FIRMA E SCRIVI PER SALVARE LA VITA A SAYED

Firma, scrivi per salvare la vita a Sayed, il giovane giornalista afghano condannato a morte.
Mobilitazione internazionale per salvare la vita del giovane giornalista afgano, Sayed Pervez Kambaksh, condannato a morte per blasfemia. Il 23enne Kambaksh è colpevole di aver scaricato da un sito farsi e poi distribuito all’università di Balkh un articolo “irrispettoso” dell’Islam, nel quale si sostiene che i fondamentalisti islamici, i quali rivendicano che il Corano giustifica la sottomissione delle donne, hanno travisato le parole del profeta Maometto.
La petizione  La stampa internazionale si sta mobilitando e anche il Giornale.it aderisce all’iniziativa lanciata dal Parlamento europeo che con una lettera del presidente Hans Gert Poettering indirizzata al presidente afgano Karzai ha già sollecitato la sospensione della pena capitale inflitta al giovane giornalista. Invia la tua firma di solidarietà, scrivi. Manda la mail a un amico
La condanna al giovane ha scatenato proteste nel Paese e all’estero e manifestazioni di solidarietà da parte di associazioni di giornalisti e diplomatici occidentali che invitano il governo di Hamid Karzai a intervenire per liberarlo.
Il senato afgano ha, invece, confermato la pena capitale. Il parlamentare che ha spinto per la sentenza si chiama Sibghatullah Mojaddedi ed è uno stretto collaboratore di Karzai. Dimostrazioni organizzate dai religiosi contro le ingerenze esterne si sono svolte nella città settentrionale di Mazar i Sharif, dove Kambaksh è stato arrestato. “La gente deve capire – ha dichiarato il primo segretario del Parlamento, Aminuddin Muzafari – che siamo i rappresentanti di un paese islamico e quindi non possiamo tollerare insulti nei confronti della religione islamica”.
Le autorità britanniche si sono dette particolarmente preoccupate in merito alla severa decisione presa contro il giornalista.  Il ministero degli Esteri e il dipartimento per lo Sviluppo internazionale hanno stanziato considerevoli finanziamenti per la formazione dei media nel paese. Il governo ha finanziato l’Institute for War and Peace Reporting (Iwpr) nella capitale della provincia di Helmand, Lashkar Gar. Anche il fratello di Pervez, Sayed Yaqub Ibrahimi, è un giornalista e ha scritto articoli per l’Iwpr in cui accusa importanti personsaggi pubblici, tra cui parlamentari, di atrocità, omicidi compresi.

Il quotidiano Independent ha invitato tutti a mobilitarsi pubblicando una petizione per salvare la vita a Pervez. Nonostante la condanna, con abbastanza pressione internazionale sul presidente Karzai la decisione potrebbere essere ancora rovesciata.

tratto da Il Giornale

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