IL TERRORISMO ISLAMICO COLPISCE I CRISTIANI IN IRAQ

il vescovo cristiano assassinato in Iraq dai terroristi  islamici Il cordoglio del Papa dopo il ritrovamento del cadavere del vescovo di Mosul, Faraj Raho, rapito lo scorso 29 febbraio dopo la via crucis e ritrovato morto oggi vicino a BaghdadDopo 13 giorni nelle mani dei rapitori è morto Faraj Raho, il vescovo cristiano di Mosul, rapito lo scorso 29 febbraio al termine della Via Crucis.
A dare l’annuncio è stato mons. Shlemon Warduni, vescovo ausiliario di Baghdad. “Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mosul. I rapitori lo avevano sepolto”, ha detto. Immediato il cordoglio del Papa che si augura come “questo tragico evento richiami ancora una volta e con più forza l’impegno di tutti e in particolare della comunità internazionale per la pacificazione di un Paese così travagliato”, come ha riferito il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi. “La violenza più assurda e ingiustificata continua ad accanirsi sul popolo iracheno e in particolare sulla piccola comunità cristiana a cui il Papa e tutti noi siamo particolarmente vicini nella preghiera e nella solidarietà in questo momento di grande dolore”, ha continuato padre Lombardi che ha ricordato come tutti avevano continuato a sperare e a pregare per la liberazione di mons. Rahho. LEGGI IL RESTO

E’ assolutamente inaccettabile il modo con cui la stampa nazionale e i media in genere hanno trattato e stanno trattando questa questione.
Il rapimento del vescovo è un atto terroristico, anche perché è seguito all’assassinio brutale di 3 persone che sono state “eliminate” per poterlo rapire, in un momento sacro per la cristianità –alla fine della via crucis- e la tanto vantata sensibilità islamica se ne è altamente fregata della sensibilità cristiana e questo non si legge da nessuna parte.

Le informazioni vengono date edulcorate i terroristi non vengono mai nominati con la qualifica che hanno, cioè quella del TERRORISTA e l’assassinio del vescovo viene descritto così: …. Nelle mani dei rapitori è morto Faraj Raho ……

La piccola comunità cristiana in Iraq è continuamente sottoposto a malvessazioni, aggressioni, minacce, distruzioni e persino omicidi. Molte chiese sono state distrutte, alcune cerimonie religiose impedite e quasi una metà dei cristiani sono fuggiti dalle loro abitazioni, nelle quali non sono più sicuri.  Gli altri quelli che non hanno potuto fuggire sono sottoposti a obblighi contenuti nella shariah che impedisce alle donne la libera circolazione, le separa dagli uomini in pubblico e le obbliga a coprirsi dalla testa ai piedi.
Tutto questo nell’assoluta indifferenza dei media che fingono di non accorgersi che l’islam è una religione che quando si impone non ammette nessun tipo di diversità ideologica, politica e religiosa.

E’ da suicidi continuare a sostenere il multiculturalismo e l’integrazione in Europa con le premesse che vediamo manifestarsi in tutte le circostanze nelle quali l’islam è presente e non soltanto quando ci si trova a dover fronteggiare rapimenti ed omicidi, che gli islamici rifiutano di riconoscere come frutto di terrorismo islamico, poiché sostengono non appartenga alla propria cultura teocratica, sostengono che non si tratta di islam e per questo motivo in molti Paesi Europei sono state date direttive e messe a punto delle leggi che impediscono agli europei di chiamare il terrorismo islamico in questo modo, perché inciterebbe all’odio religioso e sottopone chi denuncia questi fatti al pericolo di subire processi e condanne.

Ma cosa conduce all’odio religioso? Assassinare in nome di una fede religiosa o chiamare l’assassinio in tale maniera quando questi è ormai stato portato a compimento?

Se seguissimo questo ragionamento capzioso non dovremmo denunciare e pubblicare nulla sui pedofili, sui serial killer, sui rapinatori, sugli stupratori e sui delinquenti in genere, perché il parlarne indurrebbe la comunità a temere e avere diffidenza verso chi mostra comportamenti del genere o chi li comprende o peggio li sostiene.

