SVENTATO ATTENTATO TERRORISTICO: MENO MALE!!!

Qualcosa funziona ancora nella “vecchia e ansimante Europa”,  infatti sono appena stati arrestati dei killer che avrebbero ricevuto la commissione di assassinare i disegnatori  delle vignette di Maometto.
vignette di maometto Eccovi la notizia:
IN DANIMARCA
Vignette su Maometto, tre arresti: “Volevano uccidere il disegnatore”
Sventato il piano per un attentato contro l’autore di una delle celebri vignette satiriche sul profeta Maometto che l’anno scorso innescarono una lunga crisi diplomatica.
Copenaghen, 12 febbraio 2008 – La polizia danese ha arrestato tre persone sospettate di aver pianificato un attentato contro uno degli autori delle vignette sul profeta Maometto. Si tratta, dice la polizia, di due cittadini tunisi e un cittadino danese di origine marocchina. I due tunisini saranno espulsi dalla danimarca.Un portavoce dei servizi segreti danesi PET ha confermato che l’operazione per smantellare la presunta cellula terroristica è avvenuta all’alba, nella località di Aarthus: gli arresti hanno carattere “preventivo” perchè i presunti terroristi erano “nella fase iniziale” dei preparativi di un atto terroristico contro uno dei 12 vignettisti.  leggi il resto qui

Ora quello che ci auguriamo, è che non finisca tutto a tarallucci e vino.  E’ ora che gli europei risfoderino l’aggressività che ha permesso loro di superare il 2000 e rappresentare un coacervo di popoli emancipati, progrediti e dalla capacità di essere accoglienti, ma questo non dovrebbe assolutamente significare che si debbono fare da parte per passare da accoglienti a coglioni. A.B.G.

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LA BITAZZA D’ORO IMBURQATA e la carta benlaven

Bitazza x Bindi e Ferrero

In un periodo nel quale libertà è diventato sinonimo di liberticidio, comprensione verso gli altri è diventato buonismo becero, non scandalizzerà nessuno il fatto che questa redazione mandi gentilmente a cagare il signor Paolo Ferrero ministro della Solidarietà sociale e la signora Rosi Bindi ministro delle politiche per la famiglia e candidato alla segreteria del Pd in un allegro vespasiano che fino ad ora è servito esclusivamente a due nobili culi, ai quali non si poteva far mancate cotanto onore, rappresentati dall’esimio signor Prodi e l’altrettanto esimio signor Padoa Schioppa. 

Ora vista la spinosa questione del burqa e del gay pride che certamente divide le due anime belle del “copriamo le donne” intanto ecchissenefrega della loro dignità e della loro libertà, purché noi facciamo i cavoli nostri, posso suggerire un costume appropriato cosicché non rischino che le loro cosce entrino in un peccaminoso e inverecondo contatto, che possa condurli sulla strada della perdizione semplicemente perché non possono più perdersi, in quanto per perdersi sarebbe necessario prima trovarsi.
VEDI IL SEGUITO QUI

VOTIAMO PER FAR METTERE IL BURQA ALLA BINDI

donna col burqa La Bindi mette il burqa alle donne e toglie il velo alle liti nel governo

Il velo islamico nasconde il volto delle donne ma mette a nudo invece tutte le contraddizioni di una società che vuole essere democratica, multiculturale, laica e liberale ma non sa decidere qual è il confine oltre il quale la manifestazione della propria appartenenza a una fede attraverso un simbolo diventa invece intolleranza, fanatismo, prevaricazione.
Il burqa, il velo che copre interamente il volto, mette a nudo soprattutto l’incoerenza dello schieramento oggi al potere. Il governo Prodi al proprio interno accoglie posizioni inconciliabili e lascia sospese troppe domande. Occorre invece estrema chiarezza in una situazione ad alto rischio sociale come è oramai anche quella italiana dove lungo la strada, nelle aule universitarie, a fare la spesa si incontrano e camminano fianco a fianco ragazze seminude e donne infagottate fino agli occhi. E a volte se una di quelle infagottate tenta di imitare la moda occidentale corre il serio rischio di essere picchiata dai parenti o peggio.

