L’ONU E’ FINITA

L’O.N.U. è finita. Il principio sul quale era stato realizzato questo sogno di una società globale, che potesse servire a “distribuire” giustizia ed equità in un mondo che aveva sempre visto guerre e distruzioni è andato in frantumi, cancellato, distrutto dai vizi di un’umanità che non riesce ad affrancarsi dai propri istinti peggiori.
Avidità, ignoranza, arroganza, egoismo, ambizione, arrivismo, crudeltà, gelosia, invidia, sete di potere, presunzione, egopatia smisurata e senso di superiorità, devianza ideologica, immoralità e tutto quanto rende un uomo peggiore, l’ONU negli ultimi quarantanni è riuscito a rappresentarlo in-degnamente.

E con questo manca soltanto una pietra tombale che sigilli per sempre un dinosauro che per la sua incongruità, si è condannato all’estinzione.

Noi non riconosciamo all’ONU alcun tipo di autorità morale e legale, poiché non è all’altezza di esprimere concetti e azioni che contengano almeno un principio che possa essere considerato etico, e non sarà la linea demagogica che persegue che potrà renderci ciechi di fronte all’evidenza.

Basti uno solo di esempio: nel Darfur si è consumato un genocidio contro le popolazioni tribali cristiane, animiste ed infine musulmane e all’ONU i soloni della disinformazio si sono “sperticati dissertando bellamente sui termini, frutto solo di ragionamenti vuoti” sprecando tempo prezioso, risorse e soprattutto vite umane per sofisticare sul termine da scegliere fra “genocidio e massacro” e verso questa seconda parola è caduta inopportunamente la scelta, ed infine soltanto ora l’ONU finge di intervenire con una forza di interposizione, ma che serve soltanto a stabilire un chiaro confine, separando i disperati sopravvissuti, cacciati dai territori disumanamente “epurati” dai legittimi proprietari, perché sotto quel territorio c’è il petrolio e il governo di Karthoum potrà disporne a piacimento, ma sarei pronta scommettere la mia mano destra, sicura di vincere, che il vergogonoso scandalo “oil for food” che ha visto implicato il vecchio presidente ONU, in questa situazione ha mandato in scena uno spudorato “remake”.

Non mi resta che aggiungere un’imprecazione che spero il cielo accolga: che il diavolo se li inghiotta tutti questi maledetti saprofita, parassiti di quella parte di umanità che rappresenta il meglio perché il peggio loro lo rappresentano a meraviglia.

Un proverbio recita: IL DIAVOLO LI FA… POI LI ACCOMPAGNA.

Adriana Bolchini Gaigher

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Mohammar Gheddafi

Nel mondo Onu la Libia è campione di diritti umani  di Andrea Atteritano  

Durban 31 agosto-7 settembre 2001. Si tiene in Sud Africa la Conferenza delle Nazioni Unite contro il razzismo. Fiamma Nirenstein ne racconta dibattiti e retroscena descrivendo l’evento come un processo internazionale contro Usa e Israele. Il gruppo asiatico, nell’incontro finale di preparazione alla Conferenza, si riunisce a Teheran, con il chiaro intento di escludere gli ebrei. In Conferenza, gli interventi più applauditi sono quelli che sottolineano le colpe di Usa e Israele, che il 3 settembre abbandonano i lavori. Fidel Castro e Arafat vengono osannati. I delegati arabi, guidati da Siria e Pakistan, tentano in extremis di aggiungere tre paragrafi alla dichiarazione finale, per definire l’occupazione israeliana dei territori una causa di razzismo. La risoluzione non passa grazie all’intervento del Brasile e alla mediazione del ministro degli Esteri sudafricano, Zuma, che vuole evitare il fallimento della Conferenza.
 
Ginevra 21 luglio 2007. La Libia conquista la presidenza del Comitato preparatore della seconda Conferenza Onu contro il razzismo, prevista per il 2009. Hiller Neuer, direttore esecutivo dell’associazione Un Watch, Ong creata nel 1993 per monitorare l’operato delle Nazioni Unite e denunciarne le ingiustizie commesse, ha fortemente criticato la scelta. “Mettere il Colonello Gheddafi a presiedere la Conferenza mondiale contro il razzismo – ha dichiarato Neuer – è come mettere un piromane a fare il pompiere”.
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