Se avessimo seguito nel passato questo ragionamento, oggi non avremmo raggiunto la capacità di denunciare quei delinquenti, di processarli, di condannarli e d isolarli dalla comunità per impedire loro di nuocere, perché era proprio la mancanza delle denunce che portava a reiterare nell’indifferenza e nell’ignoranza di tutti l’atto criminoso.

La verità non deve fare paura, anche se evidenzia episodi che sono sconcertanti e che fanno oggettivamente paura. Ciò che si deve temere e si deve combattere con ogni mezzo lecito è l’azione criminale, qualunque sia la motivazione che l’ha prodotta, poiché non la giustifica mai.

Ma quando l’azione criminale è stata portata a compimento, il dovere di tutti è di metterla in luce, discuterla e attuare tutto ciò che può essere utile a far sì che non abbia più a ripetersi, per cui denunciare il terrorismo islamico non significa far odiare gli islamici, ma significa far valutare che cosa nell’islam ci sia di sbagliato e su cosa si deve operare perché gli errori e gli orrori non abbiamo più la possibilità di essere portati a compimento, con scuse assurde, inaccettabili in quanto la vita e il diritto sono valori sacri, niente può superarli in importanza, nemmeno la fede giustifica azioni così malvagie e criminali.

La fede può essere un’idea, una credenza, una superstizione o un ideale, ma resta un fatto soggettivo e non può e non deve essere usata o imposta come metodo di affermazione di qualcuno su qualcun altro, ma vissuta e imposta in questa maniera diventa un fatto collettivo e perciò criminale e condannabile dall’intera società umana.

Adriana Bolchini Gaigher  

LE ULTIME DAL FRONTE EURABIA

Londra, GB: ARCIVESCOVO CANTERBURY, “INEVITABILE” RECEPIRE SHARIA
arcivescovo di Canterbury 
L’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, ritiene che sia “inevitabile” introdurre nel sistema giuridico britannico alcuni aspetti della Sharia, la legge islamica.
Un giudizio che pesera’ in un dibattito piu’ che attuale -sia in Gran Bretagna, dove i musulmani sono circa 1,8 milioni, sia all’estero- sulla tolleranza religiosa e sul dialogo tra le diverse fedi monoteistiche.
Il leader spirituale della Chiesa Anglicana, di cui e’ capo la regina Elisabetta II, ha sottolineato che le leggi britanniche hanno gia’ recepito istanze di altre confessioni ed e’ quindi opportuno “un adeguamento costruttivo” della sharia in materie come il diritto di famiglia e materie finanziarie. “Alcuni aspetti della Sharia sono riconosciute nella nostra societa’ e nelle nostre leggi, quindi non stiamo parlando di una cosa aliena ne’ di un sistema antagonista”.  
Il prelato ha tuttavia sottolineato che “nessuna persona assennata puo’ pensare che in Gran Bretagna si assista a quel genere di disumanita’ spesso associato con l’applicazione della legge islamica in alcuni Paesi musulmani, come la pena capitale e l’atteggiamento verso le donne”,  ha detto l’arcivescovo. Ma recepire la Sharia non deve significare in alcun modo prevaricare “i diritti garantiti… a tutti i cittadini”.  
Nell’opinione pubblica britannica questo tema tocca un nervo scoperto, soprattutto dopo gli attentati suicidi di luglio del 2005 a Londra. Nei giorni scorsi il vescovo anglicano di Rochester, Michael Nazir-Ali, segnalo’ alla polizia di avere ricevuto minacce di morte per un articolo a sua firma, in cui affermava che gli integralisti islamici hanno trasformato alcune aree del Paese in zone interdette ai non musulmani. (L’articolo è stato pubblicato sul Telegraph qui  e qui 

Nadia Eweida  Nadia Eweida ha perso la sua battaglia  da ICNnews
Londra – Nadia Eweida, 56, dipendente della British Airways e addetta al check-in, assurta agli onori della cronaca a livello mondiale  per essersi rifiutata di nascondere la collanina con la croce, ha perso la “causa per discriminazione religiosa”. Un tribunale inglese ha sentenziato ieri che Eweida è stata trattata come qualunque altro impiegato che avesse violato le norme di abbigliamento imposte dalla compagnia di bandiera.
A nulla sono servite le numerose critiche giunte alla British Airways da diverse fonti, fra le quali, politici e leader religiosi incluso l’arcivescovo di Canterbury. LEGGI IL RESTO QUI