Il burqa è una «libera scelta delle donne musulmane», come dice il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi e dunque come tale va rispettata o rappresenta «un’offesa alla dignità della donna», come afferma il ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini? La decisione del prefetto di Treviso, Vittorio Capocelli, che concede «licenza di burqa» scatena un dibattito quasi tutto al femminile dentro il centrosinistra.

La Bindi dice sì e si lancia anche in un azzardato paragone con il crocifisso. «Vogliamo i nostri crocifissi appesi nelle nostre aule e siamo anche rispettosi del velo, se viene liberamente portato, come segno della propria civiltà», sostiene il ministro, mettendosi così in pieno contrasto con quanto invece afferma la Pollastrini. «Sono sconcertata e indignata. Ritengo la copertura integrale del volto un’offesa alla dignità delle donne. Dunque sul burqa non può esistere alcuna ambiguità. Il no è netto», dice la Pollastrini che richiama «la legge numero 152 del 1975 che, all’articolo 5, vieta di fare uso, in luogo pubblico, di una copertura totale del volto». La Pollastrini poi ricorda che pure «il premier Romano Prodi e il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, sono sempre stati chiari in merito». E infatti il Viminale chiarisce subito: «Abbiamo già detto e ribadiamo che l’uso del burqa è inaccettabile». Peccato che a poca distanza, al ministero della Solidarietà sociale, ci sia il ministro Paolo Ferrero che invece giudica «il provvedimento del prefetto di Treviso sul burqa intelligente perché evita contrapposizioni fittizie, permette di identificare una persona e non impedisce l’utilizzo di un costume religioso».
 Difficile far digerire un simile giudizio a Vittoria Franco, presidente della Commissione Cultura di Palazzo Madama e coordinatrice nazionale delle donne ds. Per la Franco «la decisione di consentire il burqa alle donne è illegittima perché la legge vieta la circolazione a viso coperto, al di là della disponibilità individuale a essere identificati». E ancora è una decisione «sbagliata, perché anche la libertà religiosa ha un limite quando è in gioco la dignità della persona umana. E il burqa viola tale principio e offende la dignità della donna. È triste constatare che vi sia chi non vede questo. Segno che è ancora lunga la strada di un’integrazione basata sul rispetto reciproco». Viste le critiche la Bindi cerca di correggere il tiro. «Il problema è se il burqa è segno di oppressione, allora io sono contraria, o se è simbolo di una civiltà e una cultura e allora non sono contraria», insiste il ministro, senza però riuscire a placare gli animi.  
Souad Sbai - pres.naz.le ACMID«Da un anno e mezzo l’Italia sta diventando fondamentalista, è il momento di dire basta: tutte le donne dovrebbero alzarsi e dire basta» s’indigna Souad Sbai, presidente dell’Associazione donne marocchine in Italia e membro della Consulta per l’Islam italiano.
Unanime il coro di critiche del centrodestra. Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia definisce il burqa una «forma di vessazione nei confronti delle donne». Il presidente di An, Gianfranco Fini, si dice «contrario alla decisione di legittimare il burqa» visto che, precisa, «ci sono leggi che vietano di andare in giro con il viso coperto perché si creerebbero enormi problemi per l’identificazione delle persone».

