DISCRIMINAZIONI CONTRO I CRISTIANI NEL MONDO

il giornale testata
Affigge immagine di Gesù: sospeso impiegato inglese di Erica OrsiniIl dipendente è stato denunciato da un collega musulmano. da Londra Tempi duri per i cattolici in Gran Bretagna. Dopo la polemica recente sollevata dalla sospensione dal lavoro di un’hostess che indossava un ciondolo a forma di croce, un altro dipendente aeroportuale – questa volta a Manchester – è stato sospeso dall’impiego per aver affisso alla parete di una sala riservata al personale un’immagine raffigurante Gesù.A scatenare il polverone sono state questa volta le rimostranze di un collega musulmano che non aveva gradito la cosa. Così Gareth Langmead, che lavora come supervisore nel parcheggio dell’aeroporto, ha dovuto rassegnarsi a una sospensione – durata a quanto pare soltanto qualche giorno – dalle mansioni che esercita abitualmente. La decisione presa dall’ufficio personale ha letteralmente scioccato mister Langmead, il quale è convinto che la reazione dei suoi superiori sia stata assolutamente sproporzionata. Un rappresentante sindacale che ha raccontato l’episodio ai giornalisti di Sky News ha riferito che il poveretto ha trascorso quattro giorni d’inferno. «Francamente non vedo che cosa ci sia di inappropriato nell’immagine di un Gesù Cristo – ha commentato Glynn Platt -. Era stata appesa in una sala mensa comune e non riesco a comprendere come potesse arrecare offesa a qualcuno. E poi la cosa più opportuna da fare in questo caso era chiamare il dipendente e spiegargli che avevano ricevuto un reclamo a proposito di quell’immagine, invitandolo poi a rimuoverla».Una nota stampa dell’aeroporto ieri ha confermato che un impiegato era tornato al lavoro senza essere sottoposto ad azione disciplinare: ma il nome di Langmead non è mai stato indicato. «Vista la natura dell’incidente – si legge ancora nella nota – abbiamo chiesto al cappellano dell’aeroporto di lavorare insieme ai nostri dipendenti per raggiungere un più alto livello di comprensione riguardo alle fedi altrui». Il provvedimento a carico di Langmead arriva soltanto poche settimane dopo un altro caso di “correttezza politica” applicata ai credi religiosi. Una dipendente induista di Heathrow aveva infatti perso l’impiego perché indossava un ornamento previsto dal suo credo. In seguito ad un’azione legale intrapresa contro il datore di lavoro, la signora è stata reintegrata.
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Un’azione così vessatoria, da aver prodotto una punizione come l’allontanamento  e la censura messa in atto anche per il futuro, nei confronti del dipendente cristiano, dimostra come minimo una “sudditanza psicologica” se non peggio nei confronti di chiunque sia un islamico, il quale può permettersi di esternare in pubblico, (come infatti viene concesso alle dipendenti delle compagnie aeree di indossare il chador –con il quale ci stanno scassando le ovaie, a furia di ripeterci che è un simbolo religioso…-)  anche in luoghi pubblici, e come accade ovunque anche nelle nostre strade e non raramente negli uffici comunali, -a parte le donne che vengono vestite come armadi ambulanti, manca solo lo sportello d’ordinanza e poi prima di rivolgere loro la parola dovremo bussare- che i musulmani armati di tappetino ambulante, si inginocchiano a pregare il loro dio, impedendo a chiunque di esercitare il proprio diritto di passaggio e persino di poter parlare, sostare, e perché no? Pregare a sua volta magari in silenzio.
