L’UCOII VA AL CONVEGNO DI ROMA SUL RUOLO DELLE DONNE MIGRANTI

Al seminario Internazionale, di mercoledì 5 -egiovedì 6 settembre realizzato nel Palazzo del Campidoglio, Sala del Carroccio, si sono presentati alcuni membri dell’ucoii che hanno scelto di andare fuori tema  seguendo come sempre i propri progetti politici, usando strumentalmente la religione, mettendo oltretutto il naso negli affari di stato italiani.

2007-09-06  ISLAM: POLEMICA UCOII– SBAI IN SEMINARIO SU DONNE MIGRANTI      
ROMA (ANSA) – ROMA, 6 SET – Vivace scambio di opinioni sul velo nell’Islam tra un esponente dell’Ucoii e alcune partecipanti al seminario Oim-Isesco sulle donne migranti ospitato dal Comune di Roma in Campidoglio. Protagonisti in particolare Souad Sbai, presidente delle donne marocchine in Italia invitata come relatrice, e Noureddine Chemmaoui, responsabile del dipartimento affari sociali e diritti umani che sedeva tra il pubblico.

Mentre in Marocco il velo è una libera scelta e gli imam fanno spesso da mediatori nei conflitti interni alle famiglie, ha sostenuto Souad Sbai, “in Italia tutto dipende dall’autorità maschile e vi sono donne marocchine costrette a portare il burqa afghano, e bambine di 8 anni che vanno a scuola con il velo”.
“Queste donne sono sole”, ha poi aggiunto, apprezzando anche l’impegno del sottosegretario Marcella Lucidi a studiare come estendere alle immigrate vittime di violenza in famiglia la possibilità di un permesso di soggiorno per motivi umanitari.

La prescrizione del velo “sta in un versetto del Corano – è intervenuto Chemmaoui – e non si può metterlo in discussione.
Si tratta di un diritto delle donna che va difeso – ha aggiunto – e i casi vengono spesso gonfiati dai media”.

“Questo intervento ci dà la misura dello stato in cui siamo – si è alzata una donna del pubblico – perché su quello stesso versetto ci sono tante possibile interpretazioni”.

“Pensavo di essere qui per discutere del tema di questa specifica sessione – si è inserita Mutlu Alkan, l’esponente del partito Ak al governo in Turchia intervenuta ieri fra i relatori – io il velo
lo porto, ne sono felice ma sono qui per parlare del contributo delle donne migranti nel rafforzare le diversità culturali”. Portare il velo comunque, ha poi precisato a margine, è una libera scelta della donna di fronte a Dio. (ANSA).

BOR/S0B S41 QBXL   2007-09-06 14:59       
GAY:LESBICA IRANIANA; UCOII, DA ITALIA AIUTO A CHI HA PECCATO  
ROMA  (ANSA) – ROMA, 6 SET – L’omosessualità è un peccato per l’Islam, ma nel caso di Pegah Emambakhsh “lo Stato italiano può dare aiuto per salvare un’anima dal peccato”. E’ l’opinione di Noureddine Chemmaoui, responsabile del dipartimento di affari sociali e diritti umani dell’Ucoii, in merito alla lesbica iraniana che rischia l’espulsione dal Regno Unito e la condanna a morte nel suo paese. Per un’accoglienza in Italia della donna, con lo status di rifugiato, si sono nei giorni scorsi pronunciati anche vari esponenti del governo.
“E’ giusto che una persona sia giudicata in base alle leggi del suo paese, dove molto dipende anche dal giudice – ha anche precisato l’esponente dell’Unione delle comunità islamiche in Italia – e può essere che trovi una soluzione. Ma non voglio danneggiare la ragazza”. La decisione spetterebbe insomma allo Stato italiano, come è avvenuto in altri casi con quello – ha ricordato – del turco Ocalan. “Anche nei paesi musulmani ci sono gli omosessuali – ha concluso – la cui condizione è un peccato o una malattia, ma possono anche non dichiararlo”.
(ANSA). BOR/S0A S41 QBXL    
 

Se l’ucoii si limitasse ad essere un’associazione ficcanaso, che vuole a tutti I costi partecipare alla vita sociale degli immigrati islamici in Italia, potremmo dire con simpatia che sono il prezzemolino, invece ancora una volta ci troviamo costretti a prendere atto che sono la gramigna. Sì, la gramigna: quell’erba malefica che infesta i campi e impedisce alle messi di fiorire rigogliose. Infatti ha preso parte a questa riunione non per dare il proprio contributo sul tema proposto dal convegno, ma per ribadire ciò che loro hanno la pretesa di incarnare: un precetto islamico tanto ribadito dai fondamentalisti quanto contestato da chi non usa il corano come un’arma politica, il contrario esatto di ciò che sta facendo l’ucoii. 

Ma quello che veramente fa accapponare la pelle e che ci da la dimensione dell’arroganza dei membri di questa associazione, che si è dimostrata prepotente e fanatica in ogni sua manifestazione, pretendendo di interpretare e di farsi portatore delle istanze islamiche di ogni musulmano che vive in Italia, anche se nessuno ha conferito loro questo mandato, è che si presentano con un pomposo quanto sovrastimato e ovviamente autoreferenziato Noureddine Chemmaoui, responsabile del dipartimento di affari sociali e diritti umani.  

Prima di tutto cosa credono di essere uno stato, per presentarsi con un dipartimento di affari sociali e diritti umani? E poi, ma a quali diritti umani si ispirano se le nazioni islamiche che hanno nella loro dottrina politica il wahabismo, come l’ucoii non l’hanno riconosciuta e non l’hanno sottoscritta? Di quella che si sono inventati e che pongono limiti ai diritti umani tantè che nei loro paesi si procede ancora con la lapidazione, le fustigazioni pubbliche e le punizioni corporali, fra cui il taglio di parti del corpo e la decapitazione rituale?  

E’ diventato imperativo e indispensabile rifiutarsi di parlare con gente che ha queste pretese, con loro il dialogo è solo tempo perso per permettergli di conquistare spazi e potere, che poi useranno, come già lo stanno facendo, per limitare i nostri spazi e i nostri diritti.

Fuori l’ucoii dalle nostre istituzioni, fuori i suoi membri dalla consulta, fuori dall’Italia coloro che non rispettano la nostra Carta Costituzionale e violano apertamente le nostre leggi con dichiarazioni che sono in netto contrasto con il principio della libertà, perché non è possibile permettere a questi soggetti che vivono in Italia di fare propaganda religiosa, quando rifiutano di accettare che in terra cristiana i cristiani possano fare altrettanto.Fuori l’ucoii dalla nostra società, tornino tutti ai paesi dei loro avi e agli italiani convertiti, offriamo processi e galera per ripagarli del danno che stanno facendo alla democrazia italiana. 

Non rispettano e non vogliono i nostri principi democratici? Ebbene non hanno il diritto di ricorrere ad essi per impedirci di esercitare la democrazia.  

Adriana Bolchini Gaigher

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