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In questa storia di burqa, velo, costume e usi religiosi c’è una cosa che emerge prepotente e che sconcerta: ci troviamo di fronte a una classe politica completamente ignorante nei confronti di quello che è la religione musulmana e di quelli che sono I diritti inalienabili delle persone, oltre che della Costituzione Italiana di cui loro dovrebbero essere i primi a difendere I principi. Prima di tutto il burqa o il niqab o il ijab (è indifferente l’oggetto, che è determinato solo la provenienza) non possono essere considerati dei semplici simboli religiosi della serie la medaglietta con l’immagine della Madonna, della croce, o della mano di Fatima, qui ci troviamo di fronte a simboli talmente evidenti che vengono esibiti in Italia e in Europa come un segno distintivo di appartenenza posto sopra le donne; cioè l’equivalente della “marcatura del territorio”.E’ un’esibizione così radicale da contraddire i dettati del profeta, che aveva raccomandato la modestia alle donne e non la loro umiliazione per scopi politici. Ne deriva che in Italia o in Europa, questi costumi non rivestono il carattere di modestia ma rivestono una simbologia dalla valenza politica estremamente invasiva, poiché confligge con i nostri principi, che non sono frutto di  capricci improvvisi, ma sono maturati da secoli di civiltà ed ora vengono violati prepotentemente, schiacciandoli sotto una presunta superiorità etica e morale assolutamente inaccettabile. In secondo, ma solo in ordine cronologico e non di importanza, i diritti fondamentali delle persone, quelli a cui fa riferimento la carta dei diritti dell’uomo firmata dalla maggior parte delle nazioni del mondo, non possono essere messi in discussione da nessuna forma religiosa, superstiziosa e tanto meno politica, perché allo stesso livello si potrebbe importare il principio del cannibalismo, che è certo frutto di usi e costumi tribali e ne consegue che a parità di diritto dei musulmani di imporre la copertura delle donne, qualcuno, per risolvere i problemi e i conflitti scelga di mangiare i propri rivali. In terzo luogo è talmente impossibile stabilire se burqa o il niqab o il ijab sono frutto di una libera scelta, quando vengono imposti dalle famiglie fin dalla primissima età e assieme all’oggetto viene trasmesso l’insegnamento ripetuto in continuazione al fatto che la donna sia inferiore all’uomo e che deve coprirsi. Ne consegue che non c’è libertà di scelta, ma un lavaggio del cervello continuo non può che produrre situazioni di sottomissione forzata e diventa necessario proteggere da questo almeno le prossime generazioni, intervenendo sui bambini e sui minorenni ai quali questi costumi non possono essere imposti in pubblico, anche perché ledono molto di più che la libertà del corpo e della sessualità, ledono i rapporti fra persone. Come fa un ragazzo italiano di 17 anni ad avvicinarsi a una ragazza di 16 o 17 anni coperta con un burqa o un niqab?  In virtù di quale principio i nostri “illuminati eminenti ministri” pensano che non si danneggino i diritti di quella ragazza umiliata nella sua sessualità e completamente isolata dal mondo esterno? E’ talmente evidente che quel modo di esibire la propria appartenenza contrasti con il nostro stile di vita al quale si oppone sfidandolo con una violenza che conta sull’impatto visivo da non poter essere mediata da altro se non da una totale accettazione che prevede la sudditanza dell’italiano che si adegua e non prevede il punto di incontro fra le due culture. E’ una guerra dichiarata alla nostra civiltà, è una guerra di inciviltà e sfrutta abilmente la religione generando volutamente confusione, poiché la religione è riconosciuta anch’essa come un diritto da vivere in perfetta libertà, per cui creare un black out sulla possibilità di capire che coprire la donna è il primo passo dell’integralismo totalitario per affermarsi su ogni tipo di altra ideologia, religione, nazionalità è fare il gioco di chi ha un progetto politico di conquista ben chiaro in mente che sfrutta ogni minimo cedimento sulla democrazia che diventa lassismo e perciò viene talmente indebolita da finire per essere surclassata da queste idee pericoloso, ma senza ombra di dubbio molto forti. Alcuni dei nostri ministri non hanno nemmeno chiaro il principio di identità a cui si dovrebbero ispirare e non in senso religioso, ma per quanto è stata tutta la storia che ci ha preceduto e ci ha portato nei secoli a fare delle scelte di civiltà, alle quali non si deve rinunciare o si riprecipita in un medioevo da cui sarà molto difficile uscire, proprio a causa del fatto che certi ministri e amministratori della cosa pubblica, sono convinti che ciò che loro credono frutto di un dettato religioso possa imporsi al di sopra delle leggi di uno stato laico come il nostro, che ormai ha perso la coscienza del proprio valore. 
Adriana Bolchini Gaigher 

FESTEGGIAMENTI PER L’11 SETTEMBRE IN PALESTINA

Mentre a Bruxelles viene impedito con la violenza agli europei di manifestare il loro dissenso contro l’islamizzazione dell’Europa, in Palestina si festeggia allegramente  la “lieta ricorrenza”: l’attentato dell’11 settembre 2001 in USA.
FESTEGGIAMENTI IN PALESTINA PER LE 2 TORRI
E pensare che sono sommersi dalla m***a sociale fino sopra al naso, dovuta proprio al terrorismo utilizzato, foraggiato e lanciato nel mondo, dal grande padre padrino palestinese Yasser Arafat e trovano anche il tempo di festeggiare un massacro.