Vorrei vedere cosa sarebbe successo se in un qualunque paese musulmano con dipendenti di molte fedi qualche musulmano, nel suo ufficio, come accade di norma in tutti gli uffici del mondo, avesse affisso un simbolo della propria religione,(lo facciamo tutti noi sulle nostre scrivanie o sui nostri muri,  magari ci portiamo appresso il santino al quale ci si ispira nelle preghiere, infatti non è cosa rara che gli italiani si portino nel portafoglio o mettano sulla scrivania qualche santino….)E’ pensabile che lo avrebbero punito come fatto con l’inglese cristiano dalla compagnia per la quale lavora? Credo proprio di noi, sarebbe stato per lui l’esercitare liberamente un suo diritto. Se poi leggete l’episodio della signora induista che aveva addirittura perso l’impiego per un semplice ornamento al collo, c’è di che allarmarsi e cominciare a urlare a gran voce che di qui non passeranno. Ieri abbiamo assistito alla partenza di una nuova navetta verso lo spazio. Fra gli astronauti ce ne era uno di fede musulmana, si sono premurati tutti di farci sapere che lui prima di partire aveva interpellato il proprio consigliere religioso, per sapere come avrebbe dovuto comportarsi per poter rispettare i dettati del corano e udite! Udite! Tutti siamo venuti a sapere che gli è stata elargita una certa comprensione, tant’è che non sarà obbligato, -bontà del consigliere spirituale- ad inginocchiarsi verso la mecca  (avrei proprio voluto vedere come avrebbe fatto dallo spazio senza questa esenzione……) e di adeguarsi nei limiti del possibile alla dieta di bordo, indipendentemente dal ramadam.Ma quando mai quando sono partite persone cristiane, ebree, induiste o di qualunque altra religione si sono premurati di mettere in piazza le loro scelte “spirituali”? Se questa non è discriminazione nei confronti di tutti noi e mi allargo a tutte le religione, con categorica esclusione di quella musulmana, che fa eccezione e che può permettersi di dettare le proprie regole a tutto il mondo, qualcuno sia così gentile di spiegarmi che cos’è. Ma è mai possibile che siamo solo noi del popolo a renderci conto che questi comportamenti discriminatori nei confronti di tutte le religioni che non siano la musulmana, produrranno un odio feroce e una reazione a catena?  E quando la scintilla che farà scoppiare l’incendio si accenderà, chi la spegnerà? E dopo averla spenta quanti disastri ci troveremo ad aver ereditato? E la smettano almeno di prenderci continuamente per il culo sostenendo che la figura di Gesù Cristo è molto rispettata nella fede musulmana, perché questi episodi dimostrano come minimo la confusione e l’ignoranza che alberga fra tutti i musulmani del mondo che non si accordano nemmeno fra loro sul cosa sia tollerabile e il cosa no, ma non a casa loro ove hanno le idee ben chiare e contro gli infedeli fanno calare mannaie spaventose, ma a casa nostra… A CASA NOSTRA!!!!! A CASA NOSTRA!!!!! In quante lingue dovremo ripeterlo che siamo a casa nostra e pretendiamo rispetto?  Questo non significa che non rispettiamo gli altri, ma non siamo più disposti a vedere disprezzate le nostre abitudini, i nostri usi, i nostri credo, le nostre leggi e la nostra costituzione. BASTA!!!!!Ebbene noi non tolleriamo più che ci dettino le loro leggi in casa nostra.Va bene signori del Governo?  Di tutti i governi Europei? Non volete capirlo e continuate a procedere verso la nostra forzata islamizzazione?  Un giorno pagherete le conseguenze dei vostri atti e dovrete vergognarvi di avere fatto dell’Europa una cloaca ideologica sconfinata e ingovernabile. Adriana Bolchini Gaigher
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CRISTIANI DISCRIMINATI NEI PAESI MUSULMANI
Imam contro i cristiani nello Yemen: «Troppe conversioni, vanno puniti»
di Andrea Tornielli
Almeno duemila musulmani hanno abbandonato l’islam. Secondo la sharia rischiano la pena di morte «Presidente, intervenga, questo è terrorismo!». Con tali sconcertanti parole un centinaio di ulema yemeniti si sono rivolti al presidente del loro Paese, Ali Abdullah Saleh, chiedendogli di prendere provvedimenti per arginare le conversioni degli islamici che abbracciano la fede cristiana.

