza politica, in realtà, sia solo una tattica, un sistema, un mezzo per arrivare indisturbati alla verità e poter in seguito prendere decisioni serie. Ci auguriamo veramente che chi si occupa di “guidare l’Italia” in questo difficilissimo momento storico non sia così vigliacco da fare ciò che Ponzio Pilato, come ci dicono le cronache storiche ha fatto: lavarsi le mani per non dover prendersi una responsabilità.

Sta forse il ministro Amato facendo la stessa cosa? Non gli ha dato forse l’Italia potere, gloria, onore e ricchezza, che hanno fatto di lui uno degli uomini più potenti della nazione?  Perché allora non difendere i valori che gli hanno permesso di arrivare dove è arrivato?  Come fa a non rendersi conto che il paese ormai è una polveriera pronta ad esplodere?  Perché non va fra la gente italiana e chiede loro cosa ne pensano di ciò che sta accadendo e non soltanto di quello che la trasmissione di Santoro ha fatto emergere, ma di tutte le piccole e grandi angherie quotidiane di cui la popolazione è gravata da quando l’immigrazione selvaggia ha tolto a tutti una fetta di sicurezza, di benessere e di speranza per il futuro?

Scenda fra di noi, venga nei nostri quartieri di periferia, nelle nostre case e ci chieda perché non siamo più d’accordo con questa politica, ci domandi cosa ci angustia, cosa ci preoccupa, cosa temiamo e cosa desideriamo, cosa ci fa arrabbiare e cosa potrebbe portarci verso una ribellione a noi che per anni siamo stati in silenzio e venivamo chiamati “la maggioranza silenziosa” ci chieda come mai siamo andati in piazza a 60 anni, quando non l’avevamo mai fatto prima. provi a farci qualche domanda, forse potrebbe avere finalmente un’illuminazione e usare quel potere che tutti noi gli abbiamo dato e restituirci un po’ di ciò che ci è stato tolto, sottratto, senza nulla in cambio.

Noi non vogliamo più leggere articoli come quelli che troviamo pubblicati su Libero o su altri giornali, non perché non ci piace quello che scrivono, ma perché quello che scrivono corrisponde a una tragica, dolorosa, incredibile e spaventosa realtà.  Noi abbiamo paura e non vogliamo più averla, noi non vogliamo odiare il diverso, noi il diverso da noi vogliamo apprezzarlo e amarlo perché da ciò che è diverso da noi possiamo imparare, crescere, ma se questo diverso rappresenta una minaccia e ci vuole distruggere e appiattire obbligandoci ad assomigliargli o peggio ad essere come lui noi non possiamo accettarlo.

Noi siamo quelli che per decenni hanno sostenuto il valore della differenza, tacciati per questo di essere fascisti e capitalisti, mentre la sinistra propagandava l’uguaglianza, equivalente all’appiattimento di ogni idea di ogni anelito di libertà, oggi sta riaccadendo ma questa volta tutta l’attenzione si è sposta sul diverso da noi e la nostra differenza non vale più nulla, sta per essere cancellata, annichilita, fagocitata da ideologie teocratiche usate come mezzi politici per imporre nuove e antiche dittature.

Noi non abbiamo paura della religione, non abbiamo nulla contro la religione, non ci interessa se il nostro vicino è buddista, tantrista, islamico, cristiano, testimone di geova, pagano, o animista, ci interessa interagire con il nostro vicino chiunque esso sia non perché appartiene a un gruppo etnico o a un’idea politica o a una fede religiosa di un tipo anziché di un altro, noi ci vogliamo rapportare a lui perché è un uomo, fa parte di quella razza animale che costituisce la società umana.

Noi non siamo pacifisti, ma vogliamo vivere in pace con tutti gli uomini del mondo, nel rispetto di tutte le differenze non rinunceremo alla nostra, perché noi abbiamo un solo credo:  LA LIBERTA’.

Adriana Bolchini Gaigher
direttore responsabile O.D.D.I.I 

 L’articolo segue su questa pagina di Lisistrata

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