IL GOVERNO EGIZIANO DISTRUGGE LE TOMBE CRISTIANE NELL’EGITTO DEL NORD

Il video è stato filmato nell’Egitto del nord e dimostra che l’esercito e la polizia fanno esattamente quello che fanno i gruppi terroristici. Distruggono le tombe e fanno sparire persino le ossa, dimostrando che il governo
non vuole che restino segni della cristianità nell’Egitto del Nord.
Sono i copti i cristiani rimasti in egitto a difendere i diritti dell’uomo e hanno realizzato questo firlmato così come lo vedere.

E meno male che secondo gli islamici “loro sono tanto sensibili poverini” che noi dobbiamo fare attenzione a non offendere cotanta sensibilità, ne hanno talmente tanta per se stessi e la propria religione, che non ne hanno più un briciolo per le altre religione.

QUI IL VIDEO

L’ISLAM COMANDA IN GRAN BRETAGNA

Il Vescovo di Rochester: «Controllano molte zone»

LONDRA – In Gran Bretagna i fondamentalisti islamici spadroneggiano sempre più e hanno ormai preso il controllo di intere zone abitate dove i non musulmani non mettono nemmeno piede per paura di essere fisicamente attaccati.
Lo ha denunciato ieri un un vescovo anglicano di spicco, che ha così rilanciato il dibattito sul ruolo della religione fondata da Maometto in un Paese di forti tradizioni cristiane.
Vescovo di Rochester,  il reverendo Michael Nazir-Ali è di origine pakistana e in un articolo pubblicato dal domenicale Sunday Telegraph avverte che gli estremisti musulmani sono all’offensiva su scala mondiale e in Gran Bretagna stanno ormai imponendo un «carattere islamico» a certe aree urbane: estendono al di là del necessario gli appelli alla preghiera lanciati dai megafoni delle moschee, quando possono usano la sharia come sistema legale per la risoluzione delle dispute all’interno della loro comunità e hanno atteggiamenti minacciosi nei confronti degli “infedeli”.
Unico vescovo della Church of England con sangue asiatico nelle vene, il reverendo Nazir-Ali non ha precisato quali zone del Regno Unito siano diventate “off limits” per i non-musulmani ma ha sostenuto che i metodi di intimidazione usati dai fondamentalisti islamici ricordano molto da vicino quelli dell’estrema destra xenofoba e nazistoide.
A suo avviso è stato incoraggiato lo sviluppo di una società multireligiosa e multiculturale che mina lo status di fede nazionale storicamente attribuito alla chiesa anglicana e più in generale al cristianesimo.
Secondo il Sunday Telegraph il vescovo di Rochester ha avuto il coraggio di dire pubblicamente quello che al vertice della gerarchia anglicana pensano in molti e cioè che l’immigrazione incontrollata sta distruggendo progressivamente l’identità cristiana del Regno Unito.
A giudizio del vescovo il multiculturalismo praticato da politici «senza visione morale e spirituale» si è rivelato pernicioso perché ha contribuito a «profonde divisioni» nella società e ha di fatto incoraggiato una tendenza delle varie comunità all’autosegregazione.
Ogni comunità etnica sembra aspirare a vivere da sola, in particolare i seguaci di Allah che attualmente in Gran Bretagna sono almeno un milione e ottocentomila. La stridente filippica del vescovo anglicano non è piaciuta né al governo laburista di Gordon Brown né ai leader della comunità islamica britannica.

Tratto dal Corriere.com  

Ma come sono stati bravi i muslim della Gran Bretagna col vescovo, si sono limitati a dire che non gli è piaciuto il suo intervento e non hanno nemmeno assaltato una chiesa.
E anche mr.Brown è stato generoso, lo sa il vescovo che con le nuove leggi antirazzismo poteva essere incriminato e incarcerato?

NUOVO CONVEGNO DI BOLOGNA SULLA MOSCHEA

MOSCHEA? NO GRAZIE ! – Siete tutti invitati:

A Bologna il 30.11.07 si terrà un convegno, articolato in due fasi ben distinte, per ribadire il no dei cittadini alla nuova moschea che sindaco e giunta pretendono di imporre alla cittadinanza,  nonostante le chiare e legittime motivazioni del dissenso.

