Tentativo di omicidio dei responsabili del SIAD e SIOE danesi.

Domenica 21 (dopo il congresso svoltosi in Bruxelles) Ander Graves (leader del Siad) aveva predisposto una manifestazione in Copenhaghen per l’ultima domenica del mese, annunciandola con un certo anticipo. Così mentre stavano parcheggiando il furgone e l’auto in un garage sotterraneo, venivano improvvisamente investiti da un forte scoppio e subito dopo attaccati da un gruppo di autonomi noti con la  sigla “Antifascistik Aktion”, simbolo del gruppo   che armati di spranghe di ferro e bottiglie piene di bevanda, spaccavano i vetri e colpivano ripetutamente Ander Grawers e gli occupanti dei mezzi, fra i quali c’era anche una donna anziana di 74 anni, che potete vedere sulla barella.
Il fatto non è grave soltanto per ciò che rappresenta, ma anche perché i giornali danesi, ormai assuefatti alla politica “saporosa” della democrazia “politically correct” non hanno dato importanza alla cosa e quei pochi che l’hanno riportato hanno completamente stravolto i fatti, minimizzandoli il più possibile.
AnderGraves aggredito e ridotto male Ora non ci troviamo più in presenza soltanto di intimidazioni verbali, ma stiamo cominciando a subire violenze fisiche e il clima sociale si sta ovviamente surriscaldando ed è grave che chi si trova in posizione di responsabilità di governo non riesca a comprendere i propri cittadini e in nome di un mal interpretato senso di una democrazia infinita e a senso unico, non riesca a comprendere che quando si innesca un processo di violenza, e non subentra la giustizia a riequilibrare l’ingiustizia o questa finisce per generare una risposta altrettanto violenta come quella di cui si è stati vittime e più le cose procedono in questo senso, meno sarà facile disinnescare la miccia accesa.
una donna di 74 anni vittima del pestaggio selvaggio un'amica aggredita con furia selvaggia

E’ triste dover ammettere che le nazioni patria dell’illuminismo oggi vivono un nuovo oscurantismo e che la situazione europea è entrata in una fase degenerativa e in particolare nei paesi del nord esistono gruppi di sostegno all’islamizzazione che sotto le più svariate sigle, arrivano fino ad uccidere come successo in Olanda, pur di impedire che i nativi rivendichino il diritto alla libertà e alla democrazia.  La situazione è talmente tragica che in molte nazioni ormai è diventato impossibile persino esprimere il proprio parere o si finisce nel migliore dei casi arrestati e processati e nel peggiore aggrediti e assassinati.

Sono molto preoccupata, per ciò che ho visto e che ho sentito nei giorni che sono stata a Bruxelles e mi auguro veramente che non si debba degenerare oltre, e che almeno in Italia, ciò che il ministro Amato ha dichiarato quando si è recato ieri nella moschea di Roma, diventi lo standard generale, nel senso che i musulmani che emigrano nel nostro paese devono tenere conto della nostra Carta dei Diritti Costituzionali e che le persone in Italia sono tutte poste sullo stesso piano, e possiedono eguali diritti ed eguali doveri, indipendentemente dal loro sesso, dalla loro religione, razza, stato sociale e cultura.

Se questa strada sarà percorsa dalle autorità, noi cittadini non avremo bisogno di difendere le posizioni che gli integralismi ci hanno già fatto perdere e che ci stanno man mano portando via altre fasce di diritto. Inoltre se alle parole Amato farà seguire i fatti e non si fermerà soltanto alla superficie, come purtroppo fino ad oggi ha fatto, scoprirà che il razzismo verso gli immigrati, soprattutto verso i musulmani in Italia è per la maggioranza dei casi una risposta al razzismo e alle discriminazioni in favore degli immigrati, di cui gli italiani oggi si sentono vittime.

Se si riuscirà a raggiungere un clima di vera integrazione, mantenendo tutti fede alle proprie radici, senza però disubbidire alle leggi nazionali, l’Italia potrebbe, nel migliore dei casi, diventare un ottimo esempio per le altre nazioni europee.

[b][i]Adriana Bolchini Gaigher[/i][/b]

Vedi anche l’articolo su Gates of Vienna

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