E per non farvi mancare proprio nulla riguardatevi anche questo ameno video del 2001. http://littlegreenfootballs.com/weblog/?entry=26993_Democrats_Harangue_Petraeus_Open_Thread_1&only  

Bisogna ammettere che almeno gli islamici sono coerenti e hanno una forte percezione del se, cosa che ormai l’Europa sembra non avere più.

Adriana Bolchini Gaigher

VENITE CON NOI DAVANTI AL PARLAMENTO EUROPEO DI MILANO l’11 settembre

logo dell'ODDII  L’osservatorio Del Diritto Italiano e Internazionale O.D.D.I.I.  assieme al magazine Lisistrata sotto la guida di Adriana Bolchini Gaigher, organizza una manifestazione presso il Parlamento europeo –  Rappresentanza regionale di Milano della Commissione europea  – Palazzo ex Stelline – Corso Magenta, 59 –  Milano l’11 settembre martedì  dalle ore 15 alle 17

Il ritrovo avverrà precisamente in Corso Magenta all’angolo di Via Caradosso, proprio di fronte al Palazzo ex Stellinenello spiazzo antistante la chiesa delle Grazie. Tale iniziativa appoggia quella che avverrà nello stesso giorno a Bruxelles, davanti al Parlamento Europeo, che vede la partecipazione dei due gruppi che l’hanno organizzata: SIOE (come rappresentanza inglese) e SIAD (danese), a cui hanno aderito molti cittadini comuni e gruppi provenienti da tutti i Paesi d’Europa, fra cui l’Italia. per dedicare un pensiero alle vittime delle stragi dell’11 settembre 2001 negli USA e per dire: STOP ALL’ISLAMIZZAZIONE DELL’EUROPA, anche se il sindaco socialista Freddy Thielemans, ha negato il permesso di manifestare pacificamente.

L’ obiettivo è quello di portare all’attenzione delle autorità, il malessere che ormai sta dilagando fra i cittadini europei e di convogliare verso una meta comune, le energie dell’opinione pubblica su queste argomentazioni

 

I° Raduno internazionale europeo per sostenere i valori delle Carte Costituzionali e delle Leggi in vigore negli Stati europei, nonché il rispetto della Carta dei diritti dell’uomo che tutti gli Stati hanno sottoscritto e per dire no all’islamizzazione dell’Europa.

A COSA DICIAMO SI:
SI al rispetto delle Carte Costituzionali delle Nazioni Europee,
SI al rispetto delle Leggi vigenti nelle Nazioni Europee,
SI all’integrazione e alla libera circolazione delle idee, delle religioni e delle espressioni artistiche,SI all’applicazione della carta dei diritti dell’uomo,
SI al diritto e alla libertà, sì al diritto di critica e di satira,
SI a tutto quanto rende il multiculturalismo una realtà e non sfrutta la democrazia per imporre su tutti un’unica legge che non prevede il multiculturalismo nei paesi occidentali: LA SHARJA.
SI alla democrazia e al confronto democratico e
SI alla comprensione e al valore delle differenze 
 

A COSA DICIAMO NO: 
NO alla sharia nei tribunali italiani ed europei,
NO alla sharia applicata nei gruppi sociali di origine islamica,
NO al separatismo fra donne e uomini e fra immigrati e nativi,
NO alla discriminazione sessuale, religiosa, culturale, sociale e politica,
NO alla suddivisione delle società in classi sociali con diritti diversi,
NO alla poligamia,
NO alla teocrazia e
NO all’odio religioso. 