Secondo il quotidiano palestinese al-Quds al-Arabi «solo nella parte vecchia di Sanàa», la capitale dello Yemen, «negli ultimi tempi duemila musulmani si sono convertiti alla fede di Cristo». Le guide spirituali islamiche chiedono a Saleh un immediato intervento in difesa della fede musulmana yemenita. Nella missiva, indirizzata anche ai parlamentari, si legge: «Dovete assumervi le vostre responsabilità religiose e morali nei confronti delle deviazioni che si stanno diffondendo nel Paese e che si insidiano nella società yemenita».

Nel mirino degli ulema sono finite anche manifestazioni durante le quali giovani hanno potuto ballare promiscuamente (contravvenendo al costume locale che impone la separazione dei sessi) e una sfilata di moda.

L’obiettivo principale, rimane comunque quello dei nuovi cristiani.
L’agenzia locale Mareb Press ha intervistato un uomo yemenita che ha abbracciato la fede cristiana, anonimo per ragioni di sicurezza: «Mi sono convertito nello Yemen – ha dichiarato – facendo semplicemente il segno della croce. Ho deciso di abbracciare questa nuova fede deluso dai sermoni che ascoltavo in moschea nei quali si invitava a uccidere e a compiere atti di terrorismo. Nel cristianesimo invece è vietato invitare a uccidere il prossimo e questo mi ha convinto».    Secondo l’intervistato i cristiani nello Yemen sarebbero già più di 2.500.

«Almeno 700 ora vivono all’estero – ha continuato – ma ci sono intere famiglie cristiane nello Yemen con le quali siamo in contatto via Internet. I cristiani si incontrano una volta alla settimana nella casa di un fedele straniero della capitale. Ci sono dei ragazzi che diffondono il Vangelo ma lo fanno di nascosto perché la polizia non lo permette». Un altro fedele cristiano ha spiegato che i convertiti si muovono con molta discrezione, ben conoscendo i rischi a cui vanno incontro.
Tutti gli ulema interpellati sull’argomento hanno infatti ribadito che la Sharia, la legge coranica, preveda la pena di morte per gli apostati. La stessa pena per chi rinnega l’islam è prevista dal codice penale yemenita: «La pena per l’apostata è la morte – precisa l’avvocato Khalid al-Anisi – e lo stesso vale per chi viene sorpreso a diffondere un’altra religione o a incitare altri alla conversione».
Sulla vicenda è intervenuta anche la Lega Musulmana Mondiale, criticando la presenza nello Yemen di scuole straniere e di istituti all’interno dei quali si diffonderebbe il cristianesimo.

Il 21 settembre scorso Benedetto XVI aveva parlato del «diritto di cambiare religione, che va garantito non soltanto giuridicamente, bensì pure nella pratica quotidiana».

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Questa ultima notizia è così assurda ed inconcepibile che risulta veramente difficile commentarla senza farsi prendere dalla rabbia e dall’impotenza, in quanto ci troviamo ogni giorno a dover fronteggiare a casa nostra, pretese e arroganze che provengono da un certo tipo di musulmani che vorrebbero imporre qui i loro usi e costumi, con la scusa di essere buoni fedeli e una pletora di cretini pronti ad accontentarli sulla nostra pelle.

 E’ inaccettabile continuare a fingere che non esista un problema di guerra di religione, ma questa guerra non è stata dichiarata da noi, che veniamo continuamente accusati di razzismo perché ci siamo accorti di ciò che sta accadendo in tutto il mondo. Questa guerra –bisogna dirlo continuamente soprattutto agli occidentali idioti o interessati a scopi di lucro personale.- Esiste e sta avanzando ogni giorno in maniera più massiccia, ma è stata dichiarata unilateralmente da parte islamica e noi siamo le vittime che subiscono l’ideologia e l’abuso degli usi e costumi alieni alla nostra cultura, senza che qualcuno si faccia veramente carico di capire chi è la vittima e chi il carnefice.

Noi siamo le vittime non gli invasori, i quali si fanno passare per poveri emigranti ed invece stanno attuando una strategia politica di invasione e occupazione.