La manifestazione è stata promossa dalla Lega Nord e dalla Lega Antidiffamazione Cristiana, presso il Savoia Hotel Regency – Via Del Pilastro, 2 – 40127 Bologna – ITALIA, con il
seguente programma.
Qui le indicazioni per vedere il luogo preciso del convegno

PROGRAMMA
17.00 Inizio presentazione della giornata e degli ospiti presenti, a cura di Adriana Bolchini Gaigher
 nonché dei messaggi inviati dagli ospiti non presenti gemellati con il progetto di difesa dei valori occidentali,  dall’Inghilterra, dalla Germania e dall’italia.
17.10 – il primo intervento Adriana Bolchini –  presidente nazionale O.D.D.I.I. – dir. resp.le Lisistrata, che trasmetterà.
alcuni spezzoni del film documentario “Il mercante di Pietre” che il regista e produttore Renzo Martinelli ha dato facoltà di presentare al posto suo che si associa virtualmente alla manifestazione.
una serie di filmati brevi e fotografie che mostrano l’islam integralista nel mondo e le problematiche che crea in ogni paese in cui si insedia la legge corania della shariah
17.40 – I Responsabili C.V.F. Centre Vigilant Freedom in Europa – Gran Bretagna –  che interverranno con un filmato e spiegheranno come è nato il gruppo e cosa si propone, nonché le legittime preoccupazioni sull’avanzata islamista in Europa e la regressione delle tradizioni occidentali a favore di quelle islamiche, cosa che complica la vita dei cittadini autoctoni.
18.10 – Avv. Antonia Parisotto  – responsabile ufficio legale O.D.D.I.I. che interverrà sulle prospettive e possibilità legali di fermare la costruzione di nuove moschee anche in relazione al fatto che i progetti hanno come “padrini” i rappresentanti di associazioni integraliste come l’Ucoii.
18.30 – Mohammed Ahmed –  giornalista italo-egiziano, conduttore di La9 La8 di Padova che rilascerà una breve relazione sulle sue esperienze da testimone e giornalista islamico liberale e moderato.
18.40 – Vito Punzi –  giornalista redattore di Tempi esprimerà la sua posizione e le sue testimoniante.
19.00/19.40 – Enzo Ballaman – Ospite speciale  che trasmetterà il film “submission”    e parlerà dell’integralismo islamico come dell’assassinio del regista Vincent van Gogh, che lo ha realizzato.

Ore 20  Breve pausa

ore 20,30 inizia l’incontro  fra i due leader della Lega Nord  Umberto Bossi e Roberto Maroni,  che spiegheranno le motivazioni politiche e quale strategia desiderano adottare.

Presenti anche gli ospiti-relatori che sono intervenuti nel pomeriggio dei lavori, per testimoniare, se fosse necessario quanto sia doveroso pretendere il rispetto delle nostre leggi e della nostra costituzione, nonché una reciprocità con la “casa madre” dell’islam wahabita che ha sede a La Mecca in Arabia Saudita, ove ogni libertà di culto è proibita e perseguitata.

Ore 22 – Cena conviviale per la quale è obbligatoria la prenotazione,  (costo € 35,00) al numero +39 347/.05.04.244
manifestino della lega nord NO MOSCHEA

DISCRIMINAZIONI CONTRO I CRISTIANI NEL MONDO

Che i cristiani fossero discriminati nei paesi a religione musulmana è un fatto ed anche se qualcuno, anzi molti continuano a sostenere che non è così, le cronache quasi nella quotidianità, ci riportano di fatti che riguardano una serie di discriminazioni contro chi professa la fede cristiana, che vanno dal piccolo incidente, come il portare una crocetta al collo, fino alla perdita della propria vita, perché qualche fanatico, sostenuto da una sorta di tacita approvazione popolare, ha deciso che tu da cristiano non meriti di vivere e allora passa alle vie di fatto e ti toglie la vita, magari proprio come è successo pochi mesi fa in Turchia, dopo averti torturato orribilmente.    Leggi il resto  in questa pagina

