CRISTIANOFOBIA UNA REALTA’ PASSATA SOTTO SILENZIO

Parliamo finalmente di cristianofobia: caccia ai cristiani dal Kashmir a Rabat ad opera degli islamisti.
crocifissioneGuai a dire che é in atto una guerra di religione, non é politicamente corretto, e per una volta sono d’accordo anch’io, anche se le mie conclusioni di “politicamente corretto” NON hanno NULLA.
E’ vero non c’è NESSUNA guerra di religione. Per combattere una guerra ci devono essere DUE eserciti che si fronteggiano ad armi pari.
Avete mai sentito di un “commando” cristiano che ha sequestrato tre impiegati di un casa editrice di corano, li ha torturati per ore e li ha sgozzati? (cosce, testicoli, ano e schiena di uno del gruppo, esaminato dal  patologo,  http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=1448  e giunto in ospedale ancora VIVO, sono stati dilaniati a colpi di coltello. Le sue dita sono state tranciate fino all’osso)

Avete mai sentito di ragazzine islamiche decapitate e le teste gettate a mo’ di sfregio davanti a una moschea?
E di un imam ucciso a coltellate o che gli hanno sparato?
E di case di musulmani  o moschee date alle fiamme?
O di cristiani condannati in un paese a maggioranza cristiana per essersi convertiti all’Islam?
NO, NO, NO mille volte NO. Quindi dov’è la “guerra di religione”?

Quello che sta succedendo fra islamici e cristiani non è un conflitto, ma UNA folle persecuzione dei primi verso i secondi. I cristiani sono le vittime sacrificali dell’odio dei fondamentalisti e dell’inettitudine dell’Occidente, che nel timore di offendere la “cultura” musulmana, chiude gli occhi sul genocidio dei cristiani in atto ovunque abbiano la sventura di condividere la nazione di appartenenza con gli islamici.  
Io vedo solo terribili PERSECUZIONI e tutte a danno dei cristiani.

Ieri, in Kashmir, un gruppo di militanti islamici, ha rapito e decapitato Manzoor Ahmad Chat, un cristiano evangelico di 33 anni. La testa dell’uomo è stata lasciata all’ingresso di una moschea, chiusa in una scatola di plastica. L’anno scorso, un predicatore cristiano era stato ucciso allo stesso modo. Negli ultimi mesi, dopo l’omicidio di don Santoro, sono stati centinaia gli episodi di intolleranza violenta, spesso con vittime, che hanno visto gruppi di fondamentalisti islamici aggredire in vari paesi soprattutto due simboli “dell’apostasia e del politeismo”: centri cristiani  e Internet cafè (questi ultimi perché veicolano immagini di donne discinte e ideologie “pagane”).

Una scia di sangue che non conosce requie, la cui barbarie è sempre più sconvolgente : cinque ragazzine sgozzate in Indonesia mentre andavano a messa. Domenica quattro sacerdoti sono stati trucidati in Nigeria e sabato scorso è stato attaccato e distrutto il Bible bookshop di Gaza; ancora in occasione di Pasqua, padre Pizzaballa, della custodia di Terrasanta, ha denunciato l’espulsione silenziosa di decine di migliaia di palestinesi cristiani, spesso a seguito di episodi violenti, dai Territori dell’Anp.

Peggiore ancora è la situazione dei cristiani in Iraq, come è noto, così come in Pakistan, mentre nella stessa “laica” Algeria addirittura una nuova legge punisce con due anni di prigione e 10 mila euro di multa i cristiani che tentino di fare proselitismo tra i musulmani.
  
Non è non è il prodotto di un particolare coordinamento tra gruppi terroristi ma la conseguenza orribile di una campagna preparata da alcuni grandi ulema, spesso gli stessi invitati negli appuntamenti di “dialogo interreligioso”,  come Yusuf al Qaradawi, che si dedicano con grande solerzia  a spargere odio contro i cristiani, mentre parlano di “dialogo”.
Il loro “dialogo interreligioso” è fatto di teste decapitate e di arti mozzati, di torture inimmaginabili, di odio e se qualcuno gli fa notare che sono LORO i carnefici e i cristiani sono le VITTIME, se gli fa notare che una religione non condanna a morte chi appartiene o si converte ad  una religione diversa, scatta l’accusa di “islamofobia” e immancabilmente si arriva alla fatidica frase “non facciamone una guerra di religione”.

Infatti non lo è. E’ un genocidio e i cristiani saranno spazzati via dalle terre musulmane, se l’Occidente non si muoverà a loro difesa.  *1) N.D.R.  

Persino nelle nostre nazioni, in Italia, in Francia in Inghilterra questa campagna d’odio contro i cristiani e contro gli atei,  è portata avanti SOTTO i nostri occhi, senza che i governi intervengano con leggi severe a impedire di allevarci “serpi in seno” che in una mattina di un giorno qualsiasi porteranno morte e distruzione nelle nostre città.