Adriana Bolchini Gaigher

7 Risposte

  1. […] DISCRIMINAZIONI CONTRO I CRISTIANI NEL MONDO […]

  2. I governanti italiani ed europei, o sono atei, o incoscienti o entrambe le cose. Non guardano ai diritti e ai bisogni dei cittadini. Non si rendono conto che la nostra religione non intacca e non lede in nessun modo la “sensibilità” di nessun’altra religione. Il nostro credo è pacifico. Il credo islamico è oppressivo, violento e cruento. Il nostro Dio, nella sua SS Trinità, predica l’Amore per tutti. Il loro dio islamico, predica la morte violenta e la sopraffazione dei suoi fedeli sugli altri uomini, lo sterminio degli infedeli, esteso anche ai loro fratelli apostati. Questo semplice ragionamento, di facile comprensione, non se lo pongono i suddetti governanti? Perché?
    Intanto emettono editti per la promozione, le agevolazione, le affermazioni e l’applicazione di tutti i presunti “diritti” dei cittadini islamici in casa d’altri, a scapito e a danno dei legittimi diritti dei cittadini autoctoni, dimostrando dissennatezza di ragionamento e assurdo disprezzo dei cittadini europei
    Vorrei poter chiedere ai governanti nazionali ed europei, atei o di qualunque credo, di sperimentare in prima persona, con le rispettive famiglie, da comuni cittadini, senza scorte e corazze, la convivenza quotidiana, gomito a gomito, con gli islamici, per lungo tempo, condividendo il vivere quotidiano per lungo tempo, nel pieno “rispetto” di tutte le loro esigenze: sociali, alimentari, comportamentali, religiose, ecc, nonché di tutti i loro usi e costumi.
    Soltanto dopo aver “sperimentato” e vissuto in prima persona, da comuni cittadini, ed applicato, a favore degli ospiti islamici, in tutti i sensi, i concetti di “l’accoglienza e tolleranza”, a prescindere…, potranno emettere editti ragionati e saggi, a salvaguardia dei popolo autoctoni. Forse. Se non hanno a cuore lo serminio dei popoli europei.

  3. adesso sembra che comincino a muovere i primi passi, infatti c’è stata una risoluzione di condanna al Parlamento Europeo per le persecuzioni contro i cristiani nel mondo, in particolare nei paesi islamici o comunisti, ma questo vale anche nei paesi cristiani, ove la voce dei musulmani, sovrasta troppo spesso quella dei cristiani, mentree comunisti e loro aggregati fanno di tutto per tacere questa verità e cercano di attirare l’attenzione su quella che chiamano islamofobia, dimenticando che sono loro con i loro integralismi e il terrorismo che si firma islamico a spaventarci e abbiamo il diritto di avere paura.
    L’articolo della risoluzione EU è pubblicato qui: http://www.lisistrata.com/tgfhydrdeswqenhgty/images/uploads/AjmanNewton.jpg

  4. Salve a voi italiani,

    Quando i citadini italiani prenderono coscenza di quello che succede in Europa: l’islamisazione lenta ma sicura.

    In tante parti dell’Europa dei cristiani sono già condannati al silenzio.

    KTOvox
    … Resistentia Catholicae

  5. purtroppo noi ci siamo resi conto di questo da alcuni anni, ma forse riusciamo ancora a fare qualcosa per tutti, anche quelli che hanno già perso alcune libertà e diritti.

    Auguri perché siate forti e teniate duro. NON MOLLATE !

  6. L’unica oppurtunità è difendere il popolo Ebraico.Conoscere la fede cristiana pentecostale evangelica in espansione nel mondo anche Islamico!

  7. Caro Eros, concordo solo col difendere Israele e la sua esistenza, ma di quale espansione parla, se per un musulmano che si converte, per scelta e per convinzione, solo perché ha conosciuto il cristianesimo, ci sono almeno 1000 cristiani che subiscono islamizzazione forzata o le pene vanno dalla discriminazione fino alla morte????

    La prova?

    Tutte le terre che prima erano cristiane, sono state islamizzate, dalla Turchia all’Algeria, si ricordi che prima ci furono i cristiani e poi man mano, come in Egitto, Siria, Libano, Palestina, ecc. ci sono state culture che hanno preceduto il cristianesimo, come l’ebraismo, gli egizi, gli assiri ecc. e poi lì è rimasto il cristianesimo e solo nell’ultimo secolo si sono capovolti gli equilibri dal 60% che erano, si sono ridotti si e no al 10% e ridotti anche a condizione di dhimmi, cioè di sudditi con inferiori diritti.

    Buon Natale.

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