TERRORISMO ISLAMICO LA MINACCIA NUCLEARE

Sui siti internet della jihad si parla apertamente  
Terrorismo islamico la minaccia nucleare
fungo atomicoSul sito islamista Al Firdaws è stato postato un articolo intitolato “Basi religiose per lanciare un attacco nucleare” di Dimitri Buffa   L’Opinione 13.4.2007.
Nei siti islamisti che si aprono ogni giorno sul web e che vengono periodicamente monitorati dai servizi segreti italiani ed europei da tempo si è aperto un dibattito sulle “basi religiose” per lanciare un attacco nucleare contro l’Occidente. L’ultimo articolo in ordine di apparizione è quello di tale Abu Zarbadi ed è stato pubblicato tre giorni orsono dal website Al Firdaws. Tutte queste cose ovviamente nella 58 esima relazione del Cesis al Parlamento non sono presenti, perché il monitoraggio si ferma alla fine del secondo semestre del 2006, ma entreranno sicuramente nel nuovo rapporto. Già ora però, a leggere tra le righe la allarmatissima relazione in questione, si può capire che questo è quello che ci riserva il futuro: il pericolo di un attacco in grande stile su un obiettivo europeo, l’America è già stata scartata perché troppo blindata anche a livello di intelligence, con armi nucleari sporche. Infatti gli esperti sono concordi nell’analisi che se sui siti islamisti si dibatte delle basi religiose dell’uso delle armi di distruzione di massa, questo è indice che qualcuno queste armi già potrebbe possederle.

E i teorici del terrorismo islamico hanno già sciolto ogni dubbio in materia: l’autore dell’articolo in questione infatti si fa scrupoli anche religiosi di vario tipo, come il Profeta non approverebbe uccisioni indiscriminate anche di infedeli, ma chi gli risponde nel dibattito aperto in rete, come tale Abdal Al Sham, sembra essere giunto a conclusioni diametralmente opposte:” la distinzione tra armi di distruzione di massa e convenzionali, basate sull’estensione di distruzione e morti che le prime causerebbero è teoricamente valida ma praticamente falsa: infatti la somma di morti tra i civili, donne, bambini e vecchi, già provocati dagli Stati Uniti durante la loro crociata decennale contro l’Islam è ormai equivalente a quella di qualunque arma di distruzione di massa..il potere distruttivo delle bombe da una tonnellata gettate sull’Afghanistan è da solo più grande che quello dell’atomica buttata su Hiroshima”.

Per quel che riguarda l’Italia è ormai nota la minaccia nel solo secondo semestre del 2006 a oltre 130 potenziali obbiettivi situati tanto in patria quanto all’estero, dove abbiamo svariate missioni militari di pace. La novità è che non sono più solo le moschee dei fratelli mussulmani gestite dall’Ucoii a essere il terreno più fertile per la predicazione dell’odio anti occidentale. E a riprova che le denunce della presidentessa delle donne marocchine in Italia Souad Sbai, che per prima aveva parlato della penetrazione della predicazione dei salafiti algerini (il vocabolo letteralmente significa “passatisti”, e l’altro ieri si è visto quali potenziali distruttivi sono in grado di muovere in Algeria che è la loro patria) nel Nord Italia e segnatamente nelle moschee fai da te di Torino. Circostanza che poi era stata constatata anche durante le riprese con telecamera segreta mandata in oda su Annozero grazie al coraggio della giornalista Maria Grazia Mazzola. E infatti a soggetti nordafricani si riferiscono il maggior numero di espulsioni preventive, venti, operate negli ultimi sei mesi del 2006.

Secondo il Sismi, che poi ha travasato nella relazione del Cesis le relative osservazioni, “L’operatività, in territorio nazionale, di elementi riconducibili agli ambienti propriamente jihadisti del panorama nordafricano rende particolarmente rilevanti i segnali che, in quel quadrante, tratteggiano la possibilità di una crescente interazione tra impegno antigovernativo sul piano interno ed impegno antioccidentale sul piano internazionale”. Questo in parole povere significa che ci stiamo facendo del male da soli ospitando o anche semplicemente invitando gente come Racheed Gannouchi, ricercato come terrorista in Tunisia, in eventi accademici in Italia presso l’università orientale di Napoli. Infine, come se se ne sentisse il bisogno, in Italia sta crescendo anche la simpatia e il reclutamento dei terroristi filo sciiti come gli hezbollah. Si legge infatti nelle pagine 65 e 66 di suddetta relazione che “è giunta pure all’attenzione, specie in correlazione con le fasi più critiche del confronto israelo-libanese, la componente sciita.” “Questa – distinguendosi, in ambito nazionale, per la presenza di convertiti con trascorsi di militanza politica oltranzista (tanto nell’estrema destra che nell’estrema sinistra,ndr) – ha dato vita a Roma ed a Napoli ad iniziative di propaganda e proselitismo che ne hanno confermato i legami ideologici con il movimento filoiraniano Hezbollah.” A tal proposito non è inutile rimarcare e ricordare la coincidenza che proprio da un forum dello sciismo italiano sono giunte minacce e accuse di apostasia verso Souad Sbai, la coraggiosa presidentessa delle donne marocchine in Italia da sempre in prima fila per la loro emancipazione da mariti violenti e imam estremisti. E in certi ambienti queste accuse si traducono in condanne a morte. Theo Van Gogh docet. Dimitri Buffa  

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