Perché l’Occidente odia se stesso a tal punto?

Marilena Rahe

*1) N.D.R. – Terre conquistate dai musulmani perché in origine non erano islamiche ma in quelle terre erano presenti altre religioni ed i cristiani rappresentavano quasi la metà delle popolazioni, che ora si sono ridotte si e no al 10% nei paesi in cui ancora resistono e non per conversione volontaria, ma in conseguenza a violente persecuzioni e stragi mirate al genocidio.

madonna che piangeCaccia ai cristiani dal Kashmir a Rabat  
Il Foglio 20/4/2007
La testa di un uomo in una scatola davanti a una moschea pachistana
Roma. Ieri, in Kashmir, un gruppo di militanti hizbul, “i guerrieri della libertà” islamici, hanno rapito e decapitato Manzoor Ahmad Chat, un cristiano evangelico di 33 anni. La testa dell’uomo è stata lasciata all’ingresso di una moschea, chiusa in una scatola di plastica. L’anno scorso, un predicatore cristiano era stato ucciso allo stesso modo. Come la strage di cristiani di Malatya di due giorni fa, la decapitazione in Kashmir non riesce più a stupire. Sono le ultime evoluzioni del fondamentalismo islamico; negli ultimi mesi, dopo l’omicidio di don Santoro, sono stati centinaia gli episodi di intolleranza violenta, spesso con vittime, che hanno visto gruppi di fondamentalisti islamici aggredire in vari paesi soprattutto due simboli “dell’apostasia e del politeismo”: centri cristiani e Internet cafè. Simbolo del peccato, perché veicolano immagini di donne discinte e ideologie “pagane”, questi locali sono stati dati alle fiamme dal Marocco al Pakistan nel corso dell’ultimo anno. Per non parlare degli episodi più noti, come quello delle cinque ragazzine sgozzate in Indonesia mentre andavano a messa.

Domenica quattro sacerdoti sono stati trucidati in Nigeria e sabato scorso è stato attaccato e distrutto il Bible bookshop di Gaza; ancora in occasione di Pasqua, padre Pizzaballa, della custodia di Terrasanta, ha denunciato l’espulsione silenziosa di decine di migliaia di palestinesi cristiani, spesso a seguito di episodi violenti, dai Territori dell’Anp.

Peggiore ancora è la situazione dei cristiani in Iraq, come è noto, così come in Pakistan, mentre nella stessa “laica” Algeria addirittura una nuova legge punisce con due anni di prigione e 10 mila euro di multa i cristiani che tentino di fare proselitismo tra i musulmani.

Non è una manovra organizzata, non è il prodotto di un particolare coordinamento tra gruppi terroristi – come nel caso indubbio degli ultimi attentati nel Maghreb – ma la conseguenza orribile di una campagna preparata da alcuni grandi ulema – spesso gli stessi invitati negli appuntamenti di “dialogo interreligioso”, come Yusuf al Qaradawi – che si dedicano a un’attività silente di sobillazione dei vari imam che li seguono nelle moschee di tutto il mondo e che sono però venuti allo scoperto sia in occasione della campagna contro le “vignette su Maometto” sia per protestare contro il discorso di Benedetto XVI a Ratisbona.

E’ un anticristianesimo per nulla reattivo, non conseguente a nessuna “colpa dell’occidente”, vera o presunta che sia, ma intrinseco all’asse portante della teologia del medioevale Ibn Taymmyya, teologo di riferimento obbligato per tutta la galassia dei fondamentalisti sunniti, che incitava i fedeli a combattere e contrastare i cristiani perché “politeisti”.

In Turchia oggi, questo ennesimo sangue cristiano versato, ha però un significato ancora più allarmante. Lo stesso nunzio apostolico ha denunciato, dopo l’assassinio di don Santoro, la “cristianofobia” favorita dal governo turco di Tayyip Erdogan e la visita del 1° novembre 2006 di Papa Ratzinger a Istanbul – pur segnando un passo importante – non ha certo dissipato quel clima mefitico. Il tutto nel mezzo di una straordinaria tensione politica che sta dividendo in due il paese, che attende il 25 di questo mese, quando il premier Erdogan – del partito islamico Akp – annuncerà ufficialmente se si candida alla presidenza della Repubblica.

2 Risposte

  1. Visto che Lei è contro la cristianofobia islamica sono sicuro lo sia anche nei confronti dell’omofobia islamica e non solo.

  2. se il termine fobia viene usato in forma di paura, timore, non posso essere contraria, se invece viene usato per discriminare o peggio per distruggere qualcosa o qualcuno, sono contro qualsiasi “fobia”

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