Adriana Bolchini Gaigher

MANIFESTO TRANSLATE IN ENGLISH

Leaflets will be printed and handed out to passers-by to explain the reason for the rally.  I have translated the text into English with the Italian version below.  May I suggest that SIOE also prepare leaflets along these lines in several different languages for distribution on the day.  I would be happy to help out with translations:First European International Gathering in support of the values of the Constitutional Charters and the Laws in force in the European States, as well as the International Declaration of Human Rights for all the nations who have signed it, we stand together against the Islamisation of Europe:

WE SAY:
YES To respect of the Constitutional Charters of the European Nations,
YES to respect of the existing Laws of the European Nations,
YES to integration and the free circulation of ideas,
YES to religious and artistic expression
YES to the application of the Declaration of Human Rights
YES to Freedom and the Rule of Law
YES to the right of criticism and satire
YES to multiculturalism in the true sense of the word, meaning respect for everyone’s rights, which does  not mean taking advantage of democracy in order to impose views on others that are alien to them
YES to Democracy and democratic debate
YES to understanding and the appreciation of differences

WE SAY:
NO  to Sharia in the Italian and European Courts
NO  to the application of Sharia Law within the Muslim community
NO  to the separation of women and men and between indigenous populations and immigrants
NO  to sexual, religious, cultural, social and political discrimination
NO  to the subdivision of societies and social classes with different rights,
NO  to poligamy
NO  to teocracy
NO  to religious hatred.

NUOVE VIGNETTE BLASFEME NUOVO COMPLOTTO

Ci risiamo: in Svezia Vilks ha pubblicato delle vignette che rappresentano la testa di Maometto sul corpo di un cane.
maometto su corpo dicane maometto su cane Un gruppo di musulmani secolarizzati ha deciso di aprire un dibattito pubblico sulla libertà di pubblicazione e sulle vignette, ritenendo fosse giunto il momento di mettere in discussione il modo di affrontare la satira e l’ironia da parte dei musulmani, ed è successo l’immancabile finimondo. 
proteste islamiche proteste islamiche 
proteste islamiche proteste islamiche
A parte le solite manifestazioni civili e pacifiche, sia in Svezia, che in ogni parte del mondo islamico, come potete vedere da alcune foto, a parte il solito ed immancabile boicottaggio delle merci svedesi messo in atto dall’Arabia Saudita, a parte le solite minacce di morte, sono saltati fuori i soliti intelligentoni anzi il solito intelligentone cioè Ahmadinejad che ha sostenuto che queste vignette sarebbero frutto dell’immancabile complotto sionista, (se ne sentiva la mancanza) per opprimere le popolazioni europee.
A chi fa notare che i sionisti sono talmente pochi nel mondo, che non possono essere autori di tutti i complotti, risponde che sono pochi ma organizzatissimi e sono solo dei blasfemi, privi di fede.
pace fatta con perdono all'islamico Insomma tutto è bene quel che finisce bene, pensate un po’ se avessero provato a murare una cappelletta ove c’è qualche simbolo religioso islamico, come accaduto in provincia di Varese, dove è finita a tarallucci e vino, con la stretta di mano, anziché la stretta di palle, come sarebbe stato necessario, chissà cos’altro avrebbero bruciato, oltre alle bandiere e alle effigi simboliche dell’ambasciatore svedese del boicottaggio alle merci svedesi, alla richiesta di una jiza quadruplicata  e dulcis in fundi alla condanna a morte del blasfemo che ha osato immortalare Maometto come un cane.
proteste degli svedesi contro la censura islamica  Almeno questa volta gli svedesi hanno reagito e sono scesi in piazza per dimostrare che gli islamici vogliono imbavagliare la libertà e con essa gli occidentali.
Adriana Bolchini Gaigher

IL SINDACO MAIALE CHE ODIA I MAIALI

CLICCATE SULLA FOTOGRAFIA PER GUSTARE IL FILMATO
il sindaco Thielemans di BruxellesGustatevi questa chicca che gli europei indignati hanno costruito per deridere l’integralismo del sindaco Thielemans che ha proibito la manifestazione di Bruxelles dell’11 settembre prossimo e non dimenticate di accendere le casse, perché è da ascoltare, oltre che da vedere.