ORRORI AFGANI

Troppe donne in Afghanistan sono libere soltanto di scegliere la loro morte: uccidersi o morire dopo aver subito umiliazioni, violenze e torture.  L’episodio che vi raccontiamo oggi è accaduto nel medio evo…. no scusate ci siamo sbagliati di qualche anno,  è accaduto l’altro giorno in Afghanistan cioè il 22 dicembre 2007.  Proprio un bel modo di augurare buon natale e buon anno nuovo a una giovane donna e di avviarsi verso il progresso e quando avrete osservato e ragionato bene su questi fatti, forse converrete con me che certi immigrati non possono trovare diritto d’asilo nel nostro Paese, perché quella che viene definita una “cultura diversa” in realtà è una barbarie talmente radicata che qui non ha possibilità di integrazione e le persone che provengono da luoghi in cui la crudeltà è un fatto quotidiano e non fa loro nessun effetto sulla pietà, non vivono nel presente non possono stare in una società civilizzata, ma hanno diritto soltanto di rintanarsi in qualche caverna e di restarci, meglio se da soli, perché se con loro ci fosse anche solo un animale, infierirebbero orribilmente anche su di lui.
Nazia 1 Nazia 2
Nazia 3 Nazia 4
A Qalat, al sud della provincia di Zabul un certo Mumtaz, che non si può definire uomo, ma mostro afflitto dalle solite manie che tutti questi lerci individui mettono in atto quando picchiano, stuprano, violentano, torturano, uccidono le proprie donne, (ma che poi trovano giustificazione nella religione, che guarda caso è quella di Maometto) dopo avere già ucciso la prima moglie per l’immancabile e doveroso  “sospetto di tradimento” ha pensato bene di passare alla seconda, che si chiama Nazia e che ha soltanto 17 anni, mentre lui da buon afgano fedele ad Allah ne ha circa 40.  LEGGI IL RESTO

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