MOHAMMED HEGAZI E LA RECIPROCITÀ NEGATA

il pakistano condannato a morte per apostasia non giochiamo al benaltrismo: gli italiani dovrebbero manifestare per mafia, ‘ndrangheta, e non per un egiziano che ha solo l’assurda ( secondo lei) pretesa di farsi mettere ”cristiano” sulla carta d’identità. Innanzitutto una cosa non esclude l’altra, si può ( anzi, si deve) essere contro la mafia e per i diritti di Hegazi. Ma ora concentriamoci su Hegazi. Innanzitutto in un paese che ti obbliga a mettere la religione di appartenenza sulla carta d’identità, mi pare che sia un sacrosanto diritto del signor Hegazi, qualora avesse cambiato fede, il volere che questo sia pubblico. Ma la faccenda grave sta nel fatto che tutti gli ulema di al Azhar ( il cosiddetto ”Vaticano sunnita” paragone improprio ma che rende l’idea dell’importanza di questa università) hanno decretato la morte per l’apostata. E qui si pone il problema della reciprocità: quanti ex cattolici si sono convertiti all’islam, e pubblicamente? Le posso citare Hamza Piccardo, Abdel Wahid Pallavicini, l’ambasciatore Mario Scialoja, solo per citare i nomi più noti. La loro conversione è pubblica, è affare di tutti. Nessuno li tocca, e nessuno ha interesse a toccarli: gli ultimi papi hanno addirittura ricevuto due di queste persone.
A fattori invertiti, il risultato cambia: il musulmano che si fa cristiano è passibile di morte. Qualcuno si ricorda il caso del convertito afghano Abdul Rahman? Solo una mobilitazione internazionale impedì che quest’uomo venisse condannato a morte: ma per aver salva la vita, Abdul Rahman ha subito comunque una condanna a morte civile: infatti venne dichiarato pazzo, come se convertirsi dall’islam ad un’altra fede fosse una cosa da malati di mente.
E non solo nei paesi islamici è presente questa piaga, ma anche in Occidente l’ex musulmano convertito rischia.
Qualche anno fa proprio Magdi Allam raccolse il grido di una donna marocchina, Nura, convertita al cristianesimo in Italia, e che si nasconde per paura di essere uccisa: non in Egitto, in Arabia Saudita o in Iran, ma in Italia, culla e centro del Cattolicesimo. Ecco le sue parole ” noi musulmani convertiti al Cristianesimo siamo tanti. Tra noi lo sappiamo.Ma non ce lo diciamo. Dobbiamo aprire le catacombe! Quando ci sarà libertà di culto anche per noi vedrete quanti ne usciranno fuori! Oggi non sussiste reciprocità”. Questo in Italia, a due passi dal Vaticano. E all’ombra del Vaticano è stata costruita la più grande moschea d’Europa, mentre nei paesi musulmani costruire o restaurare una chiesa è difficilissimo ( in Arabia Saudita è proibito).
Che fare, allora? Sarebbe sbagliato fare rappresaglie sui convetiti all’islam. La libertà di culto è una cosa sacrosanta, sancita dalla ”dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo” ( ma non da quel tragico scherzo che è la ”dichiarazione islamica deo diritti dell’Uomo”). Però il casp Hegazi è solo l’ultimo di una lunga lista. Si deve pretendere reciprocità, ma in maniera decisa. Se un cristiano può diventare musulmano, buddhista, ateo o neopagano, lo stesso deve essere per i musulmani. Se i musulmani romani hanno la loro moschea, i cristiani residenti in Arabia Saudita ( stimati al 2,9% della popolazione) hanno diritto a chiese. E nessuno ha il diritto di impedire a chicchessia di scegliersi una fede differente da quella in cui è nato. I musulmani deono rassegnarsi a vedere i convertiti ad altre religioni. E questi convertiti non devono vivere nelle catacombe o visti come una sorta di tabù dall’occidente e persino ad certa parte della Chiesa, ma deono vedere protetto il loro diritto alla libertà di coscienza, anche a costo di irritare qualche ulema o qualche emiro del petrolio

andrea sartori  dal forum di magdi allam   Pubblicato su Lisistrata