CHE L’ISLAM SIA UNA MALATTIA CONTAGIOSA?

Che l’islam fosse una malattia mortale, non c’è nemmeno bisogno di ricordarlo, è sufficiente vedere cosa succede nei paesi in cui la legge della sharja è applicata, che le cose parlano da sé, se poi vogliamo essere pignoli, potremmo anche fare riferimento a un certo “terrorismo islamista” che si fa scudo e giustifica ogni nefandezza nel nome di allah, così come se avessero ricevuto il mandato divino di epurare l’umanità, da tutti coloro che per certi islamici integralisti risultano indesiderati, o semplicemente sacrificabili come carne da macello utile alla causa jaidista. Ma che tale malattia avesse addirittura contagiato un vescovo, denota un sintomo estremamente preoccupante. Ma perché non sono gli immigrati che chiamano dio nel paese in cui ritrovano a vivere semplicemente con il nome che tradotto nella lingua significa dio? Ma perché debbono essere gli ospitanti a dover rinunciare alle proprie origini, alla propria fede, ai propri costumi?  Ma in virtù di quale quintessenza della giustizia, questo imbecille di un vescovo si permette di profferire una simile proposta? L’unica ragione che può ritenersi valida, in quanto vescovo di religione cattolica è che rimpiange i bei tempi bui in cui la sua chiesa, faceva gli stessi macelli che fa oggi l’islam e magari spera, con un artificio, di tornare ai bei vecchi tempi dei roghi delle streghe e degli apostati. A questo punto mi piacerebbe veramente che il papa si pronunciasse su questa immonda richiesta, che non è di pace, come vuole sembrare ma che è di sottomissione a principi identificativi alieni alla cultura europea. Nessuno si era mai sognato di chiedere agli islamici di rinunciare a chiamare il loro dio allah e a questo punto, per una questione di semplice diritto dovuto al fatto che sono gli islamici a vivere in Europa e non viceversa, pretendo che in Europa e spero che lo pretendano tutti gli europei che gli islamici non profferiscano più il termine allah, ma lo adeguino alla lingua madre del paese che li ospita, in caso contrario possono fare i bagagli e tornare da dove sono venuti, che nessuno di noi li fermerà.

Adriana Bolchini Gaigher

Il vescovo di Breda, Tiny Muskens Vescovo olandese invita i cristiani a chiamare Dio “Allah”.

Il vescovo di Breda, Tiny Muskens, ha dichiarato durante un programma televisivo che per alleviare la tensione tra musulmani e cristiani, le chiese cattoliche in Olanda dovrebbero utilizzare il nome “Allah” invece di “Dio”.

E perche’ non distruggere le nostre chiese e rimpiazzarle con moschee?
Pazzesco!

L’articolo è stato segnalato ed è pubblicato su Il Mango di Teviso 
Su WorldNetDaily trovate l’articolo originale:

Una Risposta

  1. Il Cristianesimo si è amalgamato con la civiltà classica greco-romana, nella quale era confluito l’antico mondo mediterraneo, e la radice cristiana è dunque un pilastro della civiltà occidentale.
    L’Islam è intollerante per la matrice monoteistica non armonizzata dal concetto di libertà, di dignità e di libero cittadino sviluppati in occidente.
    I primi secoli del cristianesimo sono stati di persecuzione e di fede sofferta, quelli dell’ Islam di conquiste rapaci e di dimenticati massacri.
    Nell’Islam non c’è il senso del perdono, della dignità della donna e di quegli aspetti della convivenza civile considerati basilari in occidente.
    Rispettiamo il diritto di ognuno di professare la propria fede ma stiamo attenti a coloro che, nati in occidente, vorranno imporre, anche con la violenza, la loro concezione di vita secondo le loro modalità, nei nostri paesi, nelle nostre scuole e nelle